Umberto Maria Giardini al Glue in concerto

Umberto Maria Giardini al Glue in concerto

Sabato 23 marzo Umberto Maria Giardini al Glue in concerto. Il cantautore presenta il suo ultimo lavoro “Forma Mentis” uscito lo scorso 22 febbraio (Ala Bianca Records)

A due anni da “Futuro Proximo”, e dopo il felice esordio con un disco omonimo del progetto Stella Maris alla fine del 2017, Umberto Maria Giardini torna con un nuovo disco: “Forma Mentis” uscito il 22 febbraio per Ala Bianca Records (distribuzione Warner – Fuga.)

Pensato e scritto dall’artista, con regia e montaggio di Nicola Santoro, il lavoro è stato girato sull’altipiano di Asiago, negli spettrali scenari naturali della tempesta che lo scorso Novembre ha devastato le foreste del territorio, con oltre cinque milioni di alberi abbattuti. Il brano è presentato così: “Figlia di una decadenza oramai diffusa, Pleiadi è la costellazione che nell’immaginario di Umberto Maria Giardini entra prepotentemente nello sguardo di chi guarda al futuro con circoscritta diffidenza. Epico nell’intro e dinamico nei ritornelli, questo nuovo singolo trova la sua forza nella freddezza di cui si circonda. Marchio di fabbrica di Umberto Maria Giardini, anche questo episodio è più che mai riconoscibile per la sua immediatezza e musicalità, testo di ghiaccio e passione di fuoco”.

“Pleiadi in un cielo perfetto” è un nuovo bellissimo tassello nel percorso di Umberto Maria Giardini, e ne conferma lo stile elegante e sempre molto personale, lasciando crescere l’attesa per il prossimo album dell’artista: ricercatezza, cura estrema delle parole e dei suoni, battiti in crescendo, suono hard per un coinvolgimento totale per chi ascolta e guarda.


biglietto 5 €
ingresso con tessera Glue/US Affrico
Prenota qui la tessera:
http://www.gluefirenze.com/tesseramento

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Sabato 23 torna alla Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis

Sabato 23 torna alla Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis

Per la Stagione degli Amici della Musica di Firenze sabato 23 marzo alle 16 torna al Teatro della Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis a completare il ciclo di appuntamenti dedicati a tre autori del classicismo e romanticismo mitteleuropeo

Per la Stagione degli Amici della Musica di Firenze, sabato 23 marzo alle 16 torna al Teatro della Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis a completare il ciclo di appuntamenti dedicati a tre autori del classicismo e romanticismo mitteleuropeo: Franz Joseph Haydn, vissuto fra il 1732 e il 1809, Ludwig van Beethoven (1770-1827) e Johannes Brahms (1833-1897). Nel corso della sua vita, Haydn compose 52 sonate per pianoforte, in un periodo storico molto importante per l’evoluzione di questo strumento e anche di questa forma musicale: il fortepiano, lo strumento antenato del pianoforte, infatti, stava in quegli anni conquistando sempre più importanza per i compositori, scalzando pian piano altri strumenti a tastiera, come il clavicembalo e il clavicordo, che davano all’autore e all’esecutore una minore possibilità di intervento sulle dinamiche del suono (in pratica, non permettevano di suonare suoni “piano”, “forte”, o di intensità intermedia, ma soltanto con una sola e unica dinamica). Inoltre, le composizioni per pianoforte solo avevano forma breve ed erano composte da un unico movimento: con Haydn, in particolare, queste forme – che prendono il nome di Sonate – diventano più articolate e formate da più movimenti. La Sonata di Haydn che eseguirà Paul Lewis per gli Amici della Musica, la n. 34 in mi minore, del 1778, è in tre movimenti: Presto, Adagio e Finale. Degli altri due autori in programma, Beethoven e Brahms, Paul Lewis sceglie di suonare brani molto particolari: ad esempio, di Brahms, esegue la raccolta dei tre intermezzi op. 117, brevi composizioni per pianoforte di carattere intimo e riflessivo. Brahms compone questa raccolta nell’estate del 1892, cinque anni prima della morte. Sono tre lavori accomunati da un sentimento di generale serenità, con una vena malinconica. Il primo intermezzo, Andante moderato, è accompagnato da un paio di versi tratti da un’antica ninna nanna scozzese, ripresi e tradotti in tedesco dal poeta Johann Gottfried Herder, che recitano: “Dormi dolcemente, bimbo mio, dormi dolcemente e tranquillo, mi dà tanta pena vederti piangere”.

