Fondazione Santa Maria Nuova, ospedali Firenze in grande difficoltà

Fondazione Santa Maria Nuova, ospedali Firenze in grande difficoltà

Firenze, Giancarlo Landini, presidente della Fondazione Santa Maria Nuova onlus, in una nota descrive la situazione di difficoltà in cui si trovano gli ospedali della Fondazione.

“Mantenere Firenze, Prato ed Empoli in zona rossa è stato un segno di responsabilità da parte della Regione Toscana. La situazione nei nostri ospedali non consente assolutamente il passaggio in zona arancione. – dice il presidente della Fondazione Santa Maria Nuova – Forse dovevamo mantenere tutta la Toscana in zona rossa, ma se i dati indicano che ci sono le condizioni per cambiare colore, allora ha fatto bene la Regione. Firenze, però, no: qui gli ospedali sono in sofferenza. Abbiamo più di 500 pazienti Covid ricoverati tra noi e Careggi, oltre 100 in rianimazione. Tutti malati gravi con necessità di ossigeno”.

“Abbiamo persino dovuto calibrare – spiega Landini, – il numero di pazienti tra i reparti per non sovraccaricare la portata di ossigeno. Sono malati che hanno bisogno di una quantità di ossigeno enorme. Abbiamo richiesto al Commissario straordinario Figliuolo altri 40 ventilatori che ci mancavano e sono arrivati. Circa il 30-40% dei ricoverati necessità di ventilazione. Passare nel Fiorentino alla zona arancione sarebbe stato un messaggio fuorviante alla popolazione”.

“C’è inoltre un dispiacere – prosegue Landini – per questo blocco dei vaccini. È triste vedere chiuso il centro Mandela Forum. Sappiamo che i vaccini sono l’unica arma che abbiamo e va perseguita con ogni sforzo. Sappiamo che il Governo valuta, tra le tante opzioni, di fare accordi fuori dall’Europa per avere i vaccini e penso sia una soluzione giusta. Noi siamo tutti europeisti, ma il vaccino è una necessità urgente. E se l’Europa non è in grado ad oggi di offrirlo, dobbiamo riuscire a reperirlo altrove. Non possiamo durare a lungo in questa condizione. Gli ospedali continuano a reggere e stanno dando assistenza a tutti, ma bisogna evitare una semplificazione in cui si pensa che si potrà uscire dalla crisi economica senza superare quella sanitaria. L’unica strada rimane la vaccinazione a tutti, con meno regole e in modo rapido”.

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Medici: “Zona rossa sacrificio necessario per la salute delle persone”

Medici: “Zona rossa sacrificio necessario per la salute delle persone”

Firenze, il presidente dell’Ordine dei Medici, Pietro Dattolo, commenta sul fatto che alcune aree della Regione Toscana siano rimaste in zona rossa: “Bene la scelta della Regione, sarebbe stato un errore passare alla zona arancione nel fiorentino”

“Per quanto difficile, condivido la scelta della Regione Toscana, appoggiata anche dalla Città Metropolitana di Firenze, – dice il presidente Dattolo riguardo alla zona rossa – di non passare l’area del fiorentino in zona arancione. Rimanere in rosso è indubbiamente un sacrificio, ma è necessario per la salute delle persone. Una garanzia per i malati Covid e per la tenuta del sistema ospedaliero”.

“I problemi, reali e continui, che stanno affrontando i nostri ospedali è evidente che non possono scomparire da un giorno all’altro. La degenza e la terapia per superare la malattia Covid è un percorso che, quando va bene, richiede diversi giorni. È inevitabile quindi che per rivedere i nostri reparti di nuovo con numeri accettabili e sicuri occorreranno ancora le prossime settimane. In questa situazione d’incertezza, ritornare in zona arancio per la provincia di Firenze sarebbe stato un rischio davvero eccessivo. Già con le restrizioni attuali fatichiamo a contenere l’epidemia. Dobbiamo riuscire a frenare l’aumento di ricoveri”.

