Buy wine: in corso le iscrizioni, c’è tempo fino al 26

FIRENZE - Sono in pieno corso le iscrizioni all'edizione 2018 di Buy wine . Fino a domenica 26 novembre le aziende vitivinicole toscane potranno richiedere di partecipare all'evento con cui il vino toscano d'eccellenza si presenta a buyers provenienti da tutto il mondo.Le aziende selezionate saranno un massimo di 215.
Il bando è pubblicato sulla Banca Dati Atti della Regione Toscana nonché sul sito web regionale. Numerose aziende del settore hanno già iniziato a presentare la domanda di partecipazione o si stanno preparando per poter essere presenti alla ottava edizione della manifestazione, organizzata dalla Regione Toscana in collaborazione con PromoFirenze, Azienda speciale della Camera di Commercio di Firenze.

Il "Buy Wine 2018" si terrà  a Firenze, alla Fortezza da Basso, il 9 e 10 febbraio 2018.
Il format, ormai collaudato del "Buy wine" mette direttamente in contatto buyers ed aziende: nel 2017 gli incontri tra i 185 buyers arrivati da 34 Paesi e le 210 aziende presente sono stati 5.180.

Come di consueto la manifestazione, in collaborazione con i Consorzi toscani del vino, proseguirà con le "Anteprime di Toscana", dove i vini DOCG e DOC toscani d'eccellenza saranno presentati, in appositi eventi, ai mass media ed operatori del settore.
Infine, al termine del Buy Wine 2018, nei due giorni subito seguenti alla fine della manifestazione, per i buyer che ne faranno richiesta, sarà possibile partecipare a tour organizzati dove saranno accompagnati a visitare cantine ed aziende vitivinicole dei vari territori toscani.

Agrobiodiversità, Remaschi: “La nuova sfida è rilanciare varietà autoctone a rischio estinzione”

ALBERESE (Gr) - Salvare e rilanciare varietà e razze autoctone non solo consente di mantenere la biodiversità, ma offre un repertorio di prodotti spesso con elevati valori nutrizionali e salutistici e con una maggiore capacità di fronteggiare i cambiamenti climatici. E' quanto emerge dal seminario sulla agrobiodiversità che si è svolto ieri e oggi alla Tenuta di Alberese (Grosseto) e in cui sono state presentate esperienze provenienti da tutta Europa capaci di prestarsi che ad una possibile applicazione nel nostro territorio.

La Toscana ha un'esperienza ultraventennale su questa materia. Grazie al sistema di salvaguardia della biodiversità agricola della Regione Toscana sono state messe a repertorio 871   varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi "autoctoni" e di razze animali della Toscana. Di queste ben 740, pari all'85%  sono a rischio estinzione.

Il seminario è stato organizzato proprio per verificare, con un confronto su larga scala le prospettive di recupero e di reimmissione sul mercato di almeno alcune di queste varietà.

Un concetto sottolineato nelle sue conclusioni dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi:" Proteggere dal rischio di estinzione e valorizzare il   patrimonio di biodiversità è elemento irrinunciabile della nostra politica agricola volta a garantire l'identità di un territorio, la sua cultura rurale, il lavoro  degli agricoltori che ci vivono e delle loro comunità"  ha detto Remaschi.

"Ma oggi – ha aggiunto - fondamentale è anche l'impegno a reimmettere queste varietà, o almeno alcune di queste, in un circuito produttivo.  La loro presenza non solo può sostenere attività di rilancio economico, specie nelle zone considerate marginale, ma anche a rafforzare l'immagine della Toscana come luogo di qualità per l'equilibrio fra ambiente, agricoltura e attività dell'uomo, un vero e proprio agroecosistema".

