Antifascismo, domani martedì 24 aprile la firma di un protocollo e l’appuntamento del 25 aprile

FIRENZE - Domani martedì 24 aprile  alle 13 a Palazzo Strozzi Sacrati, firma e presentazione del protocollo di collaborazione con Anpi, Aned, Arci e Isrt per iniziative sul tema dell'anrtifascismo, cardine della nostra Costituzione e della Repubblica, con il presidente Enrico Rossi e la vice presidentre Monica Barni.
Sarà l'occasione per presentare, insieme a Ort, il  tradizionale concerto per la Festa della Liberazione promosso dalla Regione Toscana e realizzato dall'Orchestra della Toscana.  L'evento di quest'anno si intitola "Pace & Love - Sognando un mondo migliore" ed è stato realizzato con la preziosa collaborazione della Fondazione Teatro della Toscana. Saranno presenti  presidente della Fondazione ORT Maurizio Frittelli ed il direttore dei servizi musicali Paolo Frassinelli
 
 

I cantieri partiranno in autunno, l’inaugurazione a primavera 2019

FIRENZE - Va avanti il progetto del Memoriale italiano di Auschwitz, opera d'arte collocata nel museo presso l'ex campo di sterminio e poi smantellata, che ha trovato una nuova casa a Firenze e precisamente presso il centro Ex3 nella zona di Gavinana: la giunta comunale ha approvato il progetto esecutivo che prevede la ristrutturazione degli spazi per renderli capaci di accogliere il Memoriale. Il costo, un milione di euro, è stato finanziato dalla Regione. I lavori cominceranno in autunno, dopo l'espletamento della gara d'appalto, e l'opera sarà inaugurata la prossima primavera. Il Memoriale sarà intanto sottoposto ad un restauro da parte dell'Opificio delle Pietre Dure grazie ad un finanziamento della Fondazione CR Firenze.

"Finalmente – ha dichiarato il sindaco Dario Nardella – questa straordinaria opera d'arte sta per tornare visibile a tutti, monito contro le atrocità della seconda guerra mondiale e di tutta la barbarie umana. Aver dato il via libera al progetto proprio a pochi giorni dalla Liberazione mi pare un ben segnale e un regalo per la città e per le nuove generazioni. Abbiamo fortemente voluto questo Memoriale a Firenze quando c'era il rischio concreto che finisse smantellato e dimenticato perché la nostra città, medaglia d'oro della Resistenza, è un luogo ideale per parlare di memoria ma anche di futuro, di pace, di vita. Mi auguro che, alla fine dei lavori, vengano a visitarlo non solo cittadini e turisti ma anche tanti giovani: è a loro che consegniamo la nostra eredità più importante, il saper distinguere il bene dal male".

"Anche questa volta dalla Toscana e da Firenze arriva una risposta chiara e forte a chi cerca di cancellare la storia e la memoria della deportazione – hanno ricordato il presidente della Regione Enrico Rossi e la vicepresidente Monica Barni -. Una vicenda nata sotto i peggiori auspici, quando nel 2011 le autorità polacche, a preludio dei più recenti tentativi di negazionismo di Stato, vollero la chiusura del Memoriale italiano di Auschwitz, ha trovato nella nostra terra una soluzione positiva, 'nuova vita'. Nel 2013, quando l'allora presidente dell'Aned Gianfranco Maris ci scrisse chiedendoci di salvare il Memoriale, noi ci dichiarammo disponibili ad accoglierlo. E così abbiamo fatto. La Toscana ha avuto un ruolo importante nella Resistenza e le nostre popolazioni hanno pagato un tributo di sangue altissimo all'occupazione nazifascista. Furono più di 1.800 i deportati toscani nei campi di sterminio. L'apertura del Memoriale a Firenze è un dovere civile e umanitario. Le parole di Primo Levi contro la negligenza e la perdita di memoria sono ancora le migliori: 'Meditate che questo è stato: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore stando in casa, andando per via, coricandovi, alzandovi. Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, la malattia vi impedisca, i vostri nati torcano il viso da voi'. Il nostro impegno istituzionale ed economico per tenere viva la memoria si rafforza e cresce. Lavoriamo da molti anni su questo e lo facciamo con iniziative e progetti di ricerca e di cooperazione come il treno della memoria e il meeting del Mandela forum, che sono esperienze straordinarie per migliaia di ragazze e ragazzi toscani. Coltivare una vaccinazione contro la violenza, contro la sopraffazione, è un investimento importantissimo per la Toscana".

