Toscana: fino alle 18 codice arancio per vento, poi giallo

Toscana:  fino alle 18 codice arancio per vento,  poi giallo

 Proseguirà fino alle 18 di oggi il codice arancione per vento in Toscana, per poi esser declassato a ‘giallo’ e proseguire per l’intera giornata di domani, quando i fenomeni andranno attenuandosi.

Lo rende noto la Protezione civile regionale. Domani sono previste raffiche da nord-est fino a 70-90 km/h sui rilievi appenninici, fino a 60-80 km/h sulle zone collinari centro-meridionali e fino a 40-60 km/h sulle zone di pianura.
Oggi, spiega una nota, nonostante il forte vento che ha sferzato la Toscana nella notte e nel corso della mattina, la sala operativa unificata della Protezione civile regionale comunica che non sono state rilevate significative criticità.
Risultano soltanto eventi ritenuti ordinari nei casi di forte vento, come la caduta di alcuni alberi, la rottura di ramaglie o l’interruzione di alcune linee elettriche, al cui ripristino Enel sta lavorando già dalla prima mattina. Da segnalare in provincia di Pisa la chiusura sp 224 che collega il capoluogo provinciale a Marina di Pisa e problemi al tetto della chiesa di Calci. A Prato risulta invece divelta la copertura di un campo da tennis. Per le prossime ore sono attesi ancora forti venti di Grecale su tutta la regione con raffiche fino a 100-120 km/h sui rilievi appenninici, fino a 80-100 km/h su Arcipelago, Amiata, Colline metallifere e litorale, e fino a 60-80 km/h altrove.

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Rossi: sviluppo Peretola bene anche per comuni contrari

Rossi: sviluppo Peretola bene anche per comuni contrari

Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito dell’adesione di 6 sindaci della Piana all’iniziativa di protesta

Il potenziamento dell’aeroporto di Firenze Peretola  “sono estremamente sicuro che sia un bene anche per coloro che manifesteranno” contro il progetto sabato 30 marzo: lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito dell’adesione di 6 sindaci della Piana all’iniziativa di protesta. Secondo Rossi, che ha parlato a margine della firma del contratto di rete per la Pharma Valleu, il progetto porta un miglioramento “dal punto di vista delle prospettive di sviluppo di quest’area e di tutta la regione, e di miglioramento ambientale perché ci siamo posti anche questo problema. E’ un’infrastruttura che ci vuole, non fa male a nessuno: c’è già poi, d’altra parte, non è che ce l’abbiamo messa”. Il governatore ha ricordato che la libertà di manifestare “è garantita dalla Costituzione”, ma ha rivendicato che “quel procedimento” per la valutazione ambientale e urbanistica “si è concluso grazie al mio contributo personale fondamentale, grazie alla scelta fondamentale fatta dalla Regione Toscana”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di confindustria Firenze Luigi Salvadori. “Ci sono alcuni sindaci della Piana che si sono dimostrati favorevoli, Signa e Lastra a Signa; e altri sindaci che mantengono le loro idee soprattutto per questioni ideologiche ed elettorali” ha detto Salvadori. Questi sindaci, ha detto Salvadori a margine della firma del contratto di rete per la Pharma Valley, “non possono tradire probabilmente le promesse fatte in sede elettorale, e soprattutto hanno un certo tipo di ideologia che impedisce loro di acconsentire a una infrastruttura così importante e determinante come l’aeroporto. Speriamo veramente che questo aeroporto inizi il suo corso, speriamo in modo formale ma importante a maggio, e in modo veramente determinante i primi di settembre coi lavori della pista”.

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Rossi: sviluppo Peretola bene anche per comuni contrari

Rossi: sviluppo Peretola bene anche per comuni contrari

Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito dell’adesione di 6 sindaci della Piana all’iniziativa di protesta

Il potenziamento dell’aeroporto di Firenze Peretola  “sono estremamente sicuro che sia un bene anche per coloro che manifesteranno” contro il progetto sabato 30 marzo: lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, a proposito dell’adesione di 6 sindaci della Piana all’iniziativa di protesta. Secondo Rossi, che ha parlato a margine della firma del contratto di rete per la Pharma Valleu, il progetto porta un miglioramento “dal punto di vista delle prospettive di sviluppo di quest’area e di tutta la regione, e di miglioramento ambientale perché ci siamo posti anche questo problema. E’ un’infrastruttura che ci vuole, non fa male a nessuno: c’è già poi, d’altra parte, non è che ce l’abbiamo messa”. Il governatore ha ricordato che la libertà di manifestare “è garantita dalla Costituzione”, ma ha rivendicato che “quel procedimento” per la valutazione ambientale e urbanistica “si è concluso grazie al mio contributo personale fondamentale, grazie alla scelta fondamentale fatta dalla Regione Toscana”.

