Roberta Ragusa: corte Ue respinge ricorso di Logli

Roberta Ragusa: corte Ue respinge ricorso di Logli

Nel ricorso di Logli si ipotizzava la violazione del diritto di difesa ritenendo che non fossero state presi in considerazione gli elementi a discolpa riguardanti alcuni presunti avvistamenti della donna dopo la sua scomparsa.

La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha respinto il ricorso presentato da Antonio Logli contro la condanna definitiva a vent’anni di carcere con l’accusa di avere ucciso, e poi fatto sparire il cadavere, la moglie Roberta Ragusa. Nel ricorso si ipotizzava la violazione del diritto di difesa ritenendo che non fossero state presi in considerazione gli elementi a discolpa riguardanti alcuni presunti avvistamenti della donna dopo la sua scomparsa. La notizia è stata pubblicata dal quotidiano Il Tirreno.

“In qualità di consulente di Antonio Logli, insieme al legale avvocato Laura Razetto – scrive la criminologa Anna Vagli in una nota – siamo molto rammaricati di apprendere dalla stampa questa notizia. Tuttavia all’epoca dei fatti, prospettai al mio assistito tale possibile sviluppo. Erano infatti sorti dubbi circa il rispetto dei termini e dei requisiti formali e sostanziali richiesti per la ricevibilità del ricorso depositato dal precedente legale. Così Logli decise, in accordo con la sua famiglia, di revocare l’incarico a quest’ultimo. Adesso con l’avvocato Razetto chiederemo che ci venga inviata tutta la documentazione e la sentenza della Corte. Verificheremo così se il ricorso è stato dichiarato inammissibile per mancato rispetto dei crismi anzidetti senza entrare nel merito”.

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🎧 Isole Covid free: l’Elba è pronta, ma progetto in stand by

🎧 Isole Covid free: l’Elba è pronta, ma progetto in stand by

Intervista con il sindaco di Portoferraio ANGELO ZINI. “Polemiche incomprensibili, le isole minori possono essere covid free in breve tempo”

Sì alle isole Covid free in Italia, così come in Grecia, e vaccini senza vincoli. E’ il pensiero espresso all’Adnkronos Salute da Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova. “In un Paese come il nostro che vive sul turismo, creare delle isole Covid-free è un’idea molto intelligente. Lo stanno facendo i greci e credo che dovremmo farlo anche noi, finendola con questo concetto del ‘tanto peggio tanto meglio’, ovvero visto che la vaccinazione non ce l’ho io allora è giusto che non ce l’abbia neanche tu. Questo è un concetto profondamente sbagliato”, dice Bassetti.

“Non se ne abbiano a male quelli che dicono ‘perché l’isola sì e il mio borgo marinaro o di montagna no?’. Le isole – ricorda Bassetti – per vocazione naturale hanno fisiologicamente una difesa che è il mare che fa sì che se tu riesci a vaccinare tutti gli abitanti e controlli tutte le persone che entrano sull’isola o attraverso i tamponi o attraverso il fatto che siano vaccinate, puoi rendere un ambiente veramente sicuro. È chiaro che si può fare solo nelle isole molto piccole, sarebbe bello poterlo fare anche nelle grandi isole ma un conto è fare il vaccino anti covid a 30mila persone e un conto è fare 10 milioni di vaccini in Sicilia”.

Per quanto riguarda i controlli, per Bassetti “è ovvio che non si possa dire che su un’isola ci va solo chi è vaccinato perché sarebbe incostituzionale, ma attraverso dei protocolli fatti molto bene si potrebbe richiedere che chi arriva abbia fatto un tampone 48 ore prima e farne un altro appena sbarca. Certo, qualcuno può sfuggire ma con tutti i distanziamenti e la tracciabilità possono diventare luoghi a rischio molto basso. Perché il rischio zero non esiste e non esisterà nemmeno quando avremo l’80% degli italiani vaccinati. Ma un conto è che in un’isola in estate ci siano 20 casi  di Covide un conto è che ce ne siano 2.000”.

