‘Questa è una scultura’? Alla scoperta del Novecento

‘Questa è una scultura’? Alla scoperta del Novecento

Parte un ciclo di laboratori per famiglie da Ottobre 2017 a Marzo 2018 per aiutare bambini e giovanissimi a conoscere ed apprezzare la scultura del XX secolo presso il Museo Novecento

 

Quando parliamo di scultura siamo istintivamente portati a pensare a un solido blocco di marmo che viene scolpito con energia da un artista, un esempio per tutti il David di Michelangelo. La storia dell’arte tuttavia ci offre un ventaglio assai ricco e variegato di possibilità. Oltre al bronzo fuso a cera persa, già sapientemente lavorato dagli antichi Greci e dai grandi del Rinascimento, i materiali e le tecniche sono molteplici e le potenzialità pressoché infinite: ne erano ben consapevoli gli artisti del Novecento, che si sono avventurati nelle sperimentazioni più varie.

Il ciclo – a cura dei Musei Civici Fiorentini e di MUS.E – propone un viaggio nella scultura del Novecento, dal Totem dorato di Mirko Basaldella alle ceramiche policrome di Lucio Fontana, dalla Macchina inutile di Bruno Munari alle installazioni luminose di Maurizio Nannucci, per sperimentare, nel gioco dell’arte, una serie assai varia di tecniche scultoree. Perché come scrive Munari,  “[…]le mie macchine inutili sono sempre state considerate come scherzi o meglio «giochini», neanche giochi (i giochi sono cose serie) ma giochini, proprio roba da poco. Infatti non erano né di bronzo come deve essere una vera scultura, né di marmo, nemmeno dipinte a olio ma a tempera, non si appendevano al muro come i quadri, ma al soffitto come i lampadari, insomma, non si sapeva come catalogarle: non erano sculture, che cosa erano? Erano i giochini di Munari.”

Qui di seguito il dettaglio degli incontri:

22 ottobre h16.30 Le Macchine inutili di Bruno Munari

18 novembre h16.30 Lucio Fontana e le ceramiche dei Cavalli marini

16 dicembre h16.30 Nel momento: fra i pieni e i vuoti di Remo Salvadori

20 gennaio h16.30 Everything might be different, l’arte della luce di Maurizio Nannucci

17 febbraio h16.30 Fra Totem, Idoli e Re, la magia di Mirko Basaldella

17 marzo h16.30 Una parete elastica? Le installazioni di Paolo Masi

 

Dove: Museo Novecento, piazza Santa Maria Novella 10 Firenze

Costi: €2,00 bambini e €10,50 adulti – residenti in città metropolitana; €4,00 bambini e €12,50 adulti – non residenti in città metropolitana (ingresso al museo + attività)

Durata: 1h15’

Prenotazione obbligatoria

info@muse.comune.fi.it”
055-2768224, 055-2768558

www.musefirenze.it

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Magherini: Appello conferma condanne, “Riccardo morto non per colpa propria”

Magherini: Appello conferma condanne, “Riccardo morto non per colpa propria”

Anche la corte di appello di Firenze condanna per omicidio colposo tre dei quattro carabinieri che la notte tra il 2 e 3 marzo 2014 intervennero in una strada di Firenze per fermare Riccardo Magherini, l’ex calciatore in preda a una crisi da alcol e cocaina e in piena agitazione per cui fu chiamato il 112. L’intervento si concluse con la morte del 40 enne fiorentino.

Ieri pomeriggio un collegio di tre giudici donne – presidente Maria Luisa Romagnoli, a latere Anna Favi e Paola Masi – ha ribadito la sentenza di primo grado del luglio 2016 nella sua sostanza: otto mesi a Vincenzo Corni, sette mesi ciascuno a Stefano Castellano e Agostino della Porta.

Restano assolte le due volontarie della Croce Rossa, Claudia Matta e Jannetta Mitrea. E rimane fra gli assolti un quarto carabiniere, non toccato dall’appello. Il pg Luigi Bocciolini aveva chiesto di alzare a un anno la condanna per tutti gli imputati. Tuttavia il suo appello come quello delle difese sono stati respinti, mantenendo così inalterata l’impostazione del primo giudizio.

Tuttavia, le tre giudici hanno inserito alcuni aspetti di novità. Intanto, è ricavabile dal dispositivo una redistribuzione del concorso concausale fra gli imputati (le motivazioni sono fra 90 giorni) nel determinare il decesso di Magherini: infatti la corte ha stabilito a carico dei tre carabinieri il pagamento di provvisionali risarcitorie che non c’erano in primo grado.

