Laura Lega è il nuovo prefetto di Firenze

Laura Lega è il nuovo prefetto di Firenze

Per la prima volta giunge a Palazzo Medici Riccardi una signora prefetto. E’ Laura Lega, nominata oggi prefetto di Firenze dal Consiglio dei Ministri.

Nata a Roma, laureata in Giurisprudenza con lode all’Università degli Studi La Sapienza di Roma, Laura Lega entra nell’amministrazione dell’Interno nel 1989, dopo aver lavorato nel mondo finanziario privato.

Inizia la carriera alla Prefettura della capitale, per poi passare all’Ufficio Studi per l’Amministrazione Generale e per gli Affari Legislativi del Ministero, dove per oltre dieci anni si occupa di attività legislativa e di consulenza e ha modo di seguire anche le riforme degli apparati pubblici, con particolare riguardo all’Ufficio Territoriale del Governo. Dal 2001 al 2006 è vice capo di Gabinetto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Al termine di questa esperienza rientra al Ministero dell’interno per svolgere numerose funzioni direttive. Nominata prefetto nel dicembre 2010, pochi mesi dopo diventa vice capo Dipartimento – Direttore Centrale per le risorse umane presso il Dipartimento per le politiche del personale dell’amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, ruolo che mantiene fino all’agosto 2015, quando diventa prefetto di Treviso, incarico svolto fino a oggi.

Molteplici le collaborazioni con altre amministrazioni in Italia ed all’estero (tra cui la Presidenza del Consiglio, la Funzione pubblica e l’Istituto Nazionale di Statistica). Autrice di diverse pubblicazioni scientifiche, ha svolto numerosi incarichi di docenza.

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Tribunale condanna pub a Firenze, “Gestori devono controllare schiamazzi”

Tribunale condanna pub a Firenze, “Gestori devono controllare schiamazzi”

Il giudice del tribunale di Firenze li ha condannati alla pena massima con ammenda di 309 euro per disturbo della quiete pubblica, al pagamento delle spese processuali e al risarcimento di 1.000 euro.

I gestori di un pub di Firenze, situato in piazza Ghiberti, zona mercato Sant’Ambrogio, avrebbero dovuto impedire che dal loro locale rumori, musica ad alto volume e schiamazzi disturbassero il vicinato. Perciò il giudice Lorenzo Calamandrei del tribunale di Firenze li ha condannati alla pena massima con ammenda di 309 euro per disturbo della quiete pubblica, oltreché al pagamento delle spese processuali e al risarcimento del danno fissato con una provvisionale di 1.000 euro.
L’avvocato Michele Luzzetti, che assisteva la parte civile, cioè i residenti, ha sottolineato che in questa sentenza “il giudice ha ribaltato l’orientamento che si era affermato per i casi analoghi dei locali di via de’ Benci” sempre a Firenze, “accogliendo la tesi della parte civile e cioè sostenendo la responsabilità dei gestori, che sono stati ritenuti colpevoli, sia di aver tenuto la musica ad alto volume, e in particolare per non aver esercitato alcun controllo rispetto alle condotte irrispettose dei loro clienti (che si trovavano di fronte al locale sino a tarda notte) non adottando quelle misure idonee alla tutela dell’ordine e della tranquillità pubblica”.
Il comitato di residenti ‘Ma noi quando si dorme’, alla luce della sentenza, critica il Comune che “nonostante i continui reclami, non ha mai preso provvedimenti nei confronti del pub” e ora “ci domandiamo se è giusto che i cittadini, per vedere riconosciuto un diritto basilare come quello alla salute siano costretti a ricorrere alla magistratura e non vengano tutelati dal loro sindaco che è la figura preposta dalla Costituzione alla tutela di quel diritto fondamentale”.

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Firenze: scoperta estetista che lavorava a casa senza norme igieniche

Firenze: scoperta estetista che lavorava a casa senza norme igieniche

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Firenze hanno individuato un’attività commerciale svolta abusivamente; a carico della persona sono state emesse gravi sanzioni amministrative.

Nei giorni scorsi, le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Firenze, nell’ambito delle quotidiane attività di controllo economico del territorio, hanno individuato un’attività commerciale di estetista svolta abusivamente, che ha comportato – a carico della persona responsabile – gravi sanzioni di natura amministrativa per la violazione di normative fiscali ed igienico-sanitarie.

