Coronavirus: Pasqua, annullato Scoppio del Carro a Firenze

Coronavirus: Pasqua, annullato Scoppio del Carro a Firenze

Annullata a Firenze la storica rievocazione dello Scoppio del Carro per il giorno di Pasqua, la più antica tradizione popolare fiorentina che si tramanda da oltre 9 secoli e vuol ripercorrere le gesta dei fiorentini alle Crociate e del loro ritorno in città.

Lo ha reso noto in Consiglio comunale il sindaco Dario Nardella, spiegando che dopo essersi consultato con l’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori, “abbiamo preso la decisione di annullare la manifestazione dello Scoppio del Carro, destinando tutte le risorse economiche, ovvero circa 50mila euro, in progetti sociali legati all’emergenza Coronavirus”. “Non ce la siamo sentita – ha aggiunto – di confermare la manifestazione senza pubblico, spendendo soldi che sono preziosissimi anche per salvare qualche vita in più”. Il cardinale Betori ha poi reso noto che, non ritenendo “giusto privare Firenze del significato dell’evento dello Scoppio del Carro” lo manifesterà con “un gesto semplice, ma che ne possa porre in rilievo” il suo contenuto più profondo. Così “al momento del Gloria, mi muoverò dall’altare portando il Cero fino sul sagrato della cattedrale e lì, dove avrebbero dovuto sentirsi e mostrarsi i fuochi luminosi del Carro, mostrerò alla città l’esile fiamma del Cero, che è Gesù, la sorgente della Pasqua e quindi della speranza per l’umanità. Accanto a me sul sagrato avrò il sindaco e il Gonfalone di Firenze”.

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Coronavirus Toscana: Regione, “più casi perché più tamponi”

Coronavirus Toscana: Regione, “più casi perché più tamponi”

E’ stato l’aumento dei tamponi effettuati a determinare nell’ultima settimana un incremento medio giornaliero del 12% dei nuovi casi di Covid-19 accertati in Toscana. Lo spiega la Regione in una nota, nella quale si spiega che il numero di tamponi eseguiti giornalmente è cresciuto passando da una media di 114 nella prima settimana di marzo, a una di 1.968 nella settimana appena conclusa.

“Abbiamo incrementato il numero di tamponi e quindi stiamo intercettando una quota di casi maggiore, anche se spesso con sintomi lievi – precisa Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di sanità -. In termini previsionali si allungano quindi i tempi in cui si verificherà il momento in cui avremo pochi nuovi casi al giorno, probabilmente verso la fine di aprile”. “Per quanto riguarda i ricoveri e le terapie intensive – aggiunge – avevamo ipotizzato la fine di marzo come il momento più critico per i tassi di occupazione ed in effetti dal 25 di marzo i dati si sono fortemente stabilizzati”. In Toscana a ieri erano 4.122 i casi positivi al Covid-19 accertati in regione (11 ogni 10mila abitanti, contro i quasi 41 della Lombardia e i 16 della media italiana). L’andamento dell’epidemia non è uniforme: la più colpita è l’Asl Toscana Nord Ovest (Lucca-Livorno-Pisa Massa Carrara), con 14 casi per 10.000 abitanti. Il 55% dei casi positivi è di sesso maschile, con un’età media di 59 anni. Riguardo allo stato clinico registrato al momento della positività, il 10% è risultato asintomatico, quasi il 30% ha condizioni cliniche lievi, il 33% severe, quasi il 5% gravi. Il tasso di letalità in Toscana è del 5,2%, a fronte di una media italiana dell’11%. Attualmente sono ricoverati in terapia intensiva oltre 270 pazienti, numero stabilizzato negli ultimi giorni. Sempre in Toscana è in corso di allestimento il piano Cross per l’estensione delle terapie intensive: 280 nuovi posti letto che vanno ad aggiungersi a quelli già in funzione.

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Coronavirus Firenze: Nardella, tre fasce beneficiari fondo spesa

Coronavirus Firenze: Nardella, tre fasce beneficiari fondo spesa

“Abbiamo definito la platea dei beneficiari, i nuclei familiari più esposti, per attingere al fondo per la spesa sociale. Sono tre le aree di intervento” e 2,4 milioni i fondi a disposizione. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, intervenendo in Consiglio comunale, in riferimento alle risorse per la spesa sociale connesse all’emergenza Coronavirus.

“La prima fascia – ha spiegato – riguarda le persone già seguite o che sono ora intercettate dai dei servizi sociali e che sono in stato di bisogno. La seconda coinvolge quelle persone che in questa situazione di emergenza si trovano con forti decurtazioni del reddito. Nello specifico persone che, da febbraio 2020, hanno perso il lavoro, chi è stato messo in cassa integrazione con una forte contrazione del reddito, partite Iva che hanno” visto calare “il volume di affari e lavoratori intermittenti che, pur avendo contratti attivi, hanno avuto
riduzioni nelle chiamate”. La terza fascia, ha aggiunto, si riferisce “a tutta la platea di ‘invisibili’, persone o nuclei familiari che vivevano di lavori in nero o di espedienti”.

