Una grande opportunità per i musicisti tosani. In palio 10.000 euro.

Una grande opportunità per i musicisti tosani. In palio 10.000 euro.

La Regione Toscana con le Regioni Umbria, Basilicata e Sicilia organizza l’European Social Sound (acronimo: ESS4U), un concorso per band  emergenti . Lo scopo è quello di promuovere la crescita professionale in campo musicale e di ampliare la visibilità delle opportunità che l’Unione Europea offre ai giovani: dalle borse di studio ai tirocini, dal servizio civile  alla formazione professionale ed a tutte le altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani www.giovanisi.it , cofinanziate dal Fondo Sociale Europeo.

Se sei un artista o una band che produce musica originale partecipa al concorso, l’iscrizione è gratuita e puoi provare a vincere i 10.000 euro in palio per la produzione di un tuo progetto artistico.

Un premio speciale sarà riservato al gruppo premiato dalla critica con un montepremi complessivo di 3.000 euro in servizi utili a promuovere la tua attività, ma attenzione: I POSTI SONO LIMITATI !

Le iscrizioni sono a numero chiuso, 80 in Toscana, 16 sono gli artisti o gruppi che saranno selezionati per il concorso da una giuria nazionale. In Toscana ad ottobre sono previste due eliminatorie e una finale regionale. Da qui usciranno i due gruppi della nostra regione che parteciperanno alla finale nazionale il prossimo 14 dicembre a Matera.

Il bando è visibile già da adesso sul sito www.europeansocialsound.it, le iscrizioni partono dal 29 giugno prossimo. Se sei interessato affrettati, l’iscrizione è gratuita, i posti limitati.

Per maggiori  informazioni: info@europeansocialsound.it

Info e regolamento: www.europeansocialsound.it
FB:@europeansocialsound
IS: @europeansocialsound
TW: @eurosocialsound
YouTube: European Social Sound
Mail: info@europeansocialsound

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E’ “Principessa Siciliana” il nuovo video di Jaka.

E’ “Principessa Siciliana” il nuovo video di Jaka.

E’ online il nuovo singolo e video del “nostro” Giuseppe Jaka Giacalone!

Che una principessa aspetti il suo principe azzurro per essere salvata è tutto un mito da sfatare. “Principessa siciliana”, il nuovo singolo e video del nostro Jaka tratto dall’album “Il suono dell’isola”, è un gioioso omaggio alla complessità delle donne, viste nella loro bellezza, intelligenza e capacità di affrontare il mondo.

Il video diretto da Marco Fato e musicalmente prodotto da Princevibe, produttore da sempre al fianco di Jaka, è stato girato con la partecipazione di numerose protagoniste in una Sicilia rovente e appassionata.
Jaka con questo brano, fresco e coinvolgente, destinato a diventare una hit estiva a tempo di Reggae, aggiunge un nuovo colorato tassello alla sua multiforme produzione musicale.

 

I podcast di Bongoman, storica trasmissione di Jaka su Controradio, puoi ascoltarli seguendo questo link

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Disco della settimana: Mavis Staples “We Get By”

Disco della settimana: Mavis Staples “We Get By”

“Ho quasi 80 anni. Ma non sono pronta per andare in pensione. Questo è ciò che Dio vuole che io faccia. La mia voce è più forte che mai!”. We Get By è il dodicesimo album di Mavis Staples, vera l’icona soul statunitense attiva fin dal 1948 con gli Staple Singers.

Per il lavoro di studio successore di If All I Was Was Black, per il quale era stato chiamato in cabina di regia Jeff Tweedy, la scrittura e la produzione dei brani è affidata a Ben Harper, presente nella title track: «La scrittura espressiva e consapevole di Harper e la sua produzione attenta – si legge nella nota stampa – accompagnano la Staples mentre offre amore, speranza e storia in un periodo politicamente diviso». Staples e Harper avevano già precedentemente collaborato al brano Love And Trust, apparso sull`album del 2016 della Staples. Il risultato pulsa di gospel, spiritual, blues, rhythm and blues, impegno sociale e una voce unicaa guidare brani intensissimi, crudi, taglienti, ruvidi, essenziali.

Mavis Staples aveva già pubblicato un album Live In London all’inizio di quest`anno e in precedenza ha annunciato una serie di concerti per celebrare il suo prossimo 80° compleanno.

Per la copertina del disco, pubblicato da ANTI- Records, è stata utilizzata la foto Outside Looking In di Gordon Parks, a suo tempo inserita in un servizio fotografico di Life intitolato The Restraints: Open and Hidden che tratta il tema della della segregazione razziale.

In questa pagina la stessa Mavis presenta il suo lavoro.

Così l’album viene accolto da Sentireascoltare:

“Oggi Ben Harper, come ieri Jeff Tweedy. E prima ancora – tra i tanti – M.Ward, Ry Cooder e perfino Prince. C’è sempre stata la gara a seguire in studio Mavis Staples e sedersi dietro la consolle quando incideva nuovo materiale, ma tutte le volte è sempre stata lei a prendersi una scena che, in ogni caso, le spetterebbe di diritto, dall’alto di una figura a dir poco eminente per la musica (e la cultura) americana non solo del XX secolo ma anche di quello in corso, visto che la Nostra, imperterrita, continua a fare musica nonostante i suoi quasi ottant’anni (li compirà a luglio). Stavolta, appunto, con Harper in cabina di regia. La Staples vanta una carriera lunghissima iniziata alla tenerissima età di undici anni, allorquando il padre la scrutinò per il gruppo di famiglia, che non poteva che chiamarsi The Staple Singers. Come diceva qualcuno, essere cantanti soul significa rivelare anzichè nascondere, e lei non solo non si è mai nascosta ma si rivela – ancora oggi – capace di graffiare. Proprio come una black panther, volendo ricollegarne la figura a quelle lotte per i diritti civili degli anni Sessanta che artisticamente la videro in prima fila. E oggi che quei diritti non sembrano più tanto scontati, lei che fa? Registra un (altro) album in studio e risponde con la musica nell’unico modo che conosce: pretendendo “respect”, per dirla alla Aretha Franklin. Rispetto che, questa volta, si guadagna il quattordicesimo album in studio di una carriera iniziata negli anni Sessanta: un perfetto concentrato soul/gospel/R&B old style che, in questo frangente, trova le sue punte d’eccellenza nel bluesaccio stropicciato dell’opening Change, nella bella Brothers And Sister – nel suo scalcinato dinoccolare che ricorda i Temptations di Papa Was A Rolling Stone – e nella title-track, che si avvale del contributo dello stesso Harper con un feat. che sostiene la leggendaria cantante dell’Illinois «mentre offre amore, speranza e storia in un periodo politicamente diviso». In effetti, che in tempi di trumpismo sia una quasi ottantenne a cantare l’orgoglio nero fa un certo effetto. Non sfugge – d’altra parte – che come copertina del disco sia stata utilizzata la foto Outside Looking In di Gordon Parks, inserita in un servizio fotografico di Life intitolato The Restraints: Open and Hidden che tratta il tema della segregazione razziale. Ma è la musica che deve guidare le coscienze, o almeno così vorrebbe chi – come la Staples – nella sua vita ha sempre preferito costruire ponti tra le culture, anche oggi che vanno di moda i muri.”

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Disco della settimana: Jamila Woods “Legacy!Legacy!”

Disco della settimana: Jamila Woods “Legacy!Legacy!”

Nuovo album per la cantante e poetessa Jamila Woods, dedicato a dodici figure di poetesse, attiviste e musicisti che l’hanno ispirata. Un album complesso e ambizioso che affronta il recupero delle radici afroamericane e dell’identità femminile nel solco dei lavori di Nina Simone e Erykah Badu.

