Disco della settimana: The Bevis Frond “We’re Your Friends”

Disco della settimana: The Bevis Frond “We’re Your Friends”

“We’re Your Friends, Man”, uscito il 7 dicembre per Fire Recordings è il ritorno in grande stile di Bevis Frond, forse il culmine creativo dell’artista, sicuramente il disco più “prodotto” e fruibile.

the bevis frond

The Bevis Frond, la creatura prolificissima di Nick Saloman ha sfornato dal lontano 1986, tra alti e bassi, una trentina di album, una caterva di singoli ed una innumerevole serie di progetti collaterali e partecipazioni, caratterizzati da un sound lisergico in bilico fra il tipico suono “alternative” americano e la psichedelia freakout britannica (Saloman, collezionista e appassionato “maniacale”, è nato a Londra nel 1953).

Il nuovo album “We’re Your Friends, Man” è uscito il 7 dicembre per Fire Recordings ed è un ritorno in grande stile, forse il culmine creativo dell’artista, sicuramente il disco più “prodotto” e fruibile, con echi dei Love di Arthur Lee, Neil Young, Hendrix, ma anche Teenage Fanclub e Dinosaur Jr.

La stampa specializzata italiana, pronta a recensire ogni flatulenza con un minimo di hype, ha ovviamente ignorato il disco, ma la cosa non ci stupisce.  “We’re Your Friends, Man” è comunque il nostro Disco della Settimana.

We’re Your Friends e la lunghissima Lead On sono i singoli che hanno anticipato l’album, concluso da una lunga traccia di oltre 19 minuti.

L'articolo Disco della settimana: The Bevis Frond “We’re Your Friends” proviene da www.controradio.it.

Finale del 30° Rock Contest: la gallery fotografica

I foggiani Giunto di Cardano sono i trionfatori del 30° Rock Contest di Controradio, secondo posto ai genovesi Banana Joe che si sono affermati sui pur bravissimi L’Opera Di Amada, Gabriele Bernabò e The Floating Ensemble.

In giuria, a decidere le sorti della serata Federico Dragogna e Davide “Divi” Autelitano de I Ministri, Maria Antonietta, gli scout di Woodworm, Picicca e Audioglobe, oltre ai giornalisti delle principali testate italiane. Al salentino L’Edera il Premio Fondo Sociale Europeo, al fiortentino Vieri il Premio SIAE. Il premio Ernesto de Pascale va al lucchese Antonio Ciulla. In conclusione della serata (sold out) Max Collini e Daniele Carretti hanno ridato vita, per un’occasione unica e irripetibile, alla storia degli Offlaga Disco Pax (vincitori del Rock Contest nel 2004 e ultima vera band “di culto” della musica indipendente italiana) con Dario Brunori, i Tre Allegri Ragazzi Morti, Alessandro Manzan di Bologna Violenta, Colapesce, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna.

Queste, e d altre foto di Sun-Studio sulla pagina facebook Rock Contest Controradio

Finale Rock Contest 2018

 

L'articolo Finale del 30° Rock Contest: la gallery fotografica proviene da www.controradio.it.

30° ROCK CONTEST: LA GRANDE FINALE

30° ROCK CONTEST: LA GRANDE FINALE

Al Rock Contest rivive per una notte la storia degli Offlaga Disco Pax: in un evento irripetibile Max Collini e Daniele Carretti sul palco con Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna. Nella finale del 1° dicembre all’Auditorium Flog le sei band in gara che saranno valutate da una giuria di musicisti e discografici come I Ministri, Maria Antonietta, Woodworm, Audioglobe, 42Record e Picicca.

Un parterre di star dell’indie insieme sul palco per un evento senza eguali in Italia: è tutto pronto per la finalissima del 30° Rock Contest, in programma sabato 1 dicembre all’Auditorium Flog (via Mercati, 24/b – apertura casse ore 21, prevendite disponibili su Ticketone, ingresso gratuito per i soci del Controradio Club). La serata sarà in diretta su Controradio (FM 93.6 – 98.9) e, in video, sulla pagina FB di Controradio Firenze a partire dalle 21.

