Arte e politica: Manifesta 12 a Palermo

Arte e politica: Manifesta 12 a Palermo

 

Come si diceva nel precedente articolo la biennale d’arte nomade Manifesta, appena aperta a Palermo, ha scelto di misurarsi con le questioni più attuali e problematiche della nostra società: la mobilità internazionale, i flussi migratori, il rapporto con il progredire delle tecnologie e con il pianeta Terra. Il tutto senza tralasciare di coinvolgere il luogo che la ospita, cioè la città di Palermo, luogo di incomparabile bellezza e di altrettanto incomparabile degrado.

 

Manifesta 12 ha quindi un chiaro taglio politico e critico. Non mette in mostra arte decorativa o seducente ma cerca il confronto diretto con opere impegnate, che vogliono far riflettere. E che vogliono contribuire a cambiare in meglio la situazione. Come sostiene Hedwig Fijen, la fondatrice e direttrice di Manifesta, che non le manda a dire:

Manifesta 12 a Palermo è una grande sfida per ripensare a come gli interventi culturali possano avere un forte ruolo nell’aiutare a ridefinire uno dei più iconici crocevia del Mediterraneo della nostra storia, all’interno di un lungo processo di trasformazione. Manifesta 12 vuole affrontare diversi interrogativi tra cui la partecipazione dei cittadini alla governance della Città, e come riconoscersi cittadini e riappropriarsi della Città. Le questioni migratorie della città sono emblematiche di una più ampia situazione di crisi che l’intera Europa si trova ora a fronteggiare.” 

Dunque è importante capire che questa è arte che vuole cambiare il mondo, visto che la politica risulta non pervenuta.

E come si fa? Lavorando in modo interdisciplinare accanto alle comunità locali in modo da ripensare e cambiare le infrastrutture architettoniche, urbane, economiche, sociali e culturali della città. E tenendo ben chiaro il concetto chiave che ogni intervento culturale ha un ruolo importantissimo nel permettere ai cittadini di riconoscere le proprie responsabilità e i propri diritti.

E’ bene ripetere: qui si parla di arte che serve a riconoscere le proprie responsabilità e i propri diritti.  Manifesta 12 la vuole fare supportando le comunità locali attraverso diversi interventi culturali; proponendo di ripensare la città nelle sue strutture socio-economiche e culturali; creando il cambiamento sociale.

Tutto questo si fa non tanto paracadutando qualche bella mostra su una città, facendo qualche festa e poi sparendo in un turbine di mondanità. Quanto, al contrario, impegnandosi sul territorio in maniera duratura e articolata, e col dar vita a molti eventi educativi e preparatori tutti destinati, e in collaborazione con, le varie comunità locali. Adesso che Manifesta 12 è aperta la miriade di progetti artistici, interventi, incontri, performances e mostre continua. E il bello è che continuerà anche nei prossimi mesi.

Il programma è così ricco e strabordante che è impossibile rendere conto di tutto, e per questo rimando al sito di Manifesta. Nei prossimi articoli vi porterò a fare un giro per le varie mostre in cui si articolano le sezioni di questa interessantissima Manifesta 12.

Margherita Abbozzo (2, continua).

Tutte le immagini courtesy OMA for Manifesta 12.

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