Novi (Gatti Mezzi) + FOGG Live in San Frediano Firenze

Novi (Gatti Mezzi) + FOGG Live in San Frediano Firenze

Una serata targata Mai in silenzio e Un Fiore sul Vulcano: Tommaso Novi (Gatti Mézzi) + Fogg in concerto. Sabato 22 settembre San Frediano ‘Love’ (Borgo San Frediano 10 Firenze). Ingresso libero, dalle ore 21.30

TOMMASO NOVI
Coerente al percorso intrapreseo con i Gatti Mézzi, grazie alla quale ha ottenuto riconoscimenti come il Premio Ciampi e svolto oltre 700 concerti in tutto il mondo, Novi propone uno stile compositivo autentico, colto, impertinente e profondamente autoironico. “SE MI COPRI ROLLO AL VOLO” è uno sguardo indulgente sul disorientamento di un’intera generazione, una raccolta raffinata di canzoni volta a raccontare la confusione, l’apatia e la necessità di proteggersi. Novi immagina un percorso di guarigione a colpi di videogames e lo struttura con grande lucidità e programmazione. Mette in atto, attraverso nove canzoni, il suo piano, cerca una complicità semplice con gli amici, si scrolla di dosso il peso del tempo e lo consegna ai personaggi che interpreta, di gioco in gioco.

FOGG
Fogg non ha forma, è niente e nessuno.
È come la nebbia,
e come il mare.

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Al Teatro del Maggio va in scena La Traviata

Al Teatro del Maggio va in scena La Traviata

La trilogia verdiana si compone definitivamente al Teatro del Maggio, dopo Il trovatore e Rigoletto venerdì 21 settembre va in scena La traviata.

Il filo conduttore più evidente ed emblematico, che apre e chiude le tre opere verdiane della cosiddetta trilogia verdiana, ossia il Tricolore si accenderà sul palcoscenico del Teatro del Maggio anche per il terzo titolo in programma: da venerdì 21 settembre  – e seguito da altre quattro repliche il 23, 25, 27 e 30 settembre – va in scena La Traviata. Drammaturgia e regia di Francesco Micheli; sul podio Fabio Luisi.

Dei tre che compongono la bandiera italiana il colore emblema de La Traviata è il bianco, simbolo della purezza, colore delle camelie (la storia è ispirata al racconto La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio), che rappresenta il candore di Violetta. Un candore interiore, che va ben oltre i vestiti discinti con cui è abbigliata (nella regia di Francesco Micheli Violetta è una ballerina di burlesque e indossa abiti molto vistosi) e che guarda piuttosto all’autenticità del suo animo.