"Questo  Workshop – ha proseguito l'assessore  - vuole essere il primo passo verso una politica di connessione con tutte le esperienze in atto in Europa che operano su questa tematica. Valorizzare l'agrobiodiversità appare per la Regione Toscana strategico, specialmente per gli aspetti nutraceutici molto positivi che molte di queste risorse hanno, ma anche per un contributo alla razionalizzazione e alla riduzione del consumo dell'uso della acqua: molte di queste  razze animali (è il caso della vacca maremmana), hanno una resistenza molto più spiccata e nel caso delle varietà vegetali n diversi casi, come è avvenuto quest'anno, i cereali delle antiche varietà hanno avuto maggiore capacità di adattamento alla siccità, disponendo di un apparato radicale molto più sviluppato e in grado di ricercare l'acqua negli strati più profondi del suolo".

Che cos'è l'agrobiodiversità

L' agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della "biodiversità" e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Questo tema è venuto alla ribalta perché la diversità della natura coltivata o allevata è  stata messa a rischio dall'industrializzazione dell'agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione. Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997, con una specifica legge regionale (la L.R. 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004, è stata modificata e sostituita dalla LR 64/2004 su "Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale", legge per la quale la Regione Toscana  ha ricevuto nel 2010 una Menzione d'Onore dal World Future Council (fondazione impegnata sul fronte dell'individuazione e sostegno alle migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali).

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche

Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 871 risorse genetiche: 576 di specie legnose e da frutto, 133 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 23 sono le risorse genetiche animali. Di queste 871 ben 745 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita  la Regione da 20 anni esiste una rete di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, il cui impegno consiste nel mantenimento in purezza di queste varietà e da alcuni nodi di riferimento, le cosiddette banche del germoplasma: sono ben 9 in Toscana e in queste  si garantisce la conservazione di tutte le varietà.

Negli ultimi anni alcune tra le razze  e le varietà autoctone hanno saputo allontanare il rischio di estinzione e ritagliarsi uno spazio significativo (è il caso della cinta senese o dell'asino dell'Amiata, e ancora, tra le varietà, della cipolla rossa della Maremma o delle mele di Casciana) mentre ci sono altre razze anche conosciute che devono essere difese dal rischio di scomparire (dalla pecora garfagnina a quella zerasca, dalla vacca pontremolese a quella garfagnina sino al mucco pisano).

A breve sarà presentata una "APP" cioè una applicazione che sfrutterà le moderne tecnologie e la georeferenziazione per animare la Rete di conservazione e sicurezza.  La App avrà lo scopo di valorizzare le attività dei coltivatori custodi, favorendone la conoscenza da parte dei fruitori del territorio toscano e promuovere la conoscenza delle razze e varietà locali della Regione Toscana.

I coltivatori custodi e il loro mercato

In occasione del workshop è stato organizzata  anche una "Mostra Mercato del Coltivatore Custode" che proseguirà nella intera giornata di domani, sabato 11 Novembre 2017; nella mostra mercato alcuni tra i quasi 200 coltivatori custodi toscani espongono e vendono i loro prodotti appartenenti al patrimonio genetico autoctono della nostra Regione Toscana. Si tratta di  un'occasione por conoscere da vicino e incontrare i protagonisti di questa azione di difesa del nostro patrimonio di agrobiodiversità. La mostra mercato resterà aperta anche domani, sabato, dalle 9 alle 18. Direttamente i butteri organizzeranno visite guidate  alla storica Selleria della Tenuta di Alberese e al Granaio Lorenese oggi, venerdì 10 alle ore 15.30 e domani, sabato 11 Novembre  alle ore 10.30 e alle ore 15.00. L'accesso alla mostra mercato e tutte le visite sono gratuite.

La Tenuta di Alberese

Anche il luogo dove si è tenuto il seminario e dove si sviluppala mostra mercato del coltivatore custode e emblematico: Il luogo è la Tenuta di Alberese (http://www.alberese.com/), un'azienda agricola multifunzionale gestita da Terre Regionali Toscane di oltre 4.200 ettari condotti integralmente con il metodo di agricoltura biologica all'interno del Parco Naturale della Maremma. Qui trova sede  la Banca Regionale del Germoplasma, si allevano allo stato brado le razze locali di bovini (Bovino Maremmano) e di equini (Cavallo Maremmano) e viene mantenuto attivo l'antico mestiere del Buttero.

