Archeologia: nasce a Firenze un polo di documentazione unico in Italia

Inaugurate stamani la biblioteca

dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e la nuova Sala di Lettura comune

Nasce a Firenze un polo di documentazione archeologica unico in Italia, dotato di una biblioteca specialistica con un patrimonio librario di oltre 100.000 volumi dedicati ai diversi temi dell’archeologia, della preistoria, dell’arte e dell’antropologia culturale, unica in Italia per la sua consistenza e per la sua completezza disciplinare. Una volta completato, coprirà infatti un arco cronologico davvero ampio: dalla Preistoria al Medioevo. Il progetto è stato realizzato dalla Soprintendenza Archeologia della Toscana in collaborazione col Museo Archeologico Nazionale grazie anche al determinante contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Stamani, nella sede del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, è stata presentata la conclusione del primo lotto dei lavori con l’inaugurazione della sede della biblioteca dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria e della nuova Sala di Lettura per tutti gli istituti. Sono intervenuti il Direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu, il Consigliere di amministrazione dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze Carlo Sisi, il Soprintendente Archeologo della Toscana Andrea Pessina, il Presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria Maria Bernabò Brea.

Una volta conclusi i lavori, previsti per la fine del prossimo anno, la biblioteca riunirà i volumi oggi custoditi nelle biblioteche della Soprintendenza Archeologia della Toscana, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria. La spesa complessiva dell’operazione è indicativamente di 450.000 euro.

La biblioteca della Soprintendenza è nata nel 1871 come biblioteca del Museo Archeologico e dispone di circa 50.000 volumi tra monografie, cataloghi, periodici ed estratti. Il fondo più rilevante è il cosiddetto “Fondo Antico” costituito dai volumi originariamente appartenenti alle Collezioni dei Medici e dei Lorena, qui trasferiti nel 1915 dalla Galleria degli Uffizi. Annessa alla biblioteca della Soprintendenza vi è quella dell’Istituto di Studi Etruschi e Italici che dispone di circa 20.000 volumi.

Il Primo Lotto, finanziato da Ente Cr Firenze, ha consentito di unire a queste due raccolte quella dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) costituita da circa 30.000 volumi tra monografie e periodici, una delle più importanti del settore in Italia, dichiarata di interesse culturale dalla Regione Toscana nel 2013. Essa costituisce l’espressione dell’intensa attività scientifica svolta dall’Istituto nell’arco di oltre 60 anni: dalla sua fondazione (1954) da parte di Paolo Graziosi fino ad oggi. Le sue collezioni costituiscono una raccolta unica nel suo insieme, con particolare riferimento alle sezioni riguardanti l’arte e l’archeologia preistoriche. Di particolare rilevanza sono il fondo librario “Paolo Graziosi” che contiene opere ormai rare e introvabili e la ricchissima Emeroteca che conserva periodici provenienti da tutte le aree geografiche del pianeta.

La Sala di lettura è stata realizzata nella cosiddetta “Loggia di Luni” collocata al piano terra del Palazzo della Crocetta e con uno splendido affaccio sul giardino storico del museo. Questo ambiente offre al pubblico non solo un incantevole spazio per lo studio, ma anche la possibilità di conoscere il Giardino mediceo del palazzo, detto “Giardino Ameno”, luogo di grande bellezza e notevole interesse storico, ancora poco noto al grande pubblico. Fu realizzato dal giardiniere di Boboli Francesco Romoli a completamento del Convento della Crocetta nel quale andò a vivere la Principessa Maria Maddalena de’ Medici, sorella di Cosimo II, che vi trascorse il resto della sua breve vita (1600-1633). Questa area verde, abbellita da alberi secolari (come uno splendido tasso pluricentenario), antichi roseti e azalee dalle sfumature più disparate, accolse, tra il 1900 e il 1903, grandi tombe e monumenti etruschi smontati dalle loro sedi originarie e qui ricostruiti con lo scopo di creare un percorso museale didattico, parallelo e collegato a quello che si svolge all’interno del museo. Il giardino rappresenta oggi un unicum in Italia e, con l’apertura della nuova sala di lettura, diviene ora un luogo suggestivo anche per lo studio e la ricerca.

A lavori ultimati la Sala di lettura sarà in relazione con gli Archivi della Soprintendenza e del Museo Archeologico Nazionale e gli studiosi avranno a disposizione strumenti informatici per la consultazione bibliografica, la ricerca di documenti, di disegni e immagini nei fondi storici e, con l’avvio del secondo lotto, potrà essere consultato dal pubblico anche via web l’Archivio Storico della Soprintendenza che custodisce decine di migliaia di immagini fotografiche e di disegni che documentano gli scavi e le ricerche condotte a Firenze e in Toscana dalla metà dell’Ottocento ai giorni nostri. Nell’ambito del progetto è stato già restaurato e aperto al pubblico, sempre con fondi dell’Ente Cassa, il Cortile maggiore dei Fiorentini ed è previsto a breve il recupero anche di quello minore.

‘’Abbiamo avviato da tempo – ha sottolineato Carlo Sisi, Consigliere di Ente CR Firenze – un impegnativo progetto di recupero e valorizzazione dell’area della Santissima Annunziata e delle significative istituzioni che vi hanno sede. Una di queste è il Museo Archeologico al quale destiniamo risorse per l’importanza che esso ricopre a livello locale e nazionale e perché costituisce un soggetto rilevante del tessuto della piazza così cara ai fiorentini che deve essere assolutamente riqualificata. I lavori stabiliti dal protocollo firmato con il Comune stanno procedendo, secondo una felice sinergia pubblico-privata e concretizzando il nuovo modello di Fondazione che vuole sempre più caratterizzarsi come ideatore e partner di importanti interventi di recupero sul territorio’’.

