Turismo, approvate le regole per avvio ed esercizio dei “condhotel”

FIRENZE – La Regione approva le indicazioni interpretative ed applicative, destinate ai Comuni, riguardanti l'avvio e l'esercizio del condhotel. Lo stabilisce una delibera passata nell'ultima seduta della giunta regionale. Molto diffusi all'estero, i condhotel sono quelle strutture turistiche che decidono di trasformare alcune camere d'albergo in appartamenti, i quali possono essere acquistati da privati che possono utilizzarli per viverci come propria residenza, o usarli per le loro vacanze fruendo dei servizi offerti dall'albergo, o, se lo desiderano, ricavarne un reddito affidandoli alla gestione alberghiera. Condhotel deriva dall'accorpamento dei due termini ‘condominium hotel', hotel condominio.

"E' una novità molto importante - afferma l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo - che segue l'evoluzione del mondo della ricettività turistica e delle mutate esigenze dei turisti nei diversi contesti urbani. Grandi alberghi in zone un tempo rinomate oggi non hanno più tali esigenze di camere da albergo e possono così trasformare in parte la struttura ampliando l'offerta turistica in base alle esigenze dei nuovi tipi di visitatori. Alberghi troppo grandi spesso soffrono di un tasso di occupazione delle camere che con questa opportunità rendiamo superabile. Un modo per dare ossigeno a un comparto che deve stare al passo con i tempi ma che non aveva lo strumento normativo per poterlo fare"

"Con questa delibera – commenta l'assessore all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli - abbiamo voluto creare una opportunità che vada nella direzione dello sviluppo delle attività turistiche, ma allo stesso tempo anche un percorso più certo a vantaggio degli interventi che vadano nella direzione della riqualificazione di strutture esistenti, nel rispetto di quello che è lo spirito della legge urbanistica regionale".

La delibera spiega anzitutto che l'ipotesi di trasformazione di una Residenza turistico-alberghiera (RTA) in condhotel è prevista dalla legge regionale 86 del 2016, il Testo unico del sistema turistico regionale. L''esercizio alberghiero' comprende infatti sia gli alberghi che, appunto, le RTA in quanto struttura ricettiva alberghiera. E sempre il TU dice che le RTA, in caso di interventi edilizi, possono trasformarsi in condhotel e, come tali, essere assoggettate all'articolo 23 che li disciplina.

Poi viene spiegato che la trasformazione di un albergo o di una RTA in condhotel può realizzarsi solo a patto di effettuare interventi edilizi di ‘riqualificazione' (come stabilito dalle norme nazionali - d.p.c.m. 22 gennaio 2018, n. 13 – che regolano il condhotel) ovvero restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Ed inoltre che dopo la trasformazione in condhotel vengano mantenuti almeno sette alloggi (solo camere, solo unità abitative, oppure camere e unità abitative) a destinazione turistico ricettiva.

L'art 23 del TU stabilisce che la superficie complessiva delle unità abitative residenziali non superi il 40 per cento di quella del compendio immobiliare; però, anche considerando quanto stabilito a livello nazionale, nella superficie netta destinata alle "camere" vanno compresi i bagni ad uso comune, i locali accessori, i pianerottoli ed i corridoi di accesso qualora ad esclusivo servizio degli alloggi ad uso turistico-ricettivo, ed esclusi i locali ad uso comune (reception, bar, sala ristorante, sala soggiorno, sala riunioni, centro benessere ed altri).

Infine viene indicato che il mutamento della destinazione d'uso, da turistico-ricettiva a residenziale, determina un frazionamento immobiliare ed un mutamento della categoria catastale e che, qualora sia necessaria una variante urbanistica, la legge regionale in materia di governo del territorio (l.r 65/2014) già prevede modalità semplificate per l'approvazione di varianti agli strumenti urbanistici dei Comuni.

