A casa con l’arte per i bambini di ogni età

A casa con l’arte per i bambini di ogni età

Tutti a casa per le misure sempre più strette contro il dilagare del Coronavirus. “Casa mia, casa mia, per piccina che tu sia…” Ricordate come finiva?

Finiva così:”…Tu mi sembri una badia”. Dobbiamo chiuderci in casa? E allora usiamo bene tutto il tempo che adesso abbiamo. Fondamentale è non perdersi d’animo, nonostante tutto. E focalizzarsi sulle cose positive aiuta. Se è vero che ognuno di noi deve capire quali queste siano nella propria vita, per tutti c’è l’arte. Che consola e nutre. Allora ecco delle segnalazioni di progetti che instillano amore per l’arte e tengono occupati i bambini – di ogni età – costretti a casa.

Il primo è The Colouring Book.  Un album virtuale di disegni da colorare realizzati da 131 artisti italiani di diverse generazioni.  Come segnala Finestre sull’Arte, l’idea è di Rossella Farinotti e Gianmaria Biancuzzi, ed è promossa in collaborazione conLara Facco P&C.

Di cosa si tratta? Di un album di disegni in bianco e nero veramente molto bellino. Da sfogliare su smartphone, tablet, o dal computer di casa per poi stampare il disegno scelto su fogli A4. E poi colorare come si vuole.

Ogni giorno arrivano disegni nuovi, sempre in bianco e nero, da colorare. Poi, e questo rende il progetto ancora più divertente e contemporanea, l’idea è quella di condividere le opere dei bambini sui social network. Ricordatevi di taggare il nome dell’artista e @milanoartguide.

Il tutto è semplicissimo:
– scarica i disegni dal sito www.milanoartguide.com
– condividi su Instagram i disegni coloratii e tagga gli artisti e @milanoartguide
– ricordati gli hashtag #MilanoArtGuide #TheColouringBook #iorestoacasa #laculturanonsiferma

 

Rimaniamo a casa ma la mente vola libera. Allora un altro progetto è quello di visitare tante piazze d’Italia in real time. E come??  esclameranno i miei piccoli lettori. Facile: con le web cam.

Qui trovate web cam puntate su decine e decine di luoghi in Italia. E nel mondo.

Si può volare alle Maldive, per esempio. Ma forse è più divertente esplorare l’Italia, in preparazione di gite da fare quando questo flagello sarà passato.

E allora: Piazza di Spagna a Roma, Tropea in Calabria,  il cratere dell’Etna!, Ischia, Venezia, Camogli, piste da sci sulle Dolomiti e sulle Alpi…tu chiamale se vuoi emozioni.

Oppure si può fare un giretto anche “solo” in Piazza Signoria.Insomma, come passare ore divertenti volando da casa in mille luoghi. Il mio consiglio: esplorare una piazza e farla poi disegnare dai bambini – sempre di ogni età, naturalmente.

Ancora: visitate il sito di Manifattura Tabacchi Home Edition se volete vedere cosa succede dentro un alveare. O per fare un pò di yoga nel salotto di casa.

L’arte di stare a casa con arte continua con altre idee.

Margherita Abbozzo (4, continua)

L’immagine di copertina è di Marzia Migliora per The Colouring Book

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Cosa faccio dato che #iorestoacasa

#ioresto a casa. E si moltiplicano le iniziative di tante associazioni ed enti culturali per rimanere in contatto, creare rete e raggiungere quante più persone possibili in questo periodo.

Dato che #iorestoacasa, per rimanere positivi e approfittare di questo momento inedito continuo a segnalare inizitive interessanti. Rimaniamo positivi, non abbattiamoci e non abbrutiamoci, ma rendiamo feconda la nostra attuale forzata immobilità.

L’Italia chiamò è stata una maratona organizzata dal Mibact, il Ministero per i beni e le attività culturali, sul suo canale Youtube venerdì scorso, il 13 marzo. Ha raccolto le voci di 100 personaggi del mondo della cultura e della politica in live streaming durante il tempo dell’#iorestoacasa per una grande raccolta di fondi destinati alla Protezione Civile.

