Firenze, strade senza rumore: arriva l’asfalto fonoassorbante

Firenze, strade senza rumore: arriva l’asfalto fonoassorbante

Una grande novità per l’assetto urbanistico a Firenze: arriva l’asfalto mangia-rumore. Tutti i decibel degli autobus, dei motorini, delle auto, saranno come inghiottiti dalla strada.

Non si tratta di un sogno, ma dell’asfalto fonoassorbante; figlio  di un progetto sperimentale europeo che vede il capoluogo toscano capofila, che ha l’obiettivo di garantire la replicabilità dell’esperienza fiorentina anche in altri contesti urbani. Grazie al finanziamento comunitario di 187mila euro Firenze volge lo sguardo al futuro. Strade più silenziose, più sostenibili, grazie all’asfalto fonoassorbente.

Un nuovo modo di concepite l’inquinamento acustico e – come riporta anche il quotidiano La Nazione – che potrebbe migliorare molto la vita in città. Il tutto sarà pensato nella migliore combinazione possibile per gli pneumatici. Questa iniziativa, inoltre guarda, in prospettiva, anche al mondo dell’elettrico attraverso iniziative di comunicazione per tutto il periodo del progetto.

“Sulla questione è intervenuta l’assessore all’Ambiente Cecilia del Re. “Nel disegno della nostra Firenze come città sempre più sostenibile – dice l’assessore –, vogliamo puntare anche su temi importanti come quello dell’inquinamento acustico, con la sperimentazione e lo sviluppo di tecnologie innovative, e della mobilità elettrica sempre in chiave di riduzione dell’inquinamento acustico e di tutela ambientale. Felici di essersi aggiudicati questo progetto europeo, che ci vedrà lavorare con altri partners di rilievo internazionale con il ruolo di capofila”.

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Maltempo: tromba d’aria a Livorno e allagamenti nel pisano

Maltempo: tromba d’aria a Livorno e allagamenti nel pisano

Una tromba d’aria a Livorno ha colpito la zona nord  danneggiando la copertura di alcuni capannoni industriali di via Enriques. Non si registrano feriti. Disagi anche nel Pisano per i violenti temporali che si sono abbattuti in diverse zone della provincia prima dell’alba e hanno reso necessario l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco per allagamenti e la rimozione dei detriti dalle strade.

Sul posto, a Livorno, sono impegnate dalle sei di stamani le squadre del comando provinciale di Livorno per le verifiche e la messa in sicurezza di capannoni industriali danneggiati. I danni, come segnalano i vigili del fuoco, hanno interessato prevalentemente le coperture dei fabbricati mentre la raffica ha rovesciato anche alcuni container.  Le precipitazioni piuttosto importanti si sono concentrate a Filettole, nel comune di Vecchiano (Pisa) e, in Valdera, nel comune di Casciana Terme Lari e in località La Sterza, vicino a Lajatico.

Sempre nel Pisano le forti raffiche di vento hanno abbattuto alcune piante che hanno invaso le strade causando difficoltà alla circolazione. Complessivamente risultano al momento 10 interventi già effettuati e ci sono però ancora altre situazioni da risolvere. Le squadre dei vigili del fuoco sono tuttora al lavoro. In Toscana, sulla costa e nell’area centro-settentrionale, ieri è stato emesso un codice giallo per il maltempo fino a oggi.

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Terzo settore lancia Carta degli Intenti per accoglienza non governativa

Terzo settore lancia Carta degli Intenti per accoglienza non governativa

Tutti insieme, per offrire una risposta concreta, efficace e originale al tema dell’accoglienza. Forte dell’esperienza promossa con successo dalla Regione fin dal 2011 – quel modello di accoglienza diffuso su tutto il territorio che ha aiutato l’inserimento dei nuovi ospiti nelle comunità – l’associazionismo toscano ha deciso di unirsi e coordinarsi per fare fronte comune lanciando una Carta degli Intenti: Ognuno in base alle proprie risorse e competenze, offrendo soluzioni che si inseriscano e rafforzino questo modello alternativo e che rispondano alle esigenze di coesione e di inclusione sociale e lavorativa di tutti i cittadini, italiani e non, in stato di marginalità.

Sta tutto all’interno della “Carta degli Intenti” del terzo settore toscano presentata oggi in conferenza stampa a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. Nel testo, che propone più  misure, si parla di risposta all’emergenza abitativa, di costruzione di piani individuali per la formazione e la ricerca di lavoro, di formazione linguistica, di informazione giuridica, di sostegno e tutela alle donne vittime di tratta ma anche di azioni di comunicazione innovative per una contro-narrazione efficace sul tema.

