Sanità: Toscana, 280 mln per innovazione tecnologica

Sanità: Toscana, 280 mln per innovazione tecnologica

280 milioni di euro gli investimenti della Toscana aggiudicati nel 2020 per l’innovazione tecnologica delle attività delle Aziende sanitarie

Gli investimenti della Toscana ammontano a 280 milioni di euro per l’innovazione tecnologica delle attività delle Aziende sanitarie, tramite gare gestite dalle varie strutture del dipartimento di Acquisizione beni e servizi di Estar, l’Ente per il supporto tecnico amministrativo regionale. Si tratta di investimenti contrattualizzati e utilizzabili dal 2021 e negli anni successivi.

I contratti aggiudicati vanno ad aggiungersi a quelli tuttora in vigore e a quelli che potranno essere messi a gara sulla base delle attività programmate, al fine di garantire il continuo rinnovamento del parco tecnologico e informatico in ambito sanitario.

“La pandemia non ci ha fermati, abbiamo continuato a investire in tecnologie informatiche e sanitarie, per affrontare al meglio le sfide del presente e del futuro – commenta il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Continueremo a sviluppare e a promuovere ogni forma di innovazione, che favorisca la qualità dei servizi erogati, la rapidità della presa in carico dell’organizzazione sanitaria, l’appropriatezza della cura e dell’assistenza. La salute e il benessere dei nostri cittadini sono fra le nostre priorità”.

Per l’assessore toscano al diritto alla salute Simone Bezzini, “nonostante l’emergenza sanitaria e il periodo complesso e difficile che ne è conseguito abbiamo continuato a lavorare anche su altri fronti della nostra sanità e investito in nuove tecnologie, per mantenere il nostro sistema sanitario al passo con i tempi che viviamo e per essere anche pronti ad affrontare le sfide del futuro in termini di diagnosi precoci, medicina personalizzata, promozione della salute, terapie e cure adeguate alle necessità dei nostri cittadini, e di conseguenza della nostra intera comunità”.

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Visite virtuali ad Accademia della Crusca a partire da febbraio

Visite virtuali ad Accademia della Crusca a partire da febbraio

Un calendario di visite virtuali gratuite all’interno dell’Accademia della Crusca di Firenze per sopperire all’attuale fase di chiusura

Si tratta di un’iniziativa volta a permettere a chiunque in Italia e nel mondo di conoscere l’Accademia della Crusca nata nel 1583 e ancora oggi punto di riferimento per le ricerche sulla lingua italiana.

Il progetto ‘Dentro la Crusca. Dentro l’Italiano’, presentato oggi, è realizzato dall’associazione Amici dell’Accademia della Crusca con il contributo di Unicoop Firenze. Le visite virtuali partiranno a febbraio e proseguiranno anche dopo la riapertura.

I partecipanti saranno accolti da un linguista, presente fisicamente nella sede dell’Accademia della Crusca, che farà loro da guida, curerà un percorso specifico e accompagnerà i visitatori nelle sale, rispondendo alle domande del pubblico. Sono stati, inoltre, prodotti specifici filmati, realizzati da Berta Film, e destinati alle diverse fasce di pubblico: bambini, adulti, scuole, stranieri. Per lanciare l’iniziativa è stato realizzato un video con un’intervista immaginaria a Leonardo Salviati, scrittore tra i principali promotori della fondazione dell’Accademia, interpretato dall’attore Francesco Gori che, con i vestiti e il linguaggio del 1500, invita a partecipare alle visite guidate.

“Da oggi è realmente possibile per tutti conoscere meglio l’Accademia della Crusca – ha commentato il presidente Claudio Marazzini -. Si tratta di una nuova offerta di visita, che non vuole certo sostituirsi all’invito a tornare a Firenze e nella nostra meravigliosa sede. Anzi auspico che a breve il visitatore possa cogliere la possibilità di visitare la Crusca insieme al futuro museo della Lingua Italiana. Questo nostro progetto vuole essere uno strumento in più, che resterà a disposizione di chi abita lontano da Firenze, o abbia difficoltà di mobilità di qualunque genere”.

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Coronavirus in Toscana: 503 casi positivi, età media 46 anni e 14 decessi

Coronavirus in Toscana: 503 casi positivi, età media 46 anni e 14 decessi

775 ricoveri (34 in meno rispetto a ieri), di cui 116 in terapia intensiva (3 in più). Il bollettino odierno del Coronavirus in Toscana

Sono 129.384 i casi di positività al Coronavirus in Toscana, 503 casi positivi (501 confermati con tampone molecolare e 2 da test rapido antigenico). I nuovi casi sono lo 0,4% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,4% e raggiungono quota 117.029 (90,5% dei casi totali).

Oggi sono stati eseguiti 10.115 tamponi molecolari e 4.653 tamponi antigenici rapidi, di questi il 3,4% è risultato positivo. Sono invece 5.582 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui il 9% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 8.303, +0,3% rispetto a ieri. I ricoveri sono 775 (34 in meno rispetto a ieri), di cui 116 in terapia intensiva (3 in più).
Si registrano oggi 14 nuovi decessi: 6 uomini e 8 donne con un’età media di 85,1 anni.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione civile nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in Toscana.

L’età media dei 503 nuovi positivi odierni al Coronavirus in Toscana è di 46 anni circa (il 15% ha meno di 20 anni, il 21% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 19% tra 60 e 79 anni, l’8% ha 80 anni o più).

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (501 confermati con tampone molecolare e 2 da test rapido antigenico): sono 35.969 i casi complessivi ad oggi a Firenze (130 in più rispetto a ieri), 10.997 a Prato (27 in più), 10.991 a Pistoia (57 in più), 8.155 a Massa-Carrara (48 in più), 13.395 a Lucca (25 in più), 17.668 a Pisa (41 in più), 9.814 a Livorno (76 in più), 11.644 ad Arezzo (35 in più), 5.828 a Siena (50 in più), 4.368 a Grosseto (14 in più).
Sono 555 i casi positivi al Coronavirus in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 225 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 179 nella Nord Ovest, 99 nella Sud est.

La Toscana si trova al 12° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 3.476 casi per 100 mila abitanti (media italiana circa 4.007 per 100 mila, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 4.260 casi per 100 mila abitanti, Massa-Carrara con 4.205, Pisa con 4.184, la più bassa Grosseto con 1.978.

Complessivamente, 7.528 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (55 in più rispetto a ieri, più 0,7%).
Sono 15.098 (656 in più rispetto a ieri, più 4,5%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 4.281, Nord Ovest 6.263, Sud Est 4.554).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 775 (34 in meno rispetto a ieri, meno 4,2%), 116 in terapia intensiva (3 in più rispetto a ieri, più 2,7%).

Le persone complessivamente guarite sono 117.029 (468 in più rispetto a ieri, più 0,4%): 306 persone clinicamente guarite (5 in più rispetto a ieri, più 1,7%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 116.723 (463 in più rispetto a ieri, più 0,4%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Dei 14 decessi registrati oggi 6 sono uomini e 8 le donne, con età media di 85,1 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 3 a Firenze, 2 a Prato, 2 a Pistoia, 1 a Lucca, 2 a Pisa, 2 a Livorno, 2 a Arezzo.

Sono 4.052 i deceduti dall’inizio dell’epidemia: 1.360 a Firenze, 285 a Prato, 299 a Pistoia, 408 a Massa-Carrara, 388 a Lucca, 478 a Pisa, 291 a Livorno, 234 ad Arezzo, 150 a Siena, 103 a Grosseto; 56 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 108,8 per 100 mila residenti, contro il 138,9 per 100 mila della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa-Carrara (210,4 per 100 mila), Firenze (135,4 per 100mila) e Pisa (113,2 per 100 mila), il più basso a Grosseto (46,7).

La campagna vaccinale Si è avviata dal 27 dicembre 2020 la campagna vaccinale anti-Covid. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 74.073 vaccinazioni, 1.262 in più rispetto a ieri (+1,7%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 11° regione per percentuale di dosi somministrate su quelle consegnate (il 79,7% delle 92.890 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 1.990 per 100mila abitanti (media italiana: 2.085 per 100mila).

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Martina Rossi: udienza in corso, oggi verdetto Cassazione

Martina Rossi: udienza in corso, oggi verdetto Cassazione

Oggi verrà decisa la riapertura del caso di Martina Rossi. Il Pg della Suprema Corte ha chiesto di riesaminare la vicenda e annullare le assoluzioni dei due imputati

E’ in corso davanti alla Terza sezione penale della Cassazione l’udienza all’esito della quale verrà decisa la riapertura o meno del caso di Martina Rossi, la studentessa genovese di 20 anni morta il 3 agosto del 2011 cadendo dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca, in Spagna, dove si trovava in vacanza con delle amiche.

Il Procuratore generale della Suprema Corte, Domenico Seccia, nella sua requisitoria scritta, ha chiesto di riesaminare la vicenda e annullare le assoluzioni dei due imputati coinvolti dalle indagini. Per questo fatto in primo grado erano stati condannati a sei anni di reclusione due giovani aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, entrambi di Castiglion Fibocchi, accusati di tentata violenza di gruppo e morte come conseguenza di altro reato.

Secondo il Tribunale di Arezzo, Martina precipitò dal balcone della camera dove alloggiavano i due ragazzi – nello stesso hotel della studentessa genovese – per fuggire a un tentativo di stupro. In appello invece, lo scorso 9 giugno, Albertoni e Vanneschi sono stati assolti dall’accusa di tentata violenza sessuale mentre è stata dichiarata prescritta l’imputazione di morte come conseguenza di altro reato. La sentenza della Corte di appello di Firenze è stata impugnata dalla procura generale di Firenze per “indizi non valutati”, per “motivazione contraddittoria” e per una “valutazione frazionata e priva di logica degli indizi”. Visione che sarebbe stata sposata in pieno dal Pg presso la Suprema Corte, secondo quanto appreso nei giorni scorsi dalle parti coinvolte nel procedimento.

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Martina Rossi: udienza in corso, oggi verdetto Cassazione

Martina Rossi: udienza in corso, oggi verdetto Cassazione

Oggi verrà decisa la riapertura del caso di Martina Rossi. Il Pg della Suprema Corte ha chiesto di riesaminare la vicenda e annullare le assoluzioni dei due imputati

E’ in corso davanti alla Terza sezione penale della Cassazione l’udienza all’esito della quale verrà decisa la riapertura o meno del caso di Martina Rossi, la studentessa genovese di 20 anni morta il 3 agosto del 2011 cadendo dal balcone di un hotel a Palma di Maiorca, in Spagna, dove si trovava in vacanza con delle amiche.

Il Procuratore generale della Suprema Corte, Domenico Seccia, nella sua requisitoria scritta, ha chiesto di riesaminare la vicenda e annullare le assoluzioni dei due imputati coinvolti dalle indagini. Per questo fatto in primo grado erano stati condannati a sei anni di reclusione due giovani aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi, entrambi di Castiglion Fibocchi, accusati di tentata violenza di gruppo e morte come conseguenza di altro reato.

Secondo il Tribunale di Arezzo, Martina precipitò dal balcone della camera dove alloggiavano i due ragazzi – nello stesso hotel della studentessa genovese – per fuggire a un tentativo di stupro. In appello invece, lo scorso 9 giugno, Albertoni e Vanneschi sono stati assolti dall’accusa di tentata violenza sessuale mentre è stata dichiarata prescritta l’imputazione di morte come conseguenza di altro reato. La sentenza della Corte di appello di Firenze è stata impugnata dalla procura generale di Firenze per “indizi non valutati”, per “motivazione contraddittoria” e per una “valutazione frazionata e priva di logica degli indizi”. Visione che sarebbe stata sposata in pieno dal Pg presso la Suprema Corte, secondo quanto appreso nei giorni scorsi dalle parti coinvolte nel procedimento.

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