Peperoncino Day a Viareggio, conferenza stampa martedì 23 luglio a Firenze

FIRENZE- Torna a Viareggio l'appuntamento con la festa del peperoncino, col tentativo quest'anno di battere anche un record: quello della collezione esposta più grande al mondo.  Ancor di più dunque che nelle passate edizioni saranno stavolta ancora più numerose le specialità in mostra: peperoncini di tutti i tipi, per tutte gli usi e tutti i gusti, dalle forme e colori più disparati.  

L'appuntamento a Viareggio con la festa è il 3 agosto. La conferenza stampa per illustrare i contenuti di questa ottava edizione è fissata invece per martedì 23 luglio alle ore 13 a Palazzo Strozzi Sacrati in piazza del Duomo 10 a Firenze, sede della presidenza della giunta regionale toscana. Interverrà l'assessore all'agricoltura della Regione Marco Remaschi. 

Rossi a Salvini e Toninelli: “Risolvere il problema del ‘tappo’ di Rovezzano e più sorveglianza”

FIRENZE –  "Non si possono lasciare prive di sorveglianza centraline così importanti che, se messe fuori uso, possono mandare in tilt l'intero traffico ferroviario regionale e tagliare in due l'Italia, come oggi è successo". Dopo l'incidente, presumibilmente doloso, che si è verificato stamani a Rovezzano alle porte di Firenze, il presidente della Toscana Enrico Rossi chiede al ministro dell'interno maggiore sorveglianza. Lo suggerisce dai microfoni di Radio Rai.  "E' un compito che riguarda la polizia ferroviaria – spiega – ed occorre mettere in grado la Polfer di svolgere questo compito, potenziandone gli organici magari. Oppure si potrebbero installare delle telecamere: anche quello potrebbe servire a prevenire atti dolosi come quelli di stamani".


Rossi chiede scusa ai pendolari. "Lo dovrebbe fare anche Salvini -  aggiunge – perché non ci si può limitare a dire che gli attentatori saranno perseguiti ed assicurati alla giustizia". Il Paese ha bisogno di attenzione e serietà. Quindi Rossi si rivolge al ministro ai trasporti, Danilo Toninelli, per tornare a denunciare i ritardi dei lavori che riguardano la Toscana e l'assenza di una adeguata programmazione delle infrastrutture. 
 

"In Toscana, visto che ancora non esiste la stazione del sottoattraversamento per l'alta velocità - spiega il presidente - ,  tutti  i treni (regionali e non) passano sugli stessi binari. C'è anche un solo ponte sull'Arno e a Rovezzano si crea dunque un tappo".  "Servirebbe  - conclude - un nuove ponte ed è necessario  ultimare al più presto i lavori dell'alta velocità e della nuova stazione". 

Rossi a Salvini e Toninelli: “Risolvere il problema del ‘tappo’ di Rovezzano e più sorveglianza”

FIRENZE –  "Non si possono lasciare prive di sorveglianza centraline così importanti che, se messe fuori uso, possono mandare in tilt l'intero traffico ferroviario regionale e tagliare in due l'Italia, come oggi è successo". Dopo l'incidente, presumibilmente doloso, che si è verificato stamani a Rovezzano alle porte di Firenze, il presidente della Toscana Enrico Rossi chiede al ministro dell'interno maggiore sorveglianza. Lo suggerisce dai microfoni di Radio Rai.  "E' un compito che riguarda la polizia ferroviaria – spiega – ed occorre mettere in grado la Polfer di svolgere questo compito, potenziandone gli organici magari. Oppure si potrebbero installare delle telecamere: anche quello potrebbe servire a prevenire atti dolosi come quelli di stamani".


Rossi chiede scusa ai pendolari. "Lo dovrebbe fare anche Salvini -  aggiunge – perché non ci si può limitare a dire che gli attentatori saranno perseguiti ed assicurati alla giustizia". Il Paese ha bisogno di attenzione e serietà. Quindi Rossi si rivolge al ministro ai trasporti, Danilo Toninelli, per tornare a denunciare i ritardi dei lavori che riguardano la Toscana e l'assenza di una adeguata programmazione delle infrastrutture. 
 