Turismo, approvate le regole per avvio ed esercizio dei “condhotel”

FIRENZE – La Regione approva le indicazioni interpretative ed applicative, destinate ai Comuni, riguardanti l'avvio e l'esercizio del condhotel. Lo stabilisce una delibera passata nell'ultima seduta della giunta regionale. Molto diffusi all'estero, i condhotel sono quelle strutture turistiche che decidono di trasformare alcune camere d'albergo in appartamenti, i quali possono essere acquistati da privati che possono utilizzarli per viverci come propria residenza, o usarli per le loro vacanze fruendo dei servizi offerti dall'albergo, o, se lo desiderano, ricavarne un reddito affidandoli alla gestione alberghiera. Condhotel deriva dall'accorpamento dei due termini ‘condominium hotel', hotel condominio.

"E' una novità molto importante - afferma l'assessore al turismo Stefano Ciuoffo - che segue l'evoluzione del mondo della ricettività turistica e delle mutate esigenze dei turisti nei diversi contesti urbani. Grandi alberghi in zone un tempo rinomate oggi non hanno più tali esigenze di camere da albergo e possono così trasformare in parte la struttura ampliando l'offerta turistica in base alle esigenze dei nuovi tipi di visitatori. Alberghi troppo grandi spesso soffrono di un tasso di occupazione delle camere che con questa opportunità rendiamo superabile. Un modo per dare ossigeno a un comparto che deve stare al passo con i tempi ma che non aveva lo strumento normativo per poterlo fare"

"Con questa delibera – commenta l'assessore all'urbanistica Vincenzo Ceccarelli - abbiamo voluto creare una opportunità che vada nella direzione dello sviluppo delle attività turistiche, ma allo stesso tempo anche un percorso più certo a vantaggio degli interventi che vadano nella direzione della riqualificazione di strutture esistenti, nel rispetto di quello che è lo spirito della legge urbanistica regionale".

La delibera spiega anzitutto che l'ipotesi di trasformazione di una Residenza turistico-alberghiera (RTA) in condhotel è prevista dalla legge regionale 86 del 2016, il Testo unico del sistema turistico regionale. L''esercizio alberghiero' comprende infatti sia gli alberghi che, appunto, le RTA in quanto struttura ricettiva alberghiera. E sempre il TU dice che le RTA, in caso di interventi edilizi, possono trasformarsi in condhotel e, come tali, essere assoggettate all'articolo 23 che li disciplina.

Poi viene spiegato che la trasformazione di un albergo o di una RTA in condhotel può realizzarsi solo a patto di effettuare interventi edilizi di ‘riqualificazione' (come stabilito dalle norme nazionali - d.p.c.m. 22 gennaio 2018, n. 13 – che regolano il condhotel) ovvero restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia. Ed inoltre che dopo la trasformazione in condhotel vengano mantenuti almeno sette alloggi (solo camere, solo unità abitative, oppure camere e unità abitative) a destinazione turistico ricettiva.

L'art 23 del TU stabilisce che la superficie complessiva delle unità abitative residenziali non superi il 40 per cento di quella del compendio immobiliare; però, anche considerando quanto stabilito a livello nazionale, nella superficie netta destinata alle "camere" vanno compresi i bagni ad uso comune, i locali accessori, i pianerottoli ed i corridoi di accesso qualora ad esclusivo servizio degli alloggi ad uso turistico-ricettivo, ed esclusi i locali ad uso comune (reception, bar, sala ristorante, sala soggiorno, sala riunioni, centro benessere ed altri).

Infine viene indicato che il mutamento della destinazione d'uso, da turistico-ricettiva a residenziale, determina un frazionamento immobiliare ed un mutamento della categoria catastale e che, qualora sia necessaria una variante urbanistica, la legge regionale in materia di governo del territorio (l.r 65/2014) già prevede modalità semplificate per l'approvazione di varianti agli strumenti urbanistici dei Comuni.

Centri commerciali naturali, riqualificazione e animazione: pubblicate graduatorie e presto nuovo bando

FIRENZE – Pubblicate sul BURT le graduatorie dei Comuni che si sono aggiudicati i finanziamenti relativi al bando per la concessione di contributi a sostegno di investimenti destinati a riqualificare le infrastrutture dei centri commerciali naturali (esistenti o in via di realizzazione) e delle associazioni che hanno ottenuto i cofinanziamenti per i progetti di promozione e animazione sempre dei ccn. Inoltre la giunta regionale ha deliberato la prossima apertura di un nuovo bando, mettendo a disposizione 424 mila euro.

