Firenze, torna l’ordinanza ‘anti bivacco’, no panini in strada

Firenze, torna l’ordinanza ‘anti bivacco’, no panini in strada

Nella zona vicino a Palazzo Vecchio e agli Uffizi.

“Ho firmato oggi l’ordinanza anti bivacco contro i turisti cafoni per via dei Neri e zone limitrofe, come già avvenuto lo scorso anno”. Lo ha annunciato il sindaco di Firenze Dario Nardella.

Il provvedimento riguarda anche piazzale degli Uffizi, piazza del Grano e via della Ninna dove, fino al 15 settembre fra le ore 12 e le ore 15, e fra le ore 18 e le ore 22, sarà vietato consumare alimenti soffermandosi e trattenendosi, anche singolarmente, sui marciapiedi, sulle soglie di negozi e abitazioni e sulle carreggiate. A controllare l’applicazione dell’ordinanza sarà la polizia municipale: la violazione è punita con il pagamento di una sanzione amministrativa da 150 a 500 euro. Gli esercenti dovranno esporre ben visibile alla propria clientela l’apposita grafica realizzata dal Comune che sintetizza i contenuti dell’ordinanza, in italiano e inglese.

“Grazie ai buoni risultati che ci sono stati riconosciuti sia dai residenti che dai commercianti, siamo riusciti a creare le condizioni per un nuovo provvedimento – ha detto Nardella -. Manteniamo altissima l’attenzione del Comune su tutti quei fenomeni di mancanza di rispetto delle regole del buon vivere che danneggiano l’immagine della nostra città e la qualità della vita dei nostri cittadini. Sul decoro e sul rispetto di Firenze noi non abbassiamo la guardia né ora né mai. Confido nel lavoro professionale e scrupoloso degli agenti di polizia municipale che già hanno dimostrato con l’ordinanza precedente di presidiare bene quest’area. Questa volta potremmo anche far leva sui nuovi agenti assunti recentemente”.

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Avvocati Firenze: “Zone rosse del prefetto Lega ledono diritti costituzionali”

Avvocati Firenze: “Zone rosse del prefetto Lega ledono diritti costituzionali”

Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze è d’accordo su rilievi a ordinanza prefetto Lega.

Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze ha varato, all’unanimità, una delibera in cui afferma di condividere le posizioni dell’Associazione Giuristi democratici di Firenze e del direttivo della Camera Penale riguardo all’ordinanza emessa il 9 aprile 2019 dal prefetto Laura Lega. L’ordinanza dispone il ‘divieto di stazionare’ in alcune zone di Firenze per chi risulti denunciato dalle forze di polizia per determinati reati, ordinando l’allontanamento dei trasgressori dalle aree indicate.

L’Associazione Giuristi democratici di Firenze e il direttivo della Camera Penale, evidenzia l’ordine degli Avvocati, “muovono rilievi all’ordinanza” del prefetto Lega “primo fra tutti la lesione di diritti costituzionalmente garantiti”. Il consiglio dell’Ordine degli Avvocati fiorentini ha anche stabilito di trasmettere la delibera allo stesso prefetto di Firenze, ai dirigenti degli uffici giudiziari di Firenze e al Consiglio nazionale forense.

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25 Aprile, Vicepresidente Toscana: “Al concerto invitato anche Bocci”

25 Aprile, Vicepresidente Toscana: “Al concerto invitato anche Bocci”

Al concerto organizzato da Regione Toscana e Fondazione Ort per il 25 aprile “sono invitati tutti a partecipare, anche chi sta strumentalizzando questa giornata, e non sta ricordando invece che è stata una giornata importantissima per la nostra storia, perché ha liberato l’Italia dalla guerra e da un ventennio di dittatura e orrori”.

Lo ha affermato Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana, interpellata dai giornalisti sulle dichiarazioni di ieri del candidato sindaco del centrodestra a Firenze Ubaldo Bocci. Quest’ultimo ha detto che non parteciperà alle celebrazioni del 25 aprile, definite “un appuntamento ideologico”.

“Non abbiamo continuato a mantenere la memoria – ha risposto Barni, a margine della presentazione dello spettacolo con Simone Cristicchi e l’Orchestra regionale della Toscana – per creare momenti di sterile celebrazione di eventi, vogliamo far sì che la storia sia conosciuta, soprattutto a coloro che per loro fortuna non l’hanno vissuta; e che siano veicolati attraverso la storia i valori che hanno portato alla nostra Costituzione e alla nostra democrazia. Il 25 aprile è una giornata importantissima che va celebrata”.

