’25 aprile in concerto’, Cristicchi con ‘Mio nonno è morto in guerra’ al Teatro Verdi a Firenze

FIRENZE - Sarà Simone Cristicchi, con una versione rinnovata dello spettacolo ‘Mio nonno è morto in guerra', il protagonista del consueto concerto del 25 aprile al Teatro Verdi a Firenze. L'evento, organizzato dall'Orchestra della Toscana con il sostegno della Regione, è stato presentato oggi a Palazzo Strozzi Sacrati.

La Regione, ha ricordato la vicepresidente della Regione, da vari anni ricorda questa ricorrenza offrendo alla città di Firenze un'importante occasione culturale, con il concerto di una delle migliori orchestre del panorama nazionale. E lo fa tutti gli anni collaborando con Ort anche sulla scelta dei temi, elemento che è giusto sottolineare perché la Regione non offre un semplice concerto ma un evento con il quale ricordare il 25 aprile facendo riflettere su alcuni temi importanti della storia italiana.

La vicepresidente ha quindi spiegato che, grazie ad un grande artista come Simone Cristicchi, sarà la seconda guerra mondiale al centro della riflessione. Cristicchi porterà al Teatro Verdi uno spettacolo completamente rinnovato, ‘Mio nonno è morto in guerra'. Molto interessante è soprattutto l'idea di mescolare linguaggi diversi proprio per far sì che il messaggio da veicolare, cioè quello legato alla distruzione e all'orrore, arrivi in modo diretto a tutti.

E' un concerto aperto a tutti, aggiunge la vicepresidente, e tutti sono invitati a partecipare, anche chi sta strumentalizzando questa giornata e non ricorda il suo importantissimo valore per la storia italiana. La Regione in tutti questi anni ha coltivato la memoria non per creare momenti di sterile celebrazione di eventi, ma per diffonderne la conoscenza. Soprattutto da parte di coloro che, per loro fortuna, questa storia non l'hanno mai conosciuta. Quando alcuni ragazzini minacciano un loro coetaneo dicendogli che saranno riaperti i forni ad Auschwitz, siamo di fronte ad un episodio che lo testimonia: una profonda non conoscenza di quello che è tragicamente accaduto e che vorremmo non accada mai più. Conoscere la storia serve proprio a diffondere i valori che hanno portato alla Costituzione e alla democrazia.

Escavo porto di Talamone, il presidente della Regione in visita al cantiere

FIRENZE – Avviati i lavori per ripristinare le condizioni di sicurezza della navigazione nel porto di Talamone. Dopo la firma dell'accordo tra Regione Toscana, Comune di Orbetello e Associazione consortile Il Molo di Talamone del marzo 2018, oggi il presidente della Regione ha visitato i cantieri aperti da qualche giorno per la realizzazione di un intervento atteso da anni.

Abbiamo fatto, ha detto il presidente della Regione, insieme al Comune e al Consorzio un investimento importante. L'intervento di escavazione consentirà alle barche di entrare e di attraccare in sicurezza nel porto e questo rappresenta un elemento cruciale per l'economia di Talamone e di tutta la zona. Va sottolineata anche l'attenzione da parte dei firmatari dell'accordo nella progettazione e realizzazione dei lavori, evitando sovraccarichi di cemento e tutelando in tal modo un luogo di una bellezza straordinaria. Questo è un territorio, ha concluso il presidente, che attrae tante persone, anche fuori dalla Toscana, per attività ricreative e turistiche, in un contesto naturale unico che merita di essere preservato.

Ricordiamo che l'accordo, siglato lo scorso 2 marzo 2018, ha individuato le opere  di escavo dei fondali di Talamone e di conferimento dei sedimenti marini e ha disciplinato le attività, i procedimenti e gli impegni dei sottoscrittori. Il progetto esecutivo prevede un volume stimato di materiale da dragare pari a circa 21 mila metri cubi. I lavori consistono nell'esecuzione dell'escavo, trasporto, scarico e sistemazione a terra presso le vasche di colmata del  porto di Piombino. Il costo complessivo dell'intervento è di 1 milione e 100 mila euro. I lavori, partiti l'11 aprile 2019 saranno ultimati per l'inizio dell'estate.

Tornano gli artigiani al centro della 83a Mostra Internazionale dell’Artigianato, MIDA 2019

FIRENZE – Tornano protagonisti gli artigiani alla Mostra Internazionale dell'Artigianato. L'83a edizione, che è stata presentata stamattina alla Fortezza da Basso a Firenze dove si terrà dal prossimo 24 aprile al 1 maggio, si rinnova completamente per valorizzare artigiani e produttori, rispolverando lo spirito di quando la Mostra venne allestita per la prima volta.

Insieme a tutti coloro che hanno contribuito a realizzarla, ha detto l'assessore regionale alle attività produttive, c'è la consapevolezza di cosa significhi questa 83a edizione della Mostra: continuità col passato ma con un cambio di passo. Tutti gli attori hanno deciso di mettersi in gioco per cambiare il volto della rassegna. Finora l'attenzione è stata rivolta soprattutto ai bilanci, a far quadrare i conti, a trovare risorse. Ma tutto questo ha un senso se è capace di produrre qualcosa, se rappresenta qualcosa e se tutto questo ci aiuta ad identificarci in ciò che la Mostra è. Non possiamo permetterci di smarrire il significato vero ed identitario che la Mostra ha avuto in questi 82 anni di vita.

