“La Regione Toscana sosterrà lavoro e sviluppo”

«La nostra scelta è quella di offrire strumenti di sostegno al lavoro e allo sviluppo, proseguendo in un’azione che ha permesso negli ultimi 20 mesi a 5.000 imprese toscane di accedere al credito, grazie alle garanzie fornite dalla Regione Toscana. Ma adesso è arrivato il momento di spostare le politiche dagli aiuti alla liquidità delle imprese agli incentivi agli investimenti”. Lo ha detto l’assessore regionale alle attività produttive, Gianfranco Simoncini, intervenendo a Prato al convegno “Le nuove rotte delle piccole e medie imprese” organizzato da Confindustria.

A fine mese prenderà avvio il fondo rotativo attraverso il quale saranno concessi finanziamenti a tasso zero alle imprese toscane.
“Abbiamo bisogno – ha aggiunto l’assessore Simoncini – di rafforzare il sostegno all'innovazione, evitando ogni dispersione di risorse, individuando le eccellenze sulle quali intervenire con gli strumenti di sostegno. Il nuovo Programma regionale di sviluppo al quale stiamo lavorando si pone l'obbiettivo di attrarre nuove imprese, di snellire le procedure e di sostenere le filiere e i sistemi di rete d'impresa, vedrà progetti operativi per i distretti e i settori strategici per lo sviluppo regionale”.

L’assessore ha ricordato come i tagli governativi porteranno 320 milioni di euro in meno (circa il 60% delle risorse libere) sul bilancio regionale, in una Regione che ha tagliato 10 consiglieri, 4 assessori, 3 direttori generali e taglierà il 10% delle spese di funzionamento, ma che è lontanissima dal recuperare il necessario.

“Cercheremo di salvaguardare tutti gli interventi a sostegno del lavoro e dello sviluppo utilizzando inoltre – ha precisato l’assessore – l’unica leva rilevante che ci è rimasta, quella dei fondi strutturali europei. Ma occorre sottolineare che essere costretti così pesantemente dal governo nazionale avrà un effetto depressivo sull’economia dell’intera regione”.

In prima linea contro la crisi, crescono i servizi all’impiego

La crisi che ha investito anche la Toscana e che ha portato alla perdita di centinaia di posti di lavoro e al ricorso, in misura massiccia, agli ammortizzatori sociali, non ha trovato impreparati i servizi all'impiego. I centri e gli sportelli che costituiscono la fitta rete organizzata in maniera capillare sul territorio toscano, non solo hanno retto all'urto posizionandosi su livelli più elevati rispetto al resto del paese, ma hanno saputo volgere in positivo l'attività cui sono stati chiamati in seguito alla crisi. In particolare hanno potuto, in questi ultimi due anni, affinare le proprie capacità di intervento e di lavorare in rete.

E' quanto emerso dalla ricerca, elaborata dall'Istituto per la programmazione economica in Toscana e dal settore lavoro della Regione, presentata oggi a Lucca nel corso di un seminario che ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni e delle parti sociali per fare il punto sul sistema d ei servizi all'impiego in Toscana, cioè sugli strumenti cui ci si affida per facilitare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, ma anche per rendere più qualificato il lavoro, orientare le scelte dei cittadini e delle aziende, attivare quelle che gli addetti definiscono le politiche attive per l'occupazione.

«Credo si possa dire che gli investimenti fatti dalla Regione per rafforzare le strutture e le risorse umane dei centri per l'impiego - commenta l'assessore al lavoro Gianfranco Simoncini - abbiano dato buoni risultati. Grazie al Fondo sociale europeo abbiamo destinato, in passato, quasi 20 milioni di euro al rafforzamento delle strutture. A questi si devono aggiungere i quasi 200 milioni destinati alle politiche della formazione e del lavoro. Purtroppo,in questi mesi, si è avuto un forte aumento di situazioni di crisi, con l'inevitabile aumento del ricorso alla cassa integrazione e alla mobilità. I centri per l'impiego hanno avuto la responsabilità di gestire le politiche attive del lavoro e la formazione, previste per la riqualificazione e la ricollocazione dei lavoratori che hanno perduto il posto di lavoro. Tutto questo, senza questo forte investimento non sarebbe stato possibile».

E' un impegno che prosegue, ha ricordato l'assessore, anche grazie alla nuova programmazione del Fondo sociale europeo. «Basti pensare al finanziamento della cassa integrazione in deroga che dal maggio 2009 ha già superato le 15 mila richieste e ai quasi 15 milioni di euro destinati a finanziare incentivi e misure per sostegno al reddito e occupazione nel 2010».

