Il presidente della Regione: la tragedia di Ribolla diventi patrimonio della memoria collettiva

RIBOLLA – Un conto è leggere, documentarsi anche dettagliatamente, un altro è esserci, recarsi fisicamente in un luogo, perché una commemorazione deve servire anche e soprattutto a non perdere concretamente il ricordo. In questo senso la Regione Toscana vuole che il peso della tragedia mineraria di Ribolla, dove esattamente 65 anni fa, il 4 maggio 1954, persero la vita 43 minatori, diventi patrimonio della memoria collettiva. Entro la fine di questa legislature la Regione si farà promotrice di un'azione tesa a non disperdere il ricordo di quella che può dirsi la più grande tragedia mai avvenuta sul lavoro in Toscana.
Questo è quanto il presidente della Regione ha affermato nella mattinata di oggi, sabato 4 maggio, intervenendo alla cerimonia di commemorazione della tragedia di Ribolla, centro abitato del territorio comunale di Roccastrada, dove la tragica esplosione avvenne all'interno di una delle miniere di carbone gestite dalla società Montecatini.
 
Il processo contro i dirigenti della società, svoltosi a Verona per impedire che l'opinione pubblica locale ne condizionasse l'esito se tenuto a Grosseto, si concluse con l'assoluzione di tutti gli imputati. La storia ha tuttavia sancito la responsabilità morale di chi, all'epoca, probabilmente non fece tutto il possibile per garantire maggiori misure di sicurezza.
Il presidente della Regione ha preso spunto dal ricordo della tragedia di Ribolla per mettere l'accento sulla necessità, ancora attuale, di garantire diritti, dignità e sicurezza sui luoghi di lavoro.
 
A Ribolla l'artista Dario Vella ha realizzato un murales, che verrà inaugurato ufficialmente domani, domenica 5 maggio, in ricordo dello scrittore Luciano Bianciardi, originario della Maremma, che fu tra i più strenui difensori dei minatori e tra coloro che denunciarono le dure condizioni di vita dei contadini e degli operai in questa zona della Toscana. Proprio Bianciardi assieme a Carlo Cassola, dopo la tragedia di Ribolla, scrisse un libro dal titolo "I minatori della Maremma" che adesso la Regione intende riproporre in ristampa anastatica, al fine di mantenere aperta la memoria su quel tragico 4 maggio.
 
Alla cerimonia, svoltasi davanti al Monumento al Minatore di Ribolla, hanno partecipato i rappresentanti delle Istituzioni locali e le autorità civili, militari e religiose della zona, nonché esponenti del mondo sindacale locale e regionale. Successivamente vi è stata una tappa al Cippo della Memoria realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della tragedia nei pressi dei pozzi minerari ormai chiusi ed infine la deposizione di fiori al Cippo esistente sul luogo della tragedia.
 
Il sindaco di Roccastrada, nel cui territorio è ricompresa Ribolla, ha sottolineato l'importanza della memoria ricordando come la tragedia, con ogni probabilità, fu causata dalla ricerca del profitto a discapito della sicurezza. Il sindaco ha altresì ricordato come alle miniere di Ribolla, poi chiuse dalla Montecatini, altri incidenti mortali si ebbero prima e dopo quel tragico 4 maggio.
 
 
 

Progetti educativi zonali, approvate le linee guida per l’anno scolastico 2019-20

FIRENZE – Approvate dalla Giunta regionale della Toscana le linee guida per l'anno scolastico 2019-20 della programmazione e progettazione educativa integrata territoriale con cui si avvia il processo per la predisposizione dei Pez, progetti educativi zonali, da parte delle Conferenze zonali per l'educazione e l'istruzione.
Le nuove linee guida, oltre a tracciare il processo di concertazione ed i ruoli dei diversi attori del sistema, definiscono i contenuti ammissibili all'interno dei progetti, le finalità prioritarie con i relativi vincoli di destinazione delle risorse, nonché i finanziamenti messi a disposizione di ciascuna zona.
La delibera recentemente approvata dalla Giunta toscana destina ai Comuni e alle Unioni dei Comuni risorse regionali per oltre 6 milioni di euro, esattamente 6.050.000 euro di cui 650.000 per l'infanzia e 5.400.000 per l'età scolare, ripartiti tra le 35 Conferenze zonali.
 
I progetti educativi zonali, concepiti come risposta integrata ai bisogni dei territori, permettono la realizzazione da parte dei comuni di attività rivolte ai bambini e ragazzi dai 3 mesi ai 18 anni di età e intervengono sia nell'ambito dell'infanzia (per sostenere e qualificare il sistema dei servizi per la prima infanzia attraverso il coordinamento e la formazione del personale), sia nell'ambito dell'età scolare (per prevenire e contrastare la dispersione scolastica, promuovendo l'inclusione di disabili e stranieri e l'orientamento, contrastando il disagio scolastico, nonché per promuovere esperienze educative/socializzanti durante la sospensione del tempo scuola).
 