La Mostra, ha detto ancora l'assessore, appartiene a Firenze e alla Toscana e si propone con un modo nuovo per rappresentare uno dei tratti di maggiore eccellenza della nostra economia. Dovremo essere bravi a legare saldamente questa occasione alla rappresentazione delle nostre eccellenze. Una vetrina di importanza nazionale, ma anche mondiale, che non può contenere concetti ed espressioni di scarsa qualità. Al centro devono essere gli artigiani, o se vogliamo gli artisti toscani con eventi, narrazioni, esperienze, botteghe aperte, insomma il racconto di ciò che sappiamo fare meglio di altri. Coniugare strumenti nuovi e saperi e culture antiche è la scommessa che contiamo di vincere.

Viadotto E45, il 18 aprile apre bando per concessione microcredito a imprese danneggiate

FIRENZE - Apriranno il prossimo 18 aprile (fino al 25 marzo 2020) i termini per la presentazione delle domande per la concessione di microcredito da parte delle imprese danneggiate in seguito alla chiusura viadotto del Puleto della E45. Si tratta delle imprese che si trovano nei Comuni di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Sestino, Chiusi della Verna. La dotazione finanziaria ammonta a oltre 4 milioni di euro.

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese ed i liberi professionisti con sede legale o operativa nei Comuni di Anghiari, Badia Tedalda, Caprese Michelangelo, Monterchi, Pieve Santo Stefano, Sansepolcro, Sestino, Chiusi della Verna, la cui attività non risulti cessata al momento di presentazione della domanda e che alla data di presentazione della domanda non abbiano diminuito il numero di occupati, rispetto al dato del 15/01/2019.

Per poter accedere occorre aver subito un danno indiretto così calcolato: decremento del fatturato pari o superiore al 10% nel periodo compreso tra il 16/01/2019 ed il 31/12/2019, rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018 oppure un aumento pari o superiore al 10% dei costi di trasporto della merce e/o di approvvigionamento di materie prime e/o dei costi sostenuti per l'effettuazione delle missioni dovuti alla forzata percorrenza di tratti autostradali o stradali aggiuntivi in conseguenza della chiusura della E 45, nel periodo compreso tra il 16/01/2019 ed il 31/12/2019, rispetto al valore mediano del corrispondente periodo del triennio 2016-2018. L'aumento dei costi o il decremento di fatturato (fermo il limite del 10%), per un importo minimo di 5 mila euro costituisce la soglia minima per la concessione del microcredito.

Tra le spese ammissibili rientrano tutte quelle connesse alla ripresa ed al funzionamento delle attività che hanno subito danni indiretti dalla chiusura della viabilità E45, ovvero quelle per investimenti (macchinari, attrezzature, compresi gli automezzi, arredi, opere murarie ed assimilate, spese per il rispetto delle norme di sicurezza dei luoghi di lavoro, dell'ambiente e del consumatore) e per liquidità (scorte di materie prime, semilavorati e/o prodotti finiti, utenze, affitto, stipendi al lordo di tutti gli oneri).

L'agevolazione viene concessa sotto forma di finanziamento agevolato a tasso zero, non supportato da garanzie personali e reali in regime ‘de minimis'. L'importo può variare da un minimo di 5 mila ad un massimo di 20 mila euro per ogni singola domanda.

Il soggetto gestore è Toscana Muove e la domanda deve essere inoltrata compilando la modulistica scaricabile dal sito (a partire dal 18 aprile) allegata al bando.

Montagna, prossima apertura bando da 720 mila euro

FIRENZE – Sostegno alle imprese che gestiscono impianti di risalita nei comprensori toscani attraverso un bando di prossima apertura che mette a disposizione 720 mila euro. Lo stabilisce una delibera che approva i criteri e le modalità per accedere alle agevolazioni per investimenti per il rinnovo della vita tecnica degli impianti stessi.

Beneficiari del bando saranno le micro, piccole e medie imprese, in forma singola o associata, con sede legale in Toscana e che gestiscono gli impianti dei comprensori Garfagnana, Montagna Pistoiese, Amiata e Zeri. Per potervi accedere le imprese dovranno dimostrare di rispettare il requisito di adeguatezza patrimoniale e almeno uno tra quelli di affidabilità economica e affidabilità finanziaria.

Sono ammissibili esclusivamente gli investimenti in adeguamento, ammodernamento, messa in sicurezza degli impianti sciistici e finalizzati al rinnovamento della loro vita tecnica. Tra le tipologie di spese ammissibili: opere murarie e assimilate, impianti, acquisto di macchinari e attrezzature, pezzi di ricambio e componenti, acquisto di hardware e software, spese di progettazione e direzione lavori in misura non superiore al 10% dell'investimento complessivo ammissibile. Il costo totale ammissibile del progetto presentato deve essere compreso tra 10mila e 200mila euro. Saranno ammissibili le spese sostenute a partire dal 1 ottobre 2018.

L'agevolazione viene concessa sotto forma di sovvenzione fino ad un massimo dell'80% delle spese di investimento ritenute ammissibili.