Quartiere 4 Firenze, “Aprile Resistente 2019” in memoria di Pillo

Quartiere 4 Firenze, “Aprile Resistente 2019” in memoria di Pillo

Il Quartiere 4, l’Archivio Movimento di Quartiere Firenze e l’Anpi Isolotto ‘Circolo Sergio Rusich’ presentano l’edizione 2019 di “Aprile Resistente”, che si terrà dal 12 al 25 aprile.

“Aprile Resistente 2019 ha una novità importante, La Mappa dei Partigiani, che sarà presentata il primo giorno – dice il presidente del Quartiere 4 Mirko Dormentoni – e dove abbiamo ora a disposizione della nostra intelligenza e voglia di conoscere uno strumento di grande rilievo, che, calandoci in concreto in vie e piazze del quartiere, porta con sé il valore della documentazione storica e della testimonianza. Ma l’intero programma di manifestazioni è caratterizzato da una grande varietà di eventi, che rende conto della ricchezza di idee che nasce dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione: cultura, diffusione fra i giovani e nelle scuole, commemorazioni e passeggiate per vedere di persona e toccare con mano i luoghi e le memorie che essi trasmettono. Il ricordo di chi non c’è più, partigiani e civili caduti nel 1944, che, in questa primavera in cui il bisogno di antifascismo si avverte sempre più forte, ci farà emozionare al pensiero di Silvano Sarti, maestro di vita e libertà che ci ha lasciati da poco. Partecipiamo numerosi ad Aprile Resistente, perché la storia siamo noi!”.

Programma:

Venerdì 12 aprile, ore 17, BiblioteCaNova Isolotto (via Chiusi): “La Mappa dei Partigiani”, Antifascismo e Resistenza nel Quartiere 4: luoghi, eventi, personaggi. Presentazione a scuole, associazioni e cittadini della mappa e della guida ai percorsi. Con: Franco Quercioli, coordinatore del progetto; Giuseppe Matulli, presidente Istituto Storico della Resistenza; Vania Bagno, presidente Anpi Firenze. Intermezzi a cura dei prof. Mirko Carroli e Iacopo Rugiadi, sez. musicale I.C. Pirandello.

A seguire “Il treno della memoria”. Gli studenti di Liceo Rodolico, Isis Galilei e Istituto Agrario, insieme ai loro insegnanti, raccontano Auschwitz. Coordina Silvia Rusich, Aned Firenze, con i prof. Alessandro Paoli, Silvia Cosimi e Mariassunta Pirillo.

Nel corso della serata sarà inaugurata la mostra di disegni di Roberto Fiordiponti sui luoghi partigiani di Mantignano e Ugnano;

Lunedì 15 aprile, ore 9.30, I.C. Pirandello/Scuola Ambrosoli: “4 Agosto 1944: i luoghi della memoria”, incontro con insegnanti e alunni, dal Giardino dei caduti agli eventi di Mantignano e Ugnano. Percorso didattico a cura di Maurizio Dell’Agnello, con riferimento ai disegni di Roberto Fiordiponti;

Martedì 16 aprile, ore 9.30, Cimitero di Soffiano: “La Terrazza dei Partigiani, la Spoon River di Soffiano”, letture a cura di studenti e insegnanti del Liceo Rodolico. Le letture sono il risultato di un lavoro con la classe III F. I testi, che si ispirano alle tombe dei caduti, partigiani e civili, sono stati elaborati dagli studenti in un lavoro di gruppo, coordinato da Franco Quercioli, con i docenti: Francesco Bini Carrara, Cristiana Felici Puccetti, Sibilla Mischi;

Mercoledì 24 aprile, ore 17, Circolo Arci P. Pampaloni, via Maccari 104: Inaugurazione Mostra Fotografica “La Liberazione di Firenze”, a cura del Club Idea Fotografica. Omaggio a Red Giorgetti, fotografo. La mostra sarà aperta fino a domenica 28 aprile (negli orari di apertura del Circolo);

Giovedì 25 aprile, ore 15.30: “Il percorso dei partigiani”, dalla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia alle chiese di Mantignano e Ugnano, lungo i luoghi che videro protagonisti i partigiani della I Zona dei Distaccamenti Sap di San Bartolo, Mantignano e Ugnano nei primi giorni dell’agosto 1944.

