Assegno di ricollocazione, dal 30 giugno si possono presentare le domande

FIRENZE - Al via la sperimentazione dell'assegno di ricollocazione: dal 30 giugno si potranno infatti presentare le domande. L'obiettivo è far ritrovare un lavoro a chi l'ha perso, a chi un impiego ce l'ha ma è intermittente, a chi è a rischio e già sta usufruendo della Naspi, la nuova indennità di disoccupazione, ma è senza impiego da almeno quattro mesi. Come è presto spiegato: finanziando corsi di formazione individuale, ma con qualche paletto in più rispetto al passato. "Potranno infatti riguardare esclusivamente percorsi professionalizzanti che abbiano ottenuto il riconoscimento della Regione - ricorda l'assessore Cristina Grieco - e realizzati da agenzie formative accreditate nei settori dove maggiore è la ricaduta occupazionale: una scelta che sarà fatta dal lavoratore assieme all'operatore del centro per l'impiego".

La giunta aveva annunciato a maggio che la Toscana sarebbe stata la prima regione in Italia a sperimentare la misura, prevista dal Jobs Act ma che a livello nazionale non sarà definita prima della fine dell'anno. Ora c'è la firma del decreto, con l'avviso che sarà pubblicato sul Burt.

A disposizione ci sono cinque milioni. Tre milioni e 900 mila euro sono destinati ai voucher veri e propri e dovrebbero essere sufficienti per almeno mille e trecento lavoratori ma forse anche di più. L'importo massimo finanziabile varia infatti in base al tipo di corso scelto: fino a tremila euro per uno di qualifica, 450 euro per la certificazione di competenze, ulteriori 250 euro per tutti i corsi dovuti per legge.

Un altro milione e 100 mila euro finanzierà invece l'assistenza e il tutoraggio che, concluso il percorso formativo, accompagnerà il lavoratore nella ricerca di un nuovo impiego. Una novità, anzi una doppia novità: la 'dote' assegnata a ciascun disoccupato o a chi è a rischio disoccupazione sarà infatti pagata ai centri per l'impiego pubblici o alle agenzia private, nella sua quasi interezza, solo a ricollocamento avvenuto e in modo differenziato a secondo del tipo di contratto firmato. Nelle intenzione del legislatore è un incentivo a ben lavorare.

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