Ritirato dalle farmacie un lotto di Atorvastatina

Ritirato dalle farmacie un lotto di Atorvastatina

L’Aifa invita chi ha in casa il farmaco di riconsegnarlo.

Ritirato dalle farmacie un farmaco che viene prescritto per abbassare i livelli elevati di
colesterolo totale e Ldl – cioè il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’ – apolipoproteina B e trigliceridi in chi soffre di ipercolesterolemia primaria o familiare. Si tratta del lotto T30141, con scadenza gennaio 2020, della specialità medicinale Atorvastatina Pfizer 20mg 30, compresse rivestite con film (Aic 041443437).

L’allerta è stata diffusa dalla Pfizer, l’azienda che produce l’Atorvastatina, in seguito ad un risultato fuori specifica per quanto riguarda il test microbiologico. L’Aifa, l’Agenzia del farmaco, ha disposto dunque il ritiro del farmaco e Pfizer Italia ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro.

Chi ha comprato il lotto indicato è invitato a riconsegnarlo nella farmacia dove lo ha acquistato.

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Ritirato dalle farmacie un lotto di Atorvastatina

Ritirato dalle farmacie un lotto di Atorvastatina

L’Aifa invita chi ha in casa il farmaco di riconsegnarlo.

Ritirato dalle farmacie un farmaco che viene prescritto per abbassare i livelli elevati di
colesterolo totale e Ldl – cioè il cosiddetto ‘colesterolo cattivo’ – apolipoproteina B e trigliceridi in chi soffre di ipercolesterolemia primaria o familiare. Si tratta del lotto T30141, con scadenza gennaio 2020, della specialità medicinale Atorvastatina Pfizer 20mg 30, compresse rivestite con film (Aic 041443437).

L’allerta è stata diffusa dalla Pfizer, l’azienda che produce l’Atorvastatina, in seguito ad un risultato fuori specifica per quanto riguarda il test microbiologico. L’Aifa, l’Agenzia del farmaco, ha disposto dunque il ritiro del farmaco e Pfizer Italia ha comunicato l’avvio della procedura di ritiro.

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Strage Viareggio: familiari, consigliere Gargini si dimetta

Strage Viareggio: familiari, consigliere Gargini si dimetta

In consiglio ha fatto ‘esempio’ che rimanda a morti 29/6/2009.

Non è passata sotto silenzio la frase pronunciata da Franco Gargini, consigliere comunale di Viareggio Democratica, durante la seduta del consiglio comunale che ha approvato, fra non poche polemiche, la delibera per lo studio di variante del Piano strutturale dando
il via alla realizzazione di ‘Via del mare’, nel cui tracciato è possibile l’abbattimento una palazzina. ‘Le case a Viareggio le butta giu’ il gas, non le amministrazioni…’, ha detto Gargini. Una frase che tutti hanno accostato alla strage causata disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui hanno perso la vita 32 persone.

La reazione sui social è stata immediata: in molti hanno chiesto le dimissioni di Gargini e chiamato in causa anche il sindaco Giorgio del Ghingaro (Viareggio Democratica è una delle liste che sostiene le maggioranza) per conoscere il suo pensiero sulla frase del consigliere. Tra quanti, senza mezzi termini, chiedono prima le scuse e poi le dimissioni di Gargini ci sono i familiari delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009.

“E’ veramente vergognoso, se per stupidità. ignoranza o volontà, un rappresentante istituzionale si permette in un consiglio comunale di pronunciare simili parole. Per noi, per
le persone che non ci sono più e per Viareggio è oltremodo inaccettabile che per una discussione politica si strumentalizzi la strage di Viareggio”, si legge in una nota.

Ma i familiari delle 32 vittime criticano anche il fatto “che nessuno nel consiglio comunale si sia indignato e che ancora oggi nessuno abbia preso le distanze da parole offensive, perchè che sia stato fatto per ignoranza, per dabbenaggine o per malafede politica, Viareggio non può e non tollera nessuna giustificazione sulla strage ferroviaria”.

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Strage Viareggio: familiari, consigliere Gargini si dimetta

In consiglio ha fatto ‘esempio’ che rimanda a morti 29/6/2009.

Non è passata sotto silenzio la frase pronunciata da Franco Gargini, consigliere comunale di Viareggio Democratica, durante la seduta del consiglio comunale che ha approvato, fra non poche polemiche, la delibera per lo studio di variante del Piano strutturale dando
il via alla realizzazione di ‘Via del mare’, nel cui tracciato è possibile l’abbattimento una palazzina. ‘Le case a Viareggio le butta giu’ il gas, non le amministrazioni…’, ha detto Gargini. Una frase che tutti hanno accostato alla strage causata disastro ferroviario del 29 giugno 2009 in cui hanno perso la vita 32 persone.

La reazione sui social è stata immediata: in molti hanno chiesto le dimissioni di Gargini e chiamato in causa anche il sindaco Giorgio del Ghingaro (Viareggio Democratica è una delle liste che sostiene le maggioranza) per conoscere il suo pensiero sulla frase del consigliere. Tra quanti, senza mezzi termini, chiedono prima le scuse e poi le dimissioni di Gargini ci sono i familiari delle 32 vittime della strage del 29 giugno 2009.

“E’ veramente vergognoso, se per stupidità. ignoranza o volontà, un rappresentante istituzionale si permette in un consiglio comunale di pronunciare simili parole. Per noi, per
le persone che non ci sono più e per Viareggio è oltremodo inaccettabile che per una discussione politica si strumentalizzi la strage di Viareggio”, si legge in una nota.

Ma i familiari delle 32 vittime criticano anche il fatto “che nessuno nel consiglio comunale si sia indignato e che ancora oggi nessuno abbia preso le distanze da parole offensive, perchè che sia stato fatto per ignoranza, per dabbenaggine o per malafede politica, Viareggio non può e non tollera nessuna giustificazione sulla strage ferroviaria”.

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Pistoia: morì sepolto in cantiere, appello conferma pena architetto

Pistoia: morì sepolto in cantiere, appello conferma pena architetto

Era responsabile della sicurezza.

La corte di appello di Firenze ha confermato, con sentenza emessa oggi, la condanna in primo grado, per omicidio colposo, a 8 mesi, per l’architetto che era il coordinatore della sicurezza nel cantiere edile di Casalguidi (Pistoia) dove il 6 agosto 2009 morì, sotto il crollo delle pareti dello scavo, il muratore Francesco Lanciano, calabrese, 45 anni, sposato, tre figli.

L’uomo quel giorno fu travolto nel cantiere da una massa di terra che si staccò da un fronte alto sei metri e largo 12, quasi verticale, mentre si occupava dello scavo presso un muro di cemento armato, fondamenta di un complesso di quattro villini. Non potè scappare. Un collega, anche lui travolto dalla terra, rimase gravemente ferito.

Dalla vicenda, in base ai vari accertamenti, sono scaturiti tre processi distinti relativi alla morte del muratore: il primo, con la condanna definitiva in Cassazione del datore di lavoro; un altro, con la condanna del titolare della ditta che aveva fatto lo scavo; e questo processo, che ha raggiunto l’appello, con imputato l’architetto coordinatore della sicurezza.

Inoltre, in questo appello, il professionista è stato condannato a tutte le spese processuali e al risarcimento della parte civile Inail con 15.000 euro di provvisionale. Invece, i familiari della vittima oggi hanno revocato la costituzione parte civile a seguito di risarcimento. Infine, l’Inail per le proprie coperture ha versato circa 336.000 euro ai congiunti del lavoratore. Motivazioni della sentenza tra 90 giorni.

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