Rapporto Industria 4.0, il 6 dicembre presentazione in Auditorium Consiglio regionale

FIRENZE – Sarà presentato venerdì prossimo, 6 dicembre, presso l'Auditorium del Consiglio regionale a Firenze (via Cavour 4), il rapporto Assessment 4.0 con i risultati di una ricerca sul posizionamento delle imprese appartenenti alle principali filiere manifatturiere del sistema produttivo regionale (sistema moda, orafo, meccanico, chimico, nautico, arredo casa e logistico) rispetto ai processi di digitalizzazione riconducibili al paradigma e alle tecnologie Industria 4.0.

L'indagine, promossa dalla Regione, è stata curata da un gruppo di ricerca interdipartimentale dei tre atenei toscani e ha raccolto dati attraverso la somministrazione di questionari a un campione di 421 aziende e 4 focus group.

A presentare il rapporto ci saranno i referenti delle Università che hanno curato il lavoro, insieme ai presidenti regionali toscani delle associazioni di categoria. Per la Regione interverrà l'assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo che curerà l'introduzione all'incontro.

Programma e informazioni

Agricoltura, erogati da Artea 116 milioni di euro a 32mila imprese toscane

FIRENZE – Erogati da Artea, l'agenzia della Regione Toscana per le erogazioni in agricoltura, gli anticipi sui contributi Pac e Psr. Si tratta di circa 116 mln di euro in totale così suddivisi: 95,9 mln per i pagamenti diretti della Politica agricola comune 2019 e 19,9 mln per il Programma di sviluppo rurale 2019. Una cifra che ha interessato complessivamente circa 32mila imprese toscane.

"Un'altra importante iniezione di risorse per il comparto – ha spiegato l'assessore regionale ad agricoltura e foreste Marco Remaschi – che consentirà a tante aziende di investire e innovare e restare così competitive sul mercato. Vorrei sottolineare che la cifra che abbiamo anticipato quest'anno è la più alta che la Regione abbia mai pagato alle imprese toscane, questo a ulteriore conferma dell'interesse e dell'impegno che abbiamo sempre dimostrato nei loro confronti. Un ringraziamento al personale di Artea che, nonostante le difficoltà, con impegno ed assiduità ha consentito il raggiungimento di questo risultato ".

Vediamo nel dettaglio. Per quanto riguarda i pagamenti diretti della Pac, gli anticipi erogati ammontano a circa il 70 per cento del contributo totale (il restante 30 per cento sarà erogato entro la fine di giugno 2020). Si tratta del pagamento dei premi per il regime di base (cosiddetto ‘titoli'), pari a 62,3 mln di euro, Greening (o Inverdimento, ovvero per le pratiche con maggiore impegno verso l'ambiente), 32,2 mln, e piccolo agricoltore, 1,4 mln. Nei primi due casi si tratta di pagamenti riguardanti la maggior parte degli agricoltori toscani, non legati alle tipologie di coltivazioni (cd. disaccoppiati) ma ai pagamenti storici ricevuti in passato e al rispetto di alcune pratiche colturali rispettose dell'ambiente (diversificazione colture, mantenimento prati permanenti e aree di interesse ecologico). Sono pagamenti legati al rispetto della cosiddetta ‘condizionalità', ovvero di condizioni legate alla buona pratica agricola e delle direttive, dei regolamenti comunitari in materia (prodotti fitosanitari, nitrati, benessere animale, natura 2000 ecc.) e di principi di buona pratica agricola e rispettosa dell'ambiente (mantenimento di fasce tampone lungo i corsi d'acqua).

I piccoli agricoltori sono un gruppo di agricoltori (circa 3 mila) che, avendo pagamenti previsti inferiori a 1.250 euro, possono godere di un regime particolarmente semplificato, senza controlli su condizionalità e greening.

Per quel che riguarda il Psr 2014-2020, la principale novità 2019 è costituita dall'erogazione dell'anticipo pari all'85% del premio per tre misure:
misura 10, premi agro-climatico-ambientali a superficie e capo animale, 0,9 mln, 173 aziende: riguarda premi a superficie per impegni che vengono presi dall'agricoltore connessi a particolari pratiche agricole che apportano vantaggi agro-climatico-ambientali (ad esempio mantenimento sostenibile dei pascoli con un equilibrato carico di animali per ettaro, divieto di fertilizzazione chimica e di diserbo chimico);
misura 11, agricoltura biologica, 15,5 mln, 1678 aziende: è la classica misura per aiutare gli agricoltori che rispettano i disciplinari dell'agricoltura biologica (e sono certificati);
misura 13, indennità compensative per terreni ricadenti in zone montane secondo la regolamentazione comunitaria, 3,5 mln, 3002 aziende: un bando annuale prevede la ripartizione di un fondo (circa 4 milioni) tra tutti i richiedenti in proporzione alla superficie agricola (esclusa quella boscata) coltivata nelle aree montane, con un pagamento per l'agricoltore che non dipende dal tipo di coltivazioni effettuate.

