A scuola di codice degli appalti: in mille e cento da dodici sedi collegate in streaming

FIRENZE - Giornata tutta dedicata alla riforma dei contratti pubblici e al nuovo codice sugli appalti in vigore dal 19 aprile oggi in Regione (e non solo in Regione): lavori pubblici dunque, ma anche beni e servizi. Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo a Firenze ospita infatti da stamani uno degli incontri informativi sul nuovo testo nazionale, promossi da Itaca, l'Istituto per l'innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale, e dalla Conferenza delle Regione e Province autonome in collaborazione con gli osservatori regionali dei contratti pubblici: primo fra tutti quello toscano, attivo da oltre dieci anni.

Era un'occasione ghiotta: otto relatori, a partire dal capo Dipartimento per gli Affari giudiridici e legislativi della presidenza del Consiglio dei  ministri Antonella Manzione, e tutti gli ultimi aggiornamenti. La Regione Toscana lo ha trasformato in un evento capace di navigare in rete grazie allo streaming. Ha messo a disposizione, oltre alla Sala Pegaso della sede della presidenza di piazza del Duomo, dove erano in centoventi, anche altre due spazi a Firenze e nove nelle altre province. Così alla fine in almeno mille e cento hanno partecipato: funzionari e dirigenti degli enti locali e della Regione, ma anche delle aziende sanitarie, di Inps e Inail, dei Tribunali e perfino l'Arma dei carabinieri.

All'evento erano infatti state invitate tutte le potenziali stazione appaltanti, ovvero – fuori dal gergo tecnico – tutti quei soggetti che possono bandire ed affidare appalti. Gli interventi sono iniziati attorno alle 10 delle mattina, destinati a proseguire fin verso le 17. A 'sbirciare' on line, collegati in streaming, si sono affacciati anche dalla Regione Veneto.

A fare gli onori di casa è stato l'assessore alla presidenza e organizzazione, Vittorio Bugli, che ne ha approfittato per sottolineare come l'Italia abbia bisogno di investimenti. "Dobbiamo gestire bene e tutti insieme la fase di passaggio al nuovo Codice – ha spiegato - perché il Paese e la Toscana hanno bisogno anche di investimenti pubblici per ripartire. Attiviamo velocemente il codice, altrimenti rischiamo che, insieme alle minori risorse disponibili a causa dal rientro dal debito, anche questo possa rallentare gli investimenti. E non possiamo permettercelo".

L'assessore Bugli è entrato anche nel merito del nuovo codice e della situazione in Toscana. "Sulla digitalizzazione siamo messi beni e arriviamo preparati – ha detto - : il nostro sistema Start conta oramai 30mila procedure l'anno. Anche in termini di monitoraggio, trasparenza e diffusione di informazioni possiamo mettere a disposizione di altri l'esperienza maturata". L'osservatorio regionale toscano elabora prezzari, agisce in supporto agli operatori pubblici, organizza iniziative di informazione come appunto anche quella di oggi sulle normative in materia. Opera anche come sezione regionale dell'Osservatrio centrale dei contratti pubblici dell'Anac.

L'assessore ha parlato anche dell'introduzione da parte del nuovo codice dei soggetti aggregatori, non più di trentacinque a livello nazionale che potranno acquistare forniture e servizi spuntando magari migliori condizione. La Regione Toscana (con Estar e Cet, per sanità e energia) è uno di questi, assieme alla Città metropolitana fiorentina. "L'abbiamo fatto con convinzione – ha concluso – perché crediamo nella necessità di avere maggiore qualità negli appalti, minori costi ma anche ritorni sul territorio e sulle imprese toscane".

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