Per quanto riguarda le vaccinazioni, secondo Bassetti “ci stiamo trincerando dietro a un aspetto pesantemente ideologico e sbagliato, che è quello del rimanere sempre dietro all’Europa”.

“Tra l’altro, i vaccini arriveranno a costare – sostiene Bassetti – quello che già oggi costano nel mercato extraeuropeo, quindi la previsione è che nel 2022 pagheremo il vaccino di Pfizer 21 euro, esattamente quello che costa adesso sul mercato extra-Ue. Bisogna cercare di liberalizzare anche sui vaccini, dare la possibilità di comprarne di più dal mercato extraeuropeo e mettere in condizione una regione piuttosto che un’isola di comprarli attraverso lo Stato sul mercato extra-europeo”.

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Vaccini: Toscana, verso oltre 80% prima dose a over 80

Vaccini: Toscana, verso oltre 80% prima dose a over 80

Intanto si viene a sapere che in Toscana “sono circa 35mila le persone che hanno usufruito di questa opportunità e che si sono registrate tra le riserve” per la somministrazione dei vaccini

In Toscana “siamo arrivati venerdì scorso al 68% di somministrazioni di prime dosi agli over80. Nella prossima rilevazione ufficiale del Governo, con le somministrazioni dei medici di medici generale che sono per questa settimana circa 45mila prime dosi e circa 23mila seconde dosi, dovremmo arrivare a superare l’80% delle vaccinazioni stando in media nazionale o probabilmente anche, ma bisogna vedere i dati definitivi, andando oltre”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute, Simone Bezzini, rispondendo a un’interrogazione in Consiglio regionale. “L’impegno – ha aggiunto Bezzini – è massimo, sia attraverso la medicina generale sia attraverso azioni integrative che potranno essere messe in atto nei prossimi giorni affinché, come previsto, si possa arrivare entro il 25 aprile a chiudere la prima somministrazione” agli anziani con più di 80 anni.

In Toscana “sono circa 35mila le persone che hanno usufruito di questa opportunità e che si sono registrate tra le riserve” per la somministrazione dei vaccini. “E alcune di queste sono state contattate dagli hub”. Lo ha detto l’assessore toscano al diritto alla salute, Simone Bezzini, rispondendo a un’interrogazione in Consiglio della Toscana su coloro che si sono registrati sul portale regionale come riserve per ricevere i vaccini non somministrati nel corso della giornata. “La funzione ‘riserva’ è già stata attivata sul portale delle prenotazioni – ha spiegato Bezzini -, ma solo per le categorie per le quali è aperta la vaccinazione, in base alle indicazioni della struttura nazionale. Per potersi iscrivere come riserva è necessario entrare nella propria categoria quando questa risulti aperta e, nel caso siano esaurite le dosi per il centro vaccinale prescelto, è possibile iscriversi come riserva”. L’assessore ha poi ricordato che in caso di dosi non somministrate, a fine giornata gli operatori degli hub contattano le riserve che devono presentarsi al centro vaccinale entro 30 minuti.

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Confconsumatori chiede Dazn rimborsi e garanzie per i tifosi dopo crack domenica

Confconsumatori chiede  Dazn rimborsi e garanzie per i tifosi dopo crack domenica

“Nonostante la presa di posizione di Dazn sui media – scrive Confconsumatori a Dazn – non è chiara la ragione del disservizio e non è chiaro altresì come intendiate rimborsare le decine di migliaia di vostri abbonati che non hanno usufruito del servizio”.

“Non solo opportuni e tempestivi indennizzi, ma anche misure adeguate per evitare il ripetersi di analoghi disservizi”. È la richiesta inviata da Confconsumatori a Dazn, spiega una nota, in merito al problema tecnico che domenica 11 aprile ha impedito a moltissimi tifosi abbonati di guardare in streaming le partite programmate sulla piattaforma online per la 30ma giornata del campionato di calcio di serie A. Confconsumatori ha interessato della questione anche Antitrust e Agcom. L’associazione si è fatta portavoce di tanti abbonati, anche toscani, che lamentano la mancata visione delle partite di Serie A Inter-Cagliari e Verona-Lazio a causa di un disservizio tecnico.

