L’Europa in Toscana, la seconda tappa del tour di Rossi a Siena il 12 dicembre

FIRENZE - Sarà a Siena e in alcune realtà della sua provincia, mercoledì 12 dicembre, la seconda tappa del tour che sta portando il presidente della Regione Enrico Rossi a toccare con mano i progetti attuati grazie ai fondi europei e cosa è cambiato a seguito di queste realizzazioni.

Sono cinque le soste previste dal viaggio di Rossi in provincia di Siena. Si parte da Poggbonsi, alle 8.30, per osservare come sono cambiate la città e l'impresa. 
La seconda sosta, alle 10.30, lo porterà a Colle Val d'Elsa. Sotto la lente la mobilità in bici e le nuove energie green. 
Alle 12.00 il presidente sarà a Monteriggioni, per visitare la Porta Franca, le mura e la via Francigena.
Alle 14.30, a Siena, dove sotto i riflettori ci saranno Toscana Life Sciences e Museo di Santa Maria della Scala.

Sempre a Siena è prevista una conferenza stampa.

Il viaggio si concluderà alle 18.00 a Torrita di Siena, con la visita all'azienda Cassioli (logistica).   

Una pagina del sito della Regione Toscana, www.regione.toscana.it/tour-europa-toscana, raccoglierà tutte le schede: un viaggio per spiegare  cosa cambierà (o è già cambiato) grazie ai fondi europei.

Rossi a Bruxelles: “L’Europa sia più coesione sociale”

FIRENZE - "Il governo dovrebbe rinunciare al reddito di cittadinanza e potenziare invece il Reddito di inclusione varato dal governo Gentiloni, riaprire con i sindacati una discussione sulla legge Fornero e poi, soprattutto, investire tutto quello che riesce a risparmiare, dando la priorità ad aspetti come l'assetto del territorio, mettendo in sicurezza scuole, fiumi, ponti, ma anche costruendo strategie di investimenti nel turismo, con ritorni in termini di occupazione e di Pil".

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha le idee chiare su cosa dovrebbe fare il governo per superare l'attuale situazione nei rapporti con l'Europa ed evitare la procedura di infrazione.

Un auspicio positivo, che dovrà fare in conti con quello che si sta muovendo in Europa e con i risultati delle prossime elezioni.

"L'Europa non è stata sufficientemente coesione sociale - dice Rossi - non è riuscita a proteggere i giovani, i ceti popolari è diventata essa stessa un grande mercato con le regole dei mercati globalizzati, dove competizione tra le diverse aree ha finito per far pagare le dinamiche della crisi soprattutto ai meno abbienti. Non può esistere, in Europa, che si possa chiudere un'azienda in Toscana per trasferire la stessa produzione in un altro paese europeo, facendo dumping sociale, cioè andando a cercare i salari più bassi. E nemmeno può esistere che vi siano paradisi fiscali, creando così un dumping fiscale. Se l'Europa non corregge questi aspetti, il popolo diventa nemico dell'Europa. Credo, ad esempio, che l'Europa dovrebbe avere un contratto di base per i lavoratori e una protezione europea di base per chi è disoccupato, tutti investimenti che potrebbero essere incrementati anche con tasse sulle transazioni finanziarie, tipo Tobin Tax, o come carbon tax, sull'inquinamento, senza colpire i ceti meno abbienti ma usando le risorse per alimentare i fondi strutturali".

Quanto alle prossime elezioni, Rossi auspica un grande schieramento all'insegna dell'uguaglianza e della democrazia, che si contrapponga agli euroscettici, per scongiurare una nuova maggioranza composta dal partito popolare europeo e da tutti i sovranisti a cominciare dalla Lega italiana.

Una sponda che comprenda l'Europa liberale e anche i verdi tedeschi che hanno "un programma molto avanzato, europeista".

Rossi a Bruxelles: “L’Europa sia più coesione sociale”

FIRENZE - "Il governo dovrebbe rinunciare al reddito di cittadinanza e potenziare invece il Reddito di inclusione varato dal governo Gentiloni, riaprire con i sindacati una discussione sulla legge Fornero e poi, soprattutto, investire tutto quello che riesce a risparmiare, dando la priorità ad aspetti come l'assetto del territorio, mettendo in sicurezza scuole, fiumi, ponti, ma anche costruendo strategie di investimenti nel turismo, con ritorni in termini di occupazione e di Pil".

 

Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha le idee chiare su cosa dovrebbe fare il governo per superare l'attuale situazione nei rapporti con l'Europa ed evitare la procedura di infrazione.

Un auspicio positivo, che dovrà fare in conti con quello che si sta muovendo in Europa e con i risultati delle prossime elezioni.

"L'Europa non è stata sufficientemente coesione sociale - dice Rossi - non è riuscita a proteggere i giovani, i ceti popolari è diventata essa stessa un grande mercato con le regole dei mercati globalizzati, dove competizione tra le diverse aree ha finito per far pagare le dinamiche della crisi soprattutto ai meno abbienti. Non può esistere, in Europa, che si possa chiudere un'azienda in Toscana per trasferire la stessa produzione in un altro paese europeo, facendo dumping sociale, cioè andando a cercare i salari più bassi. E nemmeno può esistere che vi siano paradisi fiscali, creando così un dumping fiscale. Se l'Europa non corregge questi aspetti, il popolo diventa nemico dell'Europa. Credo, ad esempio, che l'Europa dovrebbe avere un contratto di base per i lavoratori e una protezione europea di base per chi è disoccupato, tutti investimenti che potrebbero essere incrementati anche con tasse sulle transazioni finanziarie, tipo Tobin Tax, o come carbon tax, sull'inquinamento, senza colpire i ceti meno abbienti ma usando le risorse per alimentare i fondi strutturali".

Quanto alle prossime elezioni, Rossi auspica un grande schieramento all'insegna dell'uguaglianza e della democrazia, che si contrapponga agli euroscettici, per scongiurare una nuova maggioranza composta dal partito popolare europeo e da tutti i sovranisti a cominciare dalla Lega italiana.

Una sponda che comprenda l'Europa liberale e anche i verdi tedeschi che hanno "un programma molto avanzato, europeista".

Rossi a Bruxelles testimonial dei fondi di coesione: “Facciamo vedere il vero volto della Ue”

FIRENZE – La Toscana non sarebbe la Toscana senza i fondi Ue. Dalle sue vigne al dinamismo delle piccole imprese, dai caseifici della maremma ai porti e agli aeroporti, dai siti archeologici alla montagna, niente di quello che costituisce l'essenza identitaria di una delle regioni più conosciute ed apprezzate nel mondo potrebbe fare a meno della linfa vitale iniettata, negli ultimi 15 anni, dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche di coesione dell'Europa. In questi giorni a Bruxelles per il Comitato delle Regioni, il presidente della Regione Enrico Rossi è diventato il "testimonial" di tutto quello che i fondi rappresentano per lo sviluppo e la crescita di chi li utilizza. "In una regione come la Toscana – spiega Rossi intervenendo sul tema in una diretta Facebook dell'agenzia Ansa - i fondi europei mobilitano, nel complesso, qualcosa come circa 400 milioni l'anno che attivano, grazie al moltiplicatore, oltre 1 miliardo e 200 milioni di investimenti, che rappresentano una percentuale non banale dei 90 miliardi di Pil della Toscana".

Per dare un volto ai numeri, il presidente Rossi ha inaugurato nei giorni scorsi un tour che lo sta portando in 100 realtà regionali nate e cresciute grazie ai soldi europei. Quelli del Fesr, per l'economia, le piccole imprese, le infrastrutture e l'ambiente, ma anche quelli del Fse, che investono sul capitale umano e il lavoro e del Feasr, che garantisce aiuti ingenti al settore agricolo.   

