Pistoia: abbandono rifiuti tessili a Pistoia, 4 fermi

Pistoia: abbandono rifiuti  tessili a Pistoia, 4 fermi

La doppia operazione della polizia municipale ha impedito l’abbandono sulle strade pistoiesi di oltre tre tonnellate di scarti tessili.

Sul furgone i vigili urbani hanno trovato 42 sacchi neri colmi di rifiuti tessili per un totale di 2,5 tonnellate di scarti pronte per essere abbandonate illecitamente nel territorio pistoiese. Così la polizia municipale ha fermato tre cittadini di origine  cinese mentre stavano scaricando decine di sacchi, in piena notte, in via Don Siro Butelli. E a poche ore di distanza i vigili urbani sono nuovamente entrati in azione intervenendo in via dei Gatti a seguito di una segnalazione arrivata al comando. La pattuglia è prontamente intervenuta fermando un altro uomo, un cittadino di origine marocchina,  mentre abbandonava scarti della lavorazione di tessuti trasportati da Prato a Pistoia su un furgone per un totale di 770 chili di rifiuti che sarebbero finiti lungo le strade pistoiesi come già accaduto più volte in passato. “L’intensificazione dei controlli da parte della polizia municipale guidata dal comandante Sergio Bedessi – dichiara l’assessore all’ambiente Gianna Risaliti – porta a questi risultati. Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti sul territorio resta ancora tristemente diffuso e per questo con il comandante Bedessi e i vigili urbani stiamo lavorando per creare un sistema di verifica sempre più efficace. Non ci fermiamo qui, perché Pistoia non deve essere più considerata una terra in cui scaricare rifiuti e in cui riuscire a farlo impunemente”. La doppia operazione della polizia municipale ha impedito l’abbandono sulle strade pistoiesi di oltre tre tonnellate di scarti tessili. Nel primo caso, i tre uomini sono arrivati vicino al furgone, già posizionato in via Don Siro Butelli, a bordo di una Mercedes Station Wagon su cui poi, una volta intervenuti i vigili, uno di loro si è dato alla fuga a forte velocità, mentre gli altri due sono scappati a piedi. Con il secondo intervento, reso possibile grazie alla segnalazione ricevuta e scattato a nemmeno 24 ore di distanza dal primo sequestro, è stata fermata una persona che adesso, fa sapere il Comune di Pistoia, rischia l’arresto da tre mesi a un anno o l’ammenda da 2.600 euro a 26.000.

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Toscana: 2 ore di sciopero il 26 aprile per la sicurezza sul lavoro

Toscana:   2 ore di sciopero il 26 aprile per la sicurezza sul lavoro

Presidi dei sindacati davanti ai luoghi di lavoro per sensibilizzare sul tema: “Inaccettabile che in Paese moderno e civile si perda la vita per lavorare”

Nei soli primi tre mesi del 2018 le morti sul lavoro ammontano a più di 185 e salgono a 400 se si considerano anche a quelle in itinere. Una carneficina continua, vite spezzate, famiglie distrutte. Ritmi di lavoro estenuanti, mancanza di controlli, precarizzazione sempre più spinta, indifferenza e superficialità nell’applicazione delle più elementari norme di sicurezza, sono la causa principale di questa tragica conta di cadaveri.

“L’Italia è il secondo Paese manifatturiero europeo, il Governo vara leggi su industria 4.0 ma nelle aziende si continua a morire di lavoro” dicono i sindacati. “FIM, FIOM e UILM sono da sempre in prima linea sul fronte della salute e sicurezza e hanno sempre denunciato e contrastato gli atteggiamenti aziendali tesi a sottovalutare la prevenzione”.

“L’azione delle organizzazioni sindacali non si è mai fermata alla sola denuncia” precisano i sindacati. Che aggiungono “da sempre abbiamo fattivamente diffuso la cultura della sicurezza nel nostro quotidiano lavoro di rappresentanza. Ne sono alcuni esempi l’avanzamento in termini di sicurezza neglli ultimi contratti nazionali di Federmeccanica e Unionmeccanica come gli accordi integrativi aziendali che prevedono, a livello territoriale, condizioni di miglior favore e maggiore attenzione rispetto alle leggi nazionali”.

“FIM FIOM UILM di Firenze  – si legge ancora nel comunicato- ritengono non accettabile che in un Paese moderno e civile si perda la vita per lavorare. Per attuare una campagna di sensibilizzazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro che proseguirà con la manifestazione per la Festa del 1° Maggio a Prato che sarà dedicata a questo tema, vogliamo dare un segnale forte che riaccenda i riflettori su ciò che è diventato in tutta Italia un problema patologico”.

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Lucca, psicologi: punizioni giuste, ma da sole non bastano

Lucca, psicologi: punizioni giuste, ma da sole non bastano

Punizioni dopo episodi di bullismo a scuola a Lucca. Il commento del presidente Ordine Psicologi della Toscana Lauro Mengheri. Provvedimenti punitivi che servono a sottolineare la gravità dei comportamenti dei ragazzi, ma che da soli non bastano. Occorre che capiscano il loro errore»

«La scuola è un’istituzione, non poteva che applicare le regole. Si tratta di provvedimenti punitivi, che servono a sottolineare la gravità dei comportamenti dei ragazzi, ma che da soli non bastano. Occorre che capiscano il loro errore, che ci riflettano, che ascoltino e vengano ascoltati». Lo sottolinea il presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, Lauro Mengheri, dopo le punizioni comminate ai ragazzi per l’episodio di bullismo in classe accaduto a Lucca.

