Cannabis, coltivatori: tutela legale gratuita a pazienti in cura

Cannabis, coltivatori: tutela legale gratuita a pazienti in cura

Tutela legale gratuita per i pazienti in cura con cannabis terapeutica che, producendola in casa, dovessero essere denunciati dalle autorità.

Questa la proposta dell’Associazione sindacale autonoma dei coltivatori canapa (Asacc) per fronteggiare le difficoltà di approvvigionamento dei pazienti di tutta Italia, annunciata oggi in un incontro in Consiglio regionale sulla cannabis terapeutica.

“Nonostante ci sia stata un’apertura alla produzione e all’importazione – ha spiegato il presidente dell’associazione, Lorenzo Cancogni in una conferenza stampa a Firenze – i dati parlano di arrivare nel prossimo anno a una quota tra 500 e 800 chili a disposizione dei pazienti italiani contro un fabbisogno stimato fino a 3.000 chili”. Da qui la decisione di tutelare chi, dovendo far uso di canapa per le cure ma non trovandola nei canali ufficiali, abbia iniziato a produrla in casa e sia incorso in problemi legali.

L’associazione, nata nell’aprile scorso e diffusa in tutta Italia, si mette inoltre a disposizione delle istituzioni per coordinare i coltivatori associati, una rete di aziende pronte a investire e a produrre subito cannabis terapeutica.

Una proposta raccolta da Giacomo Bugliani (Pd) che sul tema ha annunciato una mozione in Consiglio regionale. “Un atto di indirizzo politico – ha spiegato il consigliere – affinché il presidente della Regione possa far sentire la sua voce presso il Governo e si vada a un incremento della produzione”.

“In Toscana – ha aggiunto – si concentra la produzione italiana ma, come ha chiarito anche il presidente Rossi, questa non basta. Ma è indispensabile che la produzione avvenga in Italia: avere la possibilità di investire in questo settore e non farlo – ha concluso -, magari per acquistare la cannabis all’estero, non è una soluzione che le istituzioni di questo paese possono accettare”.

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Empoli, morte feto: pm indaga per “procurato aborto colposo”

Empoli, morte feto: pm indaga per “procurato aborto colposo”

La procura di Firenze ha aperto un’inchiesta sulla morte improvvisa di un feto all’ospedale San Giuseppe di Empoli, avvenuta il 3 novembre, con l’ipotesi di reato di ‘procurato aborto colposo’. Al momento non ci sono indagati.

Nella vicenda la madre, 37 anni, alla 36/a settimana di gravidanza, era arrivata al pronto soccorso il pomeriggio del 2 novembre accusando forti dolori addominali, in particolare al fianco destro. Ma, anche dopo esami, la ginecologa che la visitò al S.Giuseppe di Empoli – così riferì a suo tempo la Asl -, non riscontrò elementi di emergenza urgenza e la donna venne rimandata a casa.

Ma dopo la mezzanotte la puerpera è tornata di nuovo al pronto soccorso, accusando forti dolori addominali. Con altri esami venne scoperta la morte fetale intrauterina ed un’emorragia addominale in atto. I medici salvarono l’utero della donna con un taglio cesareo eseguito in emergenza. La Asl avviò i suoi accertamenti, ora la procura ha aperto un’inchiesta.

L’inchiesta nasce da una segnalazione della polizia di Stato all’autorità giudiziaria. Secondo quanto appreso il procuratore Giuseppe Creazzo ha affidato il fascicolo ai pm Giuseppe Ledda e Giacomo Pestelli. Gli inquirenti hanno già fatto sequestrare le cartelle cliniche e ipotizzano di avviare esami medico-legali sul feto.

 

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Aeroporto, Nardella: “Fiorentini vogliono nuova pista”

Aeroporto, Nardella: “Fiorentini vogliono nuova pista”

“Chi oggi contesta e contrasta la nuova pista dell’aeroporto di Firenze non ha a cuore le sorti, i desideri, i bisogni dei fiorentini, mentre Firenze e i fiorentini vogliono la nuova pista”.

Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, che ieri sera ha partecipato a un’assemblea pubblica sul progetto di potenziamento dell’aeroporto, con i cittadini delle aree di Peretola, Quaracchi e Brozzi che con l’attuale pista sono costantemente sorvolate dagli aerei.