L'attività dei centri per l'impiego toscani risulta efficace soprattutto sul versante dei servizi specializzati (voucher, bilancio di competenze, percorsi individuali), settore nel si posizione su livelli superiori alla media italiana. Risultano invece ancora non pienamente utilizzati da parte delle aziende. Anc he la crisi ha determinato comunque una diminuzione nel numero dei contatti. L'assessore, a questo proposito, ha sottolineato «la necessità di far fare ai servizi un salto di qualità, per rafforzare e rendere più stringente ed efficace il ruolo di supporto nei confronti delle imprese, alle cui rappresentanze chiediamo uno sforzo per aumentare e rendere più costante il ricorso ai servizi.
Dal luglio del 2009 ad oggi gli sportelli dei centri per l'impiego hanno ricevuto oltre 27 mila lavoratori in Cassa integrazione in deroga, ai quali sono state erogate complessivamente 110 mila azioni di politica attiva, in media 4 per ciascun lavoratore. «La ricerca – ha detto l'assessore Simoncini – ha giustamente sottolineato il fatto che con l'attivazione della cassa in deroga, oltre a garantire reddito e posti di lavoro, è stato possibile sperimentare un primo tentativo di avvicinare le politiche attive e quelle passive. La rete dei servizi per l'impiego ha mostrato di essere all'altezza di questo compito e di riuscire a cogliere l'occasione di crescita costituita dal fatto di essere in prima linea ad affrontare l'emergenza».

«Uno strumento in più per fronteggiare la crisi»

«Il nuovo motore di ricerca che parte in via sperimentale per rendere più facile l'accesso ai servizi da parte di cttadini e imprese è uno strumento in più per andare incontro alle difficoltà di tanti lavoratori espulsi dal mercato a causa della crisi e che, grazie a questo strumento, possono trovare un accesso più facile ad informazioni ed opportunità. E' uno strumento utile anche per le aziende, che trovano riuniti all'interno di un portale unico i servizi on line per il disbrigo di pratiche e l'invio di comunicazioni e dati».

Lo ha detto l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini intervenuto oggi a Roma, in rappresentanza del coordinamento degli assessori a lavoro e formazione delle Regioni, alla conferenza stampa del ministro Sacconi per l'avvio d i “Clic lavoro”(www.cliclavoro.gov) e dei nuovi servizi on line per promuovere l'occupazione.

«Si tratta – ha aggiunto Simoncini – di un importante strumento, che facilita i contatti fra cittadini e aziende e semplifica le procedure. Ma, ovviamente, deve essere chiaro che resta decisivo l'impegno per la difesa dell'occupazione, per creare le condizioni dello sviluppo, senza il quale nessuno strumento, per quanto efficiente, da solo puòbastare».

L'assessore Simoncini ha poi ricordato come la Toscana sia stata una delle prime regioni ad organizzare il portale Borsa lavoro, snodo regionale di quella nazionale di cui l'iniziativa di oggi costituisce l'evoluzione.
La Borsa Lavoro toscana è partita nel 2004 e, negli ultimi anni, ha avuto un forte sviluppo, anche per effetto della crisi. Nel 2009 e nel 2010 sono stati pubblicati da Bo rsa Lavoro Toscana 2441 curricola. Solo nel 2010 i curricola presentati sono stati 1690, con una crescita del 257% rispetto al periodo precedente. Le offerte delle aziende sono state 4.831 (nel 2010 la crescita è stata del 186% in più). I lavoratori richiesti attraverso questo strumento sono stati 8.398.

«In questa fase difficile – ha detto ancora l'assessore – guardiamo con particolare interesse a questo come a tutti i possibili momenti di collaborazione fra Regione e ministero per offrire ai cittadini servizi che servono non soltanto a mettere in relazione domanda e offerta di lavoro, ma anche ad accrescere le competenze dei cittadini, qualifcando ulteriormente l'offerta».

A questo proposito l'assessore ha ricordato il confronto fra le Regioni e il ministero per innalzare la qualità del lavoro, confronto sfociato in un accordo sulla formazione che sarà seguito, a breve, da uno analogo sull'apprendistato.

 

A settembre record storico della cassa integrazione

Impennata della cassa integrazione che, a settembre, ha raggiunto in Toscana 6 milioni e 800 mila ore, un record mai registrato negli ultimi decenni. Di queste, oltre 4 milioni di ore sono di cassa integrazione straordinaria, mentre 1 milione e 700 mila quelle di cassa in deroga e circa 1 milione quelle di cassa ordinaria.

Il dato è stato reso noto dall'Osservatorio regionale sul mercato del lavoro su rielaborazione di dati Istat e ne ha parlato l'assessore alle attività produttive, lavoro e formazione Gianfranco Simoncini nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati del bando per ricerca e sviluppo.

«E' un picco storico - ha commentato l'assessore – che segue ai mesi estivi nei quali, com'è fisiologico, abbiamo assistito a una lieve diminuzione. Rispetto allo scorso anno le ore di cassa integrazione sono cresciute di oltre 2 milioni e, in particolare, sono raddoppiate quelle di straordinaria, che viene richiesta in presenza di una crisi aziendale. E' un dato significativo, che dimostra che ancora non siamo fuori dalla crisi e che ancora dobbiamo tenere insieme, nel nostro lavoro, la tenuta del sistema produttivo con le iniziative per lo sviluppo».