"Non c'è realtà, paesino, città, campagna, porto o montagna che non abbia visto ruolo attivo dei fondi Ue in Toscana. Per questo abbiamo deciso di far conoscere ai cittadini il volto vero dell'Unione,  che è un volto fatto di vicinanza alle imprese e ai cittadini. Nei giorni scorsi a Scansano ho visitato un caseificio e sono stato in una cantina del Morellino: niente di tutto questo, mi hanno detto, si sarebbe fatto senza contributi Ue. Così come, guardandosi attorno, i reimpianti dei vitigni, poi il teatro di un piccolo comune e un sito archeologico. Lo stesso se ci spostiamo, come faremo nelle prossime tappe del tour, in aree industriali dove sono nate imprese innovative, nei porti, nei teatri e nei musei archeologici".

La prossima tappa del giro che porterà il presidente Rossi a visitare le principali realizzazioni dell'Europa in Toscana si svolgerà il 12 dicembre nella provincia di Siena.

Certo, spiega Rossi, i fondi vanno usati bene. "Abbiamo deciso di usarli per favorire le imprese più dinamiche e propense ad innovare, non per ripianare bilanci perché volevamo che fossero fattore di  innovazione, aumento di fatturati e occupazione. E questo è un aspetto, che all'Italia sfugge sempre, non considera l'importanza dell'elaborazione culturale politica e programmatica dell'Europa. Avremmo un'agricoltura di qualità senza l'Europa?".

"Se noi costruissimo una cartina dell'Europa con quello che è stato fatto grazie ai fondi Ue - prosegue - scopriremmo che la maggior parte delle cose eccellenti e buone sono state fatte o grazie al fatto che i fondi ci sono stati o che comunque l'Europa è riuscita a dare indirizzi fondamentali e  ad aiutare i privati. Anche la partita dei vincoli di cui spesso si discute: a volte mi domando se anche in Toscana siamo convinti che la battaglia per il disinquinamento sarebbe stata così forte senza gli  obiettivi e i vincoli della Ue? E' un grande centro di politica ed elaborazione che punta alla qualità. In Toscana, grazie a queste politiche, sono stati fatti piani urbani, recuperati piccoli teatri, fatto trasferimento tecnologico. Purtroppo partecipiamo poco, ma le volte che io sono venuto a Bruxelles non ho mai trovato le porte chiuse".            

Quanto ai risultati dissimili ottenuti da altre regioni che non sanno spendere bene come la Toscana,"ci vuole un po' di comprensione – avverte Rossi -  se guardiamo ai dati della spesa, ci si accorge che  siamo attorno a un 10% in Italia,  ma lei sa benissimo che il settennato 2014 2020 si è sbloccato soltanto nel 2016 e quindi di fatto siamo partiti nel 2017. Qui ci vorrebbe un maggiore supporto da parte del governo nazionale. L'Europa, controlla: devo dare atto alla commissaria Cretu di essere venuta più volte, sia nel ruolo positivo di chi vuole sottolineare il valore dei fondi europei, sia nel ruolo di controllo. Avremmo ancora i residui perenti nei bilanci se non ci fosse stata l'Europa ad insegnare all'Italia, agli enti locali e alle Regioni, a rispettare le scadenze. Piano piano sono convinto che anche il Sud comincerà a muoversi positivamente e che entro il 2023 l'Italia sarà uno dei paesi che spende bene le risorse che le vengono assegnate".       

Rossi a Bruxelles testimonial dei fondi di coesione: “Facciamo vedere il vero volto della Ue”

FIRENZE – La Toscana non sarebbe la Toscana senza i fondi Ue. Dalle sue vigne al dinamismo delle piccole imprese, dai caseifici della maremma ai porti e agli aeroporti, dai siti archeologici alla montagna, niente di quello che costituisce l'essenza identitaria di una delle regioni più conosciute ed apprezzate nel mondo potrebbe fare a meno della linfa vitale iniettata, negli ultimi 15 anni, dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche di coesione dell'Europa. In questi giorni a Bruxelles per il Comitato delle Regioni, il presidente della Regione Enrico Rossi è diventato il "testimonial" di tutto quello che i fondi rappresentano per lo sviluppo e la crescita di chi li utilizza. "In una regione come la Toscana – spiega Rossi intervenendo sul tema in una diretta Facebook dell'agenzia Ansa - i fondi europei mobilitano, nel complesso, qualcosa come circa 400 milioni l'anno che attivano, grazie al moltiplicatore, oltre 1 miliardo e 200 milioni di investimenti, che rappresentano una percentuale non banale dei 90 miliardi di Pil della Toscana".

