Agricoltura, Rossi a Bruxelles: “Alle Regioni tutte le misure di investimento sullo sviluppo rurale”

FIRENZE - "Le Regioni, che hanno già esperienza con i fondi dello Svilupo Rurale, sono le candidate ideali a gestire tutte le misure di investimento in agricoltura". Così il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, si è espresso oggi durante l'audizione alla commissione agricoltura del Parlamento Europeo a Bruxelles. Rossi ha sostenuto con forza la necessità di semplificare e rendere più efficiente il sistema di erogazione dei fondi comunitari in agricoltura, che oggi avviene attraverso un doppio binario, quello della Pac (politica agricola comune – primo pilastro) ovvero gli aiuti diretti e le misure sugli investimenti dello Sviluppo Rurale (secondo pilastro).

In Toscana i fondi comunitari portano risorse consistenti all'agricoltura. "Nel 2014 – ha ricordato Rossi – i pagamenti diretti effettuati per il primo pilastro sono pari a 187 milioni di euro, mentre i fondi dello sviluppo rurale erogati sono stati pari a 168 milioni di euro." La Toscana dal canto suo ha saputo spendere bene questi soldi. "La nostra Regione – ha detto Rossi – rappresenta un modello territoriale e paesaggistico unico e di pregio. Il paesaggio è il frutto dell'agricoltura, la Toscana non sarebbe la stessa senza il suo paesaggio e le sue 70 mila aziende agricole e le 5200 aziende agroindustriali che forniscono prodotti e servizi di alta qualità. Basti pensare alle 86 fra denominazioni di origine protetta e indicazioni di origine protetta riconosciute."

Rossi ha inoltre ricordato il Piano del paesaggio adottato dalla Toscana, le misure di contrasto al cambiamento climatico e la creazione della Banca della Terra, per agevolare il lavoro dei giovani e l'utilizzo delle terre incolte.

"Per il futuro – ha concluso Rossi – dobbiamo chiederci se è giusto mantenere l'attuale assetto con tutte le varietà di intervento, oppure non sia più opportuno omogeneizzare e razionalizzare gli interventi. Io credo – ha aggiunto – che sarebbe opportuno che tutti i pagamenti legati alla superficie siano assicurati nell'ambito del primo pilastro, mentre le misure legate agli investimenti afferiscano al secondo pilastro, ossi alla politica di sviluppo rurale." Ed è proprio in questo contesto ed in virtù dell'esperienza delle Regioni in materia di sviluppo Rurale che Rossi ha avanzato la proposta che siano proprio le Regioni i soggetti ideali per gestire tutte le misure di investimento, unificandole ad esempio con quelle previste dalle Ocm (organizzazioni comuni di mercato) per vino, olio e ortofrutta, ed evitando il doppio binario e le sue complicazioni e sovrapposizioni.

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