Per chi se la sia persa, L’Italia Chiamò è rivedibile su Youtube.  Dà un’idea di cosa mai sia “questa straordinaria comunità che si chiama Italia”. E magari servirà a farvi cantare a squarciagola Fratelli d’Italia insieme a 1020 musicisti (a 3h e 19′).
Va bene che #iorestoacasa, però non sto suggerendo che vi guardiate 11 ore di maratona tutte insieme. Guardatela a pezzettini. E’ piena di spunti, spesso divertenti.  Che servono anche a risvegliare “l’italianesimo o italianismo” come lo chiama Fiorello (arriva poco dopo l’inno). E il nuovo patriottismo è certamente un inedito effetto collaterale di questi giorni.

Comunque oltre a creare un grande racconto diffuso e collettivo dell’ #iorestoacasa, L’Italia chiamò  ha promosso una raccolta fondi per sostenere il grande sforzo di tutti gli addetti del sistema sanitario nazionale. E per la creazione di nuove postazioni presso i reparti di terapia intensiva su tutto il territorio nazionale.

Quindi serve a tutti noi. Anche se la maratona è finita è ancora possibile donare con un versamento. I dati li vedete nell’immagine qui sopra. Il ricavato va ai reparti di terapia intensiva messi a così dura prova dall’emergenza in corso. Una causa santa.

A proposito di terapia intensiva, rendiamo omaggio al grande architetto Vittorio Gregotti, morto ieri, anzianissimo, per complicazioni da Coronavirus. Gregotti, nato nel 1927, ha costruito molto in tutto il mondo.

Dal Teatro degli Arcimboldi di Milano agli stadi di Barcellona e di Genova, al quartiere Zen di Palermo.

E anche l’Acquario Cestoni di Livorno, il teatro lirico di Aix-en-Provence e l’ampliamento del Museo d’Arte Moderna e Contemporanea dell’Accademia Carrara di Bergamo…

 

Il che mi porta a parlare di arte al tempo dell’ #iorestoacasa. Per mantenersi al corrente delle tante iniziative online in questo campo, Exibart sta facendo un lavoro importante e bello. Cliccate su questa pagina dedicata per orientarvi e trovare spunti interessanti.
Dopo i telegiornali, dato che #iorestoacasa, ci vuole un bel film, magari sull’arte? Finestre sull’Arte ha una lista non banale sull’argomento.
Dato, ancora, che #iorestoacasa, da oggi, lunedì 16 marzo, diventa possibile teletrasportarsi alla Manifattura Tabacchi. Grazie ai canali social di Manifattura Tabacchi [Home Edition] – FacebookInstagramYouTube e Spotify – che raccontano tutto il lavoro stimolante delle residenze d’artista.
In attesa, come dicono loro stessi, “che si torni al più presto a vivere i luoghi per fruire cultura”.
Calma e gesso! #andràtuttobene.
Margherita Abbozzo

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Da fare online ai tempi di #iorestoacasa

Ecco altre idee per riempirsi gli occhi di arte e per girovagare liberi in questi giorni di #iorestoacasa.

#Iorestoacasa: e allora, in ambito fiorentino, Palazzo Strozzi si è inventato il progetto IN CONTATTOCon il quale il blog del sito palazzostrozzi.org si trasforma in una piattaforma di testi, immagini, video, storie e approfondimenti a disposizione di tutti.

Il blog, collegato ai canali Instagram e Facebook di Palazzo Strozzi, parte dalla mostra Tomás Saraceno. Aria  con una riflessione del curatore Arturo Galansino, dal titolo Come in una ragnatela.


Anche il museo del Novecento non ci lascia soli. Il suo direttore artistico, Sergio Risaliti, ci racconta qui su Controradio ogni giorno un’opera della collezione.