“C’è stata una risposta molto bella – ha aggiunto, parlando a margine della presentazione del bilancio dell’Estate Fiorentina 2018 – di 250 cittadini in una parte periferica, in un quartiere che merita tutta l’attenzione, e che in questi anni subisce auesta pressione dell’attuale pista dell’aeroporto, con sorvoli continui dalle 6.20 del mattino fino a tarda notte a causa di una pista che è inadeguata sotto tutti i punti di vista”.

“Ora – conclude Nardella – il governo non può far finta che non vi sia una procedura amministrativa arrivata ormai agli ultimi atti, con la conferenza dei servizi che si riunirà il 7 dicembre”.

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Ritrovamento ossa A1, legale madre Imane: “Chi sa ci contatti”

Ritrovamento ossa A1, legale madre Imane: “Chi sa ci contatti”

“Facciamo appello a chiunque sia in grado di fornire indicazioni o notizie utili di mettersi in contatto con la procura di Firenze o con noi dell’Associazione Penelope”.

Così , in un comunicato, l’avvocato Daica Rometta, che assiste Chakir Zoubida, la mamma di Imane Laloua, la donna scomparsa da Prato il 27 giugno 2003 e le cui ossa scarnificate furono ritrovate casualmente nel 2006 in un bosco presso l’A/1 dopo Barberino di Mugello (Firenze).

L’avvocato Daica Rometta sostiene la famiglia dal 2015: “L’esame del Dna ha dato la conferma. I resti umani ritrovati nel 2006, in due sacchi neri gettati a lato di una piazzola di sosta dell’autostrada A1 appartengono a Imane Laloua. Noi dell’Associazione Penelope Toscana sosteniamo la madre Chaikir Zoubida nella spasmodica ricerca di sua figlia”.


“Non ci fermiamo – ha aggiunto – nella ricerca della verità”, “la procura di Firenze sta indagando per omicidio volontario ed occultamento di cadavere. Bisogna capire come mai Imane sia stata uccisa in una maniera così efferata e cruenta, fatta a pezzi e gettata via chiusa in due sacchi della spazzatura.”


“Questo – prosegue – è indubbiamente il momento del dolore, ma abbiamo piena fiducia nel lavoro degli inquirenti, teso ad accertare la verità dei fatti e rendere così, dopo tutti questi anni, piena giustizia ad Imane”.


C’era già stata una prova del dna per cercare Imane nel 2015 sembrò quando la comparazione fu fatta col cadavere di donna ritrovato nel 2004 a Cento (Ferrara) ma il dna aveva escluso questa possibilità. “Oggi – conclude Daica Rometta – siamo ufficialmente giunti alla svolta. Dopo 15 lunghi anni Zoubida avrà finalmente un luogo in cui portare un fiore e piangere sua figlia”.

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Toscana: approvata legge per alert su assenza bimbi al nido

Toscana: approvata legge per alert su assenza bimbi al nido

Dotare tutti i nidi comunali e convenzionati della Toscana di un sistema di avvisi per le assenze ingiustificate dei bambini, pensato per prevenire i casi di abbandono involontario dei piccoli in auto.

Lo prevede una legge approvata oggi all’unanimità dal Consiglio regionale insieme a un ordine del giorno di Sì Toscana a sinistra che chiede lo studio di un sistema unico, software e hardware, da fornire agli istituti, valutando la possibilità che sia la stessa Regione a dotarsene.

A chiarire lo spirito della legge, sulla quale era stato firmato ieri un protocollo d’intesa tra Consiglio e Giunta regionale e Anci Toscana, è stato il consigliere segretario dell’Ufficio di presidenza, Antonio Mazzeo (Pd): “Se riusciremo a salvare anche solo un bambino – ha detto -, allora avremo dato un contributo importante”.

Antonio Mazzeo ha ricordato le iniziative che si sono susseguite sul tema drammatico degli abbandoni dei minori in auto, come la mozione di Irene Galletti (M5s) e l’iniziativa della Giunta regionale, che impone dal 1 gennaio 2019 l’obbligo di registrazione delle presenze e comunicazione delle assenze agli istituti scolastici.

“Un provvedimento che riguarda oltre 900 scuole in Toscana”. Il Consiglio regionale ha disposto un contributo di 100mila euro risparmiati dall’attività dell’Assemblea che sarà conferito ad Anci per l’acquisto dell’hardware. Anci gestirà poi il controllo con le amministrazioni comunali per il contributo da destinare alle scuole dell’infanzia che aderiscono al progetto. La Giunta regionale contribuirà, secondo il quanto previsto dal protocollo, con 50mila euro all’acquisto del software.

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