40 anni dal terremoto in Friuli, Rossi ricorda la solidarietà della Toscana

FIRENZE – Il 6 maggio di quaranta anni fa, intorno alle 21, il Friuli fu colpito da un terremoto devastante, che fece centinaia di  vittime e provocò danni ingentissimi, amplificati dalla vetustà del patrimonio abitativo soprattutto nei centri più piccoli, che nemmeno la guerra aveva toccato; i senza tetto furono stimati in 45mila.
La Toscana reagì con una immediata catena di solidarietà, tante colonne di soccorso partirono senza sosta da tutto il territorio. In particolare la Regione "adottò" i Comuni di Bordano, Osoppo e Trasaghis, dove fece intervenire le proprie forze operative per recare sollievo e assistenza alle popolazioni colpite.

A distanza di tanti anni quella capacità di risposta solidale non è stata dimenticata; per questo i sindaci dei tre Comuni hanno scritto al presidente Enrico Rossi invitandolo a partecipare alle celebrazioni indette per l'occasione in rappresentanza di tutti i volontari che si alternarono nelle tendopoli e tra le macerie per portare sollievo alle tante necessità del momento. E in particolare il sindaco di Bordano Gianluigi Colomba ha voluto ricordare che il paese ha dedicato alla Regione Toscana una strada proprio a ricordo di quanto compiuto in quei giorni.

Il presidente Rossi, dispiaciuto di dover declinare l'invito graditissimo per la necessità di rispondere a impegni precedentemente assunti, ricorda nella sua risposta ai tre sindaci che "in un momento drammatico per il nostro Paese,  uniti sapemmo superare una prova molto difficile; grazie all'abnegazione ed alla tenacia degli friulani ed anche alla solidarietà che spinse a portare un aiuto alle popolazioni così duramente colpite". E conclude che non mancherà di "estendere a tutti i destinatari il  messaggio che ci ricorda quanto profondo sia il legame tra i territori del nostro Paese e quanto dobbiamo fare per valorizzarlo".

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