Lezioni sul Reliquiario di Montalto

Ciclo di Lezioni sul Reliquiario di Montalto

La Direzione del Museo Nazionale del Bargello è lieta di annunciare una serie di lezioni e approfondimenti, da parte di storici dell’arte specialisti di oreficeria e di restauratori, dedicati al Reliquiario di Montalto.


Il ricco programma di appuntamenti si svolgeranno il sabato mattina nei mesi di novembre, dicembre 2017 e gennaio 2018. Durante gli incontri sarà illustrata la fitta trama di relazioni artistiche, tecniche e di committenza in cui si inserisce questo straordinario pezzo di oreficeria.
La serie di lezioni al museo vuole anche mantenere viva l’attenzione sulla tutela e il restauro delle opere d’arte conservate nel territorio marchigiano e fortemente compromesse dal terribile sisma del 2016.

Per prendere parte agli incontri, non è richiesta la prenotazione, ma il solo biglietto del museo.

Calendario

sabato 18 novembre 2017, ore 11.00
Il restauro del Reliquiario di Sisto V presso l’Opificio delle Pietre Dure
Clarice Innocenti e Paolo Belluzzo

sabato 25 novembre 2017, ore 11.00
La nascita e l’itinerario europeo del Reliquiario di Montalto Marche, fino al suo approdo alla corte di Leonello d’Este
Anna Rosa Calderoni Masetti

sabato 2 dicembre 2017, ore 11.00
Lo smalto en ronde-bosse e la scultura: modelli e interazioni operative, con uno sguardo al Reliquiario di Montalto
Gianluca Ameri

sabato 9 dicembre 2017, ore 11.00
L’universo dei ronde-bosse e la pittura internazionale: genesi e diffusione delle figurazioni ad opus punctorium
Andrea De Marchi

sabato 16 dicembre 2017, ore 11.00
Papi e Principi per il Reliquiario di Montalto
Filippo Trevisani

13 gennaio 2018, ore 11.00
Una sobria cornice ‘all’antica’ per un rutilante gioiello moderno: la montatura rinascimentale del Reliquiario di Montalto
Marco Collareta

 

sabato 20 gennaio 2018, ore 11.00
Paolo II Barbo collezionista di gemme
Riccardo Gennaioli

sabato 27 gennaio 2018, ore 11.00
Il Reliquiario di Montalto dal Seicento a oggi
Paola Di Girolami

 

 

 

GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE, STASERA PALAZZO VECCHIO ILLUMINATO DI BLU

GIORNATA MONDIALE DEL DIABETE, STASERA PALAZZO VECCHIO ILLUMINATO DI BLU. Palazzo Vecchio e la Torre di Arnolfo illuminati di blu. L’illuminazione di uno dei simboli della città di Firenze e della sua storia è il modo con cui, anche quest’anno, l’Ospedale pediatrico Meyer e la sua Fondazione hanno voluto aderire alla Giornata del diabete, che si celebra oggi in tutto il mondo. La suggestiva illuminazione blu, colore simbolo di questa malattia in continua crescita, anche tra bambini e giovanissimi, si è accesa a partire dalle 18,30. Le luci, sempre blu, colorano anche la facciata e i corridoi esterni dell’Ospedale pediatrico fiorentino e resteranno visibili fino a giovedì. L’iniziativa è resa possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Firenze, la Galleria degli Uffizi, la Silfi che da dieci anni supporta il Meyer e ai volontari dell’Associazione toscana bambini e giovani con diabete.
“Il Comune di Firenze ha aderito con forte convinzione alla Giornata mondiale del diabete – ha detto l’assessore a Welfare e Sanità Sara Funaro – ed è vicino alla Fondazione Meyer e all’Ospedale pediatrico che segue ogni giorno tanti bambini malati, anche di diabete, patologia che colpisce sempre di più in età pediatrica”. “Illuminando di blu Palazzo Vecchio – ha continuato l’assessore – vogliamo invitare la comunità fiorentina ad accendere i riflettori su questa malattia in costante e rapida espansione, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. Secondo i dati dell’Oms, il numero di persone con diabete è passato da 108 milioni nel 1980 a 422 milioni nel 2014, mentre nel nostro paese, i dati dell’Osservatorio ARNO Diabete, documentano che il tasso di prevalenza totale del diabete in Italia è pari al 6,2 per cento”.
Ogni anno crescono i piccoli pazienti seguiti dal Centro regionale per la diabetologia pediatrica del Meyer. Il che conferma come questa malattia, nelle sue varie forme, sia una presenza rilevante nella vita di tanti bambini e adolescenti. Da qui l’importanza di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema.
“Il diabete è una presenza sempre più assidua tra i nostri bambini – ha spiegato Sonia Toni, responsabile del Centro regionale – Ricordo che sono circa 110 i nuovi casi di diabete di tipo 1 che ogni anno registriamo. Si tratta del diabete di tipo 1: la forma insulino-dipendente, vera e propria malattia cronica frequente in età pediatrica, dovuta alla distruzione delle cellule che producono insulina. È una patologia in progressivo aumento quantificabile in circa il 3,6% di casi in più ogni anno e con una progressiva diminuzione dell’età alla diagnosi”.
Il Centro regionale di riferimento per la Diabetologia pediatrica dell’AOU Meyer effettua diagnosi, trattamento e follow-up dei pazienti affetti da diabete, anche delle forme più rare; effettua inoltre screening e follow up dei soggetti a rischio. Svolge la sua attività in sessioni ambulatoriali, di ricovero diurno e di ricovero ordinario. Suo obiettivo è quello di garantire la diagnosi, la cura e il follow up del diabete mellito e di tutte le forme di iperglicemia in età evolutiva. Da oltre venti anni organizza corsi di educazione terapeutica e campi scuola, trasferendo le competenze multidisciplinari del team al di fuori dell’ospedale e permettendo così ai soggetti con diabete di acquisire, verificare ed approfondire le competenze diabetologiche necessarie alla gestione della terapia nel quotidiano.

Allerta gialla

Pioggia, domani allerta gialla per rischio idrogeologico/idraulico
Interessati, da mezzanotte alle 14, i corsi d’acqua secondari: Ema, Mugnone e Terzolle
Allerta gialla, domani, per rischio idrogeologico/idraulico nel cosiddetto ‘reticolo minore’ che comprende i corsi d’acqua secondari (Ema, Mugnone e Terzolle).
Lo segnala il centro funzionale regionale nel nuovo bollettino di valutazione delle criticità per la zona che riguarda sia il Comune di Firenze che quelli di Bagno a Ripoli, Fiesole, Greve in Chianti, Impruneta, Lastra a Signa, Pontassieve, San Casciano in Val di Pesa, Scandicci e Tavarnelle Val di Pesa.
L’allerta scatterà a mezzanotte di martedì 7 novembre e si concluderà alle 14.

 

Previsioni meteo fino alle 24 di domani (http://www.cfr.toscana.it/index.php?IDS=2&IDSS=71):
Circolazione depressionaria sul Mediterraneo Centrale con tempo a tratti perturbato fino a martedì sulla nostra regione.
PIOGGIA: oggi lunedì piogge e rovesci sparsi soprattutto in serata. domani martedì piogge diffuse e locali rovesci temporaleschi (neve in Appennino oltre i 1000-1200 metri); tendenza a miglioramento nella seconda parte della giornata.
Cumulati attesi oggi: medi intorno ai 10 mm sulle zone settentrionali, poco rilevanti altrove; massimi fino a 20-30 mm sulle zone settentrionali, in particolare sui rilievi. Cumulati attesi domani: medi intorno ai 20-30 mm sulla fascia centrale della regione con massimi fino a 40-50 mm; medi intorno a 10-20 sulle zone di nord ovest e su quelle meridionali con massimi fino a 30 mm sui rilievi.
TEMPORALI: Oggi, lunedì, locali e brevi temporali su Arcipelago e zone appenniniche.Domani, martedì, locali e in genere brevi temporali su Arcipelago e zone meridionali.