Grande soddisfazione per l'approvazione della delibera con le linee guida registra all'assessorato ad Istruzione, formazione e lavoro della Regione Toscana, da anni impegnato sulla predisposizione dei Pez e sul sostegno al sistema educativo regionale.
 
Per rafforzare l'efficacia della programmazione e ottenere maggior incisività degli interventi sul territorio, quest'anno sono stati individuati i seguenti strumenti strategici:
conferma delle finalità progettuali prioritarie, alcune obbligatorie con la destinazione di una riserva minima di finanziamento;
rafforzamento dell'orientamento scolastico come veicolo di promozione del successo e di contrasto della dispersione;
nel quadro dell'inclusione scolastica degli alunni con diversità di lingua e cultura di provenienza un'attenzione mirata al contrasto della dispersione scolastica degli alunni delle comunità rom, sinti e camminanti, con riserva di finanziamento in applicazione del protocollo di cui alla Dgr 752/2018 per i territori in cui risulta la presenza;
introduzione di un'azione a regia regionale incentrata sulla lettura ad alta voce da realizzarsi in tutte le fasce di età, dalla prima infanzia del nido fino agli studenti della scuola secondaria di II grado, come vero e proprio acceleratore e promotore dei processi di sviluppo cognitivi, psicologici, identitari ed emotivi con la finalità prioritaria di incrementare il successo formativo;
proseguimento nella realizzazione di percorsi seminariali rivolti alle Conferenze zonali;
rafforzamento dell'integrazione e organicità tra le iniziative ricomprese nel Pez concentrando per ciascuna zona la responsabilità e la gestione degli interventi su un unico soggetto capofila;
ulteriore miglioramento della conoscenza e della riconoscibilità della programmazione territoriale attraverso l'utilizzo del logo specifico per i Pez.
 

Pomodoro da industria, presto un tavolo regionale per lo sviluppo della filiera

Firenze – Un tavolo regionale sulla filiera del pomodoro ed interventi atti a favorire lo sviluppo della medesima filiera regionale con la messa a disposizione di adeguate risorse economiche, è quanto la Regione Toscana intende fare, in prima battuta, per il rilancio della filiera regionale del pomodoro da industria.
Una riunione per individuare e condividere una strategia per la filiera regionale del pomodoro si è svolta oggi, martedì 30 aprile, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Giunta regionale.

Il presidente della Regione Toscana ha annunciato l'intenzione di promuovere un'iniziativa a favore della filiera, anche mettendo a disposizione apposite risorse derivanti da vari fondi europei e destinate sia ai produttori agricoli che alle imprese di trasformazione e commercializzazione che si impegneranno a condividere un accordo o un protocollo d'intesa di durata pluriennale per la valorizzazione del prodotto di qualità. In particolare le aziende agricole dovranno impegnarsi ad applicare i disciplinari di produzione integrata per una maggiore sostenibilità ambientale e le imprese di trasformazione e commercializzazione ad utilizzare il marchio regionale Agriqualità Toscana previsto dalla normativa in materia. Alle risorse dei fondi europei si aggiungeranno altre risorse regionali destinate in particolare alla promozione del prodotto toscano.

L'assessore all'agricoltura della Regione si è impegnato a convocare entro breve un tavolo regionale della filiera del pomodoro da industria con la partecipazione delle organizzazioni professionali agricole e delle cooperative, delle organizzazioni di produttori regionali, delle imprese di trasformazione e commercializzazione operanti in Toscana e della grande distribuzione organizzata. Nella prima riunione del tavolo saranno definite, con il contributo di tutti i partecipanti, le linee di intervento più idonee per lo sviluppo e il rafforzamento della filiera regionale del pomodoro. L'assessore ha inoltre confermato l'impegno della Regione a proseguire nel supporto alla realizzazione degli interventi di razionalizzazione dell'irrigazione.

Queste proposte di intervento sono state in larga parte condivise e apprezzate dai rappresentanti delle organizzazioni professionali regionali degli agricoltori e delle cooperative agricole presenti alla riunione.
La riunione è stata conclusa dal presidente e dall'assessore con l'impegno di convocare in tempi brevi il primo tavolo regionale della filiera ed a predisporre una delibera della Giunta regionale per la definizione degli interventi necessari per lo sviluppo della filiera regionale del pomodoro da industria e delle relative risorse disponibili.
L'assessore all'agricoltura si è al contempo impegnato a verificare la possibilità di semplificare le procedure per la certificazione dei prodotti a marchio Agriqualità, come richiesto da alcuni rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole e cooperative.
In occasione della riunione odierna il presidente e l'assessore all'Agricoltura hanno annunciato l'intenzione di approvare un "modello" d'indirizzo regionale per attivare, di volta in volta, dei tavoli di filiera agroalimentari per incentivare lo sviluppo di alcuni settori dell'agricoltura toscana.