"Preservare la memoria di eventi purtroppo anche drammatici e tragici – ha sottolineato il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze Umberto Tombari – è uno dei doveri fondamentali non solo degli storici di professione, ma di quanti hanno a cuore il benessere della propria comunità e il futuro delle giovani generazioni. Senza il passato, il futuro non può essere costruito su basi solide. Ecco perché la Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze ha inteso intervenire in questo restauro. Siamo convinti che, con la collaborazione del Comune e dell'Opificio delle Pietre dure, questo progetto costituisce una nuova dimostrazione della felice sinergia fra pubblico e privato all'insegna della tutela del patrimonio culturale comune e della memoria collettiva. Ci auguriamo che questo luogo possa essere visitato soprattutto dai giovani e assicuriamo anche il nostro impegno perché il Memoriale diventi una occasione di testimonianza, di conoscenza, di incontro, di arricchimento umano e morale''.

La storia del Memoriale

Il Comune di Firenze e la Regione Toscana nell'ottobre del 2014 hanno accolto la proposta dell'Associazione nazionale ex deportati (Aned) di ospitare a Firenze il Memoriale italiano del campo di concentramento di Auschwitz, che per decisione della Direzione del museo polacco non poteva più restare nel luogo per cui era stato concepito. La scelta di accogliere il Memoriale si è basata sulla convinzione del valore storico, culturale, artistico, civile dell'opera e sulla consapevolezza della presenza in Toscana di sensibilità e competenze largamente diffuse sui temi della memoria, espresse negli anni con impegno sia dalle istituzioni che dalla società civile.

Il Ministero dei beni culturali, riconoscendo il valore di assoluto rilievo del Memoriale per la cultura italiana del Novecento e quale testimonianza della deportazione italiana nei campi nazisti, ha curato lo smontaggio ed il trasferimento dell'opera a Firenze. Il percorso di lavoro ha portato quindi alla sottoscrizione il 20 maggio 2015 di un Protocollo d'Intesa tra Comune di Firenze, Regione Toscana, Aned e Mibact con il Comune per tutelare e valorizzare il Memoriale nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile, restituendolo ad una fruibilità pubblica. L'Aned, proprietario dell'opera, ha stipulato col Comune un contratto d comodato d'uso gratuito.

E' stato costituito un Comitato tecnico scientifico per tracciare i contenuti storico-culturali della ricontestualizzazione del Memoriale e contemporaneamente è stato redatto un progetto di ristrutturazione dell'edificio per la costruzione di un ulteriore piano all'attuale monovolume, per  consentire il posizionamento dell'opera al primo piano. Il progetto esecutivo predisposto a cura dei Servizi Tecnici del Comune è stato finanziato dalla Regione Toscana e conseguentemente è stata di recente approvata e stipulata la convenzione  fra Comune e Regione che consente l'effettiva erogazione dei fondi e l'avvio dei lavori, chiudendo così la prima fare dell'intera operazione.
 

(in collaborazione con Ufficio stampa Comune di Firenze) 

 

Porto di Scarlino, verso soluzione positiva della vertenza

FIRENZE - Ha fatto registrare passi in avanti l'incontro convocato dall'Unità di crisi della Regione per trovare una soluzione alla vertenza delle aziende che lavorano nel porto turistico di Scarlino dopo l'annuncio di 4 licenziamenti. All'incontro hanno partecipato, oltre all'Unità di crisi, il sindaco di Scarlino Marcello Stella, i rappresentanti delle aziende Baia Resort, La Marina srl e della concessionaria per la gestione dei servizi del porto Promomar, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil e Filcams.

Dal confronto è emersa la volontà di trovare una soluzione positiva alla vicenda: le parti hanno concordato di riaprire un confronto con l'obiettivo di recuperare i posti di lavoro attraverso contratti a tempo indeterminato il cui orario di lavoro sia calibrato sul carattere stagionale delle attività.
Tutto questo a fronte del temporaneo congelamento delle iniziative di mobilitazione programmate dai sindacati per i prossimi giorni.
Il Comune di Scarlino, su richiesta di Promomar, promuoverà la riconvocazione della Commissione portuale prevista dalla convenzione per fare il punto sulle prospettive di sviluppo a medio termine dell'attività del porto.