Unity in Diversity

“Unity in Diversity”, due giorni di confronto fra i sindaci di tutto il mondo. Il tema sarà il dialogo nel Mediterraneo
Il vertice si apre a Palazzo Vecchio e si chiude in Vaticano. Nardella: “Un momento di confronto importante per la diplomazia delle città”
Per il terzo anno consecutivo Firenze si prepara ad ospitare Unity in Diversity, la piattaforma voluta dal sindaco Dario Nardella e sottoscritta dai sindaci provenienti da oltre 60 paesi, il cui contributo ha portato al successo delle ultime due edizioni. Quest’anno la conferenza si aprirà martedì 7 novembre, a Palazzo Vecchio, e si concluderà l’8 novembre presso la Casina Pio IV in Vaticano, in seguito all’invito della Pontificia Accademia di Scienze Sociali. Dopo la prima edizione dedicata alla cultura come veicolo di pace e la seconda che ha approfondito il tema della resilienza delle città, quest’anno Unity in Diversity sarà dedicato al Dialogo nel Mediterraneo. Un vero e proprio vertice fra sindaci di tutto il mondo per affrontare insieme – a Firenze – le questioni relative allo sviluppo sostenibile in rapporto con la dignità umana, allo sfruttamento delle risorse naturali e ai cambiamenti climatici.
“Un momento di confronto molto importante per la diplomazia delle città – ha detto il sindaco Dario Nardella, che accoglierà gli ospiti insieme all’assessora alla Cooperazione e Relazioni internazionali Anna Paola Concia – perché, come ben sappiamo, l’accanimento per il controllo di risorse naturali ed energetiche è una fra le cause principali della maggior parte dei conflitti. La pace e il dialogo interculturale saranno il filo conduttore attraverso il quale questi argomenti verranno affrontati. Crediamo molto nel ruolo che possono, e devono, avere le città nell’affrontare le sfide del nostro tempo – ha aggiunto il sindaco – e nel dare un nuovo slancio per risolvere i problemi attuali”.
Sulla scia dello storico incontro organizzato a Palazzo Vecchio dal sindaco Giorgio La Pira, di cui ricorre il 40esimo anniversario della morte, quest’anno i sindaci provenienti da tutto il mondo si confronteranno insieme a studiosi, economisti, alti rappresentanti delle Nazioni Unite e di Governo nazionale, che interverranno dando il loro contributo.
Gli sponsor dell’iniziativa
L’iniziativa del Comune di Firenze, di cui sarà sponsor Enic Meetings & Events, è realizzata in collaborazione con il Comitato per le Celebrazioni del 40esimo anniversario della morte di Giorgio La Pira. Unity in Diversity è realizzato nell’ambito dell’Apq Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema dell’Agenzia per la Coesione Territoriale insieme a Mibact, Regione Toscana e Fondazione Sistema Toscana.
Il programma
Il summit previsto dal 7 all’8 novembre 2017, si articolerà in due giorni di lavoro dedicati ai sindaci che potranno confrontarsi sulle politiche legate allo sviluppo economico sostenibile, al rapporto fra ambiente e dignità umana e al dialogo interculturale.
La giornata fiorentina sarà condotta dal giornalista Maarten Van Aalderen corrispondente di De Telegraaf con un contributo speciale del giornalista Gianni Minoli. Grazie anche alla partecipazione del vice ministro Mario Giro, il tema del Mediterraneo verrà affrontato cercando politiche di sintesi ben più ampie che passano dallo sfruttamento delle risorse naturali ed energetiche – dall’ Africa al Medio Oriente – all’impoverimento di comunità locali che si vedono spinte alla migrazione o dalla povertà o dai conflitti. Un focus speciale verrà dedicato al sindaco Giorgio La Pira in occasione del 40° anniversario della sua scomparsa, in quanto sindaco visionario per la sua grande intuizione sul ruolo delle città nella crescita delle comunità e quindi del dialogo fra Stati.
Nella giornata in Vaticano i temi saranno il cambiamento climatico e la dignità umana vista attraverso le schiavitù moderne, la tratta e lo sfruttamento del lavoro, le migrazioni, la disuguaglianza sociale.
Fra i numerosi partecipanti anche le delegazioni di Mosca, Herat, Tunisi, Atene, Madrid, Kyoto, Dubrovnik, Tirana, Tiblisi e i sindaci di Palermo, Messina e Bari solo per citarne alcuni.
L’evento di gala della fondazione Rfk Human Rights
La due Giorni di Unity in Diversity sarà preceduta da una serata di gala che si svolgerà lunedì 6 novembre nel Salone dei Cinquecento. Una cena di gala organizzata da Robert F. Kennedy for Human Rights Italia, la Fondazione presieduta da Kerry Kennedy ed impegnata da sempre nella difesa dei diritti umani. L’incontro di Firenze sarà l’occasione per presentare le iniziative del 50°Anniversario della Fondazione, che si celebrerà nel 2018, così come il centenario della nascita di John Fitzgerald Kennedy (1917-2017). Durante il Gala saranno conferiti il Premio RFK Italia 2017 per la difesa dei diritti umani al Comune di Firenze in occasione del 40° Anniversario della morte di Giorgio La Pira. Hanno già confermato la loro partecipazione Kerry Kennedy, presidente di RFK Human Rights, Marialina Marcucci, presidente di RFK Human Rights Italia, Fabrizio Moretti, segretario generale della Biennale dell’Antiquariato, Raffaello Napoleone amministratore delegato Pitti Immagine, l’imprenditore Enzo Manes, Bona Frescobaldi membro del comitato promotore, la principessa Giorgiana Corsini, e Lia Riva grande sostenitrice della Fondazione.