“Naturalmente ci auguriamo per il bene della nostra economia, delle relazioni sociali e della sanità stessa, dentro e fuori dagli ospedali, che l’ondata di contagi diminuisca il prima possibile. E confidiamo che – aggiunge Dattolo – in contemporanea riparta con efficienza la campagna di vaccinazione, grazie all’arrivo di nuove dosi. Fino a quel punto però è inevitabile seguire la strada della responsabilità”.

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Flash mob, assessore di Palazzo Vecchio per Von der Leyen

Flash mob, assessore di Palazzo Vecchio per Von der Leyen

Firenze, la vicesindaca Alessia Bettini e le assessore di Palazzo Vecchio Benedetta Albanese, Cecilia Del Re, Sara Funaro e Titta Meucci, che hanno dato vita ad un flash mob a cui hanno dato titolo, coniando anche un hashtag, “Iomisiedo”.

Per inscenare il flash mob, le assessore del Comune di Firenze, hanno portato cinque sedie in piazza della Signoria e vi si sono sedute, tutto ciò per manifestare solidarietà alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen e lo sdegno per la scelta discriminatoria del presidente turco Erdogan nell’incontro di Ankara.

Per le assessore, il gesto di oggi ha voluto simboleggiare la condanna di quanto avvenuto ad Ankara: un’offesa a tutte le donne e all’Unione europea in tema di diritti umani e diritti delle donne.

Il flash mob vuole protestare con il cosiddetto ‘Sofagate’, e cioè incidente di protocollo, avvenuto durante la visita dei leader Ue in Turchia, quando il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha fatto accomodare la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, su un divano mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle.

Von der Leyen “chiaramente è rimasta sorpresa, lo si vede nel video, ma ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”. Aveva detto il portavoce della commissione europea Eric Mamer, rispondendo ai giornalisti sul ‘Sofagate’ di Ankara, precisando comunque che la Commissione “si aspetta di essere trattata secondo il protocollo adeguato” e che “saranno presi contatti con tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro”.

Il flash mob delle assessore di Palazzo Vecchio, si riallaccia anche alla sedia vuota al centro dell’emiciclo di Montecitorio, per simboleggiare l’assenza di una sedia a disposizione per Ursula Von der Leyen, iniziativa portata avanti dal democratico nell’Aula della Camera per testimoniare la propria contrarietà nei confronti di quella che, secondo Beatrice Lorenzin, rappresenta “un’offesa a tutte le donne ed all’Unione Europea perché offendere Von der Leyen significa offendere l’Unione Europea e quello che essa rappresenta sul tema dei diritti umani e delle donne”.

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Toscana zona arancione, Firenze, Prato ed altre aree zona rossa

Toscana zona arancione, Firenze, Prato ed altre aree zona rossa

Firenze, la Toscana, per atto del Ministro della Salute, è in zona arancione da lunedì 12 Aprile. Sentito lo stesso Ministro della Salute permangono in zona rossa fino alle ore 14 di Sabato 17 Aprile le Province di Firenze e Prato, la notizia arriva in tarda sera dall’ufficio stampa del presidente Eugenio Giani.

Inoltre rimangono in zona rossa i comuni della Toscana di San Miniato, Montopoli in Val d’Arno, Santa Croce sull’Arno, Castelfranco di Sotto parte della Provincia di Pisa ma compresi nella zona socio sanitaria Valdarno Empolese Valdelsa, i comuni di Poggibonsi, San Gimignano, Colle di Val d’Elsa, Casole d’Elsa, Radicondoli compresi nella zona socio sanitaria Alta Vald’elsa, Provincia di Siena.

Le due province e le due zone sociosanitarie superano l’indice di contagio settimanale dei 250 contagiati su 100.000 abitanti, dato limite indicato dalla legge per l’assunzione di provvedimenti.

L’atto è determinato dalla situazione ad alto rischio nel sistema ospedaliero e sanitario con fortissima occupazione di terapie intensive e alta diffusione di ricoveri nei reparti Covid.