Dati sulla filiera regionale del pomodoro da industria
In base ai dati Istat, nel 2018 la coltivazione del pomodoro da industria ha interessato in Toscana oltre 1.899 ettari, localizzati prevalentemente nelle province di Grosseto, Livorno e Arezzo. La produzione di pomodoro da industria complessivamente raccolta in Toscana nel 2018 risulta di circa 116.000 tonnellate, con una resa media di oltre 61 tonnellate per ettaro.
In Toscana operano quattro organizzazioni di produttori (OP) del settore ortofrutta riconosciute dalla Regione ai sensi del Reg. UE n. 1308/2013, delle quali due (ASPORT con sede legale in Cecina e Terre dell'Etruria con sede legale in Castagneto Carducci) risultano attive anche nella programmazione della produzione e nella commercializzazione del pomodoro da industria prodotto dai propri soci, tramite contratti stipulati con industrie di trasformazione del pomodoro ubicate sia in Toscana che in altre Regioni.
Per quanto riguarda la trasformazione del pomodoro, in Toscana si trovano quattro stabilimenti per la lavorazione del pomodoro da industria, dei quali due più grandi (Italian Food di Venturina e Conserve Italia di Albinia) e due di dimensioni minori (La Dispensa di Campagna di Castagneto Carducci e Mediterranea Belfiore di Cecina).
La filiera del pomodoro da industria, oltre alle fasi della produzione primaria e della trasformazione e commercializzazione, coinvolge anche un notevole indotto che va dalla produzione vivaistica al commercio di mezzi tecnici e attrezzature e alle ditte di trasporti.

 

Arezzo Fiere, la Regione valuta l’acquisizione della collezione Oro d’Autore

FIRENZE – Si è svolta presso la sede della Presidenza della Giunta regionale della Toscana una riunione tra i soci pubblici di Arezzo Fiere per valutare la situazione della società e prospettare le possibili iniziative per far fronte alle necessità immediate ed individuare le prospettive di rilancio.
In particolare i soci hanno convenuto sulla proposta della Regione Toscana di acquisire la collezione Oro d'Autore di proprietà di Arezzo Fiere allo scopo di ampliare e valorizzare il Museo dell'Oro, già attivo presso il Palazzo di Fraternita, quale simbolo di identità del distretto orafo di Arezzo.

Nei prossimi giorni, in stretto rapporto con il Comune di Arezzo, verrà sottoscritto con i soci un protocollo d'intesa che definirà le modalità di rilancio del Museo.
Inoltre si è svolta una discussione sulle prospettive di rilancio di Arezzo Fiere, che vedrà impegnati il Comune, la Regione e gli altri soci, allo scopo di accrescere le attività della società Arezzo Fiere al fine di raggiungere un equilibrio economico e finanziario.

E' stata infine ringraziata l'amministratrice, Sandra Bianchi, per l'attività finora svolta ad Arezzo Fiere.

 

Ifts, pubblicato l’avviso per i percorsi di formazione tecnica finanziati con il Por Fse

FIRENZE – Uscito l'avviso pubblico per il finanziamento dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, Ifts, nelle filiere Agribusiness, Meccanica, Chimica farmaceutica, Moda, Ict, Nautica e logistica, Turismo e cultura, Carta e marmo, resi possibili dal Por obiettivo Investimenti per la crescita e l'occupazione Fse 2014-2020, asse C, Istruzione e formazione.
Le risorse, finanziate nell'ambito del Por Fse 2014-2020, ammontano a quasi 3 milioni di euro, esattamente 2.062.860 euro, così suddivise: filiera Agribusiness, 355.543,20; filiera Meccanica, 474.057,60; filiera Chimica farmaceutica, 237.028,80; filiera Moda, 474.057,60; filiera Ict, 474.057,60; filiera Nautica e logistica, 355.543,20; filiera Turismo e Cultura, 355.543,20; filiera Carta, 118.514,40; filiera Marmo, 118.514,40.

Si tratta di una misura tesa a favorire l'inserimento nel mondo del lavoro e produttivo che l'assessorato a Formazione, lavoro ed istruzione della Regione Toscana considera importante. I bandi rientrano nell'ambito del progetto regionale Giovanisì finalizzato all'autonomia dei giovani.

Ogni progetto Ifts presentato, per contenuti e attività, dovrà obbligatoriamente essere riferito a una delle filiere sopra indicate e ad una delle specializzazioni Ifts previste per filiera. Le domande possono essere presentate entro e non oltre il prossimo 17 giugno.
Il pool di soggetti proponenti deve essere composto da un soggetto capofila, che dovrà obbligatoriamente essere un organismo formativo, un istituto scolastico di istruzione secondaria superiore, pubblico o paritario, un'università degli studi, una o più imprese aventi un'unità produttiva in Toscana. Possono inoltre partecipare le fondazioni Its.
Elemento di centrale importanza, nell'avviso, è rappresentato dall'obiettivo dell'intervento formativo che deve essere quello di offrire una visione d'insieme della strategia Industria 4.0 ai tecnici superiori formati, consentendo l'acquisizione di competenze trasversali, relazionali e una cultura d'impresa innovativa ed efficace per far fronte alla crisi di questi anni.