Regionalismo differenziato, Bugli: “Più autonomia per fare meglio quello che sappiamo già fare bene”

FIRENZE - "Senza slogan, per fare ancora meglio le cose che abbiamo dimostrato di saper fare bene. Chiedere maggiore autonomia non è un modo surrettizio per diventare una Regione a statuto speciale, ma anzi un modo per rafforzare l'intera compagine dello Stato". L'assessore alle riforme istituzionali, Vittorio Bugli, ha sintetizzato così la proposta di regionalismo differenziato che la Toscana, in base all'articolo 116 della Costituzione, avanzerà al governo nazionale e che ha illustrato con una comunicazione al Consiglio regionale.

"E' un percorso importante quello che stiamo avviando – ha detto Bugli -, ma che non nasce oggi. Già dopo la riforma del 2001, la Toscana aveva intrapreso con il governo Amato la strada di una maggiore autonomia, nei settori delle politiche ambientali e dei beni culturali. Un processo che si bloccò per le scelte del governo successivo e che oggi, in una situazione profondamente mutata, riprendiamo".

"In questi ultimi anni – ha proseguito – sono stati chiesti grandi sacrifici alle Regioni: per contribuire al risanamento della finanza pubblica e al riordino di livelli e competenze istituzionali previsti, in particolare, dalla legge del Delrio, per le Province. La Toscana è stata in prima linea in questo lavoro, ma non sempre questo ruolo è stato riconosciuto a livello istituzionale. In questa fase politica – ha continuato – non pare ipotizzabile una nuova stagione di riforme istituzionali. Con quali strumenti, allora, è possibile rafforzare  l'assetto delle istituzioni centrali e locali? Una strada è rafforzare il ruolo della Conferenza Stato-regio e delle Conferenza unificata con gli Enti locali. Si può fare con una maggiore apertura, valorizzando l'uso della delega per costruire un sistema più flessibile senza modificare gli essetti istituzionali".

"E' in questo quadro – ha sottolineato Bugli – che nasce la proposta di regionalismo differenziato della Toscana. Non si regge sugli slogan tipo ‘le nostre tasse a casa nostra', fa i conti con la realtà dei conti pubblici e con la difficoltà a trovare risorse per sostenere le attività degli enti locali. Ma la Toscana ha le carte in regola. Ci facciamo carico della richiesta di avere più competenze dopo aver dimostrato di saper fare ciò che già la Costituzione e le leggi ci assegnano. Chiediamo più autonomia a partire da materie dove l'esperienza toscana si colloca a livelli di eccellenza per rilanciare il ruolo dell'Ente e per metterla a disposizione del Paese".

"Siamo per una lettura pienamente ‘costituzionale' dell'articolo 116 – ha concluso Bugli – per farne uno strumento di crescita dei diritti e di crescita economica, per essere più forti e competitivi, per un regionalismo di tutte le Regioni. E' di questo che già  dai prossimi giorni discuteremo con il governo".

Sono dieci le materie dove la Regione Toscana chiederà maggiori autonomia: salute, governo del territorio, ambiente, tutela del lavoro, istruzione e formazione, beni culturali, accoglienza dei richiedenti asili, autonomie locali, coordinamento della finanza pubblica, porti.

La proposta di regionalismo differenziato, Rossi: “Un lavoro condiviso, per un profilo nuovo della Toscana”

FIRENZE – "Questo è un lavoro che può dare un senso forte a questo ultimo scorcio di legislatura. E' una riforma, non uno stravolgimento del profilo istituzionale della Regione, ma un processo che certo tiene conto di cambiamenti già avvenuti". Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – a conclusione del dibattito sulle proposte di regionalismo differenziato aperto dalla comunicazione dell'assessore Vittorio Bugl i- ha inteso soprattutto rivolgere un invito a tutto il Consiglio regionale ad operare in "maniera condivisa".

"Oggi facciamo i conti – ha detto – con la situazione determinata dall'esito del referendum costituzionale, ma anche da un quadro legislativo che è mutato e che cambiato ruolo e competenze delle Regioni, dopo  la legge che ha di fatto svuotato le vecchie Province. E' un tema, quello degli assetti istituzionali, che sta tornado al centro del dibattito e uno dei compiti che abbiamo di fronte è quello di dare risposte anche alle preoccupazioni per l'unità dello Stato. C'è un'intera stagione politica in cui è stato commesso l'errore di pensare le Regioni come stati in piccolo, riproducendone gli errori. Il costo di questo errore è stato quello di venir meno al ruolo di classe dirigente di respiro nazionale".

