Accoglienza, Bugli: “Toscana con 8 centri da 1000 profughi l’uno sarebbe stata molto diversa”

FIRENZE – "Sull'accoglienza di profughi e richiedenti asilo la Regione si è impegnata decisamente oltre le proprie competenze, mettendoci a disposizione di prefetture, incontrando comuni e operatori. Lo abbiamo fatto chiedendo anzitutto una cosa: che venga portato avanti il modello di accoglienza diffusa, migliore per chi viene accolto e chi accoglie". Lo ripete l'assessore all'immigrazione della Toscana, Vittorio Bugli, rispondendo nell'aula del consiglio regionale ad una richiesta di informativa da parte delle opposizioni.

 

"E' evidente – rimarca l'assessore – che una Toscana con otto strutture da mille persone l'una o o anche con sedici da cinquecento ospiti sarebbe stata una Toscana molto diversa da quella in cui 8430 profughi e richiedenti asilo sono suddivisi invece in 592 centri con una media di quindici persone ciascuna. Certo l'abbiamo potuto fare perché siamo in Toscana, dove viva e capillare è la rete delle associazioni di volontariato che aiutano a gestire queste strutture e che hanno saputo offrire una risposta qualitativa e senza ombre nella stragrande ed assoluta maggioranza dei casi, a differenza magari di quanto è successo altrove".

 

L'assessore si sofferma al termine del suo intervento, ricco numeri, dettagli e annunci sui successivi passi attesi, anche sui minori non accompagnati. "E' una realtà spesso poco conosciuta – dice – Le strutture per minori sono in genere ad alta intensità, ma nascono per bambini di cinque, sei od otto anni. Noi ci siamo trovati spesso davanti a minori di quindici, sedici o diciassette anni. Abbiamo così deciso di sperimentare, accanto al modello più classico, nuove forme di strutture per minori a più bassa intensità".

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