Aspettando IF2015, con il robot zainetto che ci aiuterà a camminare

MILANO - Quattro giorni con quasi duecento incontri ed altrettanti ospiti, eventi nerd e sguardi volti dal presente al futuro (prossimo), storie di chi sull'innovazione ha scommesso, start up e giovani imprese in mostra e cacciatori di idee in cerca di progetti su cui investire.
 
Dall'8 all'11 ottobre torna a Pisa l'Internet festival, giunto alla quinta edizione: la quarta da quando ha invaso la città e gode del sostegno (anche economico) convinto della Regione. Un assaggio di quello che saranno questi quatto giorni, dedicati al racconto dei nuovi spazi digitali che si creano e delle tribù che li popolano, si è avuto oggi alla presentazione dell'evento che c'è stata al circolo della stampa di Milano.
 
Una Silicon Valley diffusa per l'Italia
A Pisa ad ottobre si discuterà di come enti e istituzioni possono aiutare l'innovazione in Italia, ad esempio: una discussione, il 10 ottobre alle 11, a cui parteciperà anche l'assessore all'innovazione Vittorio Bugli. Il punto di partenza sarà offerto da un libro bianco presentato dall'incubatore di impresa Digital Magics. Un'anticipazione? Pisa e la Toscana possono giocare da protagonisti, ha spiegato a Milano il fondatore Enrico Gasperini, ma "la Silicon Valley italiana non può che essere diffusa".
 
Un robot come bastone per la vecchiaia
A Pisa si racconteranno app e internet, ma anche come i robot, ad esempio, possono renderci la vecchiaia più dolce: e non in un futuro lontano, ma tra quattro o sette anni. Software dunque, ma anche hardware. Come Apo, il robot  del Sant'Anna di Pisa che si indossa come un busto e uno zainetto, elastico come i muscoli di un essere umano e capace di aiutare a camminare, con molta meno fatica, chi ha difficoltà. Un po' come succede con una bicicletta a pedalata assistita, senza imporre un movimento obbligato alle articolazioni ma solo una leggera spinta che si adatta al ritmo naturale della propria falcata. A spiegarlo al circolo della stampa di Milano è stato il professor Nicola Vitiello, parte dello spin off Iuvo a cui è stata ceduta la licenza. Per completare lo sviluppo del prototipo, già giunto alla terza generazione, serviranno ancora alcuni anni e almeno un milione di euro. L'innovazione hardware è sicuramente più costosa di una app. Poi potrebbe arrivare sul mercato.
 
Oggetti sempre più interconnessi 
A Milano è stato raccontato anche Viper, una suite software pensata per designer e sviluppatori, nata nel 2014 all'interno dell'università di Pisa e che grazie ad una fortunata campagna di ricerca fondi on line ha già trovato quattrocento utenti di venticinque paesi diversi pronti a credere nel prodotto. L'idea è semplice. Dalla domotica al fitness, dalla robotica e la nautica all'auto, dall'industria all'agricoltura, 
sempre più si chiedono oggetti intelligenti e interconnessi, pilotabili a distanza con un telefonino. Viper rende facili da usare i componenti industriali per creare prodotti commerciali pronti per il mercato: con poche righe di codice, integrandosi con sensori e servizi cloud.
 
Per scoprire il resto l'appuntamento è ad ottobre a Pisa o sulla rete su www.internetfestival.it

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