Operai forestali, Remaschi e Fratoni: “Necessario reintegrare la dotazione di personale”

FIRENZE – Un incontro per fare il punto sulla valorizzazione e gestione del patrimonio agricolo forestale regionale, con un appello, lanciato dagli assessori regionali Marco Remaschi (agricoltura e foreste) e Federica Fratoni (ambiente), affinché la dotazione organica del personale impegnato possa essere reintegrata in tempi rapidi: gli operai forestali, dai primi anni ‘90, sono passati da 1400 unità circa ai 400 attuali.

"Un progressivo indebolimento – ha detto l'assessore Remaschi – che, unito all'elevata età media delle maestranze, mette a rischio non solo la gestione forestale del patrimonio regionale ma anche le stesse attività antincendio nonché tutta la gestione della delega in materia di forestazione". La Toscana dispone di un patrimonio rilevante, circa 110 mila ettari, pari al 10% della superficie forestale totale regionale. "Una forza lavoro importante, che svolge il proprio compito con grande professionalità ed impegno. Sono persone che curano tutti gli aspetti legati alla lotta agli incendi, sia in termini di prevenzione che di lotta attiva. Incendi che in ragione dei cambiamenti climatici sono piuttosto frequenti. A Monticiano abbiamo un importante centro di formazione riconosciuto a livello nazionale e internazionale. Centro che ha collaborazioni con fondazioni internazionali con lo scopo di inquadrare meglio tutto il settore ed inserire tecnologie avanzate e moderne che consentano agli operai di lavorare meglio e in sicurezza".

Anche l'assessore Federica Fratoni, in apertura dell'incontro, ha sottolineato la necessità di adeguare l'attuale dotazione di personale del settore. "Il demanio forestale costituisce un polmone verde insostituibile, ma anche un importante strumento di contrasto ai cambiamenti climatici che in questi ultimi giorni hanno mostrato gli effetti, evidenti. La manutenzione e valorizzazione di questo patrimonio ha ricadute a livello sociale ed economico per i territori. Purtroppo a causa di una profonda riorganizzazione istituzionale e di una revisione delle risorse disponibili c'è stato un contenimento della dotazione personale che adesso dobbiamo cercare di frenare. Non possiamo arretrare rispetto a politiche che, anche dal punto di vista ambientale, riscuotono attenzione e sensibilità da parte dell'opinione pubblica. L'impegno dei prossimi anni andrà sicuramente in questa direzione".

La Toscana si è dotata di una legge apposita, la numero 39 del 2000, ‘Legge Forestale della Toscana', che tra gli obiettivi generali persegue anche quello dello sviluppo sostenibile, della conservazione, della biodiversità, della tutela delle risorse genetiche autoctone e degli habitat naturali, della gestione multifunzionale del bosco e degli ecosistemi forestali anche nell'ambito delle politiche comunitarie per l'agricoltura. "Quando ci riferiamo alla gestione del patrimonio boscato – ha detto ancora Remaschi - non parliamo solo di prevenzione ma anche di tutti quegli interventi che sono gestiti sulla base di un apposito ‘piano di gestione', previsto dalla legge forestale della Toscana, ed affidato alle Unioni di Comuni competenti per territorio e, qualora non presenti queste ultime, ai Comuni. Soggetti che devono provvedere al progressivo reintegro delle maestranze. Considerato che queste lavorano su progetti occorre personale tecnico ma anche amministrativo perché i progetti devono essere presentati, realizzati e quindi rendicontati. C'è bisogno – ha concluso Remaschi - di ricostruire questo tessuto, molto importante per la Toscana, avvalendoci delle grandi professionalità di cui già disponiamo e dell'interesse che c'è verso questo settore. Dobbiamo migliorarne l'operatività e ricercare soluzioni innovative per dare prospettive più efficienti e moderne".

Progetto MITOMED+, il 3 dicembre a Livorno la conferenza finale

FIRENZE - Si terrà domani, martedì 3 dicembre, a Livorno, presso il Cisternino di Città, la conferenza finale del progetto europeo MITOMED+ ideato e promosso per sviluppare un turismo costiero mediterraneo capace di coniugare competitività e sostenibilità. Oltre all'assessore regionale al turismo e alle attività produtive interverrano il sindaco del Comune di Livorno Luca Salvetti e gli assessori del Comune di Livorno Rocco Garufo (turismo) e Gianfranco Simoncini (innovazione e formazione).