Il manifesto del terzo settore toscano – che ha deciso di non partecipare al prossimo bando CAS del Ministero degli Interni, a favore di un’accoglienza più ‘umana’ e più giusta – si inserisce all’interno delle linee guida del “Libro bianco sulle politiche di accoglienza dei richiedenti asilo e dei titolari di protezione internazionale o umanitaria della Regione Toscana”, presentato nel 2017, ed estende le proposte per una “società aperta e inclusiva” a tutti coloro che abbiano la necessità di tutela e di integrazione sociale ed economica, consapevoli che la questione migratoria faccia emergere criticità diffuse e che rappresenti la punta dell’iceberg nella richiesta di diritti (casa e lavoro, ad esempio) che riguarda tutta la società ed esige un miglioramento del welfare.

La “Carta degli intenti”, aperta ad altre eventuali adesioni, è stata promossa da Diaconia Valdese Fiorentina, Cooperativa Sociale C.A.T., Associazione “Progetto Accoglienza” Borgo San Lorenzo, COSPE onlus, Oxfam Italia Intercultura, Legacoop Toscana Area Welfare, Arci Firenze, Associazione Progetto Arcobaleno, Consorzio Sociale Martin Luther King, Misericordia Barberino-Tavarnelle, Associazione Le C.A.S.E. Onlus, C.N.C.A. Toscana, Cooperativa Sociale Pane e Rose, Consorzio Metropoli società cooperativa sociale a r.l. , Alice cooperativa sociale, Gli Altri cooperativa sociale.

La Regione aderisce a #Ioaccolgo
Intanto stamani l’assessore all’immigrazione della Toscana, Vittorio Bugli, ha annunciato durante la conferenza stampa l’adesione della Regione alla campagna “#Ioaccolgo” lanciata nei giorni scorsi da Oxfam e  altre quarantasei organizzazione della società civile, tra cui le principali Ong da sempre impegnate con migranti e rifugiati, le tre maggiori sigle sindacali, varie reti di associazioni e di studenti, per contrastare le politiche di odio ed esclusione praticate nei confronti dei migranti e per dare spazio e voce a quanti, nonostante tutto, continuano ad impegnarsi invece per la loro accoglienza e integrazione.

Una legge e un bando per l’accoglienza.
“La Toscana non sarà terra di ‘invisibili’ che vengono spinti a nascondersi e lasciati cadere in percorsi rischiosi o illegali” ribadisce l’assessore. “Durante il prossimo Consiglio regionale sarà discussa la legge sui ‘diritti samaritani’, proposta dalla giunta nei mesi scorsi per garantire tutela sanitaria, cibo e un ricovero temporaneo per chi, italiano o straniero, si veda negati questi bisogni essenziali”.

Nel frattempo, mentre la proposta di legge proceda secondo il suo iter, la giunta ha approvato nelle scorse settimane una delibera che fissa gli indirizzi di un prossimo avviso pubblico che integrino l’azione delle istituzioni con quella dell’associazionismo facendo sistema tra tutti i soggetti che hanno a cuore i diritti delle persone.

La sfida, anche in questo caso, è sperimentare forma innovative di welfare di comunità per la crescita delle competenze e l’inserimento lavorativo, per l’inclusione sociale e la tutela dei diritti in favore delle persone e delle famiglie che si trovano in uno stato di particolare precarietà sociale. Saranno finanziati, sotto forma di progetti pilota, interventi di accoglienza temporanea, di accompagnamento all’autonomia e al pronto intervento sociale, attività di orientamento e di consulenza a carattere giuridico-legale, attività di orientamento ai servizi e di crescita della competenze. Si punterà molto, infine, sulle opportunità di vedere impegnate le persone in attività di pubblica utilità e di inserimento.

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Livorno, progetto per impianto di bioetanolo alimentato da rifiuti

Livorno, progetto per impianto di bioetanolo alimentato da rifiuti

Eni realizzerà un impianto di produzione di biometanolo alimentato con scarti da trattamento di rifiuti solidi urbani nella propria raffineria di Livorno, in virtù di un protocollo di intesa siglato con Regione Toscana e Alia.

Lo ha annunciato Enrico Rossi, presidente della Regione, in una conferenza stampa oggi a Firenze. La realizzazione dell’impianto, che sarà alimentato da 200mila tonnellate di scarti l’anno, è prevista in 3 anni dalla data di rilascio dell’autorizzazione del progetto, che sarà sottoposto a Valutazione di impatto ambientale. Si stima che al 2030 si possano ottenere 400mila tonnellate annue da destinare alla produzione di carburanti e combustibili rinnovabili.

Al nuovo impianto potrà essere destinato, secondo la Regione, un flusso di rifiuti pari a quello che il vecchio piano regionale prevedeva per il termovalorizzatore della Piana fiorentina, mai realizzato. “Con questa decisione – ha detto Rossi – ci collochiamo al top delle indicazioni dell’Europa”.

ll progetto di bioraffineria da 250 milioni di euro, privo di emissioni nocive in aria con la captazione di Co2, si inserisce in un progetto complessivo di miglioramento ambientale della raffineria Eni di Livorno, oggetto di un altro protocollo approvato in giunta regionale, che riguarda anche i Comuni di Livorno e Collesalvetti.