“Nonostante la presa di posizione di Dazn sui media – scrive Confconsumatori a Dazn – non è chiara la ragione del disservizio e non è chiaro altresì come intendiate rimborsare le decine di migliaia di vostri abbonati che non hanno usufruito del servizio. Nell’attesa di una comunicazione ufficiale in merito ai doverosi rimborsi automatici, senza costringere migliaia di cittadini a ricorrere alla piattaforma Conciliaweb, invitiamo Dazn a volerci comunicare quali iniziative ha intrapreso per evitare il ripetersi dello sciagurato disservizio”. La platea di abbonati è ovviamente preoccupata in vista della prossima stagione calcistica, in considerazione dell’esclusiva televisiva degli eventi di Serie A aggiudicata alla piattaforma”. L’associazione sottolinea che i consumatori toscani interessati ad ottenere tutela possono rivolgersi gli sportelli locali di Confconsumatori.

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🎧 Incendi Bucine, Fondazione Caponnetto: si indaghi su sospetto Mafia

🎧 Incendi Bucine, Fondazione Caponnetto:  si indaghi su sospetto Mafia

La Fondazione Caponnetto auspica, nel pieno rispetto dell’autorità giudiziaria, che si indaghi a 360 gradi con una attenzione pure al fenomeno mafioso. Intervista con il presidente SALVATORE CALLERI

La Fondazione Antonino Caponnetto esprime la propria preoccupazione per gli incendi avvenuti in provincia di Arezzo a Bucine ed auspica, nel pieno rispetto dell’autorità giudiziaria che si indaghi a 360 gradi con una attenzione pure al fenomeno mafioso. La provincia di Arezzo è sempre stata monitorata con attenzione dalla Fondazione Caponnetto e pure dal giudice quando era in vita.Non si abbia paura di nominare la mafia in un territorio in cui è ben presente e dove con il Covid si sta arricchendo sempre di più”.

Lo dichiara Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto

Focus sulle presenze della criminalità organizzata nella provincia di Arezzo
Nella provincia di Arezzo, in particolare in Val di Chiana e Valdarno, si concentrano gli interessi di soggetti legati alla camorra napoletana .
Tale presenza, afferma la fondazione Caponnetto,  nel semestre in esame [1° 2020, il 2° deve ancora uscire], è confermata da un provvedimento ablativo disposto dal GIP di Napoli nei confronti dell’imprenditore campano che, tra Firenze e Arezzo, aveva creato una vera e propria holding criminale con lo scopo di riciclare i proventi illeciti provenienti dal clan Mallardo.
Alcuni provvedimenti interdittivi disposti dal Prefetto di Arezzo hanno, peraltro, evidenziato rischi di infiltrazione mafiosa anche da parte della ‘ndrangheta, in particolare per due aziende operanti nella ristorazione, rispettivamente riconducibili alla famiglia Bagalà (del clan Piromalli) di Gioia Tauro e alla cosca Labate di Reggio Calabria.
Le misure seguono quella emessa nel 2018 (confermata da una pronuncia del Tar) nei confronti di una società operante nel settore dei servizi, tenuto conto dei legami affaristici e personali tra il nucleo familiare cui l’azienda è riconducibile ed elementi di una cosca calabrese.
Per quanto riguarda i traffici degli stupefacenti, conclude il report della fondazione Caponnetto,  è risultata di rilievo l’operazione eseguita il 6 marzo 2020 ad Arezzo dai Carabinieri, nei confronti di soggetti appartenenti a due gruppi criminali uno albanese e uno romeno, i quali operavano anche in altre località (Firenze, Perugia, Brescia, Trento e Verbania) dove sono state effettuate perquisizioni.

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