120mila toscani in condizioni di povertà assoluta

120mila toscani in condizioni di povertà assoluta

Nel 2008 erano 31.750 le famiglie e 65.663 le persone in povertà assoluta (Osservatorio sociale regionale 2017). In Toscana si registra comunque un andamento migliore rispetto ad altre regioni. E gli indicatori, seppure in un quadro peggiorato rispetto agli anni precedenti alla crisi, disegnano una situazione in miglioramento.

gli ultimi dati disponibili sul reddito medio IRPEF desunti dalle dichiarazioni dei redditi 2017 collocano la regione (20.583 €) al di sopra del dato medio italiano (20.212 €).
Il reddito disponibile pro-capite 2016 – che tiene conto del reddito da lavoro e di capitale al netto dei trasferimenti (tasse ed altro) – è per i cittadini toscani di 19.936 €, sensibilmente più elevato rispetto al valore medio del Paese (18.891 €, oltre 1.700 € pro-capite di differenza).
Il reddito netto familiare 2015 (somma dei redditi familiari al netto dei trasferimenti) della Toscana è di 33.300 € contro i circa 30.000 € medi nazionali.
L’importo medio delle pensioni erogate dall’INPS nel 2017 risulta più elevato della media nazionale di 45 € mensili (912 contro 867 € mensili).
L’incidenza di povertà relativa in Toscana, in netta diminuzione e tradizionalmente inferiore a quella media italiana, è identificata al 2017 con un 5,9% di famiglie che hanno una spesa media per consumi al di sotto della soglia di povertà relativa: circa 1/3 della percentuale media nazionale (12,3%); la Toscana resta sempre tra le regioni con percentuale più contenuta, anche se cresciuta rispetto agli anni precedenti.
Le famiglie toscane in condizione di povertà assoluta, pur in quota sensibilmente inferiore alla media italiana, sono aumentate rispetto al 2008 (pre-crisi) dal 2 (2008) al 3,2% (2015): un universo di circa 53.000 nuclei familiari e 119.000 persone che non riescono ad acquistare beni e servizi essenziali per uno standard di vita minimo (Irpet 2016).
Le persone che vivono in famiglie in condizione di deprivazione (ossia che dichiarano almeno tre di nove deprivazioni legate a spese impreviste, arretrati nei pagamenti, ferie annuali, pasti adeguati, riscaldamento abitazione, beni durevoli) oggi in Toscana sono 261.000, ossia il 7% circa della popolazione. Dato inferiore a quello italiano (12%) e in linea con quello europeo (7,5%), ma comunque quasi raddoppiato rispetto al periodo pre-crisi.
Le dichiarazioni ISEE presentate nel 2014 in Toscana, che riguardano oltre 320.000 famiglie (20% delle famiglie residenti) per oltre 950.000 individui (25% dei residenti), informano di circa 48.000 nuclei familiari con ISEE al di sotto dei 3.000 euro (15% del totale, corrispondente a 126.000 individui) e circa 38.000 tra i 3 e i 6.000 euro (12% del totale, corrispondente a oltre 114.000 individui).
Gli anziani toscani che percepiscono la pensione o l’assegno sociale (prestazione riservata a chi non percepisce alcun reddito o redditi molto bassi) sono oltre 37.000 (4% del totale anziani residenti) e quelli che percepiscono la pensione integrata al trattamento minimo sono 180.000 (1⁄4 del totale).
Nel 2016 il tasso di disoccupazione era tornato a crescere, passando dal 9,2 al 9,5%, ma rimanendo comunque significativamente al di sotto sia del 10,1% fatto segnare nel 2104, e che rappresenta il picco negativo raggiunto in Toscana dal 2007 ad oggi, sia del tasso di disoccupazione nazionale che è pari all’11,7%. Complessivamente nel 2016 i disoccupati residenti in Toscana erano cresciuti di circa 7.000 unità, passando dalle 157.000 persone del 2015 alle 164.000 dell’anno successivo, anche se le 173.000 persone del 2014 è un valore lontano. Nel 2017 si assiste ad un nuovo calo del tasso, che va dal 9,1 del 2017 all’8,3% nel primo trimestre di quest’anno.
Le domande 2017 di contributo economico per il pagamento dei canoni di locazione presentate ai Comuni toscani (17.000) coinvolgono il 12,5% delle famiglie toscane in affitto.
Per il disagio abitativo, i numeri relativi agli sfratti in Toscana (2016) evidenziano che le richieste e le esecuzioni di sfratto sono cresciute del 3,7% su base annua (rispettivamente, 12.109 e 3.431 unità), mentre i provvedimenti (4.613) sono diminuiti per il secondo anno consecutivo, colpendo il 2% delle famiglie toscane in affitto. Le esecuzioni riguardano una famiglia ogni 479 nuclei residenti in regione, rapporto nettamente peggiore rispetto al dato italiano, dove gli sfratti eseguiti hanno interessato una famiglia ogni 732 presenti sul territorio nazionale.