Muddy Waters, Miles Davis, Betty Davis, Sun Ra, Eartha Kitt tra i musicisti, e poi scrittori, Basquiat, Frida Kahlo tra gli artisti, e poi poeti e attivisti come Octavia Butler, Sonia Sanchez, Zora Neale Hurston, Nikki Giovanni e James Baldwin, questi i numi tutelari Jamila Woods, poetessa e attivista politica originaria di Chicago che, a partire dal suo debutto del 2016 con l’album Heavn, attraverso prestigiose collaborazioni con Chance The Rapper, The Social Experiment e Macklemore, si è fatta notare per la voce calda e intensa ma anche per la qualità dei suoi testi.

Così accoglie l’album Rockol: “Libertà è non avere paura” sosteneva Nina Simone. Jamila Woods, che ne raccoglie per molti aspetti l’eredità, fa di libertà e coraggio due cardini fondamentali del suo ultimo album, “Legacy! Legacy!”. Musicista, poetessa, attivista, Jamila (classe 1989) è una rivelazione che mescola soul, R&B, rap e hip hop, mettendo in campo talento e valori per la sua battaglia. In questo secondo disco sono germogliati i semi di “Heavn” – l’album d’esordio del 2017 – e la cantante di Chicago raccoglie un’eredità importante, dichiarandolo già dal titolo. Già: perché, seduta sulle spalle dei giganti, Jamila cerca di costruire un ponte tra un passato irrisolto e la speranza del futuro. Ogni canzone è un omaggio a un artista di colore che viene raccontato con il calore e il rispetto che si riserva ai propri avi. La “legacy” del titolo è, quindi, quella dei personaggi leggendari che ritrae nei suoi brani: grazie a loro ha trovato l’ispirazione e appreso una lezione importante su come trionfare nelle sfide quotidiane. Jamila celebra i grandi della musica, dell’arte e della letteratura: Muddy Waters, Basquiat, Frida Kahlo, Miles Davis, Betty Davis, il jazzista Sun Ra, Eartha Kitt e ancora scrittori, poeti e attivisti come Octavia Butler, Sonia Sanchez, Zora Neale Hurston, Nikki Giovanni e James Baldwin. In ogni singolo tributo, unisce un commento politico e sociale a una profonda introspezione. Il risultato è un album ricco di rabbia e ironia, in cui la musica sembra assumere un ruolo contemplativo rispetto alla forza dei testi. Le parole sono conforto e grido di battaglia, a partire dal pezzo iniziale, “Betty” ispirato alla pionieristica Betty Mabry, poi moglie di Miles Davis. Musa del jazzista, Betty non si accontentava di un ruolo secondario. La loro unione turbolenta durò solo un anno, poi, armata della sua ritrovata indipendenza, l’ex signora Davis ruppe gli schemi del rock, del R&B e del funk, senza però raggiungere la popolarità che meritava. Jamila la fotografa descrivendo in maniera più ampia la condizione della donna che rifiuta determinati schemi: “What is it with you independent men? It’s always something / Threatening your masculine energy, you think it’s fleeting / Nothing you ain’t give to me I can take away from you now / Let me be, I’m trying to fly, you insist on clipping my wings”. Woods canta la lotta infinita per l’uguaglianza, celebra la libertà espressiva e la grandezza inimitabile di “Miles” Davis (“You could make me tap dance, shake hands, yes ma’am / But I’m a free man now and / I do What I do / Not for you”) e di “Muddy” Waters (“They can study my fingers / They can mirror my pose / They can talk your good ear off / On what they think they know, they think they know / They say now more than ever, I think they forget / What our history is / What we do, what we made”). La rabbia è al centro di “Basquiat”, in cui Jamila canta con calma quasi esasperata “They wanna see me angry / They wanna see me bear my teeth”. In questa, come in molte altre canzoni del disco, l’artista sembra fronteggiare un antagonista, ma il messaggio che passa è chiaro: non importa come gli altri vogliono disegnarti, non conta quanto vogliano tenerti ancorato al passato, l’importante è andare oltre. “They say I’m different”, cantava Betty Davis e Jamila la riprende con coraggio e sfrontatezza: “Oh, I’m different”, proclama nel brano di apertura, “I am not your typical girl”. E Jamila, c’è da scommetterci, non lo è.

