Europa in Toscana, Rossi: “Senza Ue avremmo una gamba in meno”. Burocrazia cattiva? “Una bufala”

SIENA - "L'Europa non è solo quella ‘cattiva' che qualcuno racconta, ma anche quella dei progetti di qualità". Il presidente della Toscana Enrico Rossi non si stanca di ripeterlo ad ogni sosta del suo viaggio oggi in provincia di Siena, seconda tappa di un tour per raccontare appunto l'Europa che è viva, attraverso i suoi finanziamenti e i suoi progetti, in ogni città e paese, nelle vigne e nelle fabbriche, nei laboratori di ricerca, nei monumenti da salvaguardare, all'università e a scuola.

Lo ripete a Poggibonsi e a Colle Val d'Elsa, dove i fondi europei, indirizzati dalla Regione e ben sfruttati dalle amministrazioni comunali che si sono fatte trovare pronte, sono diventati interventi per riqualificare i centri storici o trasformare un tratto della vecchia ferrovia che collegava i due borghi in una ciclopedonale. Lo ripete alla Newton, dove grazie all'Europa (e al contributo del mondo della ricerca) saranno prodotti grandi trasformatori più ecologici, il che farà bene all'ambiente ma anche all'economia perché nei prossimi anni nelle gare europee saranno premiati prodotti ed aziende col minor impatto ambientale. Con lui, assieme ai sindaci, ci sono i consiglieri regionali Simone Bezzini e Stefano Scaramelli.

"Senza l'Europa simili realtà non sarebbero esistite – dice, mentre gli imprenditori annuiscono - Chi racconta l'Europa solo come un eccesso di burocrazia, che poi se uno ci parla è sempre pronta a trovare una soluzione, cavalca una fake news. E' una bufala e solo strumentalizzazione". Lo ripete anche all'Its del Palazzone di Colle Val d'Elsa, uno tra la dozzina di istituti tecnici superiori toscani dove scuola e aziende vanno a braccetto. Lì, grazie al fondo sociale europeo che sostiene la spesa per gli insegnanti ma anche per attrezzare i laboratori, i ragazzi che hanno terminato le superiori studiano la domotica e le energie rinnovabili applicate all'edilizia. Nei mesi scorsi si sono diplomati in trentacinque e già tutti hanno trovato lavoro. Cosa che accade anche negli altri istituti tecnici superiori.

"Senza l'Europa – sottolinea – la Toscana sarebbe più brutta, più arretrata e meno ricca". Lo ripete anche a Monteriggioni, dove i fondi europei hanno finanziato bandi energetici e lo sviluppo turistico legato alla via Francigena. E poi a Siena, durante la conferenza stampa organizzata al polo di Toscana Life Sciences, dove i fondi europei diventano ricerca, medicina di precisione, nuove molecole e alla fine prodotti farmaceutici sugli scaffali, occupazione ma anche formazione ad alta specializzazione tecnologica, con la Fondazione Its Vita che viene incontro alle esigenze di nuove ed elevate competenze tecniche e tecnologiche.

"L'Europa – riassume Rossi – non vuol dire solo aiuti ai privati, alle aziende che innovano o al mondo della ricerca. Dall'Europa arrivano anche contributi per le opere pubbliche, per la cultura e per l'istruzione. L'Europa è linfa vitale per la Toscana che vuole innovarsi". Certo, spiega Rossi, i fondi vanno spesi - e la Toscana lo fa - e vanno usati bene. "Qualche anno fa – ricorda - abbiamo deciso di usarli per favorire le imprese più dinamiche e propense ad innovare e non per ripianare sofferenze in bilancio di aziende in difficoltà. Fu una scelta da qualcuno contestata: era il 2012, i primi anni dopo la crisi. Ma volevamo che fossero fattore di  innovazione, aumento di fatturati e occupazione. E investire sulle aziende più dinamiche ha permesso di farne un locomotore di ulteriore sviluppo". Esattamente quell'effetto volano sottolineato anche dal direttore generale della Fondazione Toscana Life Sciences, Andrea Paolini. "Queste risorse – rimarca – hanno fatto da catalizzatore dell'attenzione di grossi investitori, anche stranieri, o dato vita alla realizzazione di vere e proprie facilities e piattaforme tecnologiche. Hanno attratto a loro volta ulteriori finanziamenti".

Rossi si sofferma alla fine anche sui vincoli dell'Europa. "L'Italia – dice – spesso non considera l'importanza delle linea guida e dell'elaborazione culturale politica e programmatica dell'Europa. Chi ha ruoli pubblici dovrebbe frequentarla di più". "E poi – aggiunge - siamo sicuri che senza una burocrazia che pungola, anche in Toscana, saremmo stati così bravi e veloci nell'usare le risorse a disposizione? Siamo sicuri che ci sarebbero stati gli investimenti che sono stati fatti, ad esempio, nell'agricoltura di qualità? Siamo convinti che la battaglia per il disinquinamento o la depurazione delle acque sarebbe stata così forte senza gli obiettivi e i vincoli della Ue?".

Per Rossi l'Europa in parte andrebbe cambiata: al mercato unico, che è sicuramente un obiettivo riuscito, andrebbe aggiunto qualche vincolo sociale in più. Non va sicuramente bene ad esempio l'Europa che permette alla Bekaert di Figline Valdarno di chiudere e riaprire in un altro paese. Non va bene l'idea di ricentralizzare le risorse a livello nazionale. "Ma senza Europa – conclude il presidente – la Toscana avrebbe una gamba in meno. E se noi costruissimo una cartina dell'Europa con quello che è stato fatto grazie ai contributi Ue scopriremmo che la maggior parte delle cose eccellenti e buone sono state fatte o grazie al fatto che i fondi ci sono stati o che comunque l'Europa è riuscita a dare indirizzi fondamentali. Senza ridurre tutto, sia chiaro, ad un conto tra quanto diamo e quanto riceviamo, che sarebbe miope e l'inizio della fine, perché non tiene conto di tutti gli altri vantaggi dell'essere in Europa".

C'è un'ignoranza diffusa sui fondi europei, certificata anche dall'Eurobarometro. C'è innegabilmente un fronