Tributo a Linda Brown in nuova scuola S.Gimignano, Grieco: “Segnale forte contro ogni razzismo”

FIRENZE - "La scuola è un diritto, ma anche il luogo dove cresce e si rafforza la consapevolezza dei diritti. E' di straordinario valore che l'amministrazione comunale di San Gimignano abbia deciso questo tributo ideale, nella sua nuova scuola media, alla memoria di Linda Brown, una figura che ha incarnato la lotta per l'affermazione dei diritti civili e di libertà". L'assessore all'istruzione lavoro e formazione, Cristina Grieco, ha partecipato stamani nella cittadina senese all'inaugurazione dell'edificio scolastico realizzato con fondi della Regione Toscana e della Banca europea degli investimenti.

La nuova scuola, che fa parte dell'istituto omnicomprensivo Folgore da San Gimignano, ospita una targa che ricorda Linda Brown. Linda, morta quest'anno a 76 anni, fu protagonista con la sua famiglia, nel 1954, di un caso giudiziario che originò una sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti con la quale si pose fine alla segregazione razziale nelle scuole americane.

"Da San Gimignano – ha sottolineato l'assessore – viene oggi un segnale forte contro ogni razzismo e forma di discriminazione. E' una festa della scuola e di un'intera comunità, nel segno dei valori di fratellanza ed eguaglianza affermati nell'articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani. Quegli stessi valori – ha affermato consegnando agli studenti copia della Dichiarazione e della Costituzione – che sono contenuti nella Carta fondamentale della nostra Repubblica".

"Investire nella scuola significa investire nel futuro dei giovani e dell'intero Paese. Le magliette con il tricolore e il volto di Linda Brown bambina, indossate dai ragazzi e dalle ragazze in questa bella giornata di festa, non soltanto emozionano – ha concluso l'assessore Grieco –, ma sono uno stimolo a tenere la scuola e la difesa dei diritti al centro del nostro impegno".

Molino Rossi di Ripafratta (Pi), oggi due incontri in Regione con azienda e sindacati

FIRENZE – La volontà è quella di ripartire, puntando su una gestione industriale che, anche a fronte delle sofferenze finanziaria, ha tuttora margini operativi positivi.  Il percorso, complesso, è quello che passa attraverso la richiesta di concordato in bianco presentata al Tribunale.

Il punto sulla situazione della Molino Rossi di Ripafratta (Pi), è stato fatto oggi nel corso di due distinti incontri convocati a Palazzo Strozzi Sacrati dal consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, presente anche il vicesindaco di San Giuliano Terme, Franco Marchetti.

Nella prima riunione, l'azienda ha informato del percorso avviato che, oltre alla domanda di concordato, prevede anche la procedura di licenziamento per i 32 dipendenti. Ma si tratta di una strada, hanno sottolineato i rappresentanti della società, che mira a creare condizioni per ripartire.

Al secondo tavolo erano presenti anche le organizzazioni sindacali che, fortemente preoccupate per la situazione, hanno comunque manifestato la disponibilità ad aprire un confronto con l'azienda, sottolineando che l'obiettivo deve essere quello di far ripartire l'attività e garantire il lavoro.

La Molino Rossi, ha detto il consigliere Simoncini, rappresenta con i suoi 120 anni di storia e il prestigio del suo marchio un patrimonio dell'economia toscana e la Regione garantirà ogni concreto impegno per consentire di uscire da una crisi che ha un carattere non industriale, ma finanziario. Simoncini ha quindi annunciato un'iniziativa regionale sia nei confronti del mondo bancario, che per la individuazione di soggetti eventualmente disposti ad investire sulla Molino Rossi.

Intanto, già nei prossimi giorni è in calendario un confronto diretto azienda-sindacati.

Area di crisi Livorno, presentate tutte le opportunità per progetti imprenditoriali e di formazione

FIRENZE – Bandi per progetti d'impresa e per protocolli di insediamento, ma anche per interventi di formazione destinati a occupati e a nuovi assunti. E, ancora, voucher per professionisti e manager. Tutto il complesso degli strumenti e delle opportunità previste nell'ambito dell'Accordo di programma del 2015 per l'area di crisi complessa di Livorno, Rosignano Marittimo e Collesalvetti è stato presentato nel corso di un'iniziativa organizzata stamani alla Camera di commercio di Livorno da Regione Toscana e Invitalia.

Attenzione particolare è stata dedicata all'avviso del Mise, con dotazione di 10 milioni, riaperto dal 5 luglio e gestito da Invitalia, destinato a progetti d'impresa con valore superiore a 1,5 milioni di euro e che prevedano nuova occupazione.
Ma il quadro, come ha ricordato  il consigliere del presidente Rossi per il lavoro, Gianfranco Simoncini aprendo l'incontro, è molto più vasto. Dal 9 settembre, ha ricordato, verrà riaperto anche il bando regionale sui protocolli di insediamento, che potrà contare su 836 mila euro, quota residua dopo il successo del bando precedente che ha consentito di assegnare già 9 milioni.

