Aree di crisi di Piombino e Livorno, domani apre bando per protocolli di insediamento

FIRENZE – Apre domani il bando per protocolli di insediamento per le imprese delle aree di crisi di Livorno e Piombino. Le risorse messe a disposizione, una prima tranche di quelle previste dagli accordi di programma, sono pari a 7 milioni di euro.

Lo strumento dei protocolli di insediamento punta a sostenere progetti, anche di grandi dimensioni e di rilevanza strategica per l'economia toscana, che prevedano il consolidamento e la creazione di nuovi insediamenti industriali, con la presenza di grandi imprese ma anche di piccole in forma aggregata, o di raggruppamenti temporanei finalizzati al raggiungimento di specifici obiettivi. Ad essere privilegiati sono gli investimenti innovativi, di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. Molto importante è la previsione di nuova occupazione: il progetto, per ricevere il sostegno della Regione, dovrà dimostrare di poter creare nuovi posti di lavoro.

Per Piombino le risorse FAS dedicate ammontano a 4 milioni di euro, su un totale di 12 milioni assegnati dalla giunta con delibera numero 983 del 19 ottobre 2015. Sono fondi che si aggiungono agli incentivi – 20 milioni – gestiti da Invitalia per accedere ai quali, si ricorda, c'è tempo fino all'11 febbraio.

Per Livorno invece vengono impegnati 3 milioni di euro di risorse regionali che fanno parte del bilancio 2015.

Le domande, sotto forma di manifestazione di interesse, potranno essere presentate fino al 28 febbraio, anche se, subito dopo, si aprirà una nuova finestra per il periodo 1 marzo - 30 giugno.

Prosegue, intanto, il confronto per l'attuazione dell'accordo di programma di Livorno. In tal senso un incontro per fare il punto sul piano di reindustrializzazione e per individuare il bacino di riferimento dei lavoratori, la cui assunzione prevederà una premiliatà nell'accesso ai finanziamenti, è già in programma presso la presidenza della Regione il 29 gennaio: vi parteciperanno Invitalia, le istituzioni e i sindacati.

Informazioni ulteriori sul sito della Regione Toscana.

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