Apritiborgo, un festival d’arte e teatro in strada dove si fa anche formazione

LIVORNO. Un festival di teatro e arti in strada, ma anche un'occasione di formazione: perché la cultura dà anche lavoro e crea sviluppo, ancor di più quando va a braccetto con la promozione turistica.

"Apritiborgo", festival che da dodici anni anima Campiglia Marittima nelle notti di metà agosto, patrocinato dalla Regione e uno dei dodici festival d'Italia che gode di una finanziamento anche dal Ministero, si è presentato stamani a Livorno nelle sue tante sfaccettature: cinque giorni di festa, dall'11 al al 15 agosto, ma non solo quello, perché, come è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa – è l'ha fatto il direttore artistico Alberto Masoni -, accanto all'arte c'è la formazione che vede fin dall'inizio di questa avventura un sodalizio forte con l'Accademia delle Belle Arti di Firenze, c'è il primo e il dopo festival, l'anteprima e il suo prologo con ulteriori iniziative ad animare il borgo ed attrarre turisti, e poi c'è il festival appunto di per sé, con gli spettacoli da cucire addosso ad un paese sulle colline a ridosso del mare, tra San Vincenzo e Suvereto, che è quasi tutto in discesa e salita e l'unico grande spazio piano è alla fine l'anfiteatro della Rocca. Saranno cinque giorni con nomi importanti ed internazionali, ad esplorare le tante anime del teatro in strada e del terzo teatro: quasi cento artisti impegnati e diecimila biglietti staccati l'anno scorso ma forse almeno il doppio sono state le presenze reali, considerando i residenti, gli ospiti delle strutture ricettive e chi nel borgo già si trova prima delle 18, quando le casse vengono allestite e per entrare si pagano (anche quest'anno) 10 euro da quindici anni in su, la metà da undici a quattordici anni e gratis i bambini fino a dieci.  Con spettacoli per tutte le età e un'attenzione particolare ai bambini.

Alternanza scuola-lavoro al festival
"L'idea di far di un festival anche un'occasione di apprendimento per gli studenti è sicuramente un valore aggiunto importante – commenta l'assessore regionale Cristina Grieco, che di formazione appunto si occupa  - I ragazzi dell'Accademia delle belle arti di Firenze sono impegnati per mesi, fin dall'inizio dell'anno, ad allestire le scenografie che rivestono le vie del borgo nei giorni di festa e partecipano ad un vero e proprio progetto di alternanza scuola-lavoro. Ogni anno partecipano una quindicina di studenti e per alcuni è stata un'occasione di crescita che li ha poi aiutati nella propria attività".Quest'anno, da gennaio, sono stati addirittura trenta.

Le scenografie dell'Accademia vestono il borgo
Il lavoro, come spiega il professore del corso di scenografia dell'Accademia delle Belle Arti Massimo Mattioli, si conclude on il montaggio delle scenografie: per tre settimane gli studenti sono ospiti del Comune. E così, magicamente, il dedalo di vie, viuzze e piazzette del borgo si veste d'incanto, trasportando il paese in un'ambientazione quasi da sogno, dove i sogni e la fantasia diventa realtà con l'inizio del festival . Cinque giorni  di 'resistenza', come sottolineano un po' tutti, "resistenza ad una realtà solo virtuale che troppo spesso ci spinge a chiudersi in casa" davanti ad un computer o con un telefonino in mano, e riconquista invece della socialità e del piacere di scoprire il mondo con i cinque sensi, che è poi il percorso "Filastrocche al cellulare", che l'Accademia dedica ai più piccoli.

Un viaggio nel teatro di strada
Saranno cinque giorni in cui si spazierà dalle fiabe toscane e l'omaggio a Gianni Rodari alla musica e il teatro recitato: in più lingue s'intende, con ventitré compagnie che ogni sera si alterneranno sotto il cielo stellato del borgo provenienti da Italia, Olanda, Spagna, Argentina, India e Uruguay. Ci saranno le marionette e i comici, la commedia dell'arte, le band itineranti, le danze marziali, gli acrobati e circensi, i trasformisti. Tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.apritiborgo.it.

La festa continua, prima e dopo
E poi ci sarà appunto il prima e il dopo festival, perché in attesa del debutto dell'11 agosto la festa a Campiglia è già iniziata, come racconta il vice sindaco ed assessore alla cultura Jacopo Bertocchi: con la mostra fotografica inaugurata il 6 agosto ed aperta tutto il mese che racconta con venticinque scatti di Enzo Mollica, fotografo affermato di origini piombinesi, la Campiglia che fu, quella del Dopoguerra e degli anni Cinquanta. Le stampe originali sono conservate al gabinetto disegni e stampe degli Uffizi ed ora tornano nel paese. Il 3 e 4 agosto è stato riaperto "Il teatro dei concordi". Il 9 agosto ci sarà la cena medievale in piazza e poi, il 10 agosto, la notte di Calici di stelle, con musica, vini e prodotti tipici in strada.  

 

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