Morto Michele Gesualdi, fece appello per legge biotestamento

Morto Michele Gesualdi, fece appello per legge biotestamento

E’ morto oggi Michele Gesualdi, 75 anni, l’ex presidente della Provincia di Firenze che fu anche uno degli allievi di don Milani, da tempo malato di Sla. Nei mesi scorsi si era impegnato nella campagna a favore del testamento biologico.

“Era uno dei ragazzi di Don Milani. Come ultimo gesto ha lasciato al Paese un grande contributo di civiltà sul fine vita con la sua testimonianza personale. A lui va la gratitudine mia e della comunità per ciò che ha fatto per #Firenze e per le istituzioni. Addio Michele Gesualdi” scrive il sindaco Dario Nardella su twitter.

“Ricordo Michele Gesualdi con affetto e commozione. Ricordo l’esuberanza e la sua passione. Sono vicino alla sua famiglia”. Così Matteo Renzi esprime il cordoglio per la morte dell’ex presidente della provincia di Firenze.

“Per la Cisl questo è un giorno triste, perdiamo un uomo che ha dato un contributo importante alla nostra organizzazione, alla vita civile fiorentina e alla causa dei più deboli.”
E’ il commento del segretario generale della Cisl di Firenze e Prato, Roberto Pistonina, alla scomparsa di Michele Gesualdi, che la Cisl di Firenze aveva guidato fino al 1995, quando si era dimesso per candidarsi alla guida della Provincia di Firenze.
“Michele – prosegue Pistonina – è rimasto nella memoria e negli affetti di chi lo ha conosciuto ed ha rappresentato per tutti un esempio, attuando nella sua vita l’insegnamento di Barbiana, prima in ambito sociale, con il sindacato che proprio don Milani aveva indicato come strumento di impegno sociale e politico, e poi anche nelle istituzioni.”
“Siamo rattristati e vogliamo esprimere il cordoglio della Cisl e mandare un abbraccio grande, come si fa tra amici veri, alla famiglia di Michele.”

 

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Mafia Cinese, inquirenti: Prato domina su Europa

Mafia Cinese, inquirenti:  Prato domina su Europa

Chi comanda la mafia cinese a Prato, comanda le organizzazioni criminali cinesi in tutta Europa. Lo hanno sottolineato gli inquirenti della Dda di Firenze presenti nella conferenza stampa per illustrare l’operazione China Truck partita dalle indagini sulle guerre fra bande nella città toscana.

Al proposito, come esempio, il capo della squadra mobile di Prato Francesco Nannucci ha ricordato un episodio significativo emerso dalle indagini: “Zhang Naizhong, che si faceva chiamare il ‘capo dei capi e come tale è riconosciuto dai suoi connazionali, andò a Parigi per risolvere controversie fra gang cinesi. A chi lo accompagnava disse di chiamarlo ‘capo’ davanti a tutti i capi cinesi in Francia. Così fu e nella sua opera di mediazione criminale Oltralpe ebbe successo acquisendo ulteriore potere e prestigio in Europa”.
Il procuratore della Dda di Firenze Giuseppe Creazzo ha affermato che “lo spessore e la capacità intimidatrice dell’associazione mafiosa con sede in Prato danno la misura che da qui parte ogni ramificazione anche all’estero. Quella di Prato è una mafia dentro la comunità cinese che ha ramificazioni in Europa”.

E’ stata “colpita al cuore una pericolosa organizzazione, che aveva imposto una vera e propria egemonia nel controllo del trasporto merci su strada, finanziata con gli introiti delle proprie attività criminali”. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti ha commentato l’operazione della Polizia. Minniti si è congratulato con il capo della Polizia Franco Gabrielli. “Sono grato alle donne e agli uomini della Polizia – ha aggiunto – che hanno lavorato in stretta sinergia con la Magistratura”

In questa inchiesta c’è una grande varietà di reati a cui questo sodalizio criminale risulta dedito, ma oltre questo, l’aspetto più preoccupante è nella penetrazione dell’economia legale attraverso intimidazioni e violenze, sono i meccanismi tipici delle mafie tradizionali italiane”. Lo ha fatto invece osservare il capo dello Sco della Polizia di Stato, Alessandro Giuliano.  Giuliano ha evidenziato gli accaparramenti nei trasporti e anche le spedizioni punitive ordite da Prato in Italia e all’estero per ‘regolare i conti’.

Sullo sfondo dell’inchiesta “China Truck” c’è una guerra fra bande cinesi a Prato per il controllo delle attività illecite, compresa la contraffazione di merci, che è costata numerosi morti e che per lungo tempo ha diviso le gang secondo la provenienza: da una parte i gruppi della regione cinese del Fujian, dall’altro di quelli del Zhejiang. Con l’intervento ‘pacificatore’ di Zhang Naizong, il ‘capo dei capi’, la guerra si è interrotta a Prato e così i criminali cinesi hanno sviluppato i loro traffici illeciti. E’ quanto hanno ricostruito gli investigatori della polizia.

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Vaccini, Istituto Farmaceutico Militare: ‘Produrli? Ci stiamo lavorando’

Vaccini, Istituto Farmaceutico Militare: ‘Produrli? Ci stiamo lavorando’

Lo afferma l’ingegner Gian Carlo Anselmino, direttore generale dell’Agenzia Industrie Difesa. Oggi presentata intesa con Regione Toscana su produzione farmaci orfani

L’Istituto Farmaceutico Militare potrebbe produrre anche vaccini: “potrebbe anche darsi, ci sono già dei progetti e delle attività in tal senso anche in collaborazione con il centro vaccinale che c’è a Siena noi siamo pronti a fornire tutto il supporto necessario per produrre farmaci carenti” dichiara Anselmino in occasione della firma dell’accordo  che amplia e intensifica la collaborazione tra Regione Toscana e Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (Unità produttiva dell’Agenzia Industrie Difesa). Finora la collaborazione tra Regione e Chimico Farmaceutico Militare si è sviluppata anche nell’ambito della produzione di cannabis terapeutica, a seguito della legge regionale del 2012. Con l’accordo siglato stamani, la collaborazione si rafforzerà per quanto riguarda informazione e formazione sui farmaci cannabinoidi, e si estenderà alla ricerca e sperimentazione clinica no profit, con particolare attenzione ai farmaci orfani. L’accordo avrà la durata di due anni, con possibilità di revisione annuale.

 

 

L’accordo firmato stamani prevede che Regione e Farmaceutico Militare, anche su impulso del ministro della difesa senatrice Roberta Pinotti, attivino sinergie utili allo sviluppo della ricerca biomedica e farmaceutica, con particolare attenzione al sostegno della sperimentazione no profit per farmaci orfani per malattie rare o neglette, in linea con i programmi e le strategie regionali in materia; un’adeguata informazione sull’utilizzo e le caratteristiche dei farmaci cannobinoidi attraverso il Centro di Ascolto regionale, e un’adeguata informazione e orientamento sul corretto processo di prescrizione e distribuzione dei farmaci orfani prodotti dal Farmaceutico Militare, monitorandone il percorso dal medico prescrittore all’utente finale.L’UVaR (Ufficio regionale per la valorizzazione dei risultati della ricerca biomedica e farmaceutica) farà da supporto al coordinamento e alla realizzazione delle linee strategiche e delle attività previste dall’accordo. Il protocollo tra Regione Toscana e Agenzia Industrie Difesa – Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare riguarda ricerca, sperimentazione, informazione e formazione e prevede una collaborazione in due specifici ambiti: ricerca e sperimentazione clinica no profit, con particolare attenzione alle malattie rare e orfane, in un’ottica di medicina personalizzata; informazione e formazione sui farmaci cannabinoidi.Il Farmaceutico Militare, unica officina farmaceutica dello Stato, dispone di un’officina attrezzata con infrastrutture, impianti di lavorazione, laboratori, magazzini e relativo know-how per la produzione di farmaci orfani e cannabis per uso terapeutico, e da sempre collabora con altre istituzioni e con numerose Università per attività congiunte di ricerca e formazione per la produzione di farmaci orfani. La Regione Toscana, nel suo ultimo Piano sanitario e sociale integrato, sottolinea che “è importante sostenere le aree orfane della ricerca e la ricerca no profit sul farmaco, la ricerca sui farmaci orfani, sulle malattie rare e neglette, a vantaggio dei cittadini, ma anche in un’ottica di cooperazione sanitaria e solidarietà con i Paesi in via di sviluppo”.