Il Museo promette anche di intensificare la sua programmazione digitale con approfondimenti, contenuti video, rubriche e attività che giornalmente saranno pubblicati sul web, i canali social e il sito internet fino al 3 aprile.

 

E gli artisti che fanno?

Art Tribune ci fa conoscere una bellissima idea, nata sull’onda dell’ #iorestoacasa:  46 artisti uniscono le loro forze per un progetto sui social intitolato “Da casa. Abitare il tempo sospeso” Si tratta di un progetto espositivo virtuale ideato da AlbumArte, spazio indipendente e no profit di Roma. Che dà così il via alla sua prima esposizione virtuale. Con 46 artisti che posteranno ciascuno un’opera sui profili Instagram Facebook di AlbumArte, fino al 3 aprile.

La mostra serve a mettere in risalto anche nuova esigenza, quella di comunità collegata: tutti  dalla propria casa e dal proprio studio, insomma appunto da casa, ma insieme. In questo periodo così strano, difficile, ma anche pieno di nuove possibilità.

C’è poco da fare. Oggi dobbiamo tutti adeguarci a questo nuovo spazio sospeso che è l’isolamento forzato. E cambiare momentaneamente le modalità di partecipazione e di diffusione del lavoro.

Per sviluppare, nonostante tutto, una comunità creativa e un’energia culturale; e per testimoniare, come dice Cristina Cobianchi, Presidente e Project Manager di AlbumArte:

“una partecipazione umana oltre che artistica, una presenza attiva e propositiva che affronta le difficoltà e ne rilancia i contenuti; come l’obbligo di stare in casa, arresti domiciliari coatti per tutti, pur essendo tutti noi innocenti, ma non per questo meno responsabili.

E poi c’è Artists in Quarantine. Un progetto del quale parleremo più diffusamente  e che per il momento vi invitiamo a seguire.

Sempre Art Tribune propone riflessioni molto interessanti sulle ripercussioni future di quanto stiamo vivendo. Consiglio questo articolo di Raffaele Gavarro. Dibatte l’idea che stia a noi combattere il Covid 19 “cambiando il nostro modo di vivere e in parte, probabilmente, anche quello di essere.”

Infine, se #iorestoacasa…ma avete voglia di andare lontano lontano, e se avete mai sognato di visitare l’Hermitage di San Pietroburgo, cioè uno dei musei più grandi e più meravigliosi al mondo, questa è imbattibile: a questo link, un tour lungo 5 ore e 20 minuti.

Filmato da Axinya Gog con un telefonino. Per visitare 45 sale e 588 capolavori, e vedere varie performances di danza.

Tutto filmato in 4K. Strepitoso! E non dite che… non avete tempo!

 

Margherita Abbozzo. (2, continua)

 

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L’Arte e cultura ai tempi di #IoRestoACasa.

L’arte e la cultura ai tempi di #IoRestoACasa.

Si, #IoRestoACasa e allora l’arte e la cultura vengono da noi.

Pensare con calma e riappropiarsi di una dimensione della vita più lenta e quasi dimenticata. Leggere, ascoltare musica, riempirsi di bellezza, rappresenta l’unico antidoto a quanto ci sta succedendo.

E come si fa a riempirsi di bellezza se non si può uscire di casa e tutto è chiuso?

Ecco qualche informazione. Le aggiorneremo via via che saranno prese altre iniziative del genere. Siete tutti invitati a contribuire con notizie di attività, per costruire insieme un angolo virtuale per il bene e il piacere di tutti! 

Cominciamo campanilisticamente dalla Galleria degli Uffizi e da Uffizi Decameron.

Campagna nata con l’idea, come dice il direttore Eike Schmidt, di evitare “ogni contagio, tranne quello della bellezza”.

Cosa prevede? Attività intensificata della Galleria sia sul sito web che su Twitter, Youtube e Instagram e nuova pagina Facebook con video, foto e storie dai musei. Con ogni giorno foto, video e storie dedicate ai capolavori della Galleria delle Statue e delle Pitture, a quelli a Palazzo Pitti e a quelli nel Giardino di Boboli.