Organizzato da Controradio e Controradio Club in collaborazione con Comune di Firenze, Regione Toscana e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il Rock Contest è il più longevo concorso per gruppi musicali emergenti della penisola. E proprio per celebrare il suo trentesimo anniversario, quello sul palco della Flog sarà un concerto unico, che celebrerà la storia degli Offlaga Disco Pax, vincitori del contest fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è dedicata l’intera edizione del concorso. Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna, saranno sul palco con Max Collini e Daniele Carretti per rivivere la storia del gruppo, partendo dai brani presentati al Rock Contest fino al fulminante esordio “Socialismo Tascabile” e ai pezzi più significativi del loro repertorio.

In gara, per aggiudicarsi il titolo di migliore band emergente d’Italia 2018, ci sono sei formazioni che provengono da tutto lo stivale: i Giunto di Cardano con il loro suono alternativo sporcato da venature “hard rock” da Foggia; il grossetano Gabriele Bernabò con il suo indie pop sintetico e psichedelico; l’ex /handlogic Vieri, da Firenze, con le sperimentazioni tra jazz ed elettronica. E ancora, l’elettronica diretta dei genovesi Banana Joe, l’indie sofisticato e cinematico dei trentini L’Opera di Amanda e lo psych folk degli imolesi The Floating Ensemble. La rosa dei finalisti, che ha passato le eliminatorie e le semifinali sfidando altre trenta band tra le oltre ottocento iscritte, sarà valutata da una giuria composta da nomi illustri del giornalismo musicale italiano e da affermati musicisti, tra cui Divi e Dragogna de I Ministri, Maria Antonietta, i talent scout di Woodworm, Picicca, 42 Records e Audioglobe.

In palio ci sono 10.000 euro totali, da investire in produzioni musicali: il Rock Contest finanzia, infatti, con 2.000 euro il progetto che si aggiudicherà il primo premio, ma non è tutto. Nell’ambito della campagna di informazione sugli interventi del FSE (Fondo Sociale Europeo) e sulle altre opportunità di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani, è stata istituita la sezione speciale denominata Premio FSE/Giovanisì, che assegnerà 3.000 euro all’artista o band partecipante che ha prodotto il brano, cantato in italiano, che meglio esprime la condizione giovanile, mentre SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, all’interno di un rodato rapporto di collaborazione, premierà con 2.000 euro la miglior composizione musicale. Si conferma anche lo speciale Premio Ernesto De Pascale per la migliore canzone in italiano, dedicato alla memoria della voce storica di Rai Stereonotte. Il vincitore potrà registrare il brano nei prestigiosi Sam Studi di Registrazione. Tutti i gruppi musicali giunti alle semifinali usufruiranno della distribuzione fisica e digitale del partner Audioglobe. In omaggio ai primi 200, il CD di Rock Contest 2017 e, ai primi 100, il manifesto Rock Contest firmato dal disegnatore Alessandro Baronciani e dagli altri musicisti.

Dagli inizi, sono stati più di 5.000 i musicisti che si sono esibiti sui palchi della manifestazione, palchi che hanno visto gli esordi di artisti come Samuel e Boosta dei Subsonica, Roy Paci, Irene Grandi, Bandabardò, Stefano Bollani, Paolo Benvegnù, per citarne solo alcuni. Per festeggiare il trentesimo anniversario anche la realizzazione di un grande documentario che racconta la storia del concorso, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5, e le voci dei protagonisti della musica italiana tra cui Manuel Agnelli.

 

Tutti i brani e le schede dei gruppi sono consultabili online su: www.rockcontest.it/edizione-2018/

Apertura casse ore 21. Prevendite disponibili su Ticketone.