Nello specifico, l’attività di servizio è stata eseguita dai militari della Tenenza di Borgo San Lorenzo, i quali – avuto notizie da attività d’intelligence svolta – che una donna svolgeva presso due abitazioni private (ubicate rispettivamente nei comuni di Borgo San Lorenzo e Firenze) senza alcuna autorizzazione prestazioni di servizio di estetista, effettuavano dei riservati accertamenti per rilevare elementi di riscontro circa la notizia informativa acquisita.

In effetti, dagli appostamenti eseguiti, emergeva che numerose persone, in diversi orari della giornata, entravano ed uscivano dalle abitazioni “osservate” e, sulla base di approfondimenti sulle banche dati a disposizione del Corpo, veniva inoltre constatato l’acquisto di quantitativi di specifici prodotti “beauty” assolutamente eccedenti il fabbisogno personale/familiare.

Circostanze sintomatiche che la persona svolgesse un’attività commerciale in assenza di autorizzazioni amministrativo sanitarie e quindi completamente sconosciuta al Fisco. Sulla base del quadro probatorio acquisito, veniva chiesta e ottenuta dall’Autorità Giudiziaria l’autorizzazione ad accedere presso i domicili privati dell’interessata al cui interno veniva scoperta la presenza di una stanza adibita all’attività di estetista “in nero”, completa di tutti gli arredi e degli strumenti.

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Uccide la moglie a Siena soffocandola con il cuscino

Uccide la moglie a Siena soffocandola con il cuscino

La vittima 40enne è stata uccisa nella casa del marito, nella campagna di Cetona (Siena), l’uomo è al momento il principale indiziato.

E’ una quarantenne del Venezuela la vittima di un femminicidio a Cetona (Siena). Da una prima ricostruzione la morte le sarebbe stata causata per soffocamento, utilizzando un cuscino.
La donna è stata uccisa nella casa del marito dove vivevano insieme da circa un anno e mezzo, cioè da dopo il loro matrimonio. L’uomo sarebbe un italiano del posto ed è al momento il principale indiziato.
I carabinieri lo stanno cercando. La sua auto è stata ritrovata sul Monte Cetona. I militari sembrano sulle sue tracce. Le ricerche proseguono.

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Inchiesta procura di Firenze su minori filmati in spiaggia

Inchiesta procura di Firenze su minori filmati in spiaggia

La procura della Repubblica di Firenze ha scoperto una rete che scambiava su Facebook materiale pedopornografico di minori che venivano filmati di nascosto sulle spiagge della Toscana.

L’inchiesta, nata dalla segnalazione di una organizzazione non governativa statunitense e diretta dalla Procura della Repubblica di Firenze, è stata coordinata dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online della Polizia Postale, con il supporto di diversi compartimenti italiani.
L’indagine coinvolge un aspirante diacono, pensionati, disoccupati, uno studente e un detenuto per reati analoghi, tutti ritenuti responsabili di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, e, in alcuni casi, anche della produzione.
Ragazzini minorenni, anche di soli 3 anni di età, venivano filmati di nascosto sulle spiagge della Toscana dove si pratica il nudismo. E’ quanto hanno accertato gli investigatori della polizia postale di Firenze nell’ indagine che ha portato a 2 arresti e a 12 denunce.
Per l’accusa, a realizzare le riprese amatoriali era un disoccupato di 48 anni, di Firenze, incensurato, considerato dalla polizia il principale artefice del gruppo. Il materiale veniva poi condiviso con gli altri contatti attraverso la chat di Facebook. Nei confronti dell’uomo, la cui posizione è stata separata da quella degli altri, la procura fiorentina ha già chiesto il giudizio immediato.
In manette è finito anche un uomo residente in Sicilia. Ciascuno degli indagati accedeva al social network con falsi profili di minorenni, usati in alcuni casi anche per adescare le vittime. Tra queste sono state identificate tre ragazze di età compresa tra i 13 e i 17 anni: convinte di avere a che fare con coetanei, sono state convinte ad inviare loro foto hot.
Indagato anche un seminarista originario della Sicilia, che avrebbe dovuto essere ordinato diacono a breve. L’uomo, che lavorava coi bambini come catechista, è accusato delle detenzione e non della produzione di materiale pedopornografico. E’ stato allontanato dalla diocesi dove prestava servizio, nel Lazio.

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