La seconda parte del concerto è interamente occupata da un monumentale lavoro di Beethoven, le Variazioni in do maggiore su un valzer di Diabelli. Antonio Diabelli è stato un compositore italiano ed editore musicale contemporaneo di Beethoven, anche lui attivo a Vienna. Diabelli ebbe l’idea di chiamare all’appello molti compositori residenti nell’impero asburgico chiedendo loro di scrivere ciascuno una Variazione su un suo valzer. La raccolta fu pubblicata nel 1824 sotto il pomposo titolo di Società Nazionale degli Artisti. Variazioni per pianoforte su un tema originale, composte dai più eccellenti compositori e virtuosi di Vienna e dell’Impero Austrìaco, e comprendeva cinquanta Variazioni di cinquanta diversi compositori. Tra i cinquanta troviamo molti musicisti oggi sconosciuti e qualche celebrità, come Schubert e Liszt. Non c’è però il nome di Beethoven, perché Beethoven si era messo a lavorare sul valzer di Diabelli fin dal 1819, e nel 1823 aveva consegnato all’editore un lavoro mastodontico di 33 Variazioni, che furono pubblicate nello stesso anno.

AMICI DELLA MUSICA FIRENZE: tel 055/607440 – www.amicimusicafirenze

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Sabato 23 torna alla Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis

Sabato 23 torna alla Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis

Per la Stagione degli Amici della Musica di Firenze sabato 23 marzo alle 16 torna al Teatro della Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis a completare il ciclo di appuntamenti dedicati a tre autori del classicismo e romanticismo mitteleuropeo

Per la Stagione degli Amici della Musica di Firenze, sabato 23 marzo alle 16 torna al Teatro della Pergola l’affascinante pianista inglese Paul Lewis a completare il ciclo di appuntamenti dedicati a tre autori del classicismo e romanticismo mitteleuropeo: Franz Joseph Haydn, vissuto fra il 1732 e il 1809, Ludwig van Beethoven (1770-1827) e Johannes Brahms (1833-1897). Nel corso della sua vita, Haydn compose 52 sonate per pianoforte, in un periodo storico molto importante per l’evoluzione di questo strumento e anche di questa forma musicale: il fortepiano, lo strumento antenato del pianoforte, infatti, stava in quegli anni conquistando sempre più importanza per i compositori, scalzando pian piano altri strumenti a tastiera, come il clavicembalo e il clavicordo, che davano all’autore e all’esecutore una minore possibilità di intervento sulle dinamiche del suono (in pratica, non permettevano di suonare suoni “piano”, “forte”, o di intensità intermedia, ma soltanto con una sola e unica dinamica). Inoltre, le composizioni per pianoforte solo avevano forma breve ed erano composte da un unico movimento: con Haydn, in particolare, queste forme – che prendono il nome di Sonate – diventano più articolate e formate da più movimenti. La Sonata di Haydn che eseguirà Paul Lewis per gli Amici della Musica, la n. 34 in mi minore, del 1778, è in tre movimenti: Presto, Adagio e Finale. Degli altri due autori in programma, Beethoven e Brahms, Paul Lewis sceglie di suonare brani molto particolari: ad esempio, di Brahms, esegue la raccolta dei tre intermezzi op. 117, brevi composizioni per pianoforte di carattere intimo e riflessivo. Brahms compone questa raccolta nell’estate del 1892, cinque anni prima della morte. Sono tre lavori accomunati da un sentimento di generale serenità, con una vena malinconica. Il primo intermezzo, Andante moderato, è accompagnato da un paio di versi tratti da un’antica ninna nanna scozzese, ripresi e tradotti in tedesco dal poeta Johann Gottfried Herder, che recitano: “Dormi dolcemente, bimbo mio, dormi dolcemente e tranquillo, mi dà tanta pena vederti piangere”.