Agrobiodiversità, Remaschi: “La nuova sfida è rilanciare varietà autoctone a rischio estinzione”

ALBERESE (Gr) - Salvare e rilanciare varietà e razze autoctone non solo consente di mantenere la biodiversità, ma offre un repertorio di prodotti spesso con elevati valori nutrizionali e salutistici e con una maggiore capacità di fronteggiare i cambiamenti climatici. E' quanto emerge dal seminario sulla agrobiodiversità che si è svolto ieri e oggi alla Tenuta di Alberese (Grosseto) e in cui sono state presentate esperienze provenienti da tutta Europa capaci di prestarsi che ad una possibile applicazione nel nostro territorio.

La Toscana ha un'esperienza ultraventennale su questa materia. Grazie al sistema di salvaguardia della biodiversità agricola della Regione Toscana sono state messe a repertorio 871   varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi "autoctoni" e di razze animali della Toscana. Di queste ben 740, pari all'85%  sono a rischio estinzione.

Il seminario è stato organizzato proprio per verificare, con un confronto su larga scala le prospettive di recupero e di reimmissione sul mercato di almeno alcune di queste varietà.

Un concetto sottolineato nelle sue conclusioni dall'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi:" Proteggere dal rischio di estinzione e valorizzare il   patrimonio di biodiversità è elemento irrinunciabile della nostra politica agricola volta a garantire l'identità di un territorio, la sua cultura rurale, il lavoro  degli agricoltori che ci vivono e delle loro comunità"  ha detto Remaschi.

"Ma oggi – ha aggiunto - fondamentale è anche l'impegno a reimmettere queste varietà, o almeno alcune di queste, in un circuito produttivo.  La loro presenza non solo può sostenere attività di rilancio economico, specie nelle zone considerate marginale, ma anche a rafforzare l'immagine della Toscana come luogo di qualità per l'equilibrio fra ambiente, agricoltura e attività dell'uomo, un vero e proprio agroecosistema".

"Questo  Workshop – ha proseguito l'assessore  - vuole essere il primo passo verso una politica di connessione con tutte le esperienze in atto in Europa che operano su questa tematica. Valorizzare l'agrobiodiversità appare per la Regione Toscana strategico, specialmente per gli aspetti nutraceutici molto positivi che molte di queste risorse hanno, ma anche per un contributo alla razionalizzazione e alla riduzione del consumo dell'uso della acqua: molte di queste  razze animali (è il caso della vacca maremmana), hanno una resistenza molto più spiccata e nel caso delle varietà vegetali n diversi casi, come è avvenuto quest'anno, i cereali delle antiche varietà hanno avuto maggiore capacità di adattamento alla siccità, disponendo di un apparato radicale molto più sviluppato e in grado di ricercare l'acqua negli strati più profondi del suolo".

Che cos'è l'agrobiodiversità

L' agrobiodiversità è un sottoinsieme del più grande tema della "biodiversità" e riguarda in modo specifico le varietà vegetali e le razze animali, coltivate o allevate e il territorio ad esse legato. Questo tema è venuto alla ribalta perché la diversità della natura coltivata o allevata è  stata messa a rischio dall'industrializzazione dell'agricoltura. La spinta alla massima produttività delle colture ha infatti richiesto la selezione e la diffusione di cultivar uniformi e standardizzate sia a livello delle sementi che del loro metodo di coltivazione. Il lavoro su questo tema è cominciato in Toscana nel 1997, con una specifica legge regionale (la L.R. 50/97) sulla tutela delle risorse genetiche autoctone locali, che nel 2004, è stata modificata e sostituita dalla LR 64/2004 su "Tutela e valorizzazione del patrimonio di razze e varietà locali di interesse agrario, zootecnico e forestale", legge per la quale la Regione Toscana  ha ricevuto nel 2010 una Menzione d'Onore dal World Future Council (fondazione impegnata sul fronte dell'individuazione e sostegno alle migliori politiche sostenibili e rispettose dei diritti universali).