Nuove acquisizioni alla Galleria

Nuove acquisizioni alla Galleria.

La Galleria dell’Accademia di Firenze
presenta nuove acquisizioni alle sue collezioni.
La Galleria dell’Accademia di Firenze presenta alla stampa le recentissime, importanti acquisizioni di opere: quattro dipinti e una scultura, che vengono ad incrementare le collezioni del museo.

“Sono acquisizioni di grande valore – afferma il Direttore del museo Cecilie Hollberg – che attestano l’impegno di un grande museo autonomo come il nostro anche nel campo della ricerca, nell’arricchimento e valorizzazione delle proprie collezioni”.

Si tratta di quattro tavole di Mariotto di Nardo (Firenze, 1365 circa – 1424 circa), due sportelli raffiguranti coppie dei santi, rispettivamente Giovanni Battista con Nicola di Bari e Antonio abate con Giuliano, e due semilunette, una con l’angelo annunziante e l’altra con la Vergine annunziata, e del busto marmoreo ritraente Giovanni Battista Niccolini del celebre scultore toscano dell’Ottocento Lorenzo Bartolini.

Gli sportelli di Mariotto di Nardo – già sottoposti alla Dichiarazione d’interesse da parte dello Stato – che erano esposti alla Trentesima Biennale Nazionale dell’Antiquariato conclusasi recentemente a Firenze, nello stand dell’antiquario Matteo Salamon di Milano, sono stati acquistati dalla Galleria dell’Accademia al prezzo di trecentomila euro. Negli stessi giorni della Biennale, Angelo Tartuferi, vicedirettore del celebre museo fiorentino e noto specialista di pittura antica, ha identificato le due semilunette con le figure dell’Annunciazione come parti terminali superiori dei medesimi sportelli ritagliate in epoca imprecisata, ma certamente anteriore alla fine dell’Ottocento, quando i quattro dipinti figuravano ancora puntualmente descritti nel catalogo della Galleria Corsini a Firenze. Mentre le tavole con le coppie di santi erano nella illustre collezione fiorentina ancora alla fine degli anni venti del Novecento, delle due semilunette si era persa ogni traccia. La Galleria dell’Accademia è riuscita ad assicurarsi – con una tempestività inconsueta per i musei italiani – anche questi ulteriori dipinti ricomparsi sul mercato, al prezzo di centosettantamila euro.
Si tratta nel complesso di valutazioni economiche perfettamente in linea con i valori di mercato interno per i dipinti dei cosiddetti Primitivi, ma certamente sottostimate se le opere fossero andate sul mercato internazionale. In tal modo si è potuto avviare la ricomposizione di un tabernacolo, che doveva essere di notevoli dimensioni, e frutto di una commissione molto importante, forse ancora una volta da parte degli stessi Corsini, per i quali Mariotto di Nardo aveva già lavorato in gioventù. I quattro dipinti sono caratterizzati da una finissima e preziosa decorazione in pastiglia dorata, arricchita ulteriormente da una copiosa granitura della superficie, eseguita secondo le indicazioni tecniche descritte da Cennino Cennini nel Libro dell’Arte. Mariotto di Nardo fu indicato già dal Vasari come figlio di Nardo di Cione e, quindi, nipote di Andrea Orcagna, ma tale affermazione è stata riconosciuta come veritiera soltanto in tempi recenti. Artista dalla lunga carriera, i cui dipinti più antichi si datano intorno al 1380, è già rappresentato in Galleria con un polittico in ottimo stato di conservazione eseguito anch’esso su commissione della famiglia Corsini e proveniente dalla chiesa del monastero di San Gaggio a Firenze. Formatosi nella fondamentale cerchia degli Orcagna e dei loro seguaci più diretti, l’artista sperimentò nella fase matura della sua carriera – cui appartengono le opere ora acquisite – sia i fermenti culturali e stilistici neogiotteschi della fine del Trecento, sia le suggestioni della pittura tardogotica sull’esempio di Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina, mantenendo tuttavia con forte coerenza e sperimentata capacità professionale il suo linguaggio solenne e posato.