Ritrovo alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia. Ore 17: merenda sociale alla Casa del Popolo “Ruggero Taddei”. Musica, letture e video “La Mappa dei Partigiani”. Il percorso di andata misura circa 3 km ed è praticamente pianeggiante. Si consiglia di indossare abiti comodi e scarpe da trekking e di portare una bottiglia d’acqua.

L’ingresso alle iniziative è libero. “Aprile Resistente” è realizzato in collaborazione con ‘La Bottega della Memoria” – BiblioteCaNova Isolotto.

Info:

055 2767101

cultura4@comune.fi.it.

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Giancarlo Sepe dirige “Barry Lyndon” alla Pergola

Giancarlo Sepe dirige “Barry Lyndon” alla Pergola

Per l’ultimo spettacolo della stagione 2018/2019 del Teatro della Pergola, fino a domenica 14 aprile Giancarlo Sepe dirige gli attori della Compagnia del Teatro La Comunità in Barry Lyndon (Il creatore di sogni) tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray e che fa sue le emozioni dell’omonimo film capolavoro di Stanley Kubrick. Una produzione Associazione Teatro La Comunità 1972, Teatro di Roma.

“Lo spettacolo – afferma Sepe – si lega al sogno, alle cose desiderate, ma solo immaginate nella notte, nel guardar le stelle, come se tutto il divenire della vita, prima di mutarsi in realtà, fosse stampato nel firmamento per essere desiderato da chi lo scruta. Anche la guerra, non certo cosa buona e desiderabile, è solo sognata e prende il suo avvio tragico e geometrico nel paesaggio fatto di nebbia e ombre”.

In scena ci si vuole avvicinare ancora di più alla favola nera che racconta la vita avventurosa, tra amori e guerre, di Redmond Barry di Barry du Barry. Una rappresentazione teatrale fatta di carne e vaghezza, in cui campeggia l’amore, ma anche il tradimento e la seduzione.

Caratteri, situazioni, paesaggi e storie lontane, ma forti e indimenticabili. Le memorie di Barry Lyndon, scritto nel 1844 da William Makepeace Thackeray, parla di cose giuste e ingiuste, del sacro e del profano. Tutto per entrare nella vita, e coglierne il meglio, del perfetto arrampicatore sociale qual è Redmond Barry di Barry du Barry.

“Barry mostra la sua battaglia per trasformare la sua vita in qualcosa di bello e travolgente – dice Giancarlo Sepe – sin dalle prime battute, sin dal suo amore per la cugina avida e civetta, che da quel momento lo costringerà a una discesa agli inferi ineluttabile e drammatica. S’innamora della donna che, da borghese campagnolo, lo trasformerà nel conte di Lyndon – prosegue – senza remore e tentennamenti, varca le soglie dell’aristocrazia e scompagina una realtà che non conosce, solo con il preteso ‘buonsenso’ delle persone comuni, troppo poco. Il suo nuovo mondo gli appare magico e spettrale, come se gli altri fossero fantasmi nel buio e, invece, sono i nobili, che lo detestano perché non appartiene alla loro casta”.

Lo spettacolo con Francesco Barra, Sonia Bertin, Mauro Brentel Bernardi, Gisella Cesari, Silvia Como, Tatiana Dessi, Eugenio Mastrandrea, Riccardo Pieretti, Antonia Renzella, Giovanni Tacchella, Guido Targetti e con Luca Biagini comincia con la Sarabanda di Händel, un omaggio a Stanley Kubrick che ha consegnato Barry Lyndon nel 1975 alla storia del cinema mondiale.

“Se non avessi visto il film – spiega Sepe – non avrei mai deciso di fare questo spettacolo, perché non conoscevo il romanzo di Makepeace Thackeray. In Kubrick si parla in terza persona del protagonista, mentre nel romanzo Barry si esprime in prima persona e questo è un aspetto affascinante che riprendiamo in scena: il personaggio si rivolge direttamente alla platea. Egli, quindi, palpita e vibra, raccontando al pubblico le sue storie e le sue disavventure. Si aprono squarci di verità improvvise: Barry fa i conti con la propria coscienza”.

