Farmigea consolida la sua presenza a Pisa ma conferma la chiusura della sua società commerciale

FIRENZE - Lo stabilimento Farmigea Spa rafforzerà le sue produzioni a Pisa  per consolidare il suo ruolo di eccellenza europea nel campo dei prodotti oftalmici. L'azienda ha invece confermato l'intenzione di chiudere il ramo dedicato al commerciale per affidarlo a terzi.

E' questo l'esito della riunione  convocata questa mattina a Pisa dal consigliere del presidente Rossi per il lavoro Gianfranco Simoncini e cui hanno partecipato i rappresentanti dei lavoratori, i sindacati di categoria, la Confindustria e i vertici dell'azienda. Nel corso dell'incontro la proprietà di Farmigea ha riconfermato la volontà di investire sullo stabilimento pisano (dove lavorano 150 addetti) anche attraverso il rinnovo del parco macchine e si è resa disponibile su questo terreno a un confronto continuo e periodico con le organizzazioni sindacali.

L'azienda ha però anche ribadito la decisione di chiudere la società commerciale (Farmigea srl) dal prossimo 1 gennaio 2019 e di affidarsi a una rete terza, in linea con le modifiche avvenute in questi anni nel mondo farmaceutico.  Sono 61 in tutta Italia i dipendenti di questa società (in gran parte informatori medici), ma l'azienda ha evidenziato di aver ricevuto già 15 lettere di dimissioni e di aver appreso che alcuni altri lavoratori hanno già trovato un nuovo lavoro.

Gianfranco Simoncini prendendo atto positivamente degli orientamenti aziendali sullo stabilimento di Pisa ha espresso l'auspicio  che nell'incontro tra le parti sul l'azienda commerciale, in programma lunedì  presso l'agenzia regionale per l'impiego e in quelli successivi si possa arrivare a un punto di equilibrio per giungere a un accordo che possa essere accettabile per entrambe le parti.

Firmati accordi con Nuovo Pignone e Pim per potenziare il porto di Piombino

FIRENZE – Favorire il potenziamento del porto di Piombino con il sostegno a nuovi insediamenti capaci di creare lavoro e sviluppo: è questo in sintesi il contenuto che accomuna i due protocolli d'intesa sottoscritti oggi a Livorno da Regione Toscana, Autorità portuale e Comune e, rispettivamente Nuovo Pignone-BHGE e Piombino Industrie Marittime S.r.l. Grazie alla realizzazione di un cantiere di assemblaggio e collaudo della multinazionale e di un centro di demolizione navi della Pim potranno arrivare investimenti stimati in circa 54 milioni complessivi. Lo spirito dei due protocolli e dunque di coordinare istituzioni e imprese facilitando, nel rispetto delle normative, il loro insediamento. 

L'accordo con Nuovo Pignone
Creare le condizioni perché possa essere realizzato nel porto di Piombino un cantiere destinato all'assemblaggio e a collaudo dei grandi moduli industriali per la compressione del gas o la produzione di energia elettrica da parte di Nuovo Pignone. E' rivolto a questo obiettivo il protocollo sottoscritto oggi a Piombino da istituzioni (Regione, Comune e autorità portuale) e Nuovo Pignone – società del gruppo Baker Hughes e GE Company (BHGE). La posta è altissima: la definizione del piano di investimenti è parte delle attività da realizzarsi nell'ambito dell'accordo, ma si stima che l'investimento complessivo possa essere nell'ordine di 40 milioni di euro. Nuovo Pignone BHGE ha manifestato il proprio interesse a realizzare questo insediamento grazie alle caratteristiche assunte, negli ultimi anni, dalla Darsena Nord del porto di Piombino: possibilità di accesso diretto alla banchina portuale, pescaggio a 20 metri di profondità, disponibilità di nuovi piazzali in corso di consolidamento con superficie fino a 200.000 mq.

Il documento sottoscritto ha il compito di favorire un coordinamento tra istituzioni e azienda al fine di far maturare le condizioni per una proposta finale di insediamento industriale-logistico di Nuovo Pignone BHGE. Il gruppo interessato è leader a livello mondiale nel settore delle tecnologie per l'Oil & Gas; gestisce 24 segmenti e linee di prodotto, impiega circa 64.000 dipendenti nel mondo (di cui oltre 5.000 in Italia e circa 4.500 in Toscana) e svolge attività in più di 120 Paesi.

L'accordo con Pim
Mettere in atto tutte le azioni necessarie al fine di realizzare un  centro portuale per lo smantellamento delle navi secondo i principi eco-compatibili del riciclo stabiliti dalle normative comunitarie. E' questo l'obiettivo di fondo del protocollo d'intesa firmato oggi da Regione, Comune, Autorità portuale e Piombino Industrie Marittime S.r.l. Pim, società controllara dal gruppo Neri, leader nei servizi marittimi, è un'azienda specializzata nello Ship Recycling, ovvero la demolizione navale eco-compatibile. La prospettiva è di far diventare Piombino l'unico centro del mediterraneo a svolgere questa funzione. Una prospettiva con forti ricadute economiche e occupazionali: per realizzare l'investimento stimato in 14 milioni di euro verranno attivati circa 200 posti di lavoro, tra operai navalmeccanici, ingegneri, tecnici ed impiegati. L'impianto di demolizione e costruzione navale sarà realizzato presso la Darsena Nord, dove l'Autorità portuale ha consegnato a Pim due anni fa un primo lotto di 77.415mq a terra e uno specchio d'acqua antistante di 11.125 mq. Un secondo lotto è previsto sia consegnato a Pim entro la fine del 2018. L'assetto di cantiere dovrebbe essere completato entro la fine del 2019.

