Superticket di 10 euro sulla digitalizzazione, abolito dal 1 aprile 2019

FIRENZE - Era stato annunciato dal presidente Rossi nella conferenza stampa di fine anno, lo scorso 22 dicembre. Ora, una delibera approvata ieri dalla giunta ufficializza il provvedimento: dal prossimo 1° aprile verrà abolito il contributo di 10 euro per la digitalizzazione, dovuto finora da tutti gli utenti per le prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini.

Il contributo di 10 euro era stato introdotto in seguito alla Finanziaria del 2011, che imponeva alle Regioni un gettito, attraverso l'adozione di superticket. La Toscana introdusse i ticket aggiuntivi, facendo però la scelta di graduarli in base al reddito, ed esentando dal pagamento le famiglie con reddito inferiore ai 36.000 euro. Nel 2012 introdusse il contributo di 10 euro per la digitalizzazione, da applicare a tutte le prestazioni di diagnostica per immagini (Rm, Tc, ecografie, Rx, scintigrafie). Un contributo dovuto da tutti gli utenti (fino a un massimo di 30 euro l'anno) e applicato anche alle prestazioni erogate in pronto soccorso e cui non segue il ricovero.

"Questo contributo ci sembrava ormai anacronistico e quindi abbiamo deciso di abolirlo - spiega l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi - Vogliamo andare incontro ai cittadini e alle famiglie, in questa fase difficile in cui il governo promette di togliere il superticket, ma ancora non ha fatto nessun atto".

La Regione Toscana vuole sostenere i cittadini e le famiglie, riducendo i costi per l'accesso alle prestazioni sanitarie. Per farlo, utilizzerà i risultati del percorso di razionalizzazione della spesa intrapreso in quest'ultimo anno. In Toscana il contributo di 10 euro per la digitalizzazione pesa sul bilancio della sanità per circa 18 milioni (12,5 milioni per le prestazioni ambulatoriali, 5 per il pronto soccorso).

Secondo i calcoli fatti dagli uffici regionali, i minori ricavi saranno compensati: dalle risorse assegnate alla Toscana in base alla ripartizione del fondo di 60 milioni previsto dalla legge nazionale 205 del 27 dicembre 2017, "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020"; e dai risparmi sui costi d'esercizio delle aziende sanitarie, da realizzarsi nell'ambito del complessivo percorso di efficientamento e razionalizzazione in atto nel Servizio sanitario regionale, senza che si determini la necessità di finanziamenti aggiuntivi a carico del bilancio regionale in favore di Asl e enti del SSR.

Le azioni gestionali di governo della spesa farmaceutica attivate nell'ultimo anno - si legge nella delibera - stanno dando risultati incoraggianti in termini di efficientamento del sistema, e anche in materia di payback è atteso un recupero di risorse subordinato alla definizione dei contenziosi aperti.

Alla luce di tutte queste considerazioni, a decorrere dal 1° aprile 2019 il contributo di 10 euro per la digitalizzazione non sarà più previsto tra le voci di compartecipazione alla spesa sanitaria a carico degli utenti.

Medici, infermieri e ostetriche, la Toscana recepisce il protocollo stipulato con la Conferenza delle Regioni

FIRENZE - Gli ordini nazionali di medici, infermieri e ostetriche hanno sottoscritto a livello nazionale un protocollo con la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, con il quale viene istituito un tavolo permanente con l'obiettivo di confrontarsi sule tematiche di maggiore rilevanza nel settore sanitario, anche attraverso l'istituzione di tavoli con gli ordini provinciali. Con tre delibere presentate dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi, e approvate nel corso dell'ultima seduta, la giunta regionale ha recepito il protocollo, condividendone gli obiettivi.

In particolare, per quanto riguarda i medici, nel protocollo si condivide "l'esigenza di tutelare il Sistema sanitario pubblico e universalistico" e di "valorizzare e potenziare l'intero sistema di governance della sanità con strumenti forti e necessari per assicurare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, garantire l'equità del sistema e i Livelli essenziali di assistenza in modo appropirato e uniforme su tutto il territorio nazionale". E si affronta la questione del numero dei medici, concordando sull'"opportunità di procedere nell'anno 2019 ad una analisi finalizzata alla revisione delle normative nazionali che interessano la professione medica, con l'obiettivo di garantire al SSN un numero adeguato di professionisti legato ai fabbisogni dell'intero sistema, programmando un adeguato percorso professionale e formativo dei medici".