E in più anche “minitour virtuali”, che raccontano e illustrano alcuni dei più suggestivi angoli delle Gallerie.

Perchè Decameron? Perchè la famosa raccolta di novelle i Boccaccio è ambientata al tempo della peste del 1348, quando una pandemia causò paure, problemi e isolamento non troppo dissimili da quelli nostri odierni.

Nel Decameron una banda di giovani, tre maschi e sette femmine, lasciano la città per andare a chiudersi in una villa del contado dove aspettano insieme che il contagio passi. E si raccontano storie che celebrano la vita e l’amore, mentre fuori la vita normale è ferma.

Anche la Triennale di Milano vi si ispira: Triennale Decameron chiama artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti a usare i suoi spazi vuoti.  Trovate tutto ogni giorno alle 17.00 in diretta sul canale Instragram di Triennale.

Il MamBO di Bologna lancia invece “2 minuti di MAMbo, una iniziativa che propone video girati con lo smartphone dentro il museo o da remoto. Parola d’ordine: “Seguire il MAMbo perchè la cultura fa la forza, sempre!”

E allora, fino al 5 aprile, ogni giorno alle 3 del pomeriggio arriva un nuovo contributo sul canale Youtube del MAMbo. E poi anche su tutte le altre piattaforme social del museo (Facebook, Instagram e Twitter).

La Fondazione Musei Civici di Venezia offre una proposta veramente articolata e davvero interessante perfetta per tenere occupati adulti e bambini. Cominciate a esplorare da qui. 

Infine anche Lo Schermo dell’Arte offre una proposta attiva di condivisione pubblica che porta l’arte e la cultura nella vita quotidiana. Con lo streaming gratuito di alcuni film d’artista del suo archivio, e grazie alla partnership con MYmovies e alla generosa concessione delle opere da parte degli autori. Dal 12 marzo al 3 aprile 2020, in streaming gratuito sulla piattaforma MYmovies.

Perchè l’arte, come sostengono a Lo Schermo dell’Arte, “è sempre frutto di urgenza.
Se tanti musei, fondazioni, mostre e teatri chiudono, se molte iniziative vengono rimandate, è necessario dare un segnale forte e portare l’arte nella vita quotidiana delle persone affinché la cultura continui a nutrire l’anima e lo sguardo.”

Margherita Abbozzo. Continua, se manderete ulteriori vostre segnalazioni.

#iorestoacasa. Tutti insieme ce la faremo.

 

 

 

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“Tutankhamon: viaggio verso l’eternità”: la mostra che farà innamorare della storia i bambini.

“Tutankhamon: viaggio verso l’eternità”: la mostra che farà innamorare della storia i bambini.

“Tutankhamon: viaggio verso l’eternità” è il titolo della mostra aperta nella Galleria delle Carrozze, a Palazzo Medici Riccardi, fino al 2 giugno 2020.

“Tutankhamon: viaggio verso l’eternità”, a cura di Maria Cristina Guidotti, già curatrice del Museo Egizio di Firenze, e di Pasquale Barile, presidente della Ancient World Society,  è una mostra itinerante che sta facendo il giro del mondo. Si fermerà in Italia per due anni. Ed è appena atterrata a Firenze.

Il suo obiettivo? Avvicinare al fascino della cultura egizia.

Un grande esercizio di public relations del governo egiziano? Forse. E’ innegabile però che la cultura degli antichi egizi affascini tutti, da secoli.

Abdiamo a vederla, allora, questa “Tutankhamon: viaggio verso l’eternità”.

Appena entrati, subito si capisce che gli oggetti in mostra sono copie. Gli originali infatti sono la maggior attrazione del Museo Egizio del Cairo. Però.

