Via al nuovo piano per Dehors

Via al nuovo piano per Dehors

Firenze, freno a nuovi dehors in centro, concessioni di suolo pubblico più lunghe e ‘alleggerimento’ delle tipologie previste in determinate piazze della città, ma anche gradualità di pagamento Cosap a seconda della tipologia di occupazione.

Sono alcune delle misure contenute nel nuovo ‘pacchetto dehors’, che comprende il regolamento per le occupazioni di suolo pubblico per ristoro all’aperto e il protocollo di intesa sottoscritto con la Soprintendenza. In più, viene inserita nel regolamento Cosap una gradualità di pagamento a seconda della tipologia di dehor.

Il pacchetto (varato in prossimità della scadenza del protocollo e di tutte le concessioni esistenti prevista per il prossimo 14 marzo 2018), ha avuto oggi il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Cecilia Del Re.

Il nuovo regolamento disciplina le occupazioni di spazi e aree pubbliche per ristoro all’aperto, i limiti di superficie e le condizioni di utilizzo dei dehors.

Le tipologie di dehors ammissibili nelle diverse vie e piazze della città sono definite invece sulla base del protocollo sottoscritto con la Soprintendenza, anch’esso approvato nella seduta di oggi.

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Rogo vaste proporzioni della ditta Rox

Rogo vaste proporzioni della ditta Rox

Porcari, in provincia di Lucca, tre squadre dei vigili del fuoco sono intervenute nello spegnimento di un incendio di vaste proporzioni, che ha interessato uno dei magazzini della ditta Rox.

La Rox è un’azienda che produce calzature dove le fiamme si sono sviluppate intorno alle 20:45 di giovedì 29. Ancora ignote le cause che hanno scatenato il rogo.

Il sindaco di Porcari aveva invitato la popolazione, nella serata di giovedì, a tenere le finestre delle abitazioni chiuse e a non sostare all’aperto, se non in caso di necessità, nella zona in cui era in corso l’incendio di uno dei magazzini della ditta Rox di Porcari. L’invito, era stato diramato a scopo precauzionale, in considerazione dei materiali che sono interessati al rogo.

In un comunicato delle 8:32 di stamane, venerdì 29, i Vigili del Fuoco fanno sapere che “l’incendio è sotto controllo e al momento sono sul posto 8 mezzi e 26 unità VF”.

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Elianto, catamarano ‘barrier and carbon free’

Elianto, catamarano ‘barrier and carbon free’

Viareggio, il fascino del mare senza alcuna limitazione: una suggestione che è fondamento di un progetto ambizioso, un sogno divenuto realtà, così viene presentato Elianto, un catamarano a vela senza barriere architettoniche e sostenibile al cento per cento.

Elianto è un’imbarcazione di 60 piedi, capace di ospitare a bordo oltre 10 persone con diverse abilità, che verrà ospitata nel porto di Viareggio. Data prevista per l’inaugurazione ufficiale, sabato 20 gennaio 2018, al Club Nautico.

I portatori di disabilità fisiche, psichiche e psicomotorie potranno godere della natura, del mare e della vela, grazie anche ai molti spazi disponibili: i passavanti laterali e nella dinette permetteranno di percorrere la lunghezza della barca, da poppa a prua, in tutta libertà.

Si tratta di un’opera costruita ex novo: non sono stati aggiunti ausili che solitamente si vedono in luoghi “attrezzati per disabili – dice il vicesindaco Valter Alberici – ma ogni cosa è concepita, studiata e realizzata seguendo le stesse linee guida: alla cucina sul ponte ai bagni, dal salone alle cabine negli scafi.

Di più: il valore aggiunto della sostenibilità lo renderà un esempio concreto di come sia possibile conoscere il mare senza inquinare”. L’imbarcazione sarà in alluminio e legno riciclato con propulsione ad energie alternative: avrà il sole e il vento come carburante. E attraverso un sistema di pannelli fotovoltaici l’eco-catamarano sarà energicamente indipendente.

A livello di materiali utilizzati, poi, l’imbarcazione può definirsi carbon free, cioè fabbricata con prodotti non derivati dal petrolio, quali resine, fibre di vetro o hi-tech: alluminio riciclabile al cento per cento per la costruzione e le strutture dello scafo; legno riciclato per gli interni, proveniente da Pannello ecologico con certificazioni Fsc e Pefc; cordame in fibre di origine vegetale; cablaggio derivante da materiale plastico riciclato per l’impiantistica.

A coordinare il progetto, la Fondazione Mare Oltre (creata dalla Onlus Handy Superabile e dall’associazione no-profit Ce.Tu.S.), con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Banca del Monte di Lucca, e con il patrocinio del Comune di Viareggio.