Con l'obiettivo di favorire un rapporto di leale collaborazione tra le Regioni e i medici e odontoiatri che operano nel Servizio sanitario regionale, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e Fnomceo (Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri) costituiscono un Tavolo di confronto permanente. Queste alcune delle tematiche che verranno affrontate: ruolo professionale del medico; fabbisogni del personale medico e programmazione e sviluppo dei sistemi sanitari regionali; promozion edella legalità e della trasparenza a tutela dei cittadini e delle istituzioni; pianificazione di interventi per migliorare gli standard di sicurezza sul lavoro degli operatori sanitari.

Per gli infermieri, il protocollo stipulato tra la Conferenza delle Regioni e Fnopi (Federazione nazionale Ordini delle professioni infermieristiche) istituisce il Tavolo di confronto permanente sulle seguenti tematiche: sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali; standard del personale infermieristico del SSR, anche in considerazione della riduzione degli organici per il blocco del turn over; sviluppo professionale e di carriera, formazione e aggiornamento; definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici.

Quanto alle ostetriche, il protocollo stipulato tra Conferenza delle Regioni e Fnopo (Federazione nazionale Ordini delle professioni ostetriche) istituisce il Tavolo di confronto permanente su tematiche analoghe a quelle degli infermieri: sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali; standard del personale dipendente del SSR della professiono ostetrica; sviluppo professionale e di carriera, formazione e aggiornamento; definizione del fabbisogno formativo delle ostetriche; avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario afferente ai settori scientifico-disciplinari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.

Gioco d’azzardo patologico, una campagna della Regione e un numero verde

FIRENZE - "Quando la vita è un gioco è in gioco la vita". Un messaggio chiaro, asciutto, efficace, quello scelto dalla Regione come claim della campagna di comunicazione sul gioco d'azzardo patologico, che da lunedì 18 febbraio comparirà per le strade di tutta la Toscana, su bus e tramvia, sui quotidiani e sui social, e verrà trasmesso anche per radio. L'immagine è quella di due persone, un uomo e una donna, incollate ad altrettante slot machine, ipnotizzate dal gioco. Sotto, la scritta: Nel gioco d'azzardo si rischia di perdere soldi, lavoro e famiglia. Quando diventa un problema chiama il numero verde: 800 88 15 15. E il link alle pagine del sito della Regione dedicate al Gap: regione.toscana.it/giocodazzardo

La campagna è stata presentata stamani dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi, assieme alla consigliera regionale Serena Spinelli, presidente dell'Osservatorio regionale sulla dipendenza da gioco d'azzardo patologico. "La dipendenza dal gioco d'azzardo - ha detto l'assessore Saccardi - sta diventando sempre più preoccupante, perché coinvolge un numero crescente di persone di tutte le età e di tutte le fasce sociali, che si lasciano tentare dal gioco, fino a far diventare questa passione una vera patologia La Toscana è stata tra le prime regioni che hanno cercato di dare risposte alla crescente domanda di aiuto, sia delle persone entrate ormai nel vortice del gioco d'azzardo patologico, che dei loro familiari. Abbiamo messo in campo tante iniziative, tanti progetti, e costruito una rete territoriale in grado di farsi carico delle persone e delle loro famiglie. Ora abbiamo deciso di lanciare questa campagna di sensibilizzazione e informazione - spiega Stefania Saccardi -, rivolta a tutta la popolazione, ma in particolare alle categorie a rischio: giovani, persone disagiate. Della campagna fa parte anche un numero verde: invito tutte le persone che vogliono aiuto per liberarsi dal gioco patologico, e i loro familari, a chiamarlo. All'altro capo del filo troveranno persone esperte e preparate in grado di aiutarle".

"La Toscana è stata una delle prime Regioni a darsi una legge sulla ludopatia - ha ricordato Serena Spinelli - Con questa campagna diamo seguito a una serie di impegni presi. Prevenzione e informazione sono strumenti fondamentali per ridurre l'accesso al gioco in maniera patologica. Il fatto che tra i giovani sia in calo è anche frutto dell'informazione. Il gioco può diventare una patologia, e in molti casi ci sono multidipendenze. Spesso sono le famiglie che si rivolgono agli operatori. La rete dei servizi è in grado di dare risposte. Il logo No slot che proponiamo agli esercenti è una scelta etica: gli esercizi che lo scelgono, evitando di installare slot machine, diventano nostri partner nel contrasto al Gap. Dobbiamo continuare a lavorare, è necessario impegnarsi sugli anziani, sui bambini, sugli immigrati".