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Povertà, Toscana: una cabina di regia per gestire REI e sussidi

Povertà, Toscana: una cabina di regia per gestire REI e sussidi

 Il Piano, adottato dalla giunta prevede un programma triennale (2018-2020) volto a ridurre le cause dell’impoverimento e a sostenere le persone nel percorso di uscita dalle condizioni di marginalità ed esclusione sociale, mettendo a disposizione oltre 120 milioni, tra risorse statali e regionali, con l’obiettivo di promuovere un sistema regionale integrato finalizzato all’inclusione sociale.

Il Piano regionale, in attuazione del Piano nazionale di contrasto alla povertà approvato dal Ministero del lavoro e politiche sociali, rappresenta anche l’atto di indirizzo delle azioni e dei servizi necessari per l’attuazione del Reddito di inclusione (REI) la nuova misura nazionale di contrasto alla povertà, che è anche il primo livello essenziale delle prestazioni sociali. Illustra, in particolare, gli obiettivi, gli strumenti attuativi e di contrasto alla povertà, i soggetti coinvolti nella governance regionale, individuando i principali interventi integrati per l’inclusione attiva. In coerenza con la legislazione nazionale, il Piano regionale è teso a favorire l’autonomia delle persone, promuovendo anche un cambiamento culturale nelle politiche di contrasto al fenomeno.

Le somme stanziate dal Fondo nazionale povertà e destinate al finanziamento del rafforzamento dei servizi per l’accesso e la presa in carico del REI ammontano per il 2018 a 11.723.200 euro.  A questa cifra si aggiungono, sempre dal Piano povertà nazionale, 775.600 per i senza dimora e la sperimentazione di servizi innovativi quali housing first (la casa come diritto umano primario). Altri 350.000 euro vanno per il progetto sperimentale care leavers (finanziamento di interventi in favore di coloro che, al compimento della maggiore età, vivono fuori dalla famiglia di origine, a seguito di un provvedimento dell’autorità giudiziaria). Altri 4.314.833 euro fanno parte del PON (Programma Operativo Nazionale) Inclusione, un fondo europeo gestito dal Ministero.

Le azioni previste dal Piano regionale per il contrasto alla povertà si integrano poi con quanto già attivato dalla Regione Toscana per promuovere interventi di inclusione sociale e di prevenzione della povertà. Una serie di interventi che vedono  lo stanziamento di oltre 100 milioni di euro(107.774.957) di risorse europee e di fondi del bilancio regionale: si tratta di servizi di accompagnamento al lavoro per persone svantaggiate, di assistenza alla ricollocazione e di incentivi occupazione, di interventi per l’infanzia, del sostegno all’abitare. Di politiche, dunque, di prevenzione delle cause di impoverimento e di sostegno all’individuo e alla famiglia.

In particolare, il Reddito di inclusione (REI) è la prima misura unica nazionale di contrasto alla povertà. Si compone di due parti: un beneficio economico, erogato attraverso una Carta di pagamento elettronica (Carta REI); un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa, volto al superamento della condizione di povertà. Il REI consiste nell’erogazione di un contributo economico mensile, e  si basa sul principio della presa in carico multidisciplinare e sull’attivazione di progetti personalizzati tesi alla fuoriuscita dal disagio.