"Come ha ricordato l'assessore Bugli, che ringrazio per il suo ottimo lavoro, la Toscana non da oggi si confronta con il tema di una maggiore autonomia. Già dopo la riforma costituzionale del 2001, l'unica che sia andata in porto, la giunta toscana si era mossa, in particolare  sul tema della valorizzazione dei beni culturali, avviando un processo poi interrotto. Oggi rilanciamo, come altre Regioni hanno fatto, questo processo, su un numero più ampio di materie. Partiamo dalla tradizione di buon governo che è sempre stata riconosciuta alla Toscana, dalla sua lealtà istituzionale, dalle nuove competenze, e dal modo positivo con cui sono state gestite, e dall'obiettivo di rafforzare il rapporto con i territori. Se lavoreremo bene – ha detto Rossi – potremo disegnare il profilo della nuova Regione. La mia proposta – ha concluso – è di fare lavorare una commissione espressione di tutto il Consiglio: la giunta  e i suoi tecnici assicureranno il loro pieno sostegno".

Rischio idraulico, modifiche alla legge approvate in Commissione. Fratoni: “Lavoriamo per strumento ancora più efficace”

FIRENZE - "E' stato fatto un ottimo lavoro, frutto di una stretta collaborazione tra giunta e consiglio, per la quale ringrazio tutti i membri della quarta commissione consiliare e il suo presidente Stefano Baccelli". L'assessore all'ambiente, Federica Fratoni, esprime la sua soddisfazione per il voto che oggi ha licenziato le modifiche alla legge regionale 21 del 2012, quella sulla difesa dal rischio idraulico.

"Il mio auspicio – prosegue – è che adesso la proposta di legge possa approdare rapidamente in aula per l'approvazione definitiva. La scelta che la Toscana ha fatto in questi anni è stata quella di affrontare il rischio idraulico agendo sempre più sulla prevenzione e abbandonando la logica dell'emergenza. L'obiettivo – conclude – è quello mettere a disposizione dei Comuni uno strumento sempre più in sintonia con gli indirizzi previsti dalla normative europee e ancora più efficace per tutelare il territorio, le coste e valorizzare il patrimonio edilizio".

Chiusura Bekaert di Figline, Rossi: “Da Forza Italia solo propaganda”

FIRENZE - "C'è un limite, ci deve essere un limite alle volgarità propagandistiche, soprattutto quando in mezzo ci sono i destini di più di 300 lavoratori. Quello che dicono Mugnai e Marchetti è semplicemente falso". Il presidente della Toscana, Enrico Rossi, replica così alle affermazioni dei due esponenti di Forza Italia sulla crisi della azienda di Figline Valdarno.

"La Regione ha seguito sempre la vicenda - prosegue Rossi - fin da quando, nel 2013, si è profilata la cessione dello stabilimento Pirelli alla Bekaert, preoccupandosi innanzitutto di salvaguardare i posti di lavoro. E nonostante che nell'ultimo incontro al Mise, il 29 marzo scorso, i vertici italiani della multinazionale avessero escluso rischi di chiusura, l'unità di crisi regionale aveva segnalato ancora il 22 maggio scorso al Ministero l'esigenza di monitorare attentamente la situazione".

"Noi – concluse Rossi – abbiamo tenuto rapporti continui con i lavoratori e i sindacati: non è la Regione che ‘casca dal pero', è Forza Italia che di fronte ad una situazione così drammatica, senza dire una parola sulle responsabilità e il comportamento della multinazionale, vede solo l'occasione per imbastire una polemica sgangherata e strumentale".

Area di crisi di Livorno, dal 10 luglio attivo il nuovo avviso per accedere agli incentivi

FIRENZE – Un nuovo avviso, con una dotazione di 10 milioni di euro, è stato emanato dal Ministero dello sviluppo economico per accedere agli incentivi previsti nell'ambito dell'Accordo di programma per l'area di crisi complessa di Livorno, Collesalvetti e Rosignano Marittimo.

Le domande di accesso alle agevolazioni potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 del 10 luglio 2018 e saranno esaminate sulla base di una procedura valutativa a sportello.

La Regione Toscana sta predisponendo insieme a a Invitalia, l'agenzia del Mise che gestisce la procedura, una serie di opportunità e incontri per far conoscere le diverse possibilità di finanziamento e per favorire la presentazione di progetti imprenditoriali coerenti con le finalità dell'intervento.

Un primo appuntamento è già in programma per il 26 giugno: un webinar, seminario on line, che sarà curato per la durata di due ore dagli esperti di Invitalia, con una prima parte di presentazione degli incentivi e una seconda dedicata alle domande dei partecipanti. La partecipazione, per consentire un'adeguata interazione, è limitata a 50 persone. Sul sito di Invitalia è già possibile iscriversi all'evento.

Sono inoltre previsti due incontri di presentazione dell'avviso che si terranno a Rosignano, il 5 luglio, e a Livorno, in una data che verrà successivamente comunicata.