I numeri del gioco d'azzardo patologico (Gap) sono purtroppo in crescita, in Toscana come a livello nazionale (vedi dati più avanti). La Regione, a partire dalla legge regionale del 2013, che contiene una serie di misure per il gioco consapevole e la prevenzione della ludopatia, ha messo in atto in questi anni molte iniziative di prevenzione e di contrasto al Gap. Nel luglio del 2018 ha varato il Piano regionale di contrasto al gioco d'azzardo, finanziato con oltre 3 milioni, che si propone di concorrere alla rimozione delle cause sociali e culturali che possono favorire le forme di dipendenza da gioco, e di promuovere una risposta coordinata e continuativa alle persone che manifestano un problema di Gap. La campagna varata oggi è una delle azioni che fanno parte del Piano.

L'azione di contrasto al Gap condotta dalla Regione si è sviluppata su quattro direttrici: prevenzione primaria, prevenzione secondaria, formazione degli operatori, trattamento ambulatoriale; e, per i soggetti più compromessi, la sperimentazione di comunità residenziali. Con le risorse derivanti dal Fondo istituito dal Ministero della salute, la Regione prosegue la realizzazione di progetti innovativi in tema di contrasto del Gap. Tra questi rientra anche la campagna di informazione e comunicazione.

La campagna "Quando la vita è un gioco è in gioco la vita"

La campagna istituzionale partirà lunedì 18 febbraio e durerà un mese. La campagna comprende grandi affissioni su strada, dinamica bus e tramvia, arredo urbano su tutto il territorio regionale; pagine sui quotidiani regionali cartacei e online; 8 passaggi al giorno su una ventina di emittenti radiofoniche; banner sponsorizzato su Facebook, Twitter e Instagram. Brochure informative saranno distribuite sul territorio nelle Aziende sanitarie e alle Società sportive.

Il numero verde 800 88 15 15, in funzione dal lunedì al venerdì, con orario 9-18. All'altro capo del filo ci saranno psicologi-psicoterapeuti.

Costo della campagna, 180.000 euro (fondi ministeriali).

Nell'ambito della campagna, è stato realizzato anche il logo No slot, che verrà dato a tutti gli esercizi pubblici che ne faranno richiesta e che scelgono di non installare le macchinette popolarmente definite "mangiasoldi", cioè apparecchi e congegni per il gioco, lecito, con vincite di denaro. I Comuni dovranno poi verificare che circoli ed esercizi che espongono il logo rispettino gli impegni presi: se in un locale No slot saranno trovati apparecchi per il gioco, il Comune dovrà rimuovere la vetrofanìa e comunicare il fatto alla Regione, che cancellerà il locale dall'elenco.

I numeri del gioco d'azzardo patologico in Italia e in Toscana

Secondo i dati dello studio Ipsad (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) relativi al 2017-2018, il 42,8% della popolazione italiana di età compresa tra i 15 e i 64 anni (17 milioni di persone) ha giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi, quasi 15 punti percentuali in più rispetto alla precedente rilevazione (2013-2014). In particolare: il 51,1% degli uomini e il 34,4% delle donne; le differenze di genere si assottigliano con l'aumentare dell'età. Il gioco maggiormente praticato nel 2017 è stato il Gratta&Vinci (74%), seguito da Super Enalotto (42,5%), Lotto (28,3%) e scommesse sportive (28%). I luoghi dove si gioca più frequentemente sono gli esercizi come bar/tabacchi. Oltre la metà (58%) di coloro che hanno giocato almeno una volta nella vita riferisce di poter raggiungere in meno di 5 minuti a piedi da casa un luogo di gioco. Il 15,2% dei giocatori ha un comportamento definibile "a rischio minimo", il 5,9% risulta "a rischio moderato" e il 2,4% dei giocatori è "a rischio severo" di gioco problematico (in tendenziale aumento nel tempo). I giocatori a rischio severo sono stimati in circa 400.000 persone. Sono oltre 12.500 gli utenti ludopatici in carico ai Ser.D (Serrvizi per le Dipendenze); circa 1.500 quelli toscani.

Secondo lo studio Espad (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs), effettuato ogni anno sulla popolazione studentesca, nel 2017 il 44,2% degli studenti italiani ha giocato d'azzardo almeno una volta nella vita, il 36,9% almeno una volta nel corso dell'ultimo anno. Questi dati sono in decremento rispetto agli anni precedenti, a livello sia nazionale che toscano.