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Rossi: avrei tentato intesa con Gori e Pd

Rossi: avrei tentato intesa con Gori e Pd

Il Governatore della Toscana: “da sindaco di Bergamo, Gori era stato sostenuto da Sel. Ora Fratoianni dice di guardare oltre – conclude -. A chi? A Di Maio che usa le stesse parole di Salvini sui migranti”

“In Lombardia avrei tentato di sedermi al tavolo con Giorgio Gori e il Pd”. Così il governatore della Toscana (Leu) Enrico Rossi, in un”intervista a Il Tirreno, torna sul tema delle alleanze per le regionali. “Quando non si fanno gli accordi la responsabilità è da entrambe le parti”, aggiunge e ricorda che qualche giorno fa “ho espresso la mia opinione, in un movimento di Liberi e uguali appunto, auspicando ci si mettesse attorno a un tavolo per trovare un” intesa. Ma l”assemblea del Pd in Lombardia ha ritenuto non ci fossero le condizioni”. Rossi ribadisce che “il principio per me resta sempre lo stesso: intese a livello locale, come in Toscana, e come facevano un tempo Pci e Psi. A livello nazionale si scannavano ma sul territorio confermavano le ragioni dell” unità”. “Da sindaco di Bergamo, Gori era stato sostenuto da Sel. Ora Fratoianni dice di guardare oltre – conclude -. A chi? A Di Maio che usa le stesse parole di Salvini sui migranti o che si scaglia contro i sindacati e le tasse progressive, al Di Maio che un giorno vuole uscire dall” euro e l” altro no? No, grazie”.

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Alluvione Livorno: sindaco Nogarin indagato per omicidio colposo

Alluvione Livorno: sindaco Nogarin indagato per  omicidio colposo

 ”Questa mattina sono stato interrogato dai pubblici ministeri di Livorno che stanno indagando sull’alluvione del 10 settembre. Mi è stato comunicato di essere indagato per concorso in omicidio colposo”. Lo comunica il sindaco di Livorno Filippo Nogarin in un post su Facebook.

”Non sono stupito per questa indagine, visto che in quanto sindaco sono il diretto responsabile della Protezione civile comunale. Io so di aver operato nel massimo rispetto delle leggi e delle procedure, ma è chiaro che davanti alla morte di 8 persone gli investigatori debbano approfondire ogni dettaglio ed esaminare la condotta di ciascuno degli attori in campo quella notte e non soltanto”.
”L’ipotesi di accusa è molto pesante, sarei un irresponsabile e un pazzo se la sottovalutassi. Oggi ho fornito agli inquirenti tutte le risposte e le spiegazioni che mi sono state richieste e sono a completa disposizione dei magistrati per chiarire loro, anche nei prossimi giorni, ogni eventuale dubbio”.
“Questo è un momento per me molto difficile – così Nogarin conclude il suo post su fb – sia come sindaco che come uomo. Ma voglio rassicurare i miei concittadini: continuerò a lavorare con il massimo impegno e dedizione anche nei prossimi mesi per portare a compimento quel percorso di miglioramento della città di Livorno, che abbiamo
cominciato ormai 3 anni e mezzo fa”.

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