“Al momento attuale – ha spiegato Nardella – queste risorse non sono disponibili, chiedo al Governo che le renda subito” utilizzabili. “Il Comune di Firenze farà una immediata variazione di bilancio per anticipare” questi soldi. La volontà. ha detto ancora, è suddividere il fondo in due parti: “una attraverso convenzioni già in essere col mondo del volontariato
e iscritte al portale Fead, quota che sarà integrata con fondi di privati. L’altra sarà devoluta attraverso un sistema di attribuzione diretta alle famiglie, attraverso buoni per generi alimentari”. Nardella ha poi chiesto alla grande distribuzione “uno stop dei prezzi per i prossimi tre mesi”.

Intanto Unicoop Firenze e Fondazione Il Cuore si scioglie distribuiranno nelle prossime settimane buoni spesa da oltre 300mila euro per sostenere chi sta attraversando un periodo di difficoltà. Oltre 200mila euro, si legge in una nota, verranno messi a disposizione delle associazioni che si occupano di povertà alimentare a seguito della campagna di
solidarietà Natale Insieme, con buoni spesa da 20 euro in distribuzione già dalla prossima settimana. Altri 100mila verranno donati da Unicoop Firenze alle associazioni che nel 2019 hanno partecipato alle raccolte alimentari nei punti vendita della cooperativa in Toscana, organizzate dalla Fondazione Il Cuore si scioglie: l’erogazione, si legge nella nota, permetterà di fare la spesa per le persone in difficoltà nelle prossime settimane.

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Addio a Raffaele Masto, voce dell’Africa e degli oppressi

Addio a Raffaele Masto, voce dell’Africa e degli oppressi

Collaborava con Rivista Africa e  Radio Popolare. Con la sua peculiare sensibilità, unita ad una grande capacità di entrare nel cuore delle questioni, ha rappresentato  un punto di riferimento costante per chiunque si interessasse del Continente dimenticato.

A portarlo via è stato il coronavirus. Raffaele Masto aveva 67 anni. E’ stato tra i più acuti osservatori  del continente africano di cui ha raccontato per 30 anni seguendo,  da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche, spesso dimenticate o raccontate in maniera parziale se non distorta dal main stream.   Raffaele non si fermava alle apparenze: ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori.

Sempre dalla parte degli oppressi, senza pregiudizi ideologici, Masto ha consacrato la sua vita al racconto partecipe degli emarginati, delle popolazioni sfruttate in cerca di riscatto, con una presenza costante sul campo raccogliendo in maniera puntuale  notizie, informazioni, dati, testimonianze.

I suoi libri, tutti tradotti in diverse lingue, sono: In Africa (Sperling & Kupfer 2003), L’Africa del Tesoro (Sperling & Kupfer 2007), Io, Safiya (Sperling Paperback – Frassinelli 2004), Libera (Sperling Paperback 2005), La scelta di Said – storia di un kamikaze (Sperling & Kupfer 2008), Buongiorno Africa (Mondadori Bruno 2011), Dal vostro inviato in Sud Sudan (Radio Popolare 2014), Africa (Tam 2016), Il Califfato nero (Laterza 2016), La variabile africana (Egea 2019). Nei prossimi mesi sarà pubblicato Mal d’Africa (Rosenmberg & Seller), scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.

 

Ciao Raffaele, ci mancherai!

Il tuo lavoro continuerà ad essere un esempio per noi tutti

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Addio a Raffaele Masto, voce dell’Africa e degli oppressi

Addio a Raffaele Masto, voce dell’Africa e degli oppressi

Collaborava con Rivista Africa e  Radio Popolare. Con la sua peculiare sensibilità, unita ad una grande capacità di entrare nel cuore delle questioni, ha rappresentato  un punto di riferimento costante per chiunque si interessasse del Continente dimenticato.

A portarlo via è stato il coronavirus. Raffaele Masto aveva 67 anni. E’ stato tra i più acuti osservatori  del continente africano di cui ha raccontato per 30 anni seguendo,  da vicino guerre, crisi umanitarie, rivoluzioni, svolte democratiche, spesso dimenticate o raccontate in maniera parziale se non distorta dal main stream.   Raffaele non si fermava alle apparenze: ha denunciato i soprusi del potere, le ingiustizie del sistema economico, gli interessi occulti delle multinazionali, la complicità della classe politica occidentale nei confronti dei più spietati dittatori.

Sempre dalla parte degli oppressi, senza pregiudizi ideologici, Masto ha consacrato la sua vita al racconto partecipe degli emarginati, delle popolazioni sfruttate in cerca di riscatto, con una presenza costante sul campo raccogliendo in maniera puntuale  notizie, informazioni, dati, testimonianze.

I suoi libri, tutti tradotti in diverse lingue, sono: In Africa (Sperling & Kupfer 2003), L’Africa del Tesoro (Sperling & Kupfer 2007), Io, Safiya (Sperling Paperback – Frassinelli 2004), Libera (Sperling Paperback 2005), La scelta di Said – storia di un kamikaze (Sperling & Kupfer 2008), Buongiorno Africa (Mondadori Bruno 2011), Dal vostro inviato in Sud Sudan (Radio Popolare 2014), Africa (Tam 2016), Il Califfato nero (Laterza 2016), La variabile africana (Egea 2019). Nei prossimi mesi sarà pubblicato Mal d’Africa (Rosenmberg & Seller), scritto a due mani con il giornalista Angelo Ferrari.

 

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