Sulla questione è intervenuto anche il presidente di confindustria Firenze Luigi Salvadori. “Ci sono alcuni sindaci della Piana che si sono dimostrati favorevoli, Signa e Lastra a Signa; e altri sindaci che mantengono le loro idee soprattutto per questioni ideologiche ed elettorali” ha detto Salvadori. Questi sindaci, ha detto Salvadori a margine della firma del contratto di rete per la Pharma Valley, “non possono tradire probabilmente le promesse fatte in sede elettorale, e soprattutto hanno un certo tipo di ideologia che impedisce loro di acconsentire a una infrastruttura così importante e determinante come l’aeroporto. Speriamo veramente che questo aeroporto inizi il suo corso, speriamo in modo formale ma importante a maggio, e in modo veramente determinante i primi di settembre coi lavori della pista”.

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Ex Questore Firenze arrestato a Roma per truffa assicurazioni

Ex Questore Firenze arrestato a Roma per truffa assicurazioni

Secondo l’accusa, Raffaele Micillo e due complici, ex poliziotti, danneggiavano le proprie palestre e poi denunciavano di avere subito un atto vandalico con l’obiettivo di incassare il risarcimento delle assicurazioni al fine di rinnovare i locali.

I tre,  tutti già in pensione, sono stati arrestati a Roma con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, frode assicurativa e simulazione di reato. A scoprire l’attività illecita gli agenti del commissariato Aurelio. Su disposizione del gip Flavia Costantini, sono finiti agli arresti domiciliari Raffaele Micillo, già questore di Firenze e in pensione dall’aprile del 2016, e gli ex poliziotti Federico Ricciuto e Vincenzo Barbato. I fatti sono avvenuti tra il 2016 e il 2018 e hanno riguardato palestre a Roma nella zona di via Boccea e in via Prenestina.

I locali venivano imbrattati con vernice nera, in alcuni casi i macchinari venivano danneggiati e i pavimenti resi inutilizzabili con lo scollamento del parquet. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Lucia Lotti, hanno accertato che gli indagati dopo un primo danneggiamento si erano affrettati ad investire “oltre 310mila euro per l’acquisto di nuovi attrezzi, in sostituzione di quelli ritenuti inservibili, nonostante la palestra fosse priva di sistema di allarme, di telecamere di sicurezza e munita soltanto di una porta a serratura”. Dall’attività di indagine è emerso che gli episodi, avvenuti ad un paio di anni di distanza, avevano dinamiche e modalità identiche.

Per il gip gli indagati hanno percepito “periodicamente, con l’aiuto anche di amici e parenti, in modo fraudolento, indennizzi assicurativi, per rifinanziarsi e lucrare doppiamente, in quanto i macchinari apparentemente danneggiati, hanno in realtà un mercato dell’usato che rende loro un ulteriore guadagno, collaterale al risarcimento principale”.

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Firenze: 800mila euro a famiglia lavoratore USL ucciso da amianto

Firenze: 800mila euro a famiglia lavoratore  USL ucciso da amianto

Saranno risarciti complessivamente per 800 mila euro la moglie e i due figli di un ex dipendente dell’ex Usl 10/D, fiorentino, morto nel giugno 2012, a 73 anni, a causa di un mesotelioma pleurico. Per il giudice del tribunale del lavoro di Firenze Carlotta Consani aveva contratto la malattia nei luoghi dove aveva lavorato.

A pagare saranno la gestione liquidatoria dell’ex Usl e la Regione Toscana, colpevoli, spiega il giudice, di non aver “tutelato i lavoratori” contro i rischi connessi all’esposizione all’amianto. In particolare l’uomo, che aveva lavorato nella lavanderia e nelle centrali termiche degli ospedali fiorentini di Santa Maria Nuova e Careggi, era a contatto diretto (“mangendolo a mani nude”) con l’amianto usato come isolante sia nelle centrali termiche sia per le tubazioni e le guarnizioni nelle lavanderie.Un particolare testimoniato dai colleghi dell’uomo durante l’istruttoria (il giudice ha fatto svolgere anche due consulenze tecniche): le operazioni di rimozioni dell’amianto sarebbero iniziate solo nel 1990 e, secondo quanto riportato dall’avvocato Pietro Frisani che insieme Emanuela Rosanò rappresentava la famiglia, si conclusero definitivamente solo tra il 2011 e il 2012. Per il giudice è stato dimostrato il nesso di casualità tra la malattia contratta dal lavoratore e l’esposizione all’amianto e anche la responsabilità del datore di lavoro che, solo su richiesta dei dipendenti “del tutto disinformati”, negli ultimi anni forniva le mascherine antipolvere.Il tribunale ha disposto il risarcimento di 200mila euro ciascuno alla moglie e ai due figli dell’uomo, e 200mila euro complessive per il danno terminale.

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