Il busto del Bartolini, esposto alla stessa Biennale nello stand dell’antiquario fiorentino Giovanni Pratesi, è stato invece generosamente donato al Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze, e porta con sé una piccola curiosità tinta di “giallo”.
Secondo le note all’elenco de “Le opere presenti nello studio di Lorenzo Bartolini al momento della morte” redatto dal suo fedele allievo, Eliso Schianta, il modello in gesso di Niccolini non fu “mai eseguito in marmo”, tuttavia una scultura del letterato fu presentata pochi anni dopo a Firenze, dagli eredi dell’artista pratese, all’Esposizione Italiana agraria, industriale ed artistica del 1861. Dopo questa pubblica presentazione la collocazione del busto in marmo fu citata, nelle diverse monografie dedicate allo scultore, come “sconosciuta”. Ricomparsa solo qualche anno fa nel mercato antiquario, dopo oltre un secolo e mezzo, grazie a questa donazione, la scultura in marmo e il modello in gesso sono di nuovo l’una accanto all’altro. Entrambi firmati e datati i busti presentano come unica difformità, quella della dimensione. Stilisticamente identici, i due ritratti presentano il Niccolini con un’espressione leggermente contrita. I capelli – finemente modellati – ricadono morbidamente sulla fronte, unico vezzo dato al ritratto improntato all’antica.
Lorenzo Bartolini deve la sua formazione artistica e culturale al prolungato soggiorno parigino ed in particolare all’esperienza fatta presso lo studio del pittore Jacques-Louis David (Parigi 1748 – Bruxelles 1825).
Tornato a Firenze, divenne – proprio grazie alle sue precedenti frequentazioni francesi – uno dei maggiori ritrattisti dell’epoca con committenze provenienti anche da importanti famiglie europee, prima fra tutti quella di Napoleone Bonaparte. Il legame con la famiglia Bonaparte gli comportò pesanti difficoltà dopo la sconfitta dell’imperatore in modo che i primi committenti furono soprattutto inglesi, spagnoli e russi.
In seguito all’esperienza parigina Bartolini nei suoi ritratti riuscì a coniugare al rigore formale della posa, la naturalezza espressiva, caratterizzando sentimentalmente ogni soggetto rappresentato.
Questa peculiarità stilistica si ritrova anche nel ritratto di Giovanni Battista Niccolini (San Giuliano Terme, Pisa 1782 – Firenze 1861), che lo scultore eseguì – si potrebbe dire di getto – nel 1827, l’anno in cui il letterato e tragediografo pisano portò in scena per la prima volta, presso il teatro del Cocomero di Firenze, l’opera “Antonio Foscarini”.
La tragedia, dal carattere esplicitamente politico, se da una parte comportò svariate polemiche dall’altra suscitò il plauso di un nutrito gruppo di intellettuali fiorentini che dettero avvio ad una sottoscrizione pubblica che culminò, nel 1828, con il conio di una medaglia in suo onore.
Il ritratto del Niccolini, liberamente ispirato dal gesso bartoliniano esposto nella Gipsoteca della Galleria dell’Accademia di Firenze, fu disegnato da Francesco Nenci e inciso da Giuseppe Girometti.