Per dare un volto ai numeri, il presidente Rossi ha inaugurato nei giorni scorsi un tour che lo sta portando in 100 realtà regionali nate e cresciute grazie ai soldi europei. Quelli del Fesr, per l'economia, le piccole imprese, le infrastrutture e l'ambiente, ma anche quelli del Fse, che investono sul capitale umano e il lavoro e del Feasr, che garantisce aiuti ingenti al settore agricolo.   

"Non c'è realtà, paesino, città, campagna, porto o montagna che non abbia visto ruolo attivo dei fondi Ue in Toscana. Per questo abbiamo deciso di far conoscere ai cittadini il volto vero dell'Unione,  che è un volto fatto di vicinanza alle imprese e ai cittadini. Nei giorni scorsi a Scansano ho visitato un caseificio e sono stato in una cantina del Morellino: niente di tutto questo, mi hanno detto, si sarebbe fatto senza contributi Ue. Così come, guardandosi attorno, i reimpianti dei vitigni, poi il teatro di un piccolo comune e un sito archeologico. Lo stesso se ci spostiamo, come faremo nelle prossime tappe del tour, in aree industriali dove sono nate imprese innovative, nei porti, nei teatri e nei musei archeologici".

La prossima tappa del giro che porterà il presidente Rossi a visitare le principali realizzazioni dell'Europa in Toscana si svolgerà il 12 dicembre nella provincia di Siena.

Certo, spiega Rossi, i fondi vanno usati bene. "Abbiamo deciso di usarli per favorire le imprese più dinamiche e propense ad innovare, non per ripianare bilanci perché volevamo che fossero fattore di  innovazione, aumento di fatturati e occupazione. E questo è un aspetto, che all'Italia sfugge sempre, non considera l'importanza dell'elaborazione culturale politica e programmatica dell'Europa. Avremmo un'agricoltura di qualità senza l'Europa?".

"Se noi costruissimo una cartina dell'Europa con quello che è stato fatto grazie ai fondi Ue - prosegue - scopriremmo che la maggior parte delle cose eccellenti e buone sono state fatte o grazie al fatto che i fondi ci sono stati o che comunque l'Europa è riuscita a dare indirizzi fondamentali e  ad aiutare i privati. Anche la partita dei vincoli di cui spesso si discute: a volte mi domando se anche in Toscana siamo convinti che la battaglia per il disinquinamento sarebbe stata così forte senza gli  obiettivi e i vincoli della Ue? E' un grande centro di politica ed elaborazione che punta alla qualità. In Toscana, grazie a queste politiche, sono stati fatti piani urbani, recuperati piccoli teatri, fatto trasferimento tecnologico. Purtroppo partecipiamo poco, ma le volte che io sono venuto a Bruxelles non ho mai trovato le porte chiuse".            

Quanto ai risultati dissimili ottenuti da altre regioni che non sanno spendere bene come la Toscana,"ci vuole un po' di comprensione – avverte Rossi -  se guardiamo ai dati della spesa, ci si accorge che  siamo attorno a un 10% in Italia,  ma lei sa benissimo che il settennato 2014 2020 si è sbloccato soltanto nel 2016 e quindi di fatto siamo partiti nel 2017. Qui ci vorrebbe un maggiore supporto da parte del governo nazionale. L'Europa, controlla: devo dare atto alla commissaria Cretu di essere venuta più volte, sia nel ruolo positivo di chi vuole sottolineare il valore dei fondi europei, sia nel ruolo di controllo. Avremmo ancora i residui perenti nei bilanci se non ci fosse stata l'Europa ad insegnare all'Italia, agli enti locali e alle Regioni, a rispettare le scadenze. Piano piano sono convinto che anche il Sud comincerà a muoversi positivamente e che entro il 2023 l'Italia sarà uno dei paesi che spende bene le risorse che le vengono assegnate".