"Il 3 dicembre – spiega l'assessore Ciuoffo - sarà l'occasione per presentare le esperienze e i prodotti elaborati e realizzati nel triennio progettuale e sarà il momento della presentazione e firma del Memorandum Of Understanding e del Policy Paper. Obiettivo principale del primo è garantire la continuità della dinamica transnazionale e multi-stakeholder della cooperazione avviata dal progetto, a partire da una cornice metodologia e operativa condivisa. Il Policy Paper è invece un documento programmatico che comprende le raccomandazioni chiave per le Istituzioni e gli attori principali del turismo con l'obiettivo di fornire un lascito del progetto all'Europa e al Mediterraneo oltre il 2020".

Avviato nel 2017, MITOMED+ (acronimo di Models of Integrated Tourism in the Mediterranean-Modelli integrati di turismo nel Mediterraneo) fa parte del programma di cooperazione transnazionale INTERREG MED con un budget di 2,6 mln di euro (85% coperto da finanziamento comunitario, 15% dal cofinanziamento nazionale dei partners). La quota attribuita alla Regione è 500 mila euro. Il progetto ha avuto durata triennale.

La Regione Toscana è stata individuata come capofila del progetto ed in quanto tale ha coordinato gli aspetti tecnici e contenutistici. Gli altri partners italiani e stranieri sono Anci, (Italia), Università di Girona (Spagna), Regione di Andalusia (Spagna), Institute of Agricolture and Tourism (Croazia), Larnaca District Development Agency (Cipro), NECSTour (Belgio), Conference of Peripheral Maritime Regions of Europe (CRPM) e National Research Council - BioEconomy Institute (CNR-IBE-Italia).

Il piano di attività ha previsto due Azioni Pilota. La prima comprende lo sviluppo di un sistema di indicatori e di una piattaforma online aperta e condivisa che raccoglie i dati sul turismo marittimo e costiero per aiutare i responsabili delle politiche locali e regionali a monitorare gli impatti sociali e ambientali e a confrontarsi con altre destinazioni e la promozione del dialogo sociale con gli stakeholder locali e regionali attraverso incontri e workshop volti a condividere informazioni e conoscenze sulla gestione del turismo marittimo e costiero.

La seconda ha previsto la creazione di un modello di "Spiaggia Verde" attraverso lo studio delle buone pratiche, degli standard e dei regolamenti esistenti e l'approvazione delle metodologie e dei criteri da utilizzare; tale modello di spiaggia ecosostenibile è stato sperimentato in 12 spiagge pubbliche situate in Toscana (Castiglione della Pescaia, Montignoso, San Vincenzo), Catalogna, Cipro e Istria e la produzione di linee guida e altra documentazione da utilizzare per il trasferimento dei risultati in altre destinazioni (come ad es. il pacchetto di indicatori, l'elenco dei criteri per realizzare il modello di "Spiaggia Verde", valutazioni, metodologie, etc).

Inoltre è stato sviluppato un modello di gestione integrato del turismo marittimo e costiero nel Mediterraneo basato sia sui risultati del progetto MITOMED+ che sui risultati di altri progetti finanziati dall'UE e dal programma MED ed organizzati eventi regionali per sviluppare le capacità gestionali delle destinazioni e conferenze a livello europeo per estendere i risultati ad altre destinazioni turistiche, sia all'interno che all'esterno del partenariato di progetto.

Vai alla pagina del programma completo

 

Orienta il tuo futuro, Barni e Ceccarelli: “Scegliere secondo gli interessi e le esigenze delle imprese”

FIRENZE - Intensificare il rapporto tra imprese, scuole e università, ma anche tra chi ha già intrapreso un corso universitario e chi avrebbe intenzione di iscriversi. E' l'obiettivo di Orienta il tuo futuro, progetto finanziato con il fondo sociale europeo, promosso dalla Regione Toscana in collaborazione con i quattro atenei toscani (Firenze, Pisa, Siena, Unistrasi) e curato dall'agenzia formativa Forium di Santa Croce sull'Arno (PI). Oggi ad Arezzo Fiere secondo incontro al quale hanno preso parte la vicepresidente Monica Barni e l'assessore regionale a infrastrutture e trasporti Vincenzo Ceccarelli.