«La psicologia da tempo ci ha insegnato che l’apprendimento passa da canali espliciti e impliciti. Quindi occorre un’azione congiunta di informazione e formazione ai valori, ma anche che i ragazzi vedano questi valori nella società e nelle persone che li circondano. Certe dinamiche non si verificano se non c’è un pubblico, se non ci sono intorno persone che guardano e permettono che accada, a volte in silenzio, a volte incitando, a volte ridendo. Non è quindi un problema del singolo alunno, ma una dinamica di gruppo che si autoalimenta. La psicologia ci dice che le persone in gruppo si comportano in maniera diversa e che, se nel gruppo sono autorizzati certi comportamenti negativi, persone che in altri contesti non lo farebbero mai tirano fuori il peggio di sé.

Ribadiamo, quindi, la necessità della figura dello psicologo a scuola, un esperto di queste dinamiche sociali e individuali, che collabori col dirigente nella progettazione di interventi efficaci, che non si limitino a singoli progetti occasionali o a qualche ora di sportello di ascolto. La psicologia deve essere presente a scuola a tutto tondo, non solo nei momenti di emergenza come questo, per la progettazione di un percorso didattico che sia anche formazione personale per la vita e per il benessere».

Intanto si viene a sapere che saranno ascoltati nei prossimi giorni, e comunque entro la fine della settimana, i sei studenti.  Secondo quanto appreso, a stretto giro sarà convocato lo stesso professore, che dovrà fornire spiegazioni, tra l’altro, circa il contesto in cui sono maturati i fatti di bullismo e circa le sue reazioni. L’intenzione degli inquirenti, sempre secondo quanto appreso, è quella di ascoltare il prima possibile tutte le persone coinvolte nella vicenda, compreso il preside dell’istituto, che potrebbe essere ascoltato già in giornata. I 6 studenti sabato sono stati perquisiti dalla Polposta, che ha sequestrato gli indumenti indossati dai ragazzi nei video, i loro cellulari e il casco integrale da moto usato per colpire il docente. I bulli da oggi sono sospesi da scuola, su decisione del consiglio d’istituto. Tre potranno rientrare in classe prima della fine dell’anno scolastico, gli altri tre saranno bocciati.

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Massa: Volpi candidato sindaco per centrosinistra

Massa: Volpi candidato sindaco per centrosinistra

In totale hanno votato 3017 cittadini massesi e il sindaco uscente ha ottenuto il 71% dei voti. Alessandro Volpi, professore universitario all’Università di Pisa, si presenterà con una coalizione formata da Pd, Liberi e uguali, Repubblicani, Radicali e, per il momento, due liste civiche: Articolo primo e Arancioni

Alessandro Volpi (Pd), primo cittadino uscente del Comune di Massa, è il
candidato sindaco scelto dalla coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative del 10 giugno. Volpi, candidato dal Pd, si è imposto alle primarie di coalizione, svolte oggi con i seggi aperti fino alle 20, con 2124 preferenze contro le
864 ottenute da Simone Ortori, consigliere comunale che si presentava con la lista civica ‘Articolo primo’.
In totale hanno votato 3017 cittadini massesi e il sindaco uscente ha ottenuto il 71% dei voti. Professore universitario all’Università di Pisa, si presenterà
con una coalizione formata da Pd, Liberi e uguali, Repubblicani, Radicali e, per il momento, due liste civiche: Articolo primo e Arancioni. Volpi vinse le primarie, presentandosi da civico, anche nel 2013, quando al primo turno andarono a votare 11 mila
massesi, per poi essere eletto sindaco, al ballottaggio, con il 59,34% delle preferenze.

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Gino Bartali cittadino onorario di Israele

Gino Bartali  cittadino onorario di Israele

Ad annunciare l’onore postumo al grande campione italiano è stato oggi Yad Vashem, il museo della Shoà di Gerusalemme, che già nel 2013 nominò Bartali ‘Giusto tra le nazioni’ per aver contribuito a salvare 800 ebrei durante l’occupazione nazista.

Sotto il sellino della sua bici, in apparenti allenamenti su è giù per l’Italia centrale, Bartali
d’accordo con la Curia di Firenze, diretta dall’arcivescovo Elia Angelo Dalla Costa, nascondeva documenti essenziali per gli ebrei nascosti. La  nomina di cittadino onorario dello stato ebraico sarà consegnata il 2 maggio prossimo in una cerimonia allo Yad Vashem, a due giorni dalla partenza del Giro di Italia 2018 in programma il 4 maggio da Gerusalemme.
“La legge sui Giusti tra le Nazioni – ha spiegato il portavoce del Museo Simmy Allen confermando l’anticipazione del sito ‘Pagine ebraiche’ – consente a Yad Vashem la prerogativa di conferire anche, in casi particolari, una cittadinanza onoraria
di Israele a chi fosse ancora in vita, oppure postuma ai suoi congiunti”. Si tratta – ha aggiunto – di una procedura “molto rara” e che “viene usata con il contagocce”. L’ultimo caso che si ricorda a Yad Vashem risale al 2007, undici anni fa.
La cerimonia – organizzata secondo Allen insieme all’Ambasciata italiana in Israele e a cui parteciperà anche un rappresentante della famiglia di Bartali – vedrà anche
un’esibizione dei ciclisti che parteciperanno al Giro di Italia e subito dopo ci sarà il conferimento della cittadinanza onoraria postuma. Due giorni dopo al via il Giro, dedicato a
Bartali: la prima tappa sarà una corsa a cronometro in città, la seconda da Tel Aviv a Haifa e ritorno, la terza fino alla punta estrema di Israele, Eilat, dopo aver percorso il
deserto.

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