I cinquant’anni dell’Irpet, tutti i numeri della Toscana dal 1968 ad oggi

FIRENZE - Una regione più vecchia e più istruita, dove le donne hanno un rilievo crescente, le famiglie sono sempre più piccole e gli impiegati prendono il posto di contadini e operai. Una regione più moderna, dove il Pil cresce e dove si consuma di più anche se sempre meno per soddisfare i bisogni primari.
Come eravamo. E come siamo. Così, a cinquant'anni dal 1968, anno topico per gli imponenti cambiamenti politici e sociali e che in Toscana ha visto, fra le tante, anche la sua fondazione, l'Istituto per la programmazione economica in Toscana (Irpet) ha ricostruito, grazie ai molti numeri accumulati in centinaia di rapporti, studi, ricerche, gli ultimi 50 anni di vita della Regione, documentando il cambiamento e suggerendo alla politica azioni e correttivi per governarlo.
Lo ha ricordato, oggi, celebrandone il compleanno,  il direttore Stefano Casini Benvenuti.  
 
La popolazione Nel 1968 i toscani erano 3 milioni e 430 mila. Nel 2017 la nostra regione conta 3 milioni e 740 mila abitanti. Il saldo naturale è in caduta libera, la fecondità pure (1,3 figli per donna), la popolazione toscana è in crescita solo grazie ai migranti. Gli italiani sono diminuiti di 63 mila unità, gli stranieri quasi 400 mila in più. 
   
E come sono, oggi, i toscani? E' una popolazione sempre più anziana, con quasi 500 mila ultrasessantacinquenni in più (+490 mila) e 414 mila under 34 in meno. Il numero di over 75 ha superato quello degli under 14.
 

La famiglia Se i nuclei familiari sono di più (da 91 mila 815, passano a 1 milione e 649 mila), le famiglie sono però sempre più piccole: dai 3,6 componenti medi del 1961 si scende ai 2,2 del 2016. Ma non è tanto la qualità quanto la qualità ad essere profondamente cambiata: si forma più tardi, non ruota più attorno al matrimonio tradizionale.

Dove vivono? Irpet registra negli anni una forte decrescita che interessa le aree rurali (-12%) e alcuni centri maggiori, primo fra tutti Firenze -16%, a favore delle grandi cinture urbane(+22%).

Livelli di istruzione  In cinquant'anni il numero dei laureati (età 25-34), passa dal 4 al 23% della popolazione per gli uomini e dal 4 al 34 % per le donne. Il tasso di laureati resta tuttavia più basso di dieci punti rispetto alla media europea, che è per gli uomini del 34% e per le donne il 44%. Da registrare, l'aumento delle laureate, che supera quello dei laureati di quasi dieci punti, invertendo così il dato che, nel 1971, era ancora favore degli uomini.

Le donne Più forte anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, pur duramente provata dalla crisi. Considerando la classe di età tra i 15 e i 64 anni il tasso di attività, comprendente le donne occupate e quelle in cerca di lavoro,  passa dal 31% del 1971 al 66% del 2016. Il tasso di occupazione passa dal 56% del 1977 al 66% del 2017. 

Economia  In economia, il terziario assorbe oggi circa il 70% della occupazione complessiva (nel '71 era il 40%), mentre l'industria rappresenta lo sbocco occupazionale del 27% dei lavoratori toscani (nel '71 41 occupati su 100 erano impiegati nel  manifatturiero). In questi anni, pur con un ritmo via via più lento e con una fase di stallo negli anni della crisi, il Pil pro capite è andato aumentando fino a raddoppiare (da -6% a + 6%). A trainarlo sono, oggi come ieri, le esportazioni.

Più che raddoppiate le presenze turistiche (da 20 a 44 milioni), in particolare quelle degli stranieri, che oggi superano quelle degli italiani.

Consumi Seguendo la tendenza del prodotto interno lordo, la spesa pro capite per consumi è oggi in termini reali più che raddoppiata rispetto al 1970, anche se dai primi anni 90 si è assistito ad un rallentamento dei consumi interni che testimonia un crescente senso di insicurezza. I toscani consumano di più ma si è modificata la struttura dei consumi a vantaggio di beni e servizi meno primari e più evoluti: la quota di spesa delle famiglie per l'alimentazione è passata dal 37% del 1968 al 13% del 2016.