Il protocollo sottoscritto oggi dovrà favorire uil coordinamento delle parti per l'attivazione del cantiere navale di demolizioni, costruzioni e logistica, a  facilitare azioni, procedure, semplificazioni amministrative nel rispetto della normativa vigente, a coordinare e la definizione di accordi integrativi con soggetti terzi deputati alla realizzazione e gestione di infrastrutture di servizio pubblico.

Piombino, Rossi: “Rilanciare il porto, attrarre investimenti, creare nuove opportunità di lavoro”

FIRENZE – "Stiamo costruendo le condizioni per rilanciare Piombino come luogo importante per l'occupazione, il lavoro, lo sviluppo della Toscana. Rispetto al vuoto industriale che si era prodotto, la svolta non si fa in un giorno, occorre almeno un medio periodo. Gli accordi che firmiamo oggi hanno questa finalità: rilanciare il porto, attrarre investimenti, creare nuove opportunità per alcune centinaia di posti di lavoro".

Così il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha sintetizzato il valore dei due protocolli d'intesa firmati oggi a Piombino, presso la sede del Comune, da Regione, Autorità portuale e Comune con, rispettivamente, Nuovo Pignone- BHGE e Piombino Industrie Marittime S.r.l. L'accordo con Nuovo Pignone serve a creare le condizioni perché possa essere realizzato nel porto di Piombino un cantiere destinato all'assemblaggio e al collaudo dei grandi moduli industriali per la compressione del gas o la produzione di energia elettrica da parte di Nuovo Pignone. Quello con Pim a mettere in atto tutte le azioni necessarie per realizzare un centro portuale per lo smantellamento delle navi.

"Questi accordi – ha spiegato Rossi - stabiliscono che in tempi prestabiliti l'interesse manifestato diventi operativo. Piombino ha bisogno di certezze per poter ripartire".

Sia Nuovo Pignone che Pim hanno confermato pubblicamente il loro pieno interesse a andare avanti. "BHGE Nuovo Pignone, attraverso la firma di questo Protocollo, conferma il suo interesse per l'insediamento nell'area di Piombino – ha detto il presidente di Nuovo Pignone Michele Stangarone. "Si tratta – ha aggiunto - di un cantiere di assemblaggio di moduli industriali per l'industria del petrolio e del gas in un'area di circa 200.000 metri quadrati direttamente sul porto, che sarà in supporto a quella già esistente ad Avenza" . "Il Protocollo – ha aggiunto - nasce con la finalità di garantire le condizioni necessarie per l'insediamento industriale, con tempi e ruoli certi, e un elevato grado di coordinamento tra le parti, con cui continuiamo a lavorare a stretto contatto su tutti gli aspetti tecnici e operativi. Crediamo molto nella collaborazione tra istituzioni del territorio e imprese per continuare a creare valore sul territorio".

Anche il presidente di Pim Piero Neri ha confermato la piena intenzione di dare concretezza all'interesse per l'insediamento nel porto. "Le opportunità per iniziare a produrre sin dal primo gennaio 2019 ci sono: Il nostro partner ha infatti acquisito tre importanti commesse per 2 navi di lusso e  un traghetto e su queste commesse Pim potrà intervenire concretamente aprendo prospettive per alcune centinaia di posti di lavoro".

Oltre alla partita dei nuovi insediamenti nel porto il presidente Rossi si è soffermato anche sulle altre questioni centrali per Piombino: quelle relative alle arterie di collegamento. Il presidente ha reso pubblica una lettera di Anas nella quale si annuncia che la SR 398, la bretella di collegamento tra Porto e Tirrenica, avrà nel corso del 2019 una progettazione definitiva e che saranno poi affidati i lavori per 58 milioni. In parallelo il presidente ha anche ricordato di aver sottoposto al governo, con una missiva indirizzata al ministro Toninelli la questione della Tirrenica. "C'è questo buco nella viabilità della costa che deve essere superato altrimenti non riusciremo a operare il rilancio di quest'area" ha detto. 

Grosseto, i fondi Ue per una agricoltura in sintonia con l’ambiente al centro di un convegno

FIRENZE - L'agricoltura che rispetta l'ambiente, che adotta comportamenti sostenibili, che presidia il territorio: è a questa l'agricoltura, e ai sostegni comunitari del Programma di sviluppo rurale 2014 -2020  che la Regione Toscana ha dedicato una giornata di incontro e dibattito.