La serata sarà in diretta su Controradio (FM 93.6 – 98.9) e in video sul FB di Controradio

Rock Contest 2018 è organizzato dall’emittente radiofonica Controradio e dall’associazione Culturale Controradio Club con la collaborazione di Regione Toscana, Comune di Firenze e con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori. Sponsor tecnici: Audioglobe, Woodworm Label, Sam Studi di Registrazione, Dophix Guitar Handmade Effects.

Rock Contest 2018

Infoline: 055.73.999.46 – contest@controradio.it

Su Facebook: Rock Contest Controradio

L'articolo 30° ROCK CONTEST: LA GRANDE FINALE proviene da www.controradio.it.

Disco della settimana: Anderson .Paax “Oxnard”

Disco della settimana: Anderson .Paax “Oxnard”

A due anni dal disco solista “Malibu”, anticipato dai singoli “Tints” (con il featuring di Kendrick Lamar), “Bubblin’” e “’Till It’s Over”, è “Oxnard” il nuovo album di Anderson .Paak.


Il quarto disco del rapper-batterista (primo per una major) è quello della consacrazione definitiva dopo il successo di Malibu, che l’ha trasformato in uno degli artisti più apprezzati della scena. Oltre al già citato Lamar l’album contiene featuring del calibro di Snoop Dogg, Dr. Dre, Q-Tip, J Cole.

Questa è la reazione all’album da parte di Indieforbunnies:

Una produzione di lusso, collaborazioni stellari e un talento non da meno.
Ecco i tre ingredienti fondamentali di Oxnard, il nuovo album di Anderson .Paak.Il cantante americano torna sulla scena con quattordici tracce curate dall’icona dell’hip hop: Dr. Dre. Un sodalizio che, come ha affermato lo stesso .Paak, poggia su una stima reciproca e un’intesa evidente: a Dr. Dre va il merito di aver saputo dare risalto ed omogeneità ad un materiale già molto buono in partenza.Nei tre lavori precedenti, .Paak aveva dato prova del suo buon gusto e qua ritroviamo intatti i capisaldi della sua produzione musicale: l’hip-hop, l’R&B e il funk.“Six Summers” riassume perfettamente tale mix: una prima parte rappata si risolve in un cantato dolce e graffiato, caratteristica distintiva che lo avvicina a grandi nomi, come quello di Marvin Gaye. Nel mezzo, un breve, ma grande omaggio a Gil Scott Heron che già alla fine degli anni sessanta recitava poesie su basi musicali, il cosiddetto ‘spoken words’ e, se vogliamo, un pre-rap. Una voce femminile ne riprende i celebri versi The Revolution will not be televised e aggiunge but it will be streamed alive: il dipinto nudo e crudo di Oxnard, città natale di .Paak, simbolo un’America in degrado, può solo accompagnare.Anderson .Paak nasce anche come batterista e questo dà un contributo notevole alla parte ritmica: ha un flow trascinante che non porta con se un rap serrato ma, pur mantenendone la schiettezza, lascia ampio spazio alla musica vera e propria declinandola in molti modi diversi. L’incalzante “The Chase” in apertura ricorda una colonna sonora di un film gangster à la Lalo Schifrin, “Saviers Road” ci introduce al gusto retrò di un organetto psichedelico, “Tints” in collaborazione con il recente premio Pulitzer Kendrick Lamar, ci regala una botta di energia ed “Anywhere”, con Snoop Dogg, un po’ di buon vecchio stile anni ’90.Ma a confermare Anderson .Paak tra i grandi del genere sono anche un’ottima capacità di scrittura, un gusto inconfondibile e un’attenzione quasi maniacale al dettaglio: quel puntino davanti al nome Paak, infatti, è una sottigliezza di precisione.
“Oxnard” è il primo traguardo di una carriera costantemente in ascesa, ma lontana dai riflettori, di un musicista che ha sicuramente qualcosa da dire e lo fa facendoci ballare.