Per saperne di più   

I cinquant’anni dell’Irpet, tutti i numeri della Toscana dal 1968 ad oggi

FIRENZE - Una regione più vecchia e più istruita, dove le donne hanno un rilievo crescente, le famiglie sono sempre più piccole e gli impiegati prendono il posto di contadini e operai. Una regione più moderna, dove il Pil cresce e dove si consuma di più anche se sempre meno per soddisfare i bisogni primari.
Come eravamo. E come siamo. Così, a cinquant'anni dal 1968, anno topico per gli imponenti cambiamenti politici e sociali e che in Toscana ha visto, fra le tante, anche la sua fondazione, l'Istituto per la programmazione economica in Toscana (Irpet) ha ricostruito, grazie ai molti numeri accumulati in centinaia di rapporti, studi, ricerche, gli ultimi 50 anni di vita della Regione, documentando il cambiamento e suggerendo alla politica azioni e correttivi per governarlo.
Lo ha ricordato, oggi, celebrandone il compleanno,  il direttore Stefano Casini Benvenuti.  
 
La popolazione Nel 1968 i toscani erano 3 milioni e 430 mila. Nel 2017 la nostra regione conta 3 milioni e 740 mila abitanti. Il saldo naturale è in caduta libera, la fecondità pure (1,3 figli per donna), la popolazione toscana è in crescita solo grazie ai migranti. Gli italiani sono diminuiti di 63 mila unità, gli stranieri quasi 400 mila in più. 
   
E come sono, oggi, i toscani? E' una popolazione sempre più anziana, con quasi 500 mila ultrasessantacinquenni in più (+490 mila) e 414 mila under 34 in meno. Il numero di over 75 ha superato quello degli under 14.
 

La famiglia Se i nuclei familiari sono di più (da 91 mila 815, passano a 1 milione e 649 mila), le famiglie sono però sempre più piccole: dai 3,6 componenti medi del 1961 si scende ai 2,2 del 2016. Ma non è tanto la qualità quanto la qualità ad essere profondamente cambiata: si forma più tardi, non ruota più attorno al matrimonio tradizionale.

Dove vivono? Irpet registra negli anni una forte decrescita che interessa le aree rurali (-12%) e alcuni centri maggiori, primo fra tutti Firenze -16%, a favore delle grandi cinture urbane(+22%).

Livelli di istruzione  In cinquant'anni il numero dei laureati (età 25-34), passa dal 4 al 23% della popolazione per gli uomini e dal 4 al 34 % per le donne. Il tasso di laureati resta tuttavia più basso di dieci punti rispetto alla media europea, che è per gli uomini del 34% e per le donne il 44%. Da registrare, l'aumento delle laureate, che supera quello dei laureati di quasi dieci punti, invertendo così il dato che, nel 1971, era ancora favore degli uomini.

Le donne Più forte anche la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, pur duramente provata dalla crisi. Considerando la classe di età tra i 15 e i 64 anni il tasso di attività, comprendente le donne occupate e quelle in cerca di lavoro,  passa dal 31% del 1971 al 66% del 2016. Il tasso di occupazione passa dal 56% del 1977 al 66% del 2017. 

Economia  In economia, il terziario assorbe oggi circa il 70% della occupazione complessiva (nel '71 era il 40%), mentre l'industria rappresenta lo sbocco occupazionale del 27% dei lavoratori toscani (nel '71 41 occupati su 100 erano impiegati nel  manifatturiero). In questi anni, pur con un ritmo via via più lento e con una fase di stallo negli anni della crisi, il Pil pro capite è andato aumentando fino a raddoppiare (da -6% a + 6%). A trainarlo sono, oggi come ieri, le esportazioni.

Più che raddoppiate le presenze turistiche (da 20 a 44 milioni), in particolare quelle degli stranieri, che oggi superano quelle degli italiani.

Consumi Seguendo la tendenza del prodotto interno lordo, la spesa pro capite per consumi è oggi in termini reali più che raddoppiata rispetto al 1970, anche se dai primi anni 90 si è assistito ad un rallentamento dei consumi interni che testimonia un crescente senso di insicurezza. I toscani consumano di più ma si è modificata la struttura dei consumi a vantaggio di beni e servizi meno primari e più evoluti: la quota di spesa delle famiglie per l'alimentazione è passata dal 37% del 1968 al 13% del 2016.

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