“Si tratta – sostiene Rossi – di un protocollo pronto in cui si prevedono 120 milioni di investimento ad un ritmo di 30 milioni all’anno”. Di questi 120 milioni, “25 milioni – ha spiegato il governatore – sono dedicati ad interventi di miglioramento ambientale del sito livornese, prevalentemente su alcuni aspetti che ci avevano preoccupato nell’alluvione come alcuni sversamenti. Dall’altro ci sono interventi sulla captazione delle maleodoranze: si può arrivare all’azzeramento di tali maleodoranze con alcuni interventi mirati. Altri investimenti riguarderanno altri aspetti ambientali, con l’Arpat che controllerà il tutto”.

Nel protocollo è inoltre previsto un nuovo impianto per il Gnl alla darsena petroli, collegato con l’impianto Eni, e che sia finanziata con 13 milioni la rimozione dei cavi di Eni, nell’ambito dell’escavo del canale della darsena Toscana, per la costruzione di un microtunnel.

“Porteremo in Consiglio regionale una variante al piano dei rifiuti per la realizzazione, nel sito di Case Passerini, di un impianto di selezione dei rifiuti anziché un termovalorizzatore”, ha concluso Rossi.

Secondo Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente, la variante potrebbe approdare in Consiglio nell’ultima seduta prevista nel mese di luglio, ovvero quella fissata per i giorni 23 e 24. Il nuovo impianto da realizzare a Case Passerini, attraverso l’attività di selezione, produrrebbe il Css (combustibile solido secondario) da inviare alla bioraffineria, che produrrà biometanolo con Css e plasmix (le plastiche eterogenee non riciclabili).

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Livorno, progetto per impianto di bioetanolo alimentato da rifiuti

Livorno, progetto per impianto di bioetanolo alimentato da rifiuti

Eni realizzerà un impianto di produzione di biometanolo alimentato con scarti da trattamento di rifiuti solidi urbani nella propria raffineria di Livorno, in virtù di un protocollo di intesa siglato con Regione Toscana e Alia.

Lo ha annunciato Enrico Rossi, presidente della Regione, in una conferenza stampa oggi a Firenze. La realizzazione dell’impianto, che sarà alimentato da 200mila tonnellate di scarti l’anno, è prevista in 3 anni dalla data di rilascio dell’autorizzazione del progetto, che sarà sottoposto a Valutazione di impatto ambientale. Si stima che al 2030 si possano ottenere 400mila tonnellate annue da destinare alla produzione di carburanti e combustibili rinnovabili.

Al nuovo impianto potrà essere destinato, secondo la Regione, un flusso di rifiuti pari a quello che il vecchio piano regionale prevedeva per il termovalorizzatore della Piana fiorentina, mai realizzato. “Con questa decisione – ha detto Rossi – ci collochiamo al top delle indicazioni dell’Europa”.

ll progetto di bioraffineria da 250 milioni di euro, privo di emissioni nocive in aria con la captazione di Co2, si inserisce in un progetto complessivo di miglioramento ambientale della raffineria Eni di Livorno, oggetto di un altro protocollo approvato in giunta regionale, che riguarda anche i Comuni di Livorno e Collesalvetti.

“Si tratta – sostiene Rossi – di un protocollo pronto in cui si prevedono 120 milioni di investimento ad un ritmo di 30 milioni all’anno”. Di questi 120 milioni, “25 milioni – ha spiegato il governatore – sono dedicati ad interventi di miglioramento ambientale del sito livornese, prevalentemente su alcuni aspetti che ci avevano preoccupato nell’alluvione come alcuni sversamenti. Dall’altro ci sono interventi sulla captazione delle maleodoranze: si può arrivare all’azzeramento di tali maleodoranze con alcuni interventi mirati. Altri investimenti riguarderanno altri aspetti ambientali, con l’Arpat che controllerà il tutto”.

Nel protocollo è inoltre previsto un nuovo impianto per il Gnl alla darsena petroli, collegato con l’impianto Eni, e che sia finanziata con 13 milioni la rimozione dei cavi di Eni, nell’ambito dell’escavo del canale della darsena Toscana, per la costruzione di un microtunnel.

“Porteremo in Consiglio regionale una variante al piano dei rifiuti per la realizzazione, nel sito di Case Passerini, di un impianto di selezione dei rifiuti anziché un termovalorizzatore”, ha concluso Rossi.

Secondo Federica Fratoni, assessore regionale all’ambiente, la variante potrebbe approdare in Consiglio nell’ultima seduta prevista nel mese di luglio, ovvero quella fissata per i giorni 23 e 24. Il nuovo impianto da realizzare a Case Passerini, attraverso l’attività di selezione, produrrebbe il Css (combustibile solido secondario) da inviare alla bioraffineria, che produrrà biometanolo con Css e plasmix (le plastiche eterogenee non riciclabili).

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