Liste di attesa in sanità, il libro di Tomassini presentato oggi in Regione

FIRENZE - Una rivoluzione copernicana nell'affrontare la questione delle liste di attesa, così il presidente della Regione ha definito il sistema dell'Open access sperimentato da Carlo Tomassini nell'Azienda ospedaliero universitaria pisana, che ha diretto per dieci anni, prima di diventare, da pochi giorni, direttore della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale. L'esperienza pisana viene raccontata in un libro, "Liste di attesa in sanità. La soluzione dell'Open access", che Carlo Rinaldo Tomassini ha scritto per Il Pensiero Scientifico Editore, e che è stato presentato oggi pomeriggio nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, dall'autore assieme al presidente della Regione e all'assessore al diritto alla salute.

Quello dell'Open access, ha sottolineato Carlo Tomassini, è un modello che funziona ormai da cinque anni, e quindi ormai non può più essere considerato un prototipo. Nell'Aou Pisana ha funzionato, risolvendo il problema delle liste di attesa: si è passati da 7-8 mesi a 3 giorni. Il fatto è, ha detto, che abbiamo percezioni sbagliate che condizionano le nostre decisioni. Abbiamo sempre pensato che quello delle liste di attesa fosse un problema che si poteva risolvere solo con l'aumento delle risorse e dell'offerta. Non è così. Nell'Aou Pisana funziona un'agenda unica, costruita con l'aiuto di tutti gli erogatori, e la prima visita viene fissata nel giro di tre giorni.

Questo libro, ha osservato il presidente, dimostra che esiste un flusso di domanda continuo e prevedibile; può avere dei picchi legati a influenza, epidemie, ma è tendenzialmente costante. L'esperienza che Tomassini ha fatto e che muove questo libro è che se abbiamo un flusso costante di domanda, dobbiamo rendere costante anche la nostra offerta, per dare risposte just in time, soprattutto rispetto alla prima visita, che è quella che più preoccupa i cittadini. Sperimentato nell'Aou Pisana, l'Open access ha dimostrato di funzionare, ha dato buoni risultati. Da un lato si soddisfano i cittadini perché si intercetta la domanda in tempo reale; e poi è anche una risposta che non fa lievitare l'offerta, che si modula e si riorganizza in base alla domanda, ed evita anche il ricorso a una superfetazione esterna del privato. Certo, questo modello non può essere applicato hic et nunc su tutto il territorio regionale, ha chiarito il governatore, perché per realizzarlo è necessario un grande coinvolgimento, sia dei medici prescrittori sia di chi dà le risposte negli ambulatori e negli ospedali.

Anche l'assessore al diritto alla salute ha osservato che è un errore lavorare solo sull'offerta, ma che invece è necessario lavorare su due fronti: domanda e offerta, come in Toscana si sta facendo da qualche anno, con varie delibere. Per esempio, quella che ha separato dal Cup tutta la parte del follow up oncologico, con la creazione degli Aiuto Point, che seguono il paziente oncologico in tutto il percorso. Lo stesso per il settore materno-infantile. Per le urgenze, ha suggerito l'assessore, può funzionare il fast track messo in piedi dalla Asl Toscana centro; per la altre cose, può funzionare l'Open access. Prima ci sarà da smaltire l'arretrato, ha spiegato l'assessore, poi si può provare a dare una risposta con l'adozione del metodo illustrato da Carlo Tomassini. Anche perché quello delle liste di attesa sarà un banco di prova importante alla fine della legislatura, e lo studio e l'esperienza fatta da Carlo Tomassini a Pisa  possono aiutare a dare un grosso contributo.

Presidente e assessore hanno ringraziato Tomassini per questo contributo particolarment originale, e gli hanno anche dato il benvenuto e hanno formulato i migliori auspici per il suo nuovo incarico di direttore dell'assessorato al diritto alla salute.