La Toscana e la conservazione delle sue risorse genetiche

Attualmente sono iscritte al repertorio della Regione Toscana 871 risorse genetiche: 576 di specie legnose e da frutto, 133 erbacee, 114 specie ornamentali e da fiore, 25 di interesse forestale. Infine 23 sono le risorse genetiche animali. Di queste 871 ben 745 sono considerate a rischio di estinzione. Per mantenerle in vita  la Regione da 20 anni esiste una rete di protezione formata da quasi 200 coltivatori custodi, il cui impegno consiste nel mantenimento in purezza di queste varietà e da alcuni nodi di riferimento, le cosiddette banche del germoplasma: sono ben 9 in Toscana e in queste  si garantisce la conservazione di tutte le varietà.

Negli ultimi anni alcune tra le razze  e le varietà autoctone hanno saputo allontanare il rischio di estinzione e ritagliarsi uno spazio significativo (è il caso della cinta senese o dell'asino dell'Amiata, e ancora, tra le varietà, della cipolla rossa della Maremma o delle mele di Casciana) mentre ci sono altre razze anche conosciute che devono essere difese dal rischio di scomparire (dalla pecora garfagnina a quella zerasca, dalla vacca pontremolese a quella garfagnina sino al mucco pisano).

A breve sarà presentata una "APP" cioè una applicazione che sfrutterà le moderne tecnologie e la georeferenziazione per animare la Rete di conservazione e sicurezza.  La App avrà lo scopo di valorizzare le attività dei coltivatori custodi, favorendone la conoscenza da parte dei fruitori del territorio toscano e promuovere la conoscenza delle razze e varietà locali della Regione Toscana.

I coltivatori custodi e il loro mercato

In occasione del workshop è stato organizzata  anche una "Mostra Mercato del Coltivatore Custode" che proseguirà nella intera giornata di domani, sabato 11 Novembre 2017; nella mostra mercato alcuni tra i quasi 200 coltivatori custodi toscani espongono e vendono i loro prodotti appartenenti al patrimonio genetico autoctono della nostra Regione Toscana. Si tratta di  un'occasione por conoscere da vicino e incontrare i protagonisti di questa azione di difesa del nostro patrimonio di agrobiodiversità. La mostra mercato resterà aperta anche domani, sabato, dalle 9 alle 18. Direttamente i butteri organizzeranno visite guidate  alla storica Selleria della Tenuta di Alberese e al Granaio Lorenese oggi, venerdì 10 alle ore 15.30 e domani, sabato 11 Novembre  alle ore 10.30 e alle ore 15.00. L'accesso alla mostra mercato e tutte le visite sono gratuite.

La Tenuta di Alberese

Anche il luogo dove si è tenuto il seminario e dove si sviluppala mostra mercato del coltivatore custode e emblematico: Il luogo è la Tenuta di Alberese (http://www.alberese.com/), un'azienda agricola multifunzionale gestita da Terre Regionali Toscane di oltre 4.200 ettari condotti integralmente con il metodo di agricoltura biologica all'interno del Parco Naturale della Maremma. Qui trova sede  la Banca Regionale del Germoplasma, si allevano allo stato brado le razze locali di bovini (Bovino Maremmano) e di equini (Cavallo Maremmano) e viene mantenuto attivo l'antico mestiere del Buttero.

Agrobiodiversità, seminario ad Alberese sulle tipicità toscane: briefing alle 11.30

FIRENZE -  Sono 871  le varietà di frutta, ortaggi, cereali, foraggi e di razze animali che hanno le loro radici genetiche saldamente impiantate in Toscana. Ma l'85% di queste sono a rischio estinzione. La Regione sino a oggi le ha salvaguardate e protette con un sistema all'avanguardia
basato sulla sapiente azione dei Coltivatori Custodi e  sulle  "Banche del Germoplasma". Ma ora  si sta attivando per verificare il possibile rilancio nel sistema produttivo di  molte di queste. 

Per questo ha organizzato per giovedì 9 e venerdì 10 una due giorni di incontro e di studio. Il seminario, che si terrà alla Tenuta di  Alberese (località Spergolaia, Grosseto), permetterà di conoscere da vicino i casi concreti di valorizzazione delle agrobiodiversità a livello europeo.

In particolare saranno messe al centro del workshop le esperienze europee  che si prestino ad una possibile applicazione nel nostro territorio. Nell'occasione verrà valorizzata anche l'azione dei quasi 200 coltivatori custodi che in Toscana permettono il mantenimento di tutte queste tipicità: venerdì e sabato  si svolgerà la mostra mercato del coltivatore custode, dove gli agricoltori esporranno le proprie produzioni provenienti dal patrimonio della agrobiodiversità toscana.

Per conoscere più da vicino il patrimonio autoctono della Toscana, le sue potenzialità nell'ambito agroalimentare, nella nutraceutica, nella salvaguardia di un'agricoltura capace di adattarsi ai cambiamenti climatici è stato organizzato un briefing con i giornalisti alle ore 11.30 di oggi, venerdì 10 novembre, ad Alberese (Granaio Lorenese). Sarà presente anche l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi.

Dall’Europa alla Toscana, i giornalisti dell’agroalimentare si ritrovano per tre giorni a Siena

FIRENZE – Arriveranno dalla Francia come dalla Germania, dalla Grecia come dalla Norvegia. Sono giornalisti specializzati nel settore agroalimentare e si ritroveranno a Siena per partecipare a un simposio dedicato al valore della tipicità e al ruolo dell'informazione. L'appuntamento è per venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 novembre e si svilupperà attraverso un percorso di incontri, visite guidate e degustazioni.

I temi e il programma della tre giorni senese sono stati illustrati stamani nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Firenze presso la presidenza della Regione e cui hanno partecipato l'assessore regionale all'agricoltura Marco Remaschi, l'assessore al turismo del Comune di Siena Sonia Pallai e Franco Polidori e Fabrizio Mandorlini, presidente e vicepresidente di Arga Toscana, l'associazione regionale di giornalisti esperti in agricoltura che organizza il simposio.

"Il simposio – ha detto l'assessore Remaschi - rappresenta una grande occasione di mostrare, far degustare e raccontare la nostra agricoltura e i suoi prodotti a giornalisti esperti e e competenti. La loro presenza in loco permetterà di mostrare le dirette connessioni fra il nostro comparto agroalimentare, la terra che lo esprime, il paesaggio in cui vive e l'identità culturale di cui è parte. Un tutt'uno che costituisce la specificità più grande della Toscana. Una specificità ben rappresentata a Siena, uno dei cuori pulsanti della Toscana anche per l'agroalimentare".

"Siena – ha evidenziato l'assessore Pallai - ha accolto molto positivamente la richiesta di tenere qui questa tre giorni di giornalisti specializzati. L'agroalimentare permette di vivere e di far vivere un'esperienza speciale articolata in tre fasi: i prodotti possono essere assaporati all'interno della città, oppure andando in visita ai luoghi di produzione. Infine possono anche portati a casa e condivisi rappresentando così uno straordinario veicolo promozionale". "Siamo certi - ha concluso - che i giornalisti che verranno qui potranno aggiungere elementi preziosi alle loro conoscenze sulla Toscana e su questo comparto".

Franco Polidori e Fabrizio Mandorlini, rispettivamente presidente e vicepresidente di Arga Toscana, organizzatrice dell'evento, hanno presentato il programma della tre giorni che si svilupperà venerdì con una tavola rotonda sull'agroalimentare italiana dopo l'expo, sabato con un board delle presidenze dei giornalisti europei, una visita alla mostra di Ambrogio Lorenzetti e una degustazione di grandi vini e si concluderà domenica con una iniziativa di trekking urbano denominata "A spasso tra le ricette senesi, alla scoperta di strade e sapori a zero calorie".