Cenni storici:
Il soggetto della Traviata (1853) fu concepito da Verdi per essere ambientato nei tempi presenti. E il legame, davvero scottante, con il mondo contemporaneo è ancora accresciuto dal fatto che la protagonista dell’opera rinvia alla più celebre cortigiana della Parigi di Luigi Filippo, Alphonsine Plessis, che nel febbraio 1847 era morta tisica all’età di soli ventitré anni. L’anno successivo, Alexandre Dumas figlio, che della giovane cocotte era stato notoriamente amante, pubblicò il romanzo “a chiave” intitolato La dame aux camélias e ispirato alla vita di Alphonsine, ribattezzata per l’occasione Marguerite Gautier. Il successo del libro fu tale che Dumas ne trasse, con lo stesso titolo, anche una pièce teatrale, che andò in scena a Parigi nel febbraio 1852 mentre Verdi stava soggiornando nella capitale francese. Il compositore si era appena impegnato con il Teatro La Fenice di Venezia a scrivere un’opera nuova per il carnevale 1853. Malgrado la bruciante attualità del soggetto, l’argomento del libretto – della cui stesura fu incaricato Francesco Maria Piave – venne spostato prudentemente all’epoca di Richelieu e riuscì a passare il vaglio della censura. Non sappiamo quando Verdi incominciò a scrivere la musica, ma dagli abbozzi conservati a Sant’Agata e recentemente pubblicati a cura di Fabrizio Della Seta si evince che il nuovo soggetto accese di colpo la fantasia creativa del compositore. In uno schizzo preparatorio compaiono ancora i nomi di Dumas, prova che fu scritto persino prima che Piave stendesse la “selva” del libretto. In ogni caso la partitura fu composta tra la fine di gennaio e i primi di marzo 1853, dopo che il musicista fu tornato d Roma, dove aveva messo in scena Il trovatore, composto nell’autunno precedente. La traviata è una delle opere che segna l’entrata del realismo nel melodramma italiano. Benché, com’è ovvio, essa attenui la portata di alcuni momenti scabrosi legati al tema della prostituzione (attenuazione già presente in Dumas nel passaggio dal romanzo alla pièce), è significativo che il libretto, dapprima intitolato romanticamente Amore e morte, sia stato ribattezzato da Verdi La traviata. Benché egli abbia dovuto accettare di retrodatare l’ambientazione, non c’è alcun dubbio che l’opera parli del mondo contemporaneo, del mondo mondano-borghese, per evidenziarne la volgarità, per denunciarne l’ipocrisia. A riprova di ciò basti pensare alla centralità che nella partitura verdiana assume il ballo contemporaneo par excellence, ovvero il valzer. Dal famoso brindisi del primo atto, un valzerone che accompagna l’epicureismo da quattro soldi del demi-monde, al febbrile e nervosissimo “Sempre libera”; dal valzer citato come tale nella festa del primo atto (“Non gradireste ora le danze?”) a quello trasfigurato e straziante di “Dite alla giovine” nel duetto tra Violetta e Germont del secondo atto; dal valzerino dei “mattadori”, nella festa del secondo atto, al sublime “Alfredo, Alfredo, di questo core” sembra quasi che il valzer sia sempre nascosto tra le pieghe della partitura della Traviata. Insomma, anche se i personaggi in scena sono stati travestiti a lungo da moschettieri alla Dumas padre, il pubblico non ha mai cessato di percepire la storia di Violetta Valéry come una storia in tutto e per tutto contemporanea.

La Traviata

Direttore e maestro concertatore Fabio Luisi
Progetto drammaturgico e regia Francesco Micheli
Regista collaboratore Valentino Villa
Scene Federica Parolini
Costumi Alessio Rosati
Luci Daniele Naldi

Violetta Valéry Zuzana Marková
Flora Bervoix Ana Victoria Pitts
Annina Marta Pluda
Alfredo Germont Matteo Lippi
Giorgio Germont Giuseppe Altomare
Gastone Gregory Bonfatti (21, 23 e 30 settembre) e Claudio Zazzaro (27 e 29 settembre).
arone Douphol Dielli Hoxha
Marchese d’Obigny Min Kim
Dottor Grenvil Adriano Gramigni
Giuseppe Luca Tamani / Fabrizio Falli (23, 27)
Un domestico Nicolò Ayroldi / Nicola Lisanti (23, 27)
Commissionario Antonio Montesi / Giovanni Mazzei (23, 27)

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino
Maestro del Coro Lorenzo Fratini

Assistente regista Erika Natati
Assistente scenografo Eleonora De Leo
Assistente costumista Giulia Giannino

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Tempo Reale Suono Vivo Y > Firenze, 21 – 30 settembre

Tempo Reale Suono Vivo Y > Firenze, 21 – 30 settembre

Suono Vivo come il suono della natura, ma anche come uno dei paradigmi più importanti dell’espressione artistica di oggi, dal 21 al 30 settembre la sezione Y del Tempo Reale Festival indaga in varie forme il tema del Paesaggio Sonoro.

Il suono sempre protagonista nelle sue declinazioni, fra classiche pratiche di ascolto e altre più creative, nel segno del tempo e della musica: si parte con i set sperimentali di KLANG (21/9, Limonaia), il francese eRIKM torna a Firenze con un nuovo progetto in duo (29/9), si scoprono luoghi abbandonati a Montelupo fiorentino, l’ex manicomio criminale e l’ex cinema Teatro Risorti (30/9) Passeggiate, performance, esperienze alla scoperta di diversi paesaggi sonori sono le azioni creative proposte dal festival: in bicicletta all’ascolto dei suoni del quartiere Soundride Isolotto in partenza dalla piazza del mercato (22/9 h. 10.00), Leitmotiv Sollicciano, il giro alla scoperta degli ambienti del carcere accompagnati dalla musica dell’Orkestra Ristretta composta dai detenuti diretti da Massimo Altomare (evento a prenotazione 24/9), il Percorso Silenzio nella villa Medicea dell’Ambrogiana ex manicomio criminale di Montelupo F.no, un percorso completamente in silenzio per carpire meglio il fascino di luoghi abbandonati (30/9 h. 15 e 16.30) a seguire il concerto nell’ex cinema Teatro Risorti di Montelupo, del coro CONfusion, un coro multietnico di rifugiati che, diretto da Benedetta Manfriani, lavora su un repertorio popolare di varie tradizioni, e che sarà supportato dall’artista sonoro Yuval Avital e dalla sua performance per folla vocale e altoparlanti (30/9 h.18 ingresso libero a piccoli gruppi alternati)

Per la parte di concerti e le pratiche di ascolto più tradizionali, ospite d’eccezione eRIKM con i suoi dispositivi elettronici, accompagnato dai campionatori e sintetizzatori di Anthony Pateras. Il francese eRikm, già ospite del Tempo Reale Festival in uno straordinario concerto del 2011, torna a Firenze in coppia con le esperienze elettroniche di un musicista affermato, poliedrico polistrumentista capace di rigenerarsi in tutta la sua carriera musicale. Improvvisazione, ritmo, elettronica saranno gli ingredienti di un concerto esclusivo (29/9 h. 21.30). Sempre attesa la finestra dedicata alla scena sperimentale internazionale con i set di KLANG alla Limonaia (21/9 e 28/9 h. 19 e 21).

Opere audiovisive di giovani artisti visivi si susseguono in Audiovisioni Soundscape (22/9 h. 17 e 21.30) e nella Maratona Soundscape troviamo una comunità creativa alle prese con una indagine nel campo della musica elettroacustica sul tema del paesaggio sonoro (25/9 h. 19>22.30 Limonaia)

SITO UFFICIALE

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Goodbye Shopper. La mostra di Quinquemanus

Goodbye Shopper. La mostra di Quinquemanus

Goodbye Shopper opere di Quinquemanus (Alessandra Cinquemani) a cura di Serena Becagli. Inaugurazione venerdì 21 settembre ore 20.00 Rrose Sélavy. (Via San Gallo 111-113r – Firenze) La mostra è visibile fino al 20 ottobre in orario di negozio

Alessandra Cinquemani è una fotografa fiorentina che quando crea senza usare la macchina fotografica si presenta con lo pseudonimo Quinquemanus. Le opere esposte negli spazi di Rrose Sélavy per la mostra Goodbye Shopper nascono da ricordi e da alcune riflessioni su un modo di vivere che sta cambiando.

L’idea di lavorare sulle buste di plastica inizia con il ritrovamento, nell’armadio della cantina del nonno, di una grande quantità di sacchetti di plastica, quasi tutti ripiegati in modo maniacale fino a formare dei piccoli triangoli. All’artista sono tornate subito alla mente le immagini di quando era piccola e il nonno aveva come consuetudine quella di uscire di casa portando sempre con sé un sacchetto di plastica piegato nel portafoglio. Viene da pensare agli anni del boom economico, e poi alla nascita dei primi supermercati, all’abbondanza di prodotti e di merci che i nostri nonni, reduci da una o due guerre mondiali, avranno visto come un paradiso finalmente sceso sulla terra.

Se Andy Warhol e la Pop Art negli anni sessanta celebravano i prodotti dell’industria elevandoli a icona e riproducendoli in serie, il processo che fa Alessandra è quello di prendere l’oggetto, in questo caso la busta di plastica, e sottoporlo a un passaggio, a un trattamento facendo diventare il prodotto seriale di massa un pezzo unico. Quell’oggetto, estrapolato dal mondo del già fatto, non solo subisce uno spostamento diventando opera d’arte, ma anche un’elaborazione: esteticamente, più che alle scatole Brillo di Andy Warhol viene da pensare alle prime opere di Claes Oldenburg, in cui le sgocciolature e le imperfezioni New-Dada rivelavano ancora un tocco di affezione e di pathos da parte dell’artista.

Alessandra, oltre a prelevare dall’armadio i ricordi del nonno, inizia a fare ricerca, a collezionare, a chiedere agli amici come souvenir da un viaggio una semplice busta di plastica. Sulle pareti del suo studio iniziano così ad apparire i loghi dei diversi supermercati della zona, la busta di un negozio libanese, o di una rinomata cioccolateria russa, il logo di un famoso brand, la busta anonima di un mercato rionale.

Ricordi, viaggi, storie, non solo la superficie delle cose. La busta, epidermide per eccellenza, apparenza – involucro che cela il contenuto ma che a volte lo esalta rivelando uno status – viene svuotata, schiacciata, fermata sulla tela. Il logo, la grafica, i colori, emblemi di un apparire, diventano anche memoria, affetto, nostalgia. Un giocoso rincorrersi di terre lontane che s’incontrano in questa sequenza di tele, in un’epoca in cui le buste di plastica vanno a sparire (ormai sono tutte biodegradabili), ma restano qui sulle pareti come testimonianza viva di storie vissute. Alessandra recupera e rielabora questa ossessione familiare per le buste e riflette su quegli oggetti che resteranno, si spera, solo nella memoria o attaccati lì su una delle sue tele, e non dispersi per terra e per mare a inquinare il nostro pianeta.

Il tentativo dell’artista è quello di fermare qualcosa prima che sparisca, in un mondo in cui tutto si deteriora e si scorda velocemente, in cui gli oggetti, gli affetti e i ricordi stanno diventando sempre più volatili.

 

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Da stasera “Genius Loci”, a Firenze parata di artisti per riscoprire lo “spirito del luogo” di Santa Croce

Fino a sabato 22 settembre nel complesso monumentale della Basilica di Santa Croce a Firenze la seconda edizione del festival. Ultimi posti disponibili su www.eventbrite.it (Genius Loci) e www.controradio.it Diretta radio a cura di Giustina Terenzi e Gimmy Tranquillo.

L’ingresso alla manifestazione è gratuito, fino a esaurimento posti, e gli ultimi sono disponibili su www.eventbrite.it e su www.controradio.it. Un programma ricchissimo, con protagonisti quali Manuel Agnelli e Paolo Giordano, Cristina Donà con Saverio Lanza e coro Vocazioni, Sergio Givone, Erica Mou, Area, Tiziana Ghiglioni, Marion D’Amburgo, Tiziano Scarpa e Debora Petrina, Dan Kinzelman, Maria Mazzotta con Redi Haz. Chiusura all’alba  di sabato con il concerto di Terry Riley.

La manifestazione sarà in diretta radiofonica e facebook sui canali di Controradio. Apertura al pubblico giovedì alle ore 19.30, venerdì alle ore 19, sabato alle ore 6.

 Alcune visite speciali consentiranno di scoprire i segreti di Santa Croce. Giovedì 20, alle 9,45 incontro con capolavori di Donatello e Vasari negli spazi, di solito inaccessibili, riservati a silenzio e preghiera. Venerdì 21, alle 10, percorso sui sorprendenti intrecci tra la storia di Firenze e Santa Croce. Domenica (ore 14) insolita caccia al tesoro tra le opere d’arte per bambini e famiglie (informazioni e prenotazioni: booking@santacroceopera.it).

NEL DETTAGLIO – IL PRIMO GIORNO DI FESTIVAL

Genius Loci si aprirà giovedì 20 settembre all’imbrunire, alle ore 20.15, con i ritmi di Djambolulù Swing Trio nel Chiostro di Arnolfo con i chitarristi Maurizio Geri e Jacopo Martini e il contrabbassista Nicola Vernuccio, tra standard di Django Reinhardt e brani originali swing-manouche. Nella Cappella Pazzi andrà invece in scena l’anteprima di “Una crepa: nostalgia dell’oro”, performance tra danza e musica, coreografata da Lucia Guarino con la ballerina Elisa D’Amico e Matteo Bortone al contrabbasso (ore 20.30). Contemporaneamente, nel Cenacolo il filosofo Sergio Givone dialogherà con il priore dell’Abbazia di San Miniato Padre Abate Bernardo Gianni e con Don Alessandro Andreini della Comunità di San Leolino, delegato per la Cultura della Conferenza episcopale toscana sul grande tema dell’”infinito” (ore 20.30). Alle 20.45 si aprono i concerti nel Chiostro del Brunelleschi, con la voce limpida e avvolgente della giovane cantautrice Erica Mou, seguita dal “Solo” del sassofonista Roberto Ottaviano nella Cappella Pazzi (ore 21.10) e dal recital di Paolo Angeli con la sua chitarra sarda preparata, un incontro tra avanguardia colta e tradizione popolare nel Cenacolo (ore 21.45).