La seconda parte del concerto è interamente occupata da un monumentale lavoro di Beethoven, le Variazioni in do maggiore su un valzer di Diabelli. Antonio Diabelli è stato un compositore italiano ed editore musicale contemporaneo di Beethoven, anche lui attivo a Vienna. Diabelli ebbe l’idea di chiamare all’appello molti compositori residenti nell’impero asburgico chiedendo loro di scrivere ciascuno una Variazione su un suo valzer. La raccolta fu pubblicata nel 1824 sotto il pomposo titolo di Società Nazionale degli Artisti. Variazioni per pianoforte su un tema originale, composte dai più eccellenti compositori e virtuosi di Vienna e dell’Impero Austrìaco, e comprendeva cinquanta Variazioni di cinquanta diversi compositori. Tra i cinquanta troviamo molti musicisti oggi sconosciuti e qualche celebrità, come Schubert e Liszt. Non c’è però il nome di Beethoven, perché Beethoven si era messo a lavorare sul valzer di Diabelli fin dal 1819, e nel 1823 aveva consegnato all’editore un lavoro mastodontico di 33 Variazioni, che furono pubblicate nello stesso anno.

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C’mon Tigre in concerto alla Flog, sabato 23 marzo

C’mon Tigre in concerto alla Flog, sabato 23 marzo

C’mon Tigre presenterà dal vivo le nuove canzoni, oltre a quelle presenti nel loro debutto discografico del 2014, in un tour che prenderà il via dall’Italia! sabato 23 febbraio Auditorium Flog, Firenze

E’ uscito il 15 Febbraio 2019 in tutti i negozi, digital store e su tutte le piattaforme streaming “RACINES”, il nuovo album dei C’mon Tigre.
Il titolo è una parola francese che significa radici, laddove le radici sono quelle musicali in cui piedi, testa e cuore dei C’mon Tigre sono immersi, e da cui, con i loro brani contaminati, spiccano il volo per creare ambientazioni sonore inedite. Nel loro nuovo disco i suoni del Mediterraneo – il mare della loro terra – si intersecano, si intrecciano e si sovrappongono con un caleidoscopio di altre sonorità e un approccio nuovo, basato, spiegano  “sul tipo di lavoro che avevamo fatto riarrangiando il primo album per i live, quindi enfatizzando la parte sintetica dei pezzi”. Quel lavoro, questa volta, è stato portato avanti da subito: “La composizione dei brani ha previsto sin dall’inizio l’utilizzo di macchine e sintetizzatori come base per l’intervento di strumenti acustici. L’obiettivo era di riprocessare in maniera più contemporanea il terreno dell’influenza mediterranea da cui il nostro progetto è indubbiamente partito”.

INFO  Apertura ore 21,30 – Ingresso 15€. segue Dr.Lorenz Dj Set

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C’mon Tigre in concerto alla Flog, sabato 23 marzo

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C’mon Tigre presenterà dal vivo le nuove canzoni, oltre a quelle presenti nel loro debutto discografico del 2014, in un tour che prenderà il via dall’Italia! sabato 23 febbraio Auditorium Flog, Firenze

E’ uscito il 15 Febbraio 2019 in tutti i negozi, digital store e su tutte le piattaforme streaming “RACINES”, il nuovo album dei C’mon Tigre.
Il titolo è una parola francese che significa radici, laddove le radici sono quelle musicali in cui piedi, testa e cuore dei C’mon Tigre sono immersi, e da cui, con i loro brani contaminati, spiccano il volo per creare ambientazioni sonore inedite. Nel loro nuovo disco i suoni del Mediterraneo – il mare della loro terra – si intersecano, si intrecciano e si sovrappongono con un caleidoscopio di altre sonorità e un approccio nuovo, basato, spiegano  “sul tipo di lavoro che avevamo fatto riarrangiando il primo album per i live, quindi enfatizzando la parte sintetica dei pezzi”. Quel lavoro, questa volta, è stato portato avanti da subito: “La composizione dei brani ha previsto sin dall’inizio l’utilizzo di macchine e sintetizzatori come base per l’intervento di strumenti acustici. L’obiettivo era di riprocessare in maniera più contemporanea il terreno dell’influenza mediterranea da cui il nostro progetto è indubbiamente partito”.

INFO  Apertura ore 21,30 – Ingresso 15€. segue Dr.Lorenz Dj Set

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