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Vittorio Cecchi Gori, si sta riprendendo

Vittorio Cecchi Gori, si sta riprendendo

Roma, sarebbero in miglioramento le condizioni di Vittorio Cecchi Gori, ricoverato per ischemia e problemi cardiovascolari al Policlinico Gemelli.

Lo ha riferito all’Ansa l’ex moglie Rita Rusic che, con i figli Mario e Vittoria arrivati da Miami, è andata direttamente all’ospedale trovando l’ex produttore Vittorio Cecchi Gori “cosciente, vigile, ovviamente provato”.

“Si è emozionato e commosso vedendoci, ma il professore che lo sta seguendo ci ha detto che tra due giorni potrebbe uscire dalla rianimazione se tutto procede al meglio”, ha aggiunto la Rusic.

Intanto Giancarlo Antognoni, ex campione della Fiorentina e della Nazionale, e attuale general manager della società viola, sabato mattina si è temporaneamente allontanato dal ritiro della squadra per andare in visita al Policlinico Gemelli di Roma dove è ricoverato Cecchi Gori.

“Sì, sono andato in ospedale per esprimere la mia vicinanza al mio amico Vittorio, che è stato mio presidente dal 1990 al 2000”, ha detto Giancarlo Antognoni senza voler aggiungere altro “per rispetto della privacy e della famiglia”.

Antognoni non ha potuto avvicinare Cecchi Gori, ricoverato nel reparto di rianimazione, ma si è trattenuto in ospedale un certo tempo, poi è rientrato con la squadra a poche ore dalla partita di Coppa Italia con la Lazio.

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‘Casa dei Babbi’ a Firenze e presto anche a Pisa

‘Casa dei Babbi’ a Firenze e presto anche a Pisa

Firenze, un progetto importante, quello della ‘Casa dei Babbi’, che ha permesso di ridare fiato a cinque papà rimasti senza abitazione per le difficoltà economiche successive alla separazione e quindi senza uno spazio in cui riallacciare la relazione quotidiana con i loro figli.

Grazie a questa nuova tranquillità uno dei babbi, Bruno, a 59 anni ha potuto per esempio trovare la forza per ripartire con il suo progetto di lavoro: speaker di professione, è riuscito a mettersi in proprio realizzando un sito attraverso il quale si propone come lettore di libri e di racconti aumentando così il piacere evocativo delle storie stesse.

“Fino a sei mesi fa – racconta – sarebbe stato impossibile per me pensare di dedicare tutto questo tempo alla realizzazione di un progetto personale impegnato come ero a destreggiarmi fra i figli, la situazione abitativa molto precaria e quella economica molto altalenante. Potersi concentrare su se stessi sapendo che i figli sono di là al caldo che dormono sereni mi ha dato modo a 59 anni di rilanciarmi lavorativamente”.

L’emergenza abitativa dei genitori separati, quindi, è il primo tema di cui si è parlato nell’incontro fra il sindaco Dario Nardella, l’assessore alle politiche sociali Sara Funaro e gli inquilini della Casa dei Babbi organizzato da GenGle per gli auguri di Natale sabato scorso nella struttura di piazza Santa Spirito.

Si è parlato dei bandi per l’assegnazione delle case popolari (dove il genitore single, spesso anche a causa del calcolo Isee che considera il cumulo con il reddito dell’ex coniuge, non ha speranza di accesso), degli affitti calmierati, e del fondo per il sostegno affitto che oggi coinvolge molte categorie ma non quella dei separati o divorziati anche quando i soggetti sono sulla soglia della povertà e hanno figli da seguire, curare e mantenere.

Ma una struttura simile alla ‘Casa dei Babbi’ dovrebbe essere realizzata presto anche a Pisa, lo ha annunciato il consigliere comunale di Forza Italia, Riccardo Buscemi, dopo l’approvazione di un emendamento al Documento unico di programmazione 2018-2020, presentato dal gruppo azzurro, e approvato all’unanimità nei giorni scorsi dal consiglio comunale.

“L’amministrazione comunale – si legge nell’emendamento – realizzerà, anche mediante stipula di apposita convenzione con la Società della Salute o direttamente con associazioni del Terzo Settore, una Casa per Padri Separati per far vivere serenamente e agevolmente la propria legittima paternità ai padri caduti in condizioni di disagio economico a seguito di separazione”.

“Da almeno 15 anni – dice Buscemi – perseguivo questo obiettivo che ora finalmente si sta concretizzando: molti anni fa fui avvicinato da un giovane che mi consegnò una lettera e mi raccontò la sua storia e che la separazione lo aveva buttato a terra economicamente, aveva perso la casa e soprattutto non riusciva a vivere serenamente il rapporto con suo figlio, perché non poteva permettersi una casa dove incontrarlo. Ora finalmente anche Pisa si doterà di questo strumento”.

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