 

“Codice Celiachia”, dal 1 giugno addio ai buoni cartacei

FIRENZE - Regione Toscana ha attivato il progetto di dematerializazione del buono cartaceo per la celiachia, e dal 1° giugno il buono sarà sostituito da un codice numerico che, abbinato alla tessera sanitaria, consentirà ai celiaci di acquistare i prodotti alimentari specifici: una nuova e moderna modalità telematica di gestione del vecchio buono cartaceo, che fino ad ora permetteva loro di acquistare i prodotti alimentari specifici per celiaci.

Il Codice Celiachia è stato presentato stamani, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore al diritto alla salute, assieme a Andrea Belardinelli, responsabile del settore sanità digitale e innovazione dell'assessorato, e a Elisabetta Tosi, vicepresidente di AIC (Associazione Italiana Celiachia) Toscana. Un progetto che riguarda quasi 17.000 persone e che, come ha sottolineato l'assessore, semplifica enormemente la vita dei pazienti affetti da morbo celiaco o dermatite erpetiforme, che finora dovevano utilizzare i buoni cartacei per avere gli alimenti specifici. Per Belardinelli il codice rappresenta un nuovo esercizio di cittadinanza digitale, a pochi giorni dalla presentazione della prenotazione Cup online. Elisabetta Tosi, nel suo intervento, ha sottolineato come questa novità coincida con il 40° anniversario dell' Associazione e rappresenti davvero un bel regalo  di compleanno. La dematerializzazione, ha insistito, migliora la vita al celiaco e ottima è anche la circolarità del buono all'interno di tutta la regione. Tosi ha infine ricordato come la Toscana sia stata la prima a partire con i buoni cartacei e ora la dematerializzazione è il tassello che va a completare il tutto.  

Cos'è il Codice Celiachia

Il Codice Celiachia è un codice numerico rilasciato dall'azienda sanitaria di riferimento, che il paziente celiaco potrà utilizzare per acquistare i prodotti alimentari specifici nei supermercati della grande distribuzione organizzata, le farmacie, parafarmacie e gli altri esercizi commerciali comunque convenzionati, su tutto il territorio regionale (in tutto 900 esercizi).

Il Codice Celiachia entrerà in funzione dal 1° giugno, ma già ora i pazienti possono andare alla Asl di riferimento per avere il Codice.

Fino al 31 maggio saranno sempre validi i buoni cartacei, che però non saranno più spendibili dal 1° giugno.

Il Codice Celiachia rientra nel progetto regionale Cel@RT, che prevede la dematerializzazione dei buoni cartacei e l'introduzione di una piattaforma informatizzata per la gestione di tutto il processo.

Molti i piccoli disagi della vecchia gestione cartacea: il cittadino era costretto a ricordarsi di portare sempre con sé il buono cartaceo nel portafoglio, era costretto a spendere solo negli esercizi convenzionati dalla sua Asl di riferimento, stando attento al superamento del valore del buono ed agli arrotondamenti dei prezzi e doveva porre attenzione anche tenere separata la consueta spesa da quella con i prodotti specifici per celiaci.

Tutto questo dal 1° giugno rimarrà solo un lontano ricordo.

L'utilizzo della tecnologia, che il Settore Sanità digitale ed innovazione di Regione Toscana ha deciso di sviluppare e attivare con forza in questi ultimi mesi, aiuterà infatti a semplificare sensibilmente la vita di questi utenti e renderà tutto più veloce, rapido e sicuro.

Il budget mensile

Il cittadino a cui è stata certificata la patologia del morbo celiaco o dermatite erpetiforme ha diritto ad usufruire di un budget mensile per l'acquisto di prodotti alimentari specifici (iscritti nel registro nazionale degli alimenti per celiaci).

Per usufruire di questo diritto, il cittadino si deve recare all'azienda sanitaria di riferimento (servizio farmaceutico integrativo) munito della propria tessera sanitaria in corso di validità e un documento di identità. In caso di primo accesso, dovrà portare anche la certificazione medica della patologia.

