25 Aprile, Di Giorgi (PD): “Chi rinnega la Liberazione è fuori dalla Storia del nostro Paese”

25 Aprile, Di Giorgi (PD): “Chi rinnega la Liberazione è fuori dalla Storia del nostro Paese”

La  parlamentare e membro della direzione nazionale Pd: Il 25 Aprile è la festa di tutti. Chi ne sta fuori dimostra di non aver accettato né la Repubblica né la Democrazia. Ed offre, consapevolmente, un segnale pericolosissimo, in un momento in cui le nostre stesse Istituzioni sono messe a dura prova dai populismi che dilagano in Europa e non solo.

“Il 25 aprile di 74 anni fa, con la Liberazione dall’orribile giogo del nazifascismo, l’Italia divenne finalmente un paese democratico. Grazie al sacrificio di centinaia di migliaia di uomini e donne, riscattò la propria dignità, che era stata fiaccata dagli anni bui della dittatura e dell’occupazione tedesca. Poco dopo sarebbe arrivata la Repubblica e poi la Costituzione, che, come ci ricorda Piero Calamandrei, trae la sua linfa proprio degli ideali che animarono il movimento partigiano durante la Resistenza. Negare tutto questo significa porsi al di fuori della storia, ovvero su quel crinale aberrante che riconosce pari dignità a chi combatté per la libertà e chi invece si piegò ad un regime efferato e criminale” lo dichiara in un comunicato la parlamentare PD Rosa Maria Di Giorgi.

Che aggiunge: “i morti sono tutti uguali, ma le scelte furono e sono differenti. Per questo io sarò, come sempre, convintamente in piazza, per partecipare alle manifestazioni della Festa della Liberazione. Festa che, è bene ricordarlo, fu istituita, non da un rivoluzionario bolscevico, come oggi si vorrebbe far passare, bensì da Alcide De Gasperi, presidente del consiglio ed esponente di punta della Democrazia Cristiana. Perché, al contrario di quanto sostengono i detrattori, alla liberazione dell’Italia parteciparono tutte le forze vitali del paese, cattolici e monarchici compresi. Tra di loro anche tantissimi giovani fascisti della prima ora che, avendo conosciuto finalmente l’inganno del Regime, scelsero infine la strada della clandestinità e della lotta contro la Repubblica Sociale”.

“Per questo chi oggi -sottolinea Di Giorgi-  come il ministro Salvini o il candidato del centrodestra a Firenze Ubaldo Bocci, sceglie di non partecipare alle Celebrazioni del 25 Aprile, si assume la grave responsabilità di riportare indietro le lancette della storia, rinnegando il lascito repubblicano e democratico della Resistenza.
Il 25 Aprile è la festa di tutti. Chi ne sta fuori dimostra di non aver accettato né la Repubblica né la Democrazia. Ed offre, consapevolmente, un segnale pericolosissimo, in un momento in cui le nostre stesse Istituzioni sono messe a dura prova dai populismi che dilagano in Europa e non solo”.

“Oggi più che mai- conclude la parlamentare-  di fronte al clima di odio e di paura che il governo gialloverde sta fomentando ogni giorno di più, è invece importante ribadire con fermezza gli ideali di chi si sacrificò per la liberazione del Paese. Siamo convinti che ancora una volta l’Italia saprà rispondere a chi intende riconsegnarci mani e piedi ad un destino buio e pericoloso, alimentando divisioni e fratture all’interno della società e della democrazia”.

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