Per quanto riguarda la Toscana, i dati dell'Ars (Agenzia regionale di sanità) ci dicono che la prevalenza di giocatori patologici e problematici coinvolge dallo 0,5 al 7,6% della popolazione. Esistono segmenti di popolazione più vulnerabili, come nel caso degli adolescenti. Tra i giovani, la prevalenza di comportamenti problematici legati al gioco è più alta rispetto alla popolazione generale (5-6%). I maschi giocano in misura quasi doppia rispetto alle femmine. I giochi preferiti: Gratta&Vinci (66%), scommesse sportive (54%), biliardo e altri giochi di abilità (49%). I luoghi dove giocano: ricevitorie, sale da gioco, bar e circoli (90,1%); on line (17,7%); case private (45,4%).

Secondo il test screening Lie/Bet Q condotto da Ars, si stimano 13.000 adolescenti toscani a rischio.

I dati economici del gioco in Toscana e in Italia

In Toscana, nel 2017 (fonte Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Stato), la raccolta di denaro da gioco è arrivata a 4,8 milioni di euro, con una vincita pari a 3,7 milioni di euro e una spesa di oltre 1 milione di euro. Nello stesso anno la spesa pro capite calcolata è pari a circa 1.304 euro, mentre a livello provinciale si conferma il record di Prato, in cui la spesa media per l'azzardo è stata di 2.948 euro pro capite. Seguono le province di Massa Carrara (1.492), Lucca (1.403), Pistoia (1.325), Livorno (1.255), Firenze (1.188), Arezzo (1.108). Le province più virtuose sono invece quelle di Grosseto (1.108), Pisa (1.006) e Siena (888). Montecatini Terme è il comune dove si gioca di più, la spesa dedicata ai differenti giochi è di 6.067 euro pro capite (quasi cinque volte di più della media regionale).

A livello nazionale (sempre fonte AAMS), nel 2017 la raccolta di denaro da gioco è stata  di circa 101,75 miliardi di euro (era stata 84,5 miliardi nel 2014); le vincite circa 82,8 miliardi; la spesa dei giocatori oltre 19 miliardi.

Vai alle pagine del sito della Regione dedicate a Gap, con i dati sulla ludopatia, gli indirizzi del Servizi per le dipendenze in tutte le Asl, e un test per scoprire se si è dipendenti dal Gap

Guarda in Documenti i dati aggiornati 2017-2018 sul Gioco d'azzardo in Italia e in Toscana

Saccardi a Salvini: “Il servizio civile non è una punizione”

FIRENZE - "Leggo le dichiarazioni del ministro Salvini sul servizio civile obbligatorio, ma solo per chi richiede il reddito di cittadinanza. Spero di aver capito male. La proposta è vergognosa, perché sottende due concetti che non condivido affatto: il primo, che la povertà sia una colpa, il secondo, che il servizio civile sia una punizione". L'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi commenta la proposta di Matteo Salvini, contenuta in un emendamento della Lega al decretone, depositato in commissione lavoro del Senato, che renderebbe obbligatorio il servizio civile, ma solo per chi, di età tra 18 e 28 anni, richiede il reddito di cittadinanza.

"Il servizio civile universale, introdotto dalla riforma del Terzo settore, ma in Toscana già attivo da tempo - chiarisce meglio Saccardi - è un elemento di grande valore e civiltà. Aiuta i giovani ad affrontare un periodo della loro vita nel quale ancora non hanno fatto le loro scelte lavorative e consente loro di utilizzare questo tempo al servizio della loro comunità, crescendo nella consapevolezza di cittadini e nell'acquisizione delle competenze. Aiuta tante associazioni e tante persone con fragilità e sostiene il Terzo settore, che è fondamentale per la nostra Regione, come emerso anche nella Conferenza regionale di sabato scorso. Sono sconcertata - aggiunge l'assessore - dal tentativo di accostare il reddito di cittadinanza al servizio civile obbligatorio, che avrebbe avuto bisogno non di limitazioni, ma di un investimento economico ancora maggiore, per consentire a tutti i ragazzi che vorrebbero farlo di svolgere il servizio civile".

Gioco d’azzardo patologico, al via la campagna della Regione. Alle 13 conferenza stampa

FIRENZE - I numeri del gioco d'azzardo patologico crescono in maniera sempre più preoccupante. Da anni la Regione Toscana ha messo in atto una serie di iniziative per far meglio conoscere e prevenire il GAP. Ora ha deciso di varare una campagna di sensibilizzazione e informazione in tutta la Toscana, per prevenire il diffondersi del gioco d'azzardo problematico in tutta la popolazione, e in particolare tra le categorie a rischio: giovani e popolazione disagiata.

La campagna verrà presentata dall'assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi nel corso di una conferenza stampa fissata per oggi, venerdì 15 febbraio, alle ore 13, nella Sala stampa Cutuli di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10.