I pareri dei Direttori di Asl competenti sono concordi nel chiedere di limitare la mobilità per non congestionare ulteriormente e il sistema ospedaliero e sanitario toscano.

Le decisioni sono state assunte dopo attento esame in assemblee con i Sindaci dei territori interessati.

“Pur con la Toscana di nuovo arancione, Prato resta zona rossa anche per la prossima settimana – ha commentato sulla sua pagina Facebook il sindaco Matteo Biffoni, secondo cui – al di là del numero dei contagi (oggi si contano 158 casi positivi e cinque decessi) e del trend dei parametri fortunatamente in ribasso, non possiamo ignorare l’appello dei medici ospedalieri e di tanti operatori sanitari che ci chiedono ancora cautela e rigore”.

Per Biffoni, “la gravità del virus, la sua capacità di diffusione, la necessità di ricoverare anche persone giovani e quindi la necessità di attivare ulteriori posti letto Covid-dedicati, l’utilizzo della terapia intensiva sono le preoccupazioni di cui è doveroso farci carico”. Il sindaco ha poi definito “urgente” l’arrivo di “un consistente numero di vaccini per tutte le fasce di età”

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Lotti, Toto e Bianchi indagati per corruzione

Lotti, Toto e Bianchi indagati per corruzione

Firenze, un avviso di proroga di indagini in cui si ipotizza il reato di corruzione, nell’inchiesta della procura fiorentina sulla fondazione Open, sarebbe stato notificato al parlamentare Pd Luca Lotti, ad Alberto Bianchi, ex presidente di Open, ad Alfonso Toto, legale rappresentante della Toto Costruzioni spa, e a Patrizio Donnini, imprenditore fiorentino vicino alla famiglia Renzi e fondatore dell’agenzia di comunicazione Dotmedia.

L’inchiesta che vede indagati Lotti, Toto e Bianchi, è stata aperta per finanziamento illecito ai partiti ed altro: nei mesi scorsi si è poi appreso che c’era anche un’ipotesi di corruzione, ma non si sapeva a chi fosse stato contestato il reato.

L’accusa, in concorso, è di corruzione per l’esercizio della funzione. Nell’avviso di proroga delle indagini non sarebbe tuttavia specificato l’episodio a cui si riferisce il reato contestato. Ipotesi fondante dell’inchiesta della procura fiorentina su Open, quella che la fondazione renziana sia stata usata come un’articolazione di una corrente di partito (il Pd), violando le norme sul finanziamento.

Per la Guardia di finanza nella fondazione Open sarebbero confluiti dal 2012 al 2018 oltre 7 milioni di euro in violazione delle norme sul finanziamento ai partiti. Nell’inchiesta sono indagati fin dalle prime fasi delle indagini l’ex presidente di Open Alberto Bianchi e l’imprenditore Marco Carrai, accusati di finanziamento illecito ai partiti. Stesso reato che poi i pm hanno attribuito a Matteo Renzi e ai componenti del consiglio direttivo della fondazione Maria Elena Boschi e Luca Lotti.

Oggetto delle indagini anche un pagamento di circa 2 milioni di euro fatto dalla Toto Costruzioni spa in favore dello studio dell’avvocato Alberto Bianchi, come compenso per un incarico professionale avuto dal legale in merito a un contenzioso tra il gruppo di costruzioni e Autostrade per l’Italia. Un passaggio di denaro considerato sospetto dalla procura di Firenze.

“I legali dell’on.Lotti, Franco Coppi ed Ester Molinaro, dichiarano di aver ricevuto una proroga di indagine in cui si ipotizza il reato di corruzione e precisano di non poter offrire, al momento, alcuna ulteriore informazione poiché l’atto non descrive i fatti sui quali vertono le indagini”. E’ quanto si legge in una nota diffusa dagli avvocati di Luca Lotti, in relazione alla proroga delle indagini per concorso in corruzione nell’ambito dell’inchiesta sulla fondazione Open.

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