Il bando destinato ai Comuni con una popolazione residente fino a 15mila abitanti aveva una dotazione complessiva di 2,5 milioni di euro e si è chiuso lo scorso 23 novembre. Sono state in tutto presentate 122 domande: 110 quelle ammesse per complessivi 2.137.000 euro. Qui la graduatoria degli ammessi e quella dei non ammessi.

Quello invece destinato alle associazioni dei commercianti che gestiscono i ccn metteva a disposizione 350 mila euro e si è chiuso il 16 novembre. In questo caso sono state presentate 13 domande e messi a disposizione circa 126 mila euro. Qui la graduatoria.

"Due misure che hanno ottenuto una buona risposta da tanti comuni e associazioni – ha detto l'assessore regionale alle attività produttive e al commercio Stefano Ciuoffo - che ne hanno compreso la finalità di fondo: modernizzare, innovare, creare nuove proposte, migliorare la fruibilità degli spazi per rivitalizzare i propri centri ed il tessuto urbano di tante piccole e piccolissime realtà. Il nostro sostegno al piccolo commercio e quello al dettaglio non si esaurisce qui, infatti è pronto un bando destinato ai comuni delle aree interne". Il nuovo bando riguarda la concessione di contributi a sostegno degli investimenti per le infrastrutture per il turismo ed il commercio e per interventi di micro-qualificazione dei ccn. I progetti potranno essere presentati dai comuni delle aree interne e con una popolazione fino a 20.000 abitanti.

Riqualificazione e animazione ccn, pubblicate graduatorie e prossima apertura nuovo bando

FIRENZE – Pubblicate sul BURT le graduatorie dei Comuni che si sono aggiudicati i finanziamenti relativi al bando per la concessione di contributi a sostegno di investimenti destinati a riqualificare le infrastrutture dei centri commerciali naturali (esistenti o in via di realizzazione) e delle associazioni che hanno ottenuto i cofinanziamenti per i progetti di promozione e animazione sempre dei ccn. Inoltre la giunta regionale ha deliberato la prossima apertura di un nuovo bando, mettendo a disposizione 424 mila euro.

Il bando destinato ai Comuni con una popolazione residente fino a 15mila abitanti aveva una dotazione complessiva di 2,5 milioni di euro e si è chiuso lo scorso 23 novembre. Sono state in tutto presentate 122 domande: 110 quelle ammesse per complessivi 2.137.000 euro. Qui la graduatoria degli ammessi e quella dei non ammessi.

Quello invece destinato alle associazioni dei commercianti che gestiscono i ccn metteva a disposizione 350 mila euro e si è chiuso il 16 novembre. In questo caso sono state presentate 13 domande e messi a disposizione circa 126 mila euro. Qui la graduatoria.

"Due misure che hanno ottenuto una buona risposta da tanti comuni e associazioni – ha detto l'assessore regionale alle attività produttive e al commercio Stefano Ciuoffo - che ne hanno compreso la finalità di fondo: modernizzare, innovare, creare nuove proposte, migliorare la fruibilità degli spazi per rivitalizzare i propri centri ed il tessuto urbano di tante piccole e piccolissime realtà. Il nostro sostegno al piccolo commercio e quello al dettaglio non si esaurisce qui, infatti è pronto un bando destinato ai comuni delle aree interne". Il nuovo bando riguarda la concessione di contributi a sostegno degli investimenti per le infrastrutture per il turismo ed il commercio e per interventi di micro-qualificazione dei ccn. I progetti potranno essere presentati dai comuni delle aree interne e con una popolazione fino a 20.000 abitanti.

Nuovo percorso nascita, Saccardi: “Toscana apripista a livello nazionale”

FIRENZE – Due nuovi test e una app per accompagnare le donne dalla gravidanza fino al primo anno di vita del bambino. Sono le importanti novità introdotte dalla Regione nel percorso nascita, entrate in vigore il 1 marzo e presentate stamattina a Palazzo Strozzi Sacrati dall'assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi.