Il teatro dà l’opportunità di mettere in scena una cronaca dei fatti in tempo reale, con un racconto a tutto tondo. Come in una sorta di confessione di un cabarettista degli anni Sessanta, Barry Lyndon dice tutto e il contrario di tutto: bugie e verità, cose sconvenienti e cose patriottiche, narra dell’amore e dell’odio. Le scene e i costumi sono di Carlo De Marino, le musiche a cura di Davide Mastrogiovanni e Harmonia Team, la preparazione canora di Giorgio Stefanori, le luci di Guido Pizzuti.

“La luce è l’elemento scenico predominante – interviene Sepe – il teatro è un’altra cosa rispetto al montaggio cinematografico, anche se io provo sempre a incrociare i due linguaggi, creando delle dissolvenze narrative, sostenendo una combinazione di avvenimenti che procedono nel tempo. Un altro elemento importante – aggiunge – è la presenza di un albero genealogico che campeggia al centro del palco: è l’albero genealogico della famiglia di Barry, un espediente visivo molto indicativo, perché Barry prova un grande senso di appartenenza a questa famiglia”.

Egli vuole far credere di provenire da una famiglia aristocratica e altolocata caduta, però, in rovina, mentre, in realtà, sono dei campagnoli che vivono lavorando come fattori: è la madre che sollecita in lui il desiderio di una vita ‘altra’, piena dei merletti, del trucco, della cipria e delle danze della nobiltà. L’aspirazione della madre è di entrare nel mondo dell’aristocrazia: un’ambizione a cui Barry Lyndon tende nel corso di tutta l’opera.

“Si fa un viaggio che si snoda tra la parola e il movimento – osserva Giancarlo Sepe – è un gioco divertente, in cui si attua anche l’aspetto più ironico del racconto. Il sogno è perenne. Barry Lyndon non possiede materialmente nulla, la sua unica forza è lo studio. È una persona pratica e materialista, non un idealista, che però sogna continuamente”.

Le parole di Barry Lyndon (Il creatore di sogni) prendono forma come in un gioco da teatro delle ombre, fatto di luci che attraversano lo spazio buio della notte, tra immagini che sono solo e sempre le proiezioni dei desideri di Barry stampate nel firmamento. Non diventeranno mai una realtà da vivere fino in fondo, piuttosto un incubo da cui fuggire, per poi ricadere in qualcos’altro che assomiglia a un trionfo, ma che altro non è che una nuova sconfitta.

“Il Settecento, il secolo in cui è ambientata la vicenda – conclude Sepe – è per certi aspetti illuminato, ma è anche l’epoca dell’arrampicata sociale da parte delle classi meno abbienti, a scapito dei più ricchi e di nobile estrazione. Come si dice nel romanzo e anche nello spettacolo, per andare avanti nella vita bisogna saper ‘danzare’, nel senso di lottare, e in particolar modo in questo caso lottare di scherma…”

Sepe

INFO:

Teatro della Pergola, via della Pergola 30, Firenze

055.0763333

biglietteria@teatrodellapergola.com

Dal lunedì al sabato: 9:30 / 18:30 – domenica chiuso

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Due appuntamenti a Cango con il Progetto Veretti

Due appuntamenti a Cango con il Progetto Veretti

Martedì 9 e mercoledì 10 aprile, alle ore 21:00, nell’ambito del Festival La democrazia del corpo a Cango, andrà in scena “Mirroring” di Camilla Monga su musiche di Andrea Sommani e a seguire “Square” di Sara Sguotti su musiche di Andrea Ottani. Le rappresentazioni fanno parte del Progetto Veretti.

Il Progetto Veretti nasce in collaborazione con la Scuola di Musica di Fiesole al fine di avviare un percorso originale tra composizione musicale e coreografia.

Il progetto prevede l’individuazione di due giovani compositori da affiancare a due giovani coreografi nella creazione di un’opera inedita da rappresentare con la musica eseguita dal vivo nell’ambito, appunto, del Festival La Democrazia del corpo a Cango.

Le coreografe Camilla Monga e Sara Sguotti e i compositori Andrea Sommani e Andrea Ottani sono gli artisti selezionati, mentre i danzatori provengono dal percorso di formazione professionale R.O.S. Research Open Space del Centro Coreografico Opus Ballet.