Il convegno, che si è svolto al  Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, Grosseto, è servito a fare il punto su quanto è stato fatto e quanto resta da fare su temi come la tutela dell'ambiente, la salvaguardia dell'agrobiodiversità, il presidio del territorio e il mantenimento del paesaggio, su tutte quegli ambiti che, tecnicamente, nel Programma di sviluppo rurale vengono identificati dalla voce agroambiente.
A questi ambiti è destinata una fetta consistente del Psr 2014-2020, corrispondente a quasi il 20% degli 861 milioni stanziati per il periodo 2014-2020.

L'appuntamento di  Grosseto, al quale ha preso parte anche il presidente Enrico Rossi, si è sviluppato per un'intera giornata con una significativa partecipazione. Al mattino l'attenzione si è concentrata sullo stato di attuazione delle misure agroambientali previste dal Psr, nel pomeriggio invece sono stati messi al centro gli scenari socio economici presenti e quelli futuri per l'agroambiente.
Entrambi questi aspetti sono stati sviluppati dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi che ha guidato la giornata dei lavori.
"Questa conferenza sulle politiche agroambientali dello Sviluppo Rurale  che si colloca a metà del percorso di attuazione del Psr–  ha detto Remaschi - ci ha permesso da una parte di condividere  i risultati finanziari già  raggiunti (sono stati già stanziati l'86% delle risorse disponibili per il Psr) dall'altra a raccogliere riflessioni e contributi per la futura programmazione, alla luce dei cambiamenti in atto e nell'ottica di obiettivi ambientali più ambiziosi rispetto al passato e legati ad un utilizzo ancora più efficiente e efficace delle risorse e a un uso sempre più consapevole dei prodotti fitosanitari.

L'assessore ha sottolineato il valore del finanziamento comunitario: "Le risorse del Psr hanno contribuito alla tutela dell'ambiente, alla salvaguardia dell'agrobiodiversità, alla valorizzazione degli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura, all'incentivazione dell'uso efficiente delle risorse, al presidio del territorio e al mantenimento del paesaggio. Ma in quest'ambito ciò che spicca è soprattutto quanto è stato possibile fare per l'agricoltura biologica: sono 2.066 le domande volte all'introduzione o al mantenimento dell'agricoltura biologica finanziate sin qui per una cifra complessiva che supera i 115 milioni di euro".

 

 


 

Grosseto, i fondi Ue per una agricoltura in sintonia con l’ambiente al centro di un convegno

FIRENZE - L'agricoltura che rispetta l'ambiente, che adotta comportamenti sostenibili, che presidia il territorio: è a questa l'agricoltura, e ai sostegni comunitari del Programma di sviluppo rurale 2014 -2020  che la Regione Toscana ha dedicato una giornata di incontro e dibattito.

Il convegno, che si è svolto al  Centro Fiere del Madonnino di Braccagni, Grosseto, è servito a fare il punto su quanto è stato fatto e quanto resta da fare su temi come la tutela dell'ambiente, la salvaguardia dell'agrobiodiversità, il presidio del territorio e il mantenimento del paesaggio, su tutte quegli ambiti che, tecnicamente, nel Programma di sviluppo rurale vengono identificati dalla voce agroambiente.
A questi ambiti è destinata una fetta consistente del Psr 2014-2020, corrispondente a quasi il 20% degli 861 milioni stanziati per il periodo 2014-2020.

L'appuntamento di  Grosseto, al quale ha preso parte anche il presidente Enrico Rossi, si è sviluppato per un'intera giornata con una significativa partecipazione. Al mattino l'attenzione si è concentrata sullo stato di attuazione delle misure agroambientali previste dal Psr, nel pomeriggio invece sono stati messi al centro gli scenari socio economici presenti e quelli futuri per l'agroambiente.
Entrambi questi aspetti sono stati sviluppati dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi che ha guidato la giornata dei lavori.
"Questa conferenza sulle politiche agroambientali dello Sviluppo Rurale  che si colloca a metà del percorso di attuazione del Psr–  ha detto Remaschi - ci ha permesso da una parte di condividere  i risultati finanziari già  raggiunti (sono stati già stanziati l'86% delle risorse disponibili per il Psr) dall'altra a raccogliere riflessioni e contributi per la futura programmazione, alla luce dei cambiamenti in atto e nell'ottica di obiettivi ambientali più ambiziosi rispetto al passato e legati ad un utilizzo ancora più efficiente e efficace delle risorse e a un uso sempre più consapevole dei prodotti fitosanitari.

L'assessore ha sottolineato il valore del finanziamento comunitario: "Le risorse del Psr hanno contribuito alla tutela dell'ambiente, alla salvaguardia dell'agrobiodiversità, alla valorizzazione degli ecosistemi connessi all'agricoltura e alla silvicoltura, all'incentivazione dell'uso efficiente delle risorse, al presidio del territorio e al mantenimento del paesaggio. Ma in quest'ambito ciò che spicca è soprattutto quanto è stato possibile fare per l'agricoltura biologica: sono 2.066 le domande volte all'introduzione o al mantenimento dell'agricoltura biologica finanziate sin qui per una cifra complessiva che supera i 115 milioni di euro".