Tra le principali novità figura l'introduzione di due test che permettono di determinare il rischio di gravidanza con anomalie cromosomiche: il test combinato e il test NIPT (Non Invasive Prenatal Testing). In questo caso la Toscana è la prima in Italia ad introdurlo a livello di servizio sanitario. Inoltre è già disponibile una app, hAPPyMamma, che consente sia di avere tutte le informazioni necessarie sul percorso nascita che il libretto di gravidanza in formato digitale.

"Gli uffici regionali e strutture sanitarie – ha detto l'assessore Saccardi - hanno fatto uno sforzo davvero enorme per farsi trovare pronti a questa importante scadenza. Ovvio che dovremo aspettare ancora qualche settimana per rodare tutto il sistema, soprattutto per quanto riguarda la app. Ancora una volta la Toscana fa da apripista a livello nazionale".

Le novità nel percorso nascita sono contenute in una delibera, la 1371, approvata dalla giunta lo scorso dicembre. Il libretto ricettario di gravidanza è stato rinnovato anche nella veste grafica nella versione cartacea che può essere utilizzata da chi non opta per il formato digitale. "Il libretto ricettario dedicato al protocollo degli esami consigliati – ha spiegato l'assessore Saccardi -, ha di fatto recepito le previsioni del protocollo per la gravidanza fisiologica previsto dai Nuovi Livelli essenziali di Assistenza che a livello nazionale non sono però ancora entrati in vigore. L'aggiornamento del protocollo regionale per la gravidanza fisiologica è stato condiviso attraverso il lavoro di una serie di gruppi tecnici attivati nell'ambito del Comitato Percorso Nascita regionale che ha tenuto conto non solo delle previsioni normative, ma anche delle più recenti evidenze scientifiche".

Nel percorso regionale sono state inserite nuove prestazioni e, in particolare, alcuni test per determinare il rischio di gravidanza con anomalie cromosomiche. "E' prevista infatti – ha aggiunto Saccardi - l'offerta gratuita del test combinato per tutte le gestanti. In alcuni casi inoltre viene data la possibilità di effettuare, a tariffa ridotta, un ulteriore test, NIPT, un test non invasivo del DNA fetale circolante, eseguito tramite un prelievo del sangue. Si tratta di un test innovativo che la Toscana, prima in Italia, ha introdotto nel percorso nascita. Entrambi i test non sono test diagnostici  ma possono contribuire a ridurre il ricorso inappropriato alla diagnosi prenatale invasiva".

Per quanto riguarda la app hAPPyMamma, già disponibile sui principali store per tablet, smatphone  e pc, oltre a fornire tutte le informazioni in versione multilingue per promuovere la salute di mamma e bambino, le indicazioni georeferenziate sui servizi consultoriali e ospedalieri relativi al percorso nascita, permette anche di avere avere il libretto di gravidanza in formato digitale. Realizzata per conto della Regione dal Laboratorio Management e Sanità dell'Istituto di Management, Scuola Sant'Anna di Pisa, "costituisce di fatto – ha aggiunto l'assessore - una particolare innovazione per la gestione del percorso nascita nell'ambito di un servizio sanitario pubblico".

La Regione Toscana, per facilitare l'attivazione del nuovo protocollo, ha elaborato una modulistica informativa, tradotta in 7 lingue, e materiale video, anche questo tradotto. Sono stati inoltre organizzati incontri di formazione e aggiornamento per il personale dei servizi territoriali e ospedalieri coinvolti nel percorso nascita regionale in tutte le Aree vaste. "E' grazie alla collaborazione di professionisti appassionati e di un importante sforzo organizzativo sostenuto dalle Aziende e dal personale dei servizi coinvolti – ha concluso Saccardi -che è stato possibile avviare questo nuovo percorso che si apre comunque a ulteriori sviluppi in un ottica di sempre maggiore appropriatezza organizzativa e soprattutto assistenziale".