“Mirroring” di Camilla Monga:

Coreografie Camilla Monga

Composizione musicale Andrea Sommani

Danzatori Raffaella Barone, Mari Kohara, Davide Lorenzi, Arianna Menga, Carlotta Serafini

I danzatori si relazionano alla musica della marimba, del violoncello e del flauto traverso come possibilità di riprodurre ciò che tramite l’ascolto influisce sulla qualità del movimento. Danza e musica si uniscono in un rapporto di reciproca amplificazione da cui può svilupparsi un immaginario in costante evoluzione e cambiamento.

La danza diviene interprete ed estensione di tutte le potenzialità dello strumento musicale. Il suono è in grado di evocare immagini che vengono tradotte in movimento che, come in un gioco di specchi, viene riflesso cambiandone prospettiva e senso attraverso un insieme di corpi in continuo movimento.

“Square” di Sara Sguotti:

Coreografie Sara Sguotti

Composizione musicale Andrea Ottani

Danzatori Roberta Epifania, Elena Giunta, Federico Serafini, Marzia Toma

Square è il contenitore dell’incontro tra due giovani autori, la coreografa Sara Sguotti e il compositore Andrea Ottani. Il progetto di collaborazione prevede il coinvolgimento di giovani in formazione, i danzatori dell’Opus Ballet e i musicisti della Scuola di Musica di Fiesole.

Un’indagine che prende in considerazione il luogo dell’arte che, per mezzo di un rituale, ogni volta viene ricreato. Si ispira liberamente all’opera di Ruben Östlund “The Square” nella quale viene utilizzata la metafora dell’arte contemporanea per raccontare la deriva delle società in cui ogni concetto di valorizzazione dell’unicità è andato sfumando. L’idea di bellezza tradizionale perde significato in un contesto in cui l’occhio giudicante di chi guarda può decidere cosa rientra nel dominio dell’arte e cosa no.

Veretti

INFO:

CANGO Centro nazionale di produzione, Virgilio Sieni

Via Santa Maria 23/25, Firenze

tel. 055.2280525

biglietteria@virgiliosieni.it

www.virgiliosieni.it

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Averone dirige “Il piacere dell’onestà” al Metastasio

Averone dirige “Il piacere dell’onestà” al Metastasio

Penultima produzione del Teatro Metastasio di Prato in questa stagione, da martedì 9 a domenica 14 aprile, al Teatro Metastasio va in scena “Il piacere dell’onestà”, uno dei testi più grotteschi di Luigi Pirandello che utilizza lo schema del paradosso per portare avanti le complesse dinamiche fra i personaggi, costantemente coinvolti nel conflitto fra essere e apparire, verità, onestà e menzogna (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30).

Smascherando le falsità di una borghesia che incarna la rettitudine morale e l’integrità sociale, la storia è quella del protagonista Angelo Baldovino che, malvisto dalla società a causa di passato costellato di imbrogli e vizi, con un matrimonio salva dallo scandalo una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile già ammogliato. Un matrimonio, insomma, che dovrebbe creare l’apparenza della rispettabilità e evitare lo scandalo, una classica unione destinata a rimanere di facciata se non sopravvenisse la decisione di Angelo di valutare questo evento come un’opportunità per la ricostituzione di una inviolabile e severissima onestà.

Ecco allora emergere le tematiche care a Pirandello: la maschera sociale, l’uomo in continua oscillazione fra apparenza e istinto, le passioni come imprescindibili alleate e ineludibili nemiche.

Metastasio

In veste di regista e attore, Alessandro Averone ambienta la riflessione sull’apparenza all’interno di un salotto borghese, luogo principe dell’ipocrisia e dell’immagine.

La regia decide di calcare i tratti caricaturali dei personaggi ‘non onesti’, nobili imbellettati e vestiti alla settecentesca, quasi a volere sottolineare lo straniamento di fondo scaturito dal contrasto fra reale e apparente. Dal palco fluisce un’enfasi che evidenza il fine non naturalistico della messa in scena, tesa a evidenziare i contrasti che definiscono con un limpido paradosso la difficoltà di essere compiutamente se stessi, sotto lo sguardo costante del mondo esterno e l’influenza pesante di un’onorabilità da rispettare.