"In Toscana, visto che ancora non esiste la stazione del sottoattraversamento per l'alta velocità - spiega il presidente - ,  tutti  i treni (regionali e non) passano sugli stessi binari. C'è anche un solo ponte sull'Arno e a Rovezzano si crea dunque un tappo".  "Servirebbe  - conclude - un nuove ponte ed è necessario  ultimare al più presto i lavori dell'alta velocità e della nuova stazione". 

Pesca, ittoturismo ed agricoltura: i progetti della cooperativa “Laudato Sii” all’isola del Giglio

FIRENZE - Quella terrazza naturale che si affaccia sul mare, dove comprare ma anche mangiare il pesce appena pescato, già da sola rallegra l'animo ed è un'idea capace di creare qualche posto di lavoro, anche in inverno quando sull'isola non ci sono turisti e rimangono solo i gigliesi. E poi ci sono i tre ettari di terreni abbandonati dove già crescono frutteti ed olivi, il frantoio sociale (l'unico dell'isola), il recupero di altri spazi comuni anche per offrire servizi agli anziani, con una mensa sociale ad esempio.

Sono i progetti della cooperativa di comunità "Laudato sii" dell'isola del Giglio, dove si danno da fare giovani e meno giovani, nata nel 2017 dall'idea di un parroco e una delle  venticinque cooperative di comunità  (in ventitré diversi comuni) che a dicembre del 2018 la Regione Toscana ha deciso di finanziare con un milione e duecentomila euro. Cooperative speciali, dove una buona parte degli abitanti di un paese (se non tutti) ne hanno parte come soci attivi. C'è chi pensa all'agricoltura, alla pesca o alla promozione di altre eccellenze enogastronomiche. Per tutti l'obiettivo è comunque lo stesso: offrire servizi, mantenere i beni comuni, creare qualche posto di lavoro, mettere insieme attività economiche che da sole non avrebbero la forza per andare avanti (con internet veloce e il web che aiutano a rompere l'isolamento), esempio di economia collaborativa, ed evitare così che i residenti (soprattutto i giovani) fuggano via.

Anche al Giglio è così. "Anche questa cooperativa – spiega l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli, venerdì al Giglio per la presentazione del progetto - può un motore per consentire di avere nuova occupazione, crescita, sviluppo e produrre ulteriore richiamo per un'isola che già è una perla e vive d'estate di turismo". "Lo fa - aggiunge - con tanto entusiasmo e nella migliore tradizione toscana. Perché se le cooperative di comunità si stanno ultimamente moltiplicando, il punto di partenza è sempre lo stesso. Cambia lo strumento ma gli ingredienti sono gli stessi già visti in passato: un movimento dal basso, il confronto tra le persone, l'obiettivo di migliorare una certe condizione, un bene comune come punto di riferimento. Questo produce nell'immediato positività. Ma in futuro queste comunità possono diventare anche catalizzatore di altre idee, possono produrre nuovi progetti, possono attrarre ulteriori finanziamenti pubblici e privati". 

Pensi al Giglio e vedi il mare: cristallino, invitante. Ma sull'isola, tre borghi davanti all'Argentario, c'è anche altro: è un monte che si alza per cinquecento metri sul mare e non è solo spiagge e calette. E non va dimenticato.  Metà vergine e selvaggia, il Giglio è ricco di sentieri. Sui declivi da cui lo sguardo si allunga in basso verso il blu del Tirreno si coltivano appunto viti ed olivi: un'agricoltura eroica, fatta di fatica e terrazzamenti con muri a secco di granito. E' l'anima e l'antica tradizione dell'isola. E l'obiettivo della cooperativa di comunità "Laudato sii", che ha trovato casa nell'edificio che ospitava la vecchia scuola materna, non è infatti solo la pesca -  con l'acquisto di una piccola barca, perché dei pescherecci che incrociano davanti l'isola, pur strano a dirsi, nessuno è gigliese - ma anche il recupero dell'attività nei campi. Con un modello di economia collaborativa, per l'appunto. 