In Toscana il numero di possibili benficiari del REI potrebbe attestarsi intorno a 50.000 famiglie, corrispondente a circa 143.000 persone. Al 30 giugno 2018 hanno beneficiato delle misure SIA (Sostegno all’inclusione attiva) e REI 7.530 nuclei familiari. Dal 1° luglio al 31 agosto hanno già fatto domanda 2.020 nuclei familiari.

Seguendo il dettato della legge nazionale di contrasto alla povertà, che è stata introdotta per la prima volta in Italia, la Toscana ha assunto il coordinamento di tutti i soggetti coinvolti e ha svolto un ruolo di governance territoriale, promuovendo la costituzione di una cabina di regìa regionale, che coinvolge Anci (Associazione nazionale Comuni italiani) toscana, rappresentanti delle Zone, Alleanza contro la povertà (un insieme di soggetti sociali che hanno deciso di unirsi per contribuire alla costruzione di politiche pubbliche contro la povertà assoluta), Terzo settore e parti sociali. Tra gli obiettivi: rafforzare il processo di presa in carico dell’utente, promuovere l’attivazione e il rafforzamento delle reti e delle risorse territoriali, sviluppare l’infrastruttura territoriale per garantire il REI come livello essenziale delle prestazioni, integrare  fondi e programmi comunitari, nazionali e regionali.

Il Piano è stato presentato stamani, nel corso di una conferenza stampa, dall’assessore Stefania Saccardi: “In Toscana, come nel resto d’Italia e in gran parte del mondo – ha detto Saccardi – la crisi economica ha colpito molte persone e molte famiglie, riducendo parecchio il loro potere d’acquisto. E anche se i dati toscani sono migliori di quelli di altre regioni e della media nazionale, e nell’ultimo triennio si intravedono segni di miglioramento, i numeri ci parlano di una situazione peggiore rispetto agli anni precedenti la crisi. In Toscana abbiamo messo in atto tante iniziative per prevenire e contrastare il fenomeno della povertà. Con il Piano varato ora, vogliamo dare una risposta strutturale e articolata al problema, sotto tutti i suoi aspetti, dall’inclusione socio-lavorativa delle persone svantaggiate, alle politiche del lavoro, a quelle abitative, a quelle scolastiche”.

L’assessore all’istruzione Cristina Grieco ha specificato alcune misure di contrasto alla povertà che riguardano la scuola: “L’investimento più importante è quello sui progetti educativi zonali. Sui nidi 11 milioni e 8 milioni per la parte scolare. E’ un pacchetto rivolto al contemperamento della vita familiare con quella lavorativa, e anche a sostenere i Comuni nella gestione dei nidi. Siamo la Regione che investe in maniera più massiccia nella fascia 0-3. Inoltre abbiamo investito 3 milioni nel diritto allo studio. Ancora, una sperimentazione unica in Italia: il Piano integrato per l’occupazione, 30 milioni, destinato a disoccupati privi di qualsiasi sostegno al reddito. Sono stati raggiunti circa 7.000 disoccupati”.

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Tramvia: da 40 a 61mila passeggeri in 2 mesi

Tramvia: da 40 a 61mila passeggeri in 2 mesi

Lo ha dichiarato il sindaco Dario Nardella. Sulla nuova linea Nardella ha ricordato che “dopo il blocco per la crisi di una delle ditte appaltatrici, i lavori sono ripartiti”.

“Le Tramvie per noi sono il progetto più difficile ma forse proprio per questo il più apprezzato dai fiorentini. La tramvia non è una conquista di Dario Nardella ma dei fiorentini”. Lo ha detto il sindaco di Firenze chiudendo questa sera la festa dell’Unità al parco delle Cascine. “Lunedì 16 luglio abbiamo inaugurato la linea Leonardo: in 2 mesi da una media di 40mila passeggeri al giorno siamo passati a 61mila, nel periodo estivo” ha aggiunto.

E sulla nuova linea Nardella ha ricordato che “dopo il blocco per la crisi di una delle ditte appaltatrici, i lavori sono ripartiti. Entro pochi giorni potremo fare il primo viaggio tecnico: le ditte hanno firmato l’impegno per finire entro la fine dell’anno, mentre stiamo anche terminando il primo lotto del parcheggio scambiatore a Peretola”, ha concluso il sindaco.

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Concerti, conferenze, incontri: torna il Maggio Metropolitano

Concerti, conferenze, incontri: torna il Maggio Metropolitano

Il progetto, finanziato dalla Città Metropolitana di Firenze con 1,7 milioni di euro e realizzato dalla Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, abbraccia tutti i 42 comuni del territorio fiorentino.

Torna, per la sua seconda edizione, il cartellone del Maggio Metropolitano che quest’anno
allarga la programmazione di concerti, incontri e conferenze a tutti i 42 Comuni della Città Metropolitana di Firenze (lo scorso anno partecipavano 20 comuni), distribuendo oltre 120
eventi in sette mesi, da fine agosto 2018 a marzo 2019.
Il progetto, finanziato dalla Città Metropolitana di Firenze con 1,7 milioni di euro e realizzato dalla Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, abbraccia tutti i 42 comuni del territorio fiorentino. Tutti i luoghi coinvolti avranno dunque ospite il Maggio Musicale Fiorentino per concerti, conferenze e incontri che porteranno i contatti e i contenuti del Teatro direttamente “a casa” di chi non risiede nel capoluogo. T “Con
questa iniziativa la Città Metropolitana punta su una cultura viva che valorizza le realtà in grado di esprimerla a tanti livelli e sa andare incontro ai nostri cittadini”, ha commentato
presentando le iniziative il sindaco Dario Nardella. “Il Maggio esce dai sui confini fisici per andare ‘a casa’ dei cittadini – ha aggiunto il sovrintendente Cristiano Chiarot – e il successo
della prima edizione del Maggio Metropolitano ci fa pensare che la direzione verso cui si sta andando sia quella giusta, così come le adesioni dei comuni che sono passati dai 20 dello scorso anno ai 42 di oggi, ovvero l’intera Città Metropolitana di Firenze” .

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Bekaert, Nardella: contatto con imprenditori disposti ad investire

Bekaert, Nardella: contatto con imprenditori disposti ad investire

Il sindaco di Firenze “qualche prospettiva si sta aprendo”, “aspettiamo che il governo passi dagli annunci ai fatti, perché questa vicenda è simbolica delle tante storie di aziende, fabbriche e stabilimenti sani e di lavoratori che pagano per scelte che vengono fatte molto lontano da qui”

Per la situazione della Bekaert, lo stabilimento metalmeccanico di Figline Valdarno con 318 dipendenti della quale la proprietà ha nelle scorse settimane ipotizzato il trasferimento in un paese dell’est europeo, “aspettiamo che il governo passi dagli annunci ai fatti, perché questa vicenda è simbolica delle tante storie di aziende, fabbriche e stabilimenti sani e di lavoratori che pagano per scelte che vengono fatte molto lontano da qui”. Lo ha detto stasera, alla Festa della Fiom a Firenze, il sindaco di Firenze Dario Nardella.
“Non dobbiamo abbassare l’attenzione per quanto riguarda il lavoro – ha proseguito – noi abbiamo preso contatti come autorità locali con alcuni gruppi industriali italiani per sondare una disponibilità concreta a partecipare alla reindustrializzazione dello stabilimento, dunque per dare una prospettiva nuova a questi lavoratori. Qualche prospettiva si sta aprendo”.

 “I 3 settembre ci sarà un incontro di natura amministrativa in Regione Toscana al quale ribadiremo come Fiom la necessità di avere cassa di integrazione, perchè questo consentirebbe un anno di ammortizzatori sociali in più che consentirebbe anche la reindustrializzazione dell’azienda”.ha detto invece   il segretario di Fiom Firenze Daniele Calosi. “Non possiamo procedere a nessuna trattativa che preveda licenziamenti – ha aggiunto il sindacalista – Siamo invece disponibili a una trattativa che preveda da una parte cassa integrazione, che tra l’altro anche il governo ha detto di dare, e dall’altra anche la possibilità di un accordo di reindustrializzazione per salvaguardare tutti e 318 i posti di lavoro”.

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