Sono 50.000 euro ciascuno ai genitori di Magherini, e al fratello, mentre altri 100.000 euro vanno al figlio minorenne. Inoltre la corte ha deciso la trasmissione di una copia degli atti al pubblico ministero affinché valuti nuove indagini relativamente al reato di abuso dei mezzi di contenzione: è la fase finale, quella che precede la morte, quando Magherini, in progressiva asfissia, viene tenuto fermo dai militari a terra; la famiglia ha rimarcato “anche con calci”.

Da qui potrebbe nascere un nuovo processo, che rimetterebbe in gioco le posizioni dei quattro carabinieri di pattuglia.   “E’ quello che volevamo”, hanno commentato Guido e Andrea Magherini, padre e fratello di Riccardo, “La sentenza di appello conferma le condanne ed esclude responsabilità di Riccardo nella propria morte, è quello che volevamo portare a suo figlio”.

“La corte ha accolto tutte le nostre richieste – ha detto l’avvocato Fabio Anselmo, parte civile per la famiglia Magherini – Anche se le provvisionali non ci restituiranno Riccardo, hanno un valore simbolico importante. Inoltre la sentenza ha escluso il contributo concausale di Riccardo nella sua morte: è morto per asfissia non per colpa propria”.

“Moderatamente soddisfatto”, si dice l’avvocato difensore dei carabinieri Francesco Maresca aggiungendo: “E’ una sentenza neutra che di fatto lascia le posizioni nello stesso modo in cui erano state sviluppate nel primo grado e che riequilibra il concorso di colpa. In verità mi aspettavo una posizione più netta, rimane la linea del primo grado di cui accolgo le lievi condanne ai tre carabinieri”.

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Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Per la tragedia avvenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze “non si può escludere l’ipotesi della terribile fatalità”. E’ l’opinione dell’ex sovrintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini.

“Quanto avvenuto, benché terribile, può succedere in un edificio con alle spalle secoli e secoli di storia – spiega Acidini – un comportamento imprevisto e non prevedibile, dei materiali potrebbe accadere pur in presenza di verifiche puntuali e frequenti”.

Per l’ex sovrintendente, “si può fare un parallelismo con quanto talvolta avviene con gli alberi: magari vengono monitorati, curati con assiduità; poi all’improvviso, un colpo di vento li abbatte”, dice.

E aggiunge: “conoscendo bene la basilica dico di non poter pensare che quanto è avvenuto oggi sia legato ad incuria: i finanziamenti che riceve il complesso sono consistenti, i controlli, verifiche e manutenzione regolari, periodici ed affidati a specialisti”.

Una gru è stata portata nella chiesa con un sistema di passerelle, per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche del caso e le operazioni di messa in sicurezza del punto in cui si è staccato il grosso peduccio in pietra. La struttura, lunga quasi mezzo metro, avrebbe potuto travolgere anche più persone: “Ero li’ 10 minuti prima, perché è successo proprio nel punto dove ci fermiamo sempre a spiegare” racconta una guida turistica, ancora sconvolta per quando successo. “Tutto è avvenuto all’altezza della terza cappella gentilizia nel transetto di destra – continua la guida -. Io in quel momento mi trovavo ad una quindicina di metri di distanza con i turisti che stavo accompagnando, quando ho visto un pezzo di pietra cadere. Non ho visto l’impatto con la persona ma ho sentito una donna, credo la moglie, iniziare a gridare”. La basilica a quell’ora era affollata di turisti intenti ad ammirare le tombe dei grandi personaggi che lì sono sepolti, come Galileo, Michelangelo e il poeta Ugo Foscolo. “Non ho visto la persona riversa a terra perché c’era molta gente davanti – continua la guida – ma ho visto dei frammenti di pietra e del sangue”.

Sull’episodio è intervenuto l’Arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che ha espresso “cordoglio e vicinanza” alla famiglia del turista. Oggi la basilica e il complesso monumentale di Santa Croce resteranno chiusi in segno di lutto.

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Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Turista morto in S. Croce: Acidini, no esclusa terribile fatalità

Per la tragedia avvenuta nella basilica di Santa Croce a Firenze “non si può escludere l’ipotesi della terribile fatalità”. E’ l’opinione dell’ex sovrintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini.

