Al Fabbrichino in scena i 2 Moschettieri, ovvero i 4 Moschettieri in America

Al Fabbrichino in scena i 2 Moschettieri, ovvero i 4 Moschettieri in America

Da martedì 27 febbraio a domenica 4 marzo, al Teatro Fabbrichino la compagnia I Sacchi di Sabbia porta in scena I 2 Moschettieri ovvero I 4 Moschettieri in America, un sequel della parodia I 4 Moschettieri di Nizza e Morbelli, ispirata al celebre capolavoro di Dumas.

Ottant’anni dopo il trionfo di quella rivista radiofonica, che allora diventò un fenomeno di costume ergendosi a crocevia delle più disparate esperienze artistiche e pubblicistiche (pubblicità, teatro, radiofonia, grafica), riproponendo in un’inedita sperimentazione visiva le atmosfere e i personaggi del radiodramma, I Sacchi Di Sabbia ambientano le nuove avventure dei moschettieri del re nell’America degli Anni ’30, intrecciandole con quelle di Verne e col cinema di Billy Wilder.

Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan, infatti, rimasti disoccupati, emigrano negli States per cercare fortuna, ma non trovano uno straccio di lavoro e falliscono anche nel progetto del proprio suicidio. Finché la Paramount si dimostra interessata alle loro gesta, e il passo verso la gloria si trasforma in un inseguimento serrato e sanguigno, tra gangster, pupe e sparatorie.

Ad impersonare gli eroi di Dumas sul palco sono Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri e Giulia Solano mentre, accanto a loro, il pittore e illustratore Guido Bartoli illustra il “teatro giocattolo” che costituisce il centro della scena, attraverso libri pop-up realizzati su suoi disegni e, soprattutto, evocando oggetti e architetture e disegnando personaggi “in diretta” su grandi quinte mobili rivestite di carta.

Farcito con un bellissimo ripieno di tecniche miste, dalle ombre cinesi del teatro di figura all’uso dei libri pop up e della graphic novel, dalla rumoristica e lo stornello alla metamorfosi in rima delle parti narrative, dalla pantomima all’uso di maschere di cartone, lo spettacolo fonde l’immaginario fumettistico, la ricerca sui generis e il gusto per il ripescaggio vintage di frammenti pop in cui cultura alta e popolare s’incontrano: ne risulta un congegno creativo costruito per innescare una partecipazione immaginativa/ri-creativa da parte dello spettatore e, per questo, è adatto a un pubblico contemporaneamente “adulto” e “bambino”.

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