SCHEDE

L’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

L’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria (IIPP) costituisce un polo di eccellenza per lo studio della Preistoria e Protostoria italiana, riconosciuto e vigilato dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica, dalla Regione Toscana che contribuiscono a sostenerlo economicamente, insieme all’Ente Cassa di Risparmio di Firenze. Da oltre 60 anni si pone l’ obiettivo di promuovere e valorizzare gli studi di preistoria e protostoria in Italia. E’ stato fondato a Firenze, con sede nel Palazzo delle Oblate in via S. Egidio, nel 1954 per opera di illustri studiosi tra cui Massimo Pallottino, Giacomo Devoto e Paolo Graziosi. Oggi ha circa 400 soci che comprendono le Soprintendenze Archeologiche, i Dipartimenti universitari relativi alla Preistoria e alle Scienze che cooperano allo studio del passato, i Musei che possiedono collezioni di preistoria o protostoria e molti singoli studiosi di queste discipline. L’Istituto dal 2015 ha trasferito la sua Biblioteca e gli Archivi presso la Soprintendenza Archeologia della Toscana. La sua biblioteca è costituita da circa 30.000 volumi tra monografie e periodici ed è una delle più importanti del settore in Italia. Costituisce, nelle diverse articolazioni delle sue raccolte, l’espressione dell’intensa attività scientifica svolta dall’Istituto nell’arco di oltre 60 anni, a partire dall’anno della sua fondazione (1954) ad opera di Paolo Graziosi. Di particolare rilevanza è il fondo librario “Paolo Graziosi” acquisito per lascito testamentario del fondatore. Le opere conservate sono ormai rare e introvabili; tra queste rivestono particolare interesse quelle dedicate all’arte preistorica che fu il principale campo di studio di Graziosi e sul quale egli raccolse volumi che risalgono ai primi decenni del XX secolo. E’ in corso la catalogazione ed è consultabile sulla piattaforma del Sistema Documentario Integrato dell’Area Fiorentina (SDIAF).

Altrettanto importante è la ricchissima Emeroteca dove sono conservati periodici provenienti da tutte le aree geografiche del pianeta, pervenuti in cambio delle pubblicazioni edite dall’Istituto. L’Archivio fotografico IIPP è stato dichiarato dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana di interesse storico particolarmente importante e proviene anch’esso dal lascito di Paolo Graziosi. Comprende 10.338 immagini digitalizzate (diapositive, negativi e positivi fotografici) e alcune decine di filmati (16 mm sia in b/n che a colori) riguardanti lo studio della preistoria e della protostoria in generale e italiana in particolare, e gli avvenimenti ad esso collegati (ricerche, scavi, convegni) svoltisi durante il XX secolo; i documenti più antichi risalgono alla fine degli anni venti del secolo scorso. E’ uno dei fondi di documentazione visiva scientifica più importanti in Italia e di fondamentale importanza per gli studi sulla Preistoria europea e africana.

L’Archivio storico è stato oggetto di riordino e sistemazione nel 2015, con l’occasione del trasferimento dell’Istituto presso la nuova sede e contiene documenti di natura amministrativa.

Le Biblioteche della Soprintendenza Archeologia della Toscana e dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici

La Biblioteca della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, nata nel 1871 come Biblioteca del Museo Archeologico di Firenze e ospitata nel Palazzo della Crocetta a Firenze, dispone di circa 50.000 volumi tra monografie, cataloghi, periodici ed estratti. Il fondo più rilevante è il cosiddetto “Fondo Antico”, costituito dai volumi originariamente appartenenti alle Collezioni dei Medici e dei Lorena, qui trasferiti nel 1915 dalla Galleria degli Uffizi: una preziosa cinquecentina, quattro volumi del Seicento e numerose opere del Settecento ed Ottocento, che documentano i primi studi sui materiali archeologici conservati nel Museo Archeologico di Firenze e sulle prime campagne di scavo condotte nel  territorio dell’Etruria. Il patrimonio librario è catalogato con schedari su carta ma soprattutto su un data-base per autori, titoli e soggetti che può essere consultabile da postazioni computerizzate nella Biblioteca. Dal 1932, anno di fondazione dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici, la Biblioteca della Soprintendenza accoglie anche la Biblioteca di questo Istituto, che dispone di circa 20.000 volumi.

L’Archivio Fotografico della Soprintendenza Archeologia della Toscana

Il patrimonio dell’Archivio Fotografico della Soprintendenza Archeologia consiste in fondi diversi per tipologia di materiali, raggruppabili in quattro macro suddivisioni. L’ Archivio negativi consiste in 64.458 negativi su lastra in vetro, negativi su pellicola in nitrato di cellulosa, acetato di cellulosa e triacetato a cui si aggiungono circa 25.000 lastre in vetro, mentre i restanti negativi sono suddivisi fra pellicole piane e pellicole su rullo; l’ Archivio diapositive conserva oltre 105.000 esemplari; una sezione raccoglie i Positivi fotografici in varie tecniche, dalle albumine alle stampe alla gelatina/sali d’argento; l’ Archivio digitale raccoglie oltre 60.000  immagini digitali prodotte dai fotografi della soprintendenza nel corso di un’attività decennale di tutela. Il nucleo più antico si compone di circa 2.000 lastre su vetro e negativi su pellicola piana sicuramente databili fra gli anni Novanta dell’Ottocento (nel 1898 è documentato il primo acquisto di una macchina fotografica per la documentazione di reperti archeologici e scavi, ma alcune delle lastre sono antecedenti di qualche anno), al 1926, anno in cui viene effettuata la prima ricognizione dei negativi presenti in archivio e la loro inventariazione.

 

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