“Quanto avvenuto, benché terribile, può succedere in un edificio con alle spalle secoli e secoli di storia – spiega Acidini – un comportamento imprevisto e non prevedibile, dei materiali potrebbe accadere pur in presenza di verifiche puntuali e frequenti”.

Per l’ex sovrintendente, “si può fare un parallelismo con quanto talvolta avviene con gli alberi: magari vengono monitorati, curati con assiduità; poi all’improvviso, un colpo di vento li abbatte”, dice.

E aggiunge: “conoscendo bene la basilica dico di non poter pensare che quanto è avvenuto oggi sia legato ad incuria: i finanziamenti che riceve il complesso sono consistenti, i controlli, verifiche e manutenzione regolari, periodici ed affidati a specialisti”.

Una gru è stata portata nella chiesa con un sistema di passerelle, per consentire ai tecnici di effettuare le verifiche del caso e le operazioni di messa in sicurezza del punto in cui si è staccato il grosso peduccio in pietra. La struttura, lunga quasi mezzo metro, avrebbe potuto travolgere anche più persone: “Ero li’ 10 minuti prima, perché è successo proprio nel punto dove ci fermiamo sempre a spiegare” racconta una guida turistica, ancora sconvolta per quando successo. “Tutto è avvenuto all’altezza della terza cappella gentilizia nel transetto di destra – continua la guida -. Io in quel momento mi trovavo ad una quindicina di metri di distanza con i turisti che stavo accompagnando, quando ho visto un pezzo di pietra cadere. Non ho visto l’impatto con la persona ma ho sentito una donna, credo la moglie, iniziare a gridare”. La basilica a quell’ora era affollata di turisti intenti ad ammirare le tombe dei grandi personaggi che lì sono sepolti, come Galileo, Michelangelo e il poeta Ugo Foscolo. “Non ho visto la persona riversa a terra perché c’era molta gente davanti – continua la guida – ma ho visto dei frammenti di pietra e del sangue”.

Sull’episodio è intervenuto l’Arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, che ha espresso “cordoglio e vicinanza” alla famiglia del turista. Oggi la basilica e il complesso monumentale di Santa Croce resteranno chiusi in segno di lutto.

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Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

Turista morto a Firenze: Opera Santa Croce, “Controlli solo una settimana fa”

“Una beffa del destino: solo una settimana fa avevamo impiegato un elevatore per pulire in altezza le vetrate nella parte della basilica dove ieri è avvenuta la tragedia. Ne avevamo approfittato, come facciamo di solito, anche per effettuare un controllo sulle superfici di quella zona. Tutto era risultato regolare”. Lo ha dichiarato all’ANSA  il segretario generale dell’Opera di Santa Croce, Giuseppe De Micheli.

La caduta di un pezzo di capitello nella basilica che ha causato la morte di un turista spagnolo, è “un evento incredibile, che ci ha sconvolti tutti: rivesto questo ruolo dal 2000 – spiega De Micheli – ed in 17 anni non ho mai visto accadere nulla del genere”.

L’ultimo restauro generale “di ampio respiro”, nella zona della chiesa in cui è accaduto il tragico incidente, ricorda il segretario, “risale a circa 10 anni fa: e si può dire che negli ultimi 15 anni l’intero complesso di Santa Croce, a nostra cura, è stato messo in sicurezza, restaurato, monitorato, costantemente in ogni sua parte”.

Se infatti la proprietà della basilica e dei suoi annessi è del Fec, il Fondo degli edifici di culto che fa capo al ministero degli Interni, la cura, sia strutturale, che della valorizzazione e gestione del complesso monumentale ricade nella competenza dell’Opera, mentre la supervisione sui progetti di restauro, intervento e manutenzione portati avanti da questa spetta alla Sovrintendenza architettonica.

“Si può tranquillamente dire che Santa Croce sia stata, e sia anche adesso, un cantiere permanente”, prosegue De Micheli, “ed è così che deve essere: per monumenti come questo, i lavori non finiscono mai, ed è giusto e doveroso che sia così”.

La tragedia mortale di ieri “chiaramente ci obbliga a riflettere profondamente, a posteriori, su come sia potuto succedere un fatto del genere. Ma come prevedere l’imprevedibile?”, si chiede De Micheli. E il segretario generale aggiunge che fin dal pomeriggio di ieri all’Opera sono arrivati “tanti messaggi di incredulità: alcuni anche istituzionali”. Oggi in segno di lutto la chiesa resta chiusa.

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