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Da Cecina a Camaiore, 3 arrestati dopo inseguimento in autostrada

Da Cecina a Camaiore, 3 arrestati dopo inseguimento in autostrada

I 3 arrestati hanno rubato un giubbotto ed un portafoglio dopo aver rotto il finestrino di un camper e poi sono scappati a bordo di una Fiesta.

Dopo un lungo inseguimento da San Pietro in Palazzi, nel comune di Cecina (Livorno), fino a Camaiore (Lucca), tre uomini di 29, 28 e 19 anni che avevano rubato a bordo di un camper posteggiato in un’area sosta, sono stati arrestati per furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale dai carabinieri di Cecina in collaborazione con Polizia Stradale di Viareggio (Lucca).

I tre, tutti residenti a Roma, nel pomeriggio di ieri, dopo aver infranto un finestrino del camper con targa tedesca in un’area di sosta caravan di Vada si sono impossessati di un portafogli e un giubbetto di pelle di marca e sono fuggiti a bordo di una Fiesta. A lanciare l’allarme è stato il gestore dell’area. I carabinieri sono subito intervenuti intercettando l’auto a San Pietro in Palazzi che all’alt non si è fermata ma ha proseguito la fuga sull’autostrada A12, spaccando la barra della corsia telepass. E’ iniziato così un lungo inseguimento con l’auto dei fuggitivi che a forte velocità ha effettuato numerose manovre spericolate, mentre uno dei tre ha cominciato a gettare dal finestrino alcuni oggetti, non solo refurtiva ma verosimilmente anche di altri, mettendo in seria difficoltà la pattuglia dei militari che li inseguiva.

Nell’inseguimento i carabinieri hanno preso contatti con Polstrada e alla fine le pattuglie dell’Arma e della Polstrada sono riuscite a fermare la corsa della Fiesta, riportando danni alle rispettive carrozzerie. Nel frattempo un’altra pattuglia dell’Arma ha ripercorso il tratto autostradale dell’inseguimento recuperando gli oggetti lanciati dal finestrino della Fiesta. I tre cileni sono stati quindi arrestati e segnalati alla prefettura perché durante la perquisizione all’autovettura sono stati trovati quattro grammi di marijuana. Dopo l’arresto sono stati trasferiti nel carcere di Livorno.

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Pisa, facevano prostituire figlia 13enne (IN AGGIORNAMENTO)

Pisa, facevano prostituire figlia 13enne (IN AGGIORNAMENTO)

Indagati genitori e due uomini. Regali in cambio di sesso. L’accusa è violenza sessuale.

Facevano prostituire la figlia 13enne con due adulti in cambio di regali e ricariche telefoniche: ora i genitori della ragazzina e due uomini sono imputati di violenza sessuale su minore sotto i 14 anni. L’inchiesta è coordinata dal pm della Dda di Firenze Eligio Paolini e i fatti, che si sono svolti nel Pisano, risalirebbero al 2013. La vicenda però è emersa all’attenzione degli inquirenti solo dal 2015 quando uno dei due adulti che avrebbe abusato della minore avvisò i carabinieri con una telefonata anonima.

I genitori sono imputati anche di induzione alla prostituzione minorile. La telefonata anonima che rivelò la vicenda venne fatta da un sessantenne della provincia di Pisa il quale aveva segnalato ai carabinieri che l’altro adulto abusava della minore. Successive indagini della polizia hanno permesso di accertare che lo stesso sessantenne, però, aveva agito per gelosia: infatti alla squadra mobile di Pisa è risultato che anche lui aveva abusato della 13enne in passato e pure con il consenso dei genitori. Gli abusi ci sarebbero stati fin da quando la ragazza aveva 13 anni. Sempre dalle ricostruzioni emergerebbe che uno degli imputati risiede nel Nord Italia e aveva conosciuto la famiglia chattando su Fb con la madre della ragazzina.

Quando nel 2015 le autorità vennero a conoscenza della vicenda, la ragazza venne affidata dal tribunale dei minori a una struttura protetta, poi, una volta diventata maggiorenne, è andata a vivere presso dei parenti. Intanto stamani si è aperta a Firenze l’udienza preliminare davanti al giudice Gianluca Mancuso a cui il pm ha chiesto il rinvio a giudizio dei quattro imputati. I difensori, avvocati Cristina Baglivo, Bernardo Polese e Laura Provamori, hanno chiesto al giudice ulteriori approfondimenti e, dunque, l’udienza preliminare è stata sospesa e rinviata.

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