Dopo l'incontro sperimentale di due anni fa a Firenze e quello dell'anno scorso a Campi Bisenzio, oggi il progetto ha fatto tappa ad Arezzo dove hanno preso parte alla giornata 560 studenti e 50 docenti delle classi quarte e quinte di 12 scuole superiori toscane: ISIS Varchi e succursale, Montevarchi (AR), ISIS Da Vinci-Fermi Arcidosso (GR), Liceo Montale, Pontedera (PI), ISIS Sismondi Pacinotti, Pescia (PT), IISSP Calamandrei, Sesto Fiorentino (FI), Liceo Carducci, Pisa, Omnicomprensivo Marcelli, Foiano della Chiana (AR), ITAS Ginori Conti e IIS Morante, Firenze, ITP Margaritone, Arezzo. Il progetto ad oggi ha coinvolto nei percorsi di orientamento nelle scuole circa 600 classi toscane di istituti professionali, tecnici e licei.

"Oggi ad Arezzo - ha detto la vicepresidente Monica Barni - portiamo avanti un percorso strutturato che proseguirà anche il prossimo anno, a Livorno. Un progetto, che finora è riuscito a coinvolgere circa 11mila studenti di 600 classi di tutta la regione, con lo scopo di mettere in contatto scuole superiori, università e mondo del lavoro. Tre mondi spesso non molto abituati a parlarsi tra loro e che noi vorremmo far comunicare". Una volta terminate le superiori spesso non si conosce l'offerta formativa universitaria. "E neppure - ha aggiunto Barni - come un'eventuale scelta possa incidere sul proprio futuro. L'Europa ci chiede di raggiungere entro il 2020 il 40% di giovani con istruzione universitaria, l'ltalia ad oggi ha una percentuale inferiore al 30%. La Toscana è sopra la media nazionale ma per la Regione più che i numeri è importante affermare il valore dello studio e della ricerca e in generale garantire un futuro a ragazze e ragazzi. Abbiamo bisogno di una generazione di studenti che sappiano innovare e che aiutino le aziende e la pubblica amministrazione a farlo.  Un paese senza imprese ed istituzioni che innovano si ferma". Favorire il contatto imprese-studenti e l'elemento chiave di questo processo "che la Regione - ha concluso Monica Barni - grazie ad un sistema di diritto allo studio che è il migliore in Italia, cerca in tutti i modi di sviluppare. Un sistema articolato grazie al quale il 100% degli studenti che ne hanno diritto possono usufruire di una borsa di studio, favorendo in questo modo quell'ascensore sociale che fa la fortuna di un Paese".

"Un'iniziativa - ha ribadito Vincenzo Ceccarelli - creata apposta per favorire la reciproca conoscenza tra scuola e mondo del lavoro. Ragazze e ragazzi devono poter scegliere in modo consapevole il proprio percorso di studio, cercando di seguire interessi ed esigenze, ma anche le richieste delle imprese. La Toscana, come il resto del Paese, ha un elevato tasso di disoccupazione, tanti giovani non riescono a trovare lavoro. Ci sono però molte aziende, importanti a livello internazionale, che vorrebbero assumere ma che non riescono ad entrare in contatto con determinati profili e figure professionali. Ecco perché fare una scelta consapevole, in grado di coniugare interessi e necessità del mercato del lavoro, diventa un elemento chiave. Le imprese sono in continua evoluzione, alle prese con processi innovativi in tutti i settori, dalla digitalizzazione all'industria 4.0, che il mondo della scuola deve saper seguire per formare le figure necessarie. La Toscana è una terra ricca di tradizioni, cultura, paesaggio e per esaltare questo patrimonio ci vogliono cervelli che restano e non in fuga".

Ragazze e ragazzi hanno preso parte a 7 laboratori condotti da aziende operanti nei settori agro e bio, nanotecnologie, turismo e beni culturali, design e moda, terzo settore, ambiente ed energia, reti digitali e servizi di cittadinanza. Nel corso dei laboratori sono stati realizzati lavori di gruppo (business games) con lo scopo di fare sperimentare e approfondire le caratteristiche di ciascun settore scelto. Parallelamente si è svolto un workshop di informazione/formazione rivolto agli insegnanti presenti (circa 70) sulle caratteristiche del mondo produttivo e del lavoro della Toscana (particolarmente dell'aretino) e delle nuove professioni. Queste le aziende partecipanti (sia nei percorsi di formazione ai docenti che nei laboratori per gli studenti): Baker Hughes, Fondazione Sistema Toscana, Graziella Group Spa, Aboca Spa, Azienda Probios Spa, Azienda Colorobbia, Cooperativa Itinera progetti e ricerche, Direzione Cultura e Ricerca Regione Toscana, Unoaerre Spa, E-distribuzione Spa, Associazione CasermArcheologica, Estracom.

Nel pomeriggio gli studenti hanno raccontato l'esperienza maturata nel corso della mattinata confrontandosi e ponendo domande specifiche ai rappresentanti dei veri atenei.