E dal mondo della musica, arriva uno dei grandi protagonisti di questa edizione, Manuel Agnelli. Il Chiostro del Brunelleschi accoglierà il frontman degli Afterhours per un inedito talk show con Paolo Giordano, fisico, scrittore e Premio Strega per “La solitudine dei numeri primi”, a proposito del suo ultimo romanzo, “Divorare il cielo”(ore 21.50). Si prosegue con la musica: nella Cappella Pazzi la contrabbassista Silvia Bolognesi incontra il clarinetto basso di Marco Colonna (ore 22.30), mentre nel Cenacolo vanno in scena canzoni e racconti in rima de “Le cose che succedono di notte” con la cantante e musicista Debora Petrina che si esibirà insieme allo scrittore Tiziano Scarpa, vincitore del premio Strega con “Stabat Mater” (ore 23). La serata si chiude nel Chiostro del Brunelleschi con Cristina Donà che presenterà l’ultimo progetto “Canzoni in controluce” con il chitarrista Saverio Lanza e il coro Vocazioni (ore 23.10) e con una seconda rappresentazione di “Una crepa: nostalgia dell’oro” nella Cappella Pazzi (ore 23.40).

IL SECONDO GIORNO

La seconda serata, venerdì 21 settembre, inizierà alle ore 19.45 nel Cenacolo con “Lettere al padre – Epistolario di una figlia”, lettura scenica con l’attrice Marion D’Amburgo, musicata da Stefano Albarello, della corrispondenza tra Galileo Galilei e l’affezionata figlia suor Maria Celeste, al secolo Virginia Galilei, dei quali il complesso di Santa Croce custodisce le spoglie.

Musica nel Chiostro del Brunelleschi, con lo storico complesso italiano Area, capitanato dal tastierista e compositore Patrizio Fariselli con la cantante Claudia Tellini, il batterista Walter Paoli e il bassista Marco Micheli, per ripercorrere i successi del gruppo in un tributo all’indimenticato cantante e leader Demetrio Stratos, scomparso prematuramente nel 1979 (ore 20.30). Alle 21 la Cappella Pazzi ospiterà, invece, la performance solista per sassofono tenore “Resist/Evolve” con lo statunitense Dan Kinzelman, mentre alle 21.30 nel Cenacolo è la volta di ’”Antologica” del cantautore calabrese Peppe Voltarelli. Si prosegue nel Chiostro del Brunelleschi con Tiziana Ghiglioni, grande interprete del jazz in trio con Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin, per “Tenco Project”, concerto in esclusiva che ripercorre il repertorio di Luigi Tenco (ore 22), mentre la Cappella Pazzi e il Cenacolo ospitano rispettivamente “Moderatamente solo”, suite per vibrafono, percussioni, synth, campane tibetane e oggetti con Pasquale Mirra (ore 22.15) e il duo formato dalla cantante Maria Mazzotta con Redi Haza, violoncellista che ha suonato con Einaudi e Plant (ore 22.45). La due giorni si conclude in uno scenario suggestivo all’alba del 22 settembre nel Chiostro del Brunelleschi con il padre del minimalismo musicale, la star internazionale Terry Riley, in un excursus dei suoi capolavori, insieme al figlio Gyan (ore 6).

Per favorire la conoscenza e la valorizzazione di Santa Croce, Controradio con Opera di Santa Croce ha realizzato una serie di video e trasmissioni radiofoniche con esperti, storici e restauratori d’arte, ma anche persone legate in modo particolare al complesso monumentale. Verranno diffusi attraverso i media nei prossimi giorni. Le visite tematiche speciali al complesso monumentale, nove in tutto, proseguiranno fino al 14 ottobre.

 

 

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