Geotermia, Rossi: “Abbiamo perso quasi un anno. Ora che il Ministero si è convinto al lavoro per recuperare”

PISA - La geotermia si avvia a tornare ad essere una fonte di energia rinnovabile finanziata con incentivi statali. E' stata scelta anche l'impostazione toscana di una geotermia più attenta all'ambiente e al paesaggio. E sono tutte e due buone notizie, che hanno a che fare con lo sviluppo economico. Non a caso il presidente della Toscana Enrico Rossi ci si sofferma mentre a Pisa presenta ai giornalisti i numeri dello studio dell'Irpet sull'economia della costa toscana e gli effetti su questo delle politiche regionali. Con lui c'è anche l'assessora all'ambiente, Federica Fratoni.
Il nuovo decreto del Ministero sulle rinnovabili ancora non c'è: è stata presentata solo una griglia "Continua dunque il lavoro e continua il presidio assieme ai Comuni" spiega proprio l'assessore. "Ma l'apertura del ministero e in particolare del sottosegretario Crippa, durante l'incontro che c'è stato ieri a Roma, è sicuramente un passo in avanti" aggiunge. E' una buona notizia, dopo l'esclusione invece dalla fonti rinnovabili finanziate che c'era stata decisa l'anno scorso.

"Quell'esclusione ha creato uno stop purtroppo di parecchi mesi – sottolinea Rossi -, ma ora si riconosce che la nostra è la legge di riferimento e che si vuole incentivare l'energia geotermica. Possiamo recuperare e da subito ci impegneremo a riaprire il confronto con Enel per Piancastagnaio 6". Ovvero il nuovo impianto su cui l'azienda ha deciso una sospensione, proprio per l'assenza finora di chiarezza sulle norme.

"Vogliamo che la geotermia – aggiunge il presidente - sia ambientalmente sostenibile: pensiamo che si possa migliorare, da questo punto di vista". Emissioni dunque sotto controllo e captazione della Co2 da immettere poi sul mercato, visto che è richiesta per diverse lavorazioni e l'acquistiamo all'estero. "Vogliamo che la geotermia – prosegue Rossi - sia anche compatibile con il paesaggio che la circonda. Vogliamo soprattutto farne una leva per lo sviluppo economico e lavorativo dei territori".

"Il Governo si è reso finalmente conto che la geotermia, con l'attenzione dovuta all'ambiente e al paesaggio circostante, è una fonte importantissima per lo sviluppo della strategia della sostenibilità e per affrancarsi dall'approvvigionamento da fonti fossili tradizionali - chiosa Fratoni – Era la nostra impostazione. Continueremo ad essere pungolo e a presidiare il fronte, affinché siano garantiti gli investimenti per il rifacimento delle centrali in un'ottica di miglioramento ambientale e la buona occupazione, diretta e indiretta". Per lo sviluppo di un indotto competitivo Rossi è pronto ad investire anche risorse europee. Il prossimo appuntamento al Ministero sarà a settembre.

In Toscana, il territorio più dotato da questo punto di vista, sono trentatré al momento le centrali che producono di energia elettrica grazie alla geotermia (Enel conta nove concessioni) e circa tremila i posti di lavoro con l'indotto. Diciassette sono i comuni coinvolti, distribuiti nelle province di Pisa, Siena e Grosseto. Tutto era iniziato centoquindici anni fa, il 4 luglio 1904, quando a Larderello, nel comune di Pomarance, il marchese Piero Ginori Conti accese le prime cinque lampadine elettriche con la forza dei soffioni e una rudimentale dinamo.