Così lo accogle Rockol:

Anderson .Paak (con il punto prima del cognome) è senza dubbio uno dei talenti più brillanti e poliedrici della scena black contemporanea: cantante, rapper, produttore, ottimo batterista, performer sopraffino. Dopo due disch incisi come Breezy Lovejoy ha esordito come Anderson .Paak nel 2014 con “Venice”, ma è nel 2015 che si fa notare con ben otto featuring in “Compton” il disco di Dr.Dre uscito in contemporanea con la biopic degli N.W.A.. Il suo “Malibu” è per chi scrive il miglior album del 2016, preziosa summa degli ultimo 40 anni di r’n’b & soul, e riesce a piazzare anche un interessante side project hip-hop più sperimentale chiamato NxWorries. Con questo “Oznark”, che va a chiudere un’ideale trilogia dedicate a località balneari, Paak torna prepotentemente al rap e dimostra di essere ormai nell’A-list permettendosi features prestigiosi come Kendrick Lamar, Q-Tip, J.Cole, Snoop e Pusha T.
Lo stile musicale di Anderson Paak pesca a piene mani dal funk, il suono delle OST blaxploitation (l’iniziale “The Chase”), il soul-jazz à la Thundercat (“Smile/Petty”) e pura funkadelia (la concitata e conclusiva “Left to right”) e tutti i pezzi sono ottimamente suonati e con i sample giusti (da Bootsy Collins al G funk di Snoop Doog). I testi mescolano l’edonismo tipico californiano tutto pussy e blowjob (“Sweet Chicks”) a una certa aggressività che colpiscono sia il Presidente degli States (in “6 summers” rappa “Trump’s got a love child and I hope that bitch is buckwild (..) I hope she kiss senoritas and black gals”) sia a storie di quartiere (“Headlow”) con tanto di suoni ambientali e differenti punti di vista che ricordano molto la costruzioni delle canzoni Kendrick Lamar, e in questo caso il confronto è spietato. In questo secondo lato (quello più hiphop e di contenuto) Anderson .Paak mostra tutti i suoi limiti; forse la presenza di Dr. Dre come executive producer lo ha spinto verso questa direzione. Peccato. Comunque Anderson .Paak è qui per rimanere grazie al suo stile, alla sua voce grave, al suo talento immenso (e chi l’ha visto dal vivo sa di cosa parliamo). Magari  rimanere nel suo ambito di soul e r&b sofisticato e sperimentale potrebbe giovargli ancora di più.

 

L'articolo Disco della settimana: Anderson .Paax “Oxnard” proviene da www.controradio.it.

Disco della Settimana: J Mascis “Elastic Days”

Disco della Settimana: J Mascis “Elastic Days”

E’ uscito il 9 Novembre su Sub Pop Records/Audioglobe Elastic Days il nuovo album di J Mascis dei Dinosaur Jr, una delle vere e proprie leggende della scena alternativa statunitense.

Alla realizzazione dell’album hanno collaborato Mark Mulcahy e Pall Jenkins dei Black Heart Procession e Zoë Randell dei Luluc. L’album è stato registrato nel suo studio di Bisquiteen nel Massachusetts.
Il precedente album solista di J Mascis, “Tied to a star” è stato pubblicato nel 2014 sempre dalla Sub Pop Records. Nel 2016, con i Dinosaur Jr., ha pubblicato un nuovo album, “Give a Glimpse of What Yer Not”.
35 anni fa J Mascis è stato il fondatore dei Dinosaur Jr una delle più rappresentative formazioni della scena indie rock americana degli anni ottanta assieme a band come Hüsker Dü, Minutemen, Sonic Youth e Pixies.

Il nuovo album, lontano dalle ondate noise della sua produzione con i Dinosaur Jr, inanella una sequella di ballate “alla Neil Young”, intense e malinconiche ma incredibilmente “intime”. La formula è sicuramente già nota, ma il risultato è ai massimi livelli.

L'articolo Disco della Settimana: J Mascis “Elastic Days” proviene da www.controradio.it.