Questi i nuovi limiti di spesa in vigore dal 1° gennaio 2019 per i prodotti senza glutine, come previsto dal Decreto ministeriale del 10 agosto 2018:

6 mesi-5 anni: 56 euro

6-9 anni: 70 euro

10-13 anni: 100 euro (maschio) - 90 euro (femmina)

14-17 anni: 124 euro (maschio) - 99 euro (femmina)

18-59 anni: 110 euro (uomo) - 90 euro (donna)

60 anni e oltre: 89 euro (uomo) - 75 euro (donna)

Come utilizzare il budget

Per utilizzare il budget mensile è necessario:

- avere con sé la propria tessera sanitaria in corso di validità e il Codice Celiachia rilasciato dalla Asl;

- comunicare alla cassa che si intende usufruire del budget per il pagamento dei prodotti per celiaci;

- inserire nell'apposito dispositivo presente alla cassa la tessera sanitaria e digitare il proprio Codice Celiachia.

Nel caso che il "sistema di cassa" dell'esercizio commerciale sia integrato direttamente con il progetto di Regione Toscana sarà possibile: fare compere "miste", cioè comprendenti prodotti per celiaci e altri prodotti; il sistema sarà infatti in grado di riconoscere quelli rimborsabili, che saranno contrassegnati da una sigla sullo scontrino (SG); leggere sullo scontrino la cifra residua del budget mensile per un controllo preciso e immediato.

Il cittadino avrà inoltre la possibilità di tenere sempre sotto controllo il suo budget, di individuare gli esercizi commerciali convenzionati a lui più vicini e di verificare in tempo reale se il prodotto che intende acquistare è tra quelli erogabili a carico del Servizio Sanitario oppure no (barcode). Tutto questo sarà possibile sia attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico che, in totale mobilità, attraverso la APP Smart SST di Regione Toscana.

Il lavoro è stato condotto in stretta collaborazione anche con l'AIC, l'associazione dei pazienti celiaci.

Per informazioni e aiuto

Il numero verde 800004477, dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19, il sabato dalle 9 alle 13

l'indirizzo help.cseregione.toscana.it

Guarda le pagine dedicate alla celiachia sul sito della Regione Toscana

La brochure del Codice Celiachia, con tutte le informazioni

Nel rispetto della legge nazionale sulla par condicio, che regolamenta l'attività di informazione e comunicazione istituzionale nel periodo dei comizi elettorali, servizi e comunicati di Toscana Notizie fino alle elezioni europee e amministrative del 26 maggio prossimo saranno redatti in forma impersonale e senza virgolettati.

Liste di attesa in sanità, venerdì 19 la presentazione del libro di Carlo Tomassini

FIRENZE - Carlo Rinaldo Tomassini, medico e neo direttore della Direzione diritti di cittadinanza e coesione sociale, è anche autore di un libro su un tema molto caldo per la sanità, "Liste di attesa in sanità. La soluzione dell'Open access", Il Pensiero Scientifico Editore.

Il volume verrà presentato domani, venerdì 19 aprile, alle ore 14, nella Sala Pegaso di Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10, dal presidente della Regione; sarà presente anche l'assessore al diritto alla salute.

I colleghi che lo vorranno, potranno avere l'opportunità di intervistare Carlo Tomassini prima della presentazione del libro.

 

Protesi al seno, la Regione avvia un sistema di tracciabilità

FIRENZE - Un sistema di tracciabilità che consenta, in attesa della messa a punto di un Registro nazionale, di associare in maniera univoca paziente e dispositivo protesico impiantato, o rimosso, in qualsiasi struttura pubblica o privata su tutto il territorio regionale. Lo prevede una delibera presentata dall'assessore al diritto alla salute e approvata dalla giunta nel corso dell'ultima seduta, che affronta la questione delle protesi al seno Allergan, ritirate il 19 dicembre scorso in tutti i Paesi dell'Unione Europea, a causa di un possibile legame con l'insorgenza di un tumore raro (linfoma anaplastico a grandi cellule: ACLC).

