A Firenze l’agenda globale per la sicurezza delle cure

FIRENZE - Si tiene a Firenze dal 26 al 28 settembre la prima global consultation dell'Organizzazione Mondiale della Sanità "Setting priorities for patient safety", ospitata dal Centro Gestione Rischio Clinico della Regione Toscana a Villa La Quiete alle Montalve, sulle colline di Careggi. Tre giorni di intenso lavoro, a cui parteciperanno circa 100 delegati da tutto il mondo, tra i massimi esperti della materia in ambito accademico e istituzionale, con l'obiettivo di condividere le esperienze sui successi e le sfide per la sicurezza dei pazienti nei paesi ad alto reddito, così come in quelli con risorse limitate per la sanità, in modo tale da costuire un'agenda di lavoro comune, con la guida dell'OMS, affinché la sicurezza sia garantita come parte integrante del diritto alla salute.

La global consultation verrà inaugurata da una cerimonia di apertura alla presenza dell'assessore Stefania Saccardi, che sta sostenendo lo sviluppo delle iniziative per la sicurezza delle cure in ambito socio-sanitario, nonché il consolidamento delle strutture di gestione del rischio a supporto della riorganizzazione dei servizi sanitari.

Ispiratore dell'evento è Sir Liam Donadson, inviato speciale dell'OMS per la sicurezza dei pazienti e professore di politiche sanitarie all'Imperial College di Londra, che ha progettato l'iniziativa in stretta collaborazione con i dirigenti del Centro GRC, divenuto collaborating centre dell'OMS nel giugno di quest'anno, grazie al lavoro decennale per la sicurezza delle cure, in Italia ed a livello internazionale.

(I lavori del convegno non sono aperti al pubblico, ma per i giornalisti che vorranno intervenire, sarà possibile intervistare sia l'assessore Stefania Saccardi che Sir Liam Donadson tra le ore 9 e le 11.30 di lunedì 26 settembre).

Nel documento di preparazione delle giornate di lavoro si legge che "gli interventi per la sicurezza dei pazienti sono stati sviluppati e messi in atto da paesi e organizzazioni, ma sono stati applicati in modo talvolta disorganizzato ed incoerente, a seconda del contesto normativo e le capacità tecniche di ogni sistema sanitario. Nei paesi più ricchi sono stati adottati anche approcci proattivi per prevenire i rischi, ad esempio in ambito chirurgico, mentre i paesi a basso e medio reddito hanno considerato la sicurezza del paziente come qualcosa da affrontare una volta risolti i problemi infrastrutturali chiave. Eppure ancora oggi, nel Regno Unito, recenti stime mostrano che, in media, un episodio di danno al paziente viene segnalato ogni 35 secondi, mentre negli Stati Uniti, circa 1,5 milioni di pazienti sono danneggiati ogni anno a causa di errori di terapia.

In Italia, grazie allo studio guidato dal Centro GRC e pubblicato nel 2012 su Epidemiologia e Prevenzione, sappiamo che 5 pazienti ogni 100 ricoverati in ospedale vanno incontro ad un evento avverso, cioè a un danno attribuibile a carenze nelle cure, di cui più della metà potrebbero essere prevenuti adottando linee guida e buone pratiche basate sulle evidenze scientifiche.

Il nostro Paese è stato tra i primi ad istituire un programma nazionale di lavoro per la sicurezza dei pazienti, con iniziative di formazione ad ampio raggio, finalizzate a incrementare la cultura della sicurezza, con l'istituzione di un sistema di monitoraggio degli errori in sanità (SIMES) e con la promozione di raccomandazioni e buone pratiche che in parte sono divenute livelli essenziali di assistenza. Eppure c'è ancora molto da fare, sia per condividere e disseminare le buone pratiche in tutto il servizio sanitario, che per sostenere gli operatori, che spesso fanno fatica a rispondere alle crescenti esigenze di pazienti sempre più complessi, con risorse limitate e non sempre ben allocate.

Per questo motivo al meeting OMS parteciperanno anche 20 rappresentanti di istituzioni accademiche e sanitarie italiane, sia per portare un contributo autorevole al dibattito, che per far tesoro delle idee e delle collaborazioni internazionali che verranno sviluppate per il futuro della sicurezza nei servizi sanitari. Si tratta di una grande occasione per l'Italia e per la Toscana di affermare una leadership per le politiche sanitarie in materia di sicurezza e qualità delle cure.

Il nostro Paese si sta distinguendo positivamente anche per la legge sulla responsabilità professionale degli operatori sanitari, già approvata alla Camera dei Deputati e ora in dirittura d'arrivo al Senato, che riconosce la sicurezza dei pazienti tra i capisaldi del SSN, offrendo le giuste garanzie agli operatori sanitari per l'apprendimento dagli errori e ai pazienti per un equilibrato e tempestivo risarcimento del danno che può conseguire dall'evento avverso.

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