Il percorso dell'Accordo di programma, ha sottolineato Simoncini, procede bene: al suo attivo risultati di valore strategico come il consolidamento della presenza Solvay a Rosignano, la realizzazione del collegamento ferroviario diretto al porto di Livorno, la previsione nel Protocollo RFI-Regione dello scavalco ferroviario che collegherà porto e interporto di Guasticce, e il forte impegno della Regione e del presidente Rossi per la realizzazione della nuova Darsena Europa, cui la Regione ha destinato 250 milioni.

Per quanto riguarda gli interventi per la assunzioni, Simoncini ha ricordato il bando da 4 milioni, già attivo, per lavoratori che hanno assegno di ricollocazione e quello da 9 milioni, che partirà entro metà agosto, per aziende che assumono nelle aree di crisi complessa e non complessa.

Presentati anche gli interventi per la formazione. Dal 4 luglio sono disponibili 7,925 milioni per la formazione continua destinati a occupati e nuovi assunti, con un  bando che prevede una forte premialità per la aree di crisi, in linea con quanto deliberato dalla Regione. E per voucher destinati a professionisti e manager ci sono 1,5 milioni.

Al termine, via a incontri di approfondimento "one to one" con i rappresentanti delle imprese.

Pontasserchio, sì del Ministero a riduzione pedaggi autostradali. Ceccarelli: “Notizia positiva”

FIRENZE – Il Ministero delle infrastrutture ha risposto favorevolmente alla richiesta della Regione Toscana di consentire una forte riduzione dei pedaggi per i cittadini costretti ad usare l'autostrada per la chiusura del ponte di Pontasserchio.

"Una notizia molto positiva – commenta l'assessore a i trasporti Vincenzo Ceccarelli – e ringrazio il Ministero per  la prontezza con cui ha dato riscontro alla nostra richiesta. Adesso – conclude – ci sono le condizioni perché le amministrazioni locali e le società autostradali Sat e Salt concordino rapidamente le modalità operative per l'intervento sulle tariffe: una soluzione che consentirà di limitare  il disagio subito dai cittadini per i lavori in corso al ponte di Pontasserchio".  

Regionalismo differenziato, Bugli: “Più autonomia per fare meglio quello che sappiamo già fare bene”

FIRENZE - "Senza slogan, per fare ancora meglio le cose che abbiamo dimostrato di saper fare bene. Chiedere maggiore autonomia non è un modo surrettizio per diventare una Regione a statuto speciale, ma anzi un modo per rafforzare l'intera compagine dello Stato". L'assessore alle riforme istituzionali, Vittorio Bugli, ha sintetizzato così la proposta di regionalismo differenziato che la Toscana, in base all'articolo 116 della Costituzione, avanzerà al governo nazionale e che ha illustrato con una comunicazione al Consiglio regionale.

"E' un percorso importante quello che stiamo avviando – ha detto Bugli -, ma che non nasce oggi. Già dopo la riforma del 2001, la Toscana aveva intrapreso con il governo Amato la strada di una maggiore autonomia, nei settori delle politiche ambientali e dei beni culturali. Un processo che si bloccò per le scelte del governo successivo e che oggi, in una situazione profondamente mutata, riprendiamo".

"In questi ultimi anni – ha proseguito – sono stati chiesti grandi sacrifici alle Regioni: per contribuire al risanamento della finanza pubblica e al riordino di livelli e competenze istituzionali previsti, in particolare, dalla legge del Delrio, per le Province. La Toscana è stata in prima linea in questo lavoro, ma non sempre questo ruolo è stato riconosciuto a livello istituzionale. In questa fase politica – ha continuato – non pare ipotizzabile una nuova stagione di riforme istituzionali. Con quali strumenti, allora, è possibile rafforzare  l'assetto delle istituzioni centrali e locali? Una strada è rafforzare il ruolo della Conferenza Stato-regio e delle Conferenza unificata con gli Enti locali. Si può fare con una maggiore apertura, valorizzando l'uso della delega per costruire un sistema più flessibile senza modificare gli essetti istituzionali".

"E' in questo quadro – ha sottolineato Bugli – che nasce la proposta di regionalismo differenziato della Toscana. Non si regge sugli slogan tipo ‘le nostre tasse a casa nostra', fa i conti con la realtà dei conti pubblici e con la difficoltà a trovare risorse per sostenere le attività degli enti locali. Ma la Toscana ha le carte in regola. Ci facciamo carico della richiesta di avere più competenze dopo aver dimostrato di saper fare ciò che già la Costituzione e le leggi ci assegnano. Chiediamo più autonomia a partire da materie dove l'esperienza toscana si colloca a livelli di eccellenza per rilanciare il ruolo dell'Ente e per metterla a disposizione del Paese".

"Siamo per una lettura pienamente ‘costituzionale' dell'articolo 116 – ha concluso Bugli – per farne uno strumento di crescita dei diritti e di crescita economica, per essere più forti e competitivi, per un regionalismo di tutte le Regioni. E' di questo che già  dai prossimi giorni discuteremo con il governo".

Sono dieci le materie dove la Regione Toscana chiederà maggiori autonomia: salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asili, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica, porti.