Però la mostra diventa immediatamente accattivante. L’avatar di Howard Carter, l’inglese che scoprì la tomba inviolata di Tutankhamon, ci accompagna infatti raccontandoci i fatti salienti della sua avventura. Con frasi brevi ed efficaci. Le didascalie sono chiare e concise. L’allestimento è curato e, ottima cosa, pensato anche per i bambini.

Ovunque sfavilla l’oro. Gli oggetti, tra i quali la celeberrima maschera funeraria, e il trono, sono impressionanti. E anche se sono riproduzioni, sono riproduzioni realizzate da artigiani egiziani molto abili. E si vede. L’oro è vero, e le decorazioni sono tutte realizzate a mano, con tecniche antiche, lente e laboriose.

Addentrandosi nella visita si scopre poi che in mostra ci sono anche oggetti autentici, antichi, in prestito dal Museo Archeologico di Firenze (il secondo più importante di Italia, dove si è da poco conclusa una mostra sulle mummie veramente interessante).

Gli oggetti del museo servono a mostrare i corredi delle persone normali. E di contro ad esaltare il fasto stratosferico di quello di Tutankhamon.

Ci sono state 32 dinastie nella storia millenaria dell’Egitto. Tutankhamon appartiene alle 18esima. Cioè sale al trono nel 1333 avanti Cristo. Quando ha 9 o 10 anni. Non si sa di chi fosse figlio. Forse della famosamente bella Nefertiti. Ma gli alberi genealogici dei faraoni sono intricatissimi e i matrimoni tra consanguinei, normali. Sarà forse per questo che Tutankhamon soffriva di malattie orribilmente deformanti, come mostra una ricostruzione impressionante nella parte finale della mostra?

Comunque se siete curiosi, gli ottimi saggi in catalogo vi aiuteranno a farvi strada tra le varie generazioni dei suoi antenati.

Regna poco, Tutankhamon. Solo 9 anni. Muore quindi giovanissimo, e non si sa di cosa. Fu ucciso dal suo successore, che forse era suo nonno? O cadde da cavallo?

Certo è che gli danno una sepoltura incredibilmente fastosa e ricca. O forse rientrava nella norma? Non è dato saperlo.

Perchè la tomba di Tutankhamon è l’unico esempio di sepoltura reale con corredo ritrovata intatta. E’ proprio con la 18esima dinastia infatti che non si costruiscono più piramidi (troppo visibili per i ladri) e si comincia a nascondere le sepolture scavando sottoterra nella roccia.

Il fatto che nessuno prima di Carter avesse trovato la tomba di Tutankhamon vuol dire che ne emersero non solo oro a chili e gioielli straordinari, ma anche, in 50 tra bauli e cofanetti, abiti (compresi perizomi, cioè mutande!), scarpe (per esempio un paio di sandali d’oro niente male), strumenti musicali, giochi (il senet, che è il più antico gioco la mondo), cibi (miele, frutti, mandorle, datteri, lenticchie, vino), archi e frecce, mobili, e tanti oggetti a protezione contro i predatori.

E guarda caso, è proprio un oggetto sacro del sepolcro di Tutankhamon, cioè l’Arca del dio Hanubis, che ha ispirato George Lucas e Stephen Spielberg per il loro famosissimo film “I predatori dell’arca perduta”.

Insomma, a visitare “Tutankhamon: viaggio verso l’eternità” ci si diverte e si impara. I bambini e i ragazzi si innamoreranno della storia.

Dulcis in fundo, al termine della mostra, una sala con vari manichina spiega efficacemente come venivano create le mummie. E poi si può fare un’eperienza di Realtà Virtuale veramente immersiva nel viaggio verso l’eternità di Tutankhamon.

 

Margherita Abbozzo

Tutankhamon: viaggio verso l’eternità, a Palazzo Medici Riccardi – Galleria delle Carrozze, dal 15 febbraio – 2 giugno 2020. Con 3 giornate ad ingresso gratuito per i residenti della Città metropolitana di Firenze: il 2 marzo, 6 aprile e 4 maggio.

 

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