Metastasio

“Ci muoviamo costantemente circondati da immagini – racconta Alessandro Averone – infinite immagini di come gli altri ci appaiono, di come noi appariamo a noi stessi e al mondo che ci circonda. Immagini di come vorremmo essere percepiti, di come gli altri vorrebbero essere visti da noi. Forme, involucri a cui l’uomo si aggrappa disperatamente per ancorarsi ad un senso del proprio essere. Il dibattersi grottesco dell’essere umano nel tentativo di rinchiudere la sostanza della propria persona in una forma riconoscibile che ne sancisca una verità. Non importa come e non importa a che prezzo. Fosse anche la limpida e chiara onestà di una menzogna costruita a tavolino, di comune accordo, per sopravvivere”.

Per la replica della domenica pomeriggio è possibile usufruire del SERVIZIO BABYSITTING per bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni, offerto gratuitamente alle famiglie con biglietto o abbonamento per lo spettacolo. La prenotazione anticipata è obbligatoria entro martedì 9 aprile.

Metastasio

INFO:

Teatro Metastasio di Prato, via Benedetto Cairoli, 59, 59100 Prato 

cometa@metastasio.it

0574/27683 (dal lunedì al venerdì in orario 9.30/13.00).

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Averone dirige “Il piacere dell’onestà” al Metastasio

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Smascherando le falsità di una borghesia che incarna la rettitudine morale e l’integrità sociale, la storia è quella del protagonista Angelo Baldovino che, malvisto dalla società a causa di passato costellato di imbrogli e vizi, con un matrimonio salva dallo scandalo una giovane donna che aspetta un bambino da un nobile già ammogliato. Un matrimonio, insomma, che dovrebbe creare l’apparenza della rispettabilità e evitare lo scandalo, una classica unione destinata a rimanere di facciata se non sopravvenisse la decisione di Angelo di valutare questo evento come un’opportunità per la ricostituzione di una inviolabile e severissima onestà.

Ecco allora emergere le tematiche care a Pirandello: la maschera sociale, l’uomo in continua oscillazione fra apparenza e istinto, le passioni come imprescindibili alleate e ineludibili nemiche.

Metastasio

In veste di regista e attore, Alessandro Averone ambienta la riflessione sull’apparenza all’interno di un salotto borghese, luogo principe dell’ipocrisia e dell’immagine.

La regia decide di calcare i tratti caricaturali dei personaggi ‘non onesti’, nobili imbellettati e vestiti alla settecentesca, quasi a volere sottolineare lo straniamento di fondo scaturito dal contrasto fra reale e apparente. Dal palco fluisce un’enfasi che evidenza il fine non naturalistico della messa in scena, tesa a evidenziare i contrasti che definiscono con un limpido paradosso la difficoltà di essere compiutamente se stessi, sotto lo sguardo costante del mondo esterno e l’influenza pesante di un’onorabilità da rispettare.

Metastasio

“Ci muoviamo costantemente circondati da immagini – racconta Alessandro Averone – infinite immagini di come gli altri ci appaiono, di come noi appariamo a noi stessi e al mondo che ci circonda. Immagini di come vorremmo essere percepiti, di come gli altri vorrebbero essere visti da noi. Forme, involucri a cui l’uomo si aggrappa disperatamente per ancorarsi ad un senso del proprio essere. Il dibattersi grottesco dell’essere umano nel tentativo di rinchiudere la sostanza della propria persona in una forma riconoscibile che ne sancisca una verità. Non importa come e non importa a che prezzo. Fosse anche la limpida e chiara onestà di una menzogna costruita a tavolino, di comune accordo, per sopravvivere”.

Per la replica della domenica pomeriggio è possibile usufruire del SERVIZIO BABYSITTING per bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni, offerto gratuitamente alle famiglie con biglietto o abbonamento per lo spettacolo. La prenotazione anticipata è obbligatoria entro martedì 9 aprile.

Metastasio

INFO:

Teatro Metastasio di Prato, via Benedetto Cairoli, 59, 59100 Prato 

cometa@metastasio.it

0574/27683 (dal lunedì al venerdì in orario 9.30/13.00).

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