A pochi giorni dalla sospensione delle protesi al seno della ditta Allergan, la Regione Toscana, dopo aver sospeso immediatamente tutti gli interventi che prevedevano l'utilizzo di quelle protesi, e aver ripreso due giorni dopo le attività chirurgiche con altri dispositivi, prodotti dall'azienda Johnson & Johnson, seconda aggiudicataria dopo la multinazionale Allergan, aveva definito, con un gruppo tecnico costituito appositamente, un piano di intervento che prevedeva una serie di azioni: la cessazione, appunto, dell'utilizzo delle tipologie di protesi Allergan identificate dal Ministero della salute; la sorveglianza attiva all'insorgenza di sintomatologia significativa; l'informazione dei professionisti; la diffusione alle strutture pubbliche e private delle linee di indirizzo per la gestione delle pazienti che presentano sintomatologia specifica; un numero dedicato (800556060) presso il Centro di ascolto regionale CARe; la comunicazione ai cittadini.

Con questa delibera si confermano tutte le azioni già avviate per la gestione del rischio nelle pazienti potenzialmente coinvolte, al fine di adottare procedure omogenee su tutto il territorio regionale. In più si stabilisce, nelle more dell'implementazione del Registro nazionale (previsto dalla legge 86 del 5 giugno 2012), di avviare tutte le azioni necessarie per introdurre a livello regionale un sistema di tracciabilità che permetta, appunto, l'associazione tra paziente e dispositivo protesico impiantato, per assicurare il monitoraggio clinico del soggetto sottoposto a impianto, per prevenire le complicanze e migliorare la gestione clinico-assistenziale degli eventuali effetti indesiderati ed esiti a distanza. Per le aziende sanitarie, questa tracciabilità dovrà essere realizzata mediante il registro operatorio informatizzato e il suo collegamento con il database di Estar (Ente di supporto tecnico-amministrativo regionale) che identifica il dispositivo utilizzato.

La delibera individua anche i laboratori di riferimento per le indagini citologiche, immunoistochimiche e istologiche: il laboratorio di Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica) come centro di riferimento per lo screening oncologico e il laboratorio di anatomia patologica della Aou Senese come sede di expertise per la diagnostica dell'apparato emopoietico.

La questione delle protesi mammarie Allergan era stata sollevata nel settembre 2017, quando la Food and Drug Administration aveva censito un totale di 414 segnalazioni di tumori collegati a questo impianto mammario, a fronte di oltre 10 milioni di pazienti a cui sono state impiantate protesi mammarie in tutto il mondo. In Italia sono stati segnalati 41 casi, a fronte di circa 51.000 protesi mammarie impiantate ogni anno. L'esiguo numero di casi riportati in letteratura scientifica non può comunque esimere dal continuare a monitorare e studiare questa patologia emergente, per definire meglio la reale frequenza, cause, aspetti clinici, decorso, prognosi e trattamento.

 

Celiachia, dal buono cartaceo al codice abbinato alla tessera sanitaria

FIRENZE - Celiachia, dal 1° giugno si passerà dai buoni cartacei a un codice numerico abbinato alla tessera sanitaria: una misura che semplificherà molto la vita dei celiaci.  Finora i pazienti affetti da morbo celiaco o dermatite erpetiforme usufruivano di buoni cartacei per l'acquisto di prodotti senza glutine. Col nuovo "codice celiachia", che verrà rilasciato dall'Azienda sanitaria di riferimento, ai pazienti basterà esibire il codice, assieme alla tessera sanitaria, per avere gli alimenti specifici.

Il "codice celiachia", che interessa in Toscana circa 20.000 persone, verrà presentato dall'assessore al diritto alla salute nel corso di una conferenza stampa fissata per domani, venerdì 19 aprile, alle ore 13, nella sala stampa Cutuli, Palazzo Strozzi Sacrati, piazza Duomo 10.