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Disco della settimana: The National “I Am Easy To Find”

Disco della settimana: The National “I Am Easy To Find”
I Am Easy To Find è l’ottavo album della band e segue Sleep Well Beast del 2017, album vincitore di un GRAMMY. L’album è accompagnato da un cortometraggio con lo stesso titolo, ispirato all’album e accompagnato dalla musica dei The National.

Il corto è stato diretto dal regista nominato agli Academy Award Mike Mills (20th Century Women, Beginners) e vede la partecipazione della vincitrice di un Oscar Alicia Vikander. Mills, insieme alla band, è accreditato come co-produttore dell’album. I Am Easy To Find è stato registrato per la maggior parte al Long Pond di Hudson Valley NY, con ulteriori sessioni a Parigi, Berlino, Cincinnati, Austin, Dublino, Brooklyn e molte altre location. Partecipano all’album le voci di diverse artiste quali Sharon Van Etten, Brooklyn Youth Chorus, Lisa Hannigan, Mina Tindle e, tra le altre, di Gail Ann Dorsey, collaboratrice di lunga data di David Bowie.

“Si ci sono molte donne che cantano in questo album ma non è perchè ‘Oh dai prendiamo più voci femminili,”
afferma Berninger. “è stato più un ‘prendiamo una gamma differenziata di persone.’ Sarebbe stato meglio aggiungere altri cantanti uomini, ma il mio ego non me lo ha permesso.”
I The National si sono affermati come presenza fissa nelle arene e nei festival con esibizioni sold-out e slot da headliner in tutto il mondo. Con la pubblicazione del loro ultimo album nel 2017, il vincitore di un GRAMMY® Sleep Well Beast, I The National raggiunsero la #1 in Regno Unito, Irlanda, Portogallo e Canada. Inoltre hanno raggiunto la posizione più alta di sempre nelle classifiche di undici paesi, tra cui la #2 nella US Billboard Top 200. La band inoltre ha rivendicato la #1 nelle radio commerciali nella classifica Triple-A con “The System Only Dreams in Total Darkness”.
Sia individualmente che collettivamente, i membri dei The National sono stati impegnati in numerose attività artistiche, filantropiche e socio-politiche. Il gruppo ha pubblicato A Lot of Sorrow documentando la loro collaborazione con l’artista Ragnar Kjartansson, che avvenne al MOMA PS1 e vide la band suonare “Sorrow” per sei ore davanti ad un pubblico. Hanno inoltre partecipato agli album di beneficenza della Red Hot Dark Was The Night e Day Of The Dead e alla compilation per il box set intitolato 7-Inches for Planned Parenthood. I membri della band hanno ricevuto una nomination ai Golden Globe per la colonna sonora del film Revenant del 2015, hanno giocato un ruolo importante in MusicNow, Eaux Claires and Haven Festival e Boston Calling, e hanno partecipato ad entrambe le campagne di presidenza di Barack Obama.Il 2013 ha visto la pubblicazione teatrale del loro documentario Mistaken For Strangers ambientato nel contesto dell’album del 2010 High Violet. Il documentario è stato scelto per essere mostrato in anteprima al Tribeca Film Festival del 2013 seguito poi da una pubblicazione teatrale negli Stati Uniti e con distribuzione mondiale. Nel corso dei 16 anni di carriera, la band ha venduto più di 1.7 milioni di album solo negli Stati Uniti.
I The National sono formati dal frontman Matt Berninger (voce) e due coppie di fratelli: Aaron (chitarra, basso, piano) e Bryce Dessner (chitarra, piano), e Scott (basso, chitarra) e Bryan Devendorf (batteria).

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