La criticità della situazione è confermata dai numeri registrati dall'inizio dell'anno: da gennaio ad oggi le ore totali di cassa integrazione sono già sopra i 40 milioni, mentre nel 2009 erano circa 33 milioni. L'aumento, in percentuale, è del 117 % da agosto a settembre e, rispetto allo stesso periodo del 2009, del 52%.
«Se il trend resta questo – spiega Simoncini – chiuderemo l'anno con un aumento davvero significativo, che non sembra compensato dalla flessione della mobilità (l'istituto per il sostegno al reddito dei lavoratori licenziati) che pure c'è stata. Da un aumento medio mensile di circa 1000 unità, siamo passati a circa 350. E' un calo che, però, solo in minima parte si può associare alla ripresa della domanda di lavoro».

Imprese toscane più moderne e crescita hi-tech

Con l'ultima tranche di risorse stanziate lo scorso ottobre, in tutto 33,7 milioni di euro, si completa il programma di finanziamento del bando unico per le imprese che scommettono su ricerca e nuove tecnologie.

Un programma - destinato a piccole e medie imprese e ai progetti di ricerca e sviluppo delle industrie più grandi - partito nel 2009 mettendo in campo, complessivamente, oltre 97 milioni di euro, che hanno permesso di finanziare un pacchetto di 133 progetti di ricerca e sviluppo, coinvolgendo un totale di 300 imprese del tessuto produttivo regionale e attivando investimenti per 161 milioni di euro.

In particolare, 74 milioni di euro fra risorse statali, regionali e comunitarie sono andati a cofinanziare gli investimenti privati di circa 180 imprese nell'ambito di ICT e telecomunicazioni (30,3 milioni), robotica e meccanica avanzata (26 milioni), chimica e sviluppo di nuovi materiali (13,2 mi lioni), tecnologie di gestione e produzione sostenibile (4,2 milioni).
Le imprese toscane che hanno presentato progetti di filiera nell'ambito dei settori tradizionali dell'economia regionale e dei distretti sono state finanziate con 23 milioni di euro, che hanno dato vita a 26 progetti di ricerca e sviluppo proposti da altrettanti raggruppamenti di imprese. Le imprese coinvolte sono in tutto 123.

«Grazie a questi finanziamenti - spiega l'assessore alle attività produttive lavoro e formazione Gianfranco Simoncini - oltre a far crescere la vocazione di alcuni settori di punta, che sono quelli dove si è concentrata la maggior parte delle imprese che hanno ricevuto i finanziamenti, abbiamo dato anche a quelle dei settori tradizionali, come il manifatturiero, la possibilità di sviluppare innovazioni e di diventare più moderne e competitive, grazie a nuovi prodotti e serv izi e sperimentando nuove forme di collaborazione e rapporti più stretti con il mondo della ricerca».

Quasi i due terzi dei progetti finanziati dal bando, 88 su 133 totali, si concentrano sui settori hi-tech. In particolare sono 41 i progetti in materia di tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni, per 78 imprese coinvolte e 30 milioni di contributi pubblici, che hanno attivato investimenti per 46 milioni. In tutti questi progetti sono presenti le università di Firenze, Pisa e Siena, la Scuola superiore di Sant'Anna, il CNR e il CNIT.

Fra le eccellenze anche la meccanica avanzata, la farmaceutica e le tecnologie applicate alla medicina: fra i progetti un laser, evoluzione dell'industria militare, utilizzato per ridurre lo spessore della cute guidato da un ecografo. Ci sono tessuti speciali per ridurre gli effetti della psoriasi, una mano artificiale, sistemi meccanici per aiutare nel lavoro le persone con handicap. Ci sono l a domotica applicata alle imbarcazioni da diporto, sistemi di propulsione ibrida per le navi, case di legno ecologiche. E poi, ancora, ci sono ricerca e sviluppo per realizzare oggetti in vetro cavo di qualità superiore, microturbine, nuovi metodi per lo sfruttamento delle cave, sistemi intelligenti per contrastare gli incendi e nanoparticelle in grado di rendere più sostenibile il ciclo della concia e la lavorazione delle pelli

«Anche con questo strumento – spiega l'assessore Simoncini – la Regione ha voluto spingere le imprese ad affrontare la sfida dell'innovazione. E' un tema sul quale insistiamo, perché siamo consapevoli che l'innovazione è premessa indispensabile per passare dalla difesa all'attacco, uscire dalla crisi e rafforzare il sistema produttivo, rendendolo più competitivo e all'altezza dei mercati globali in cui è chiamato a misurarsi. I risultati, con la forte adesione e la ricca casistica di inizi ative sperimentali portate avanti, ci stanno dando ragione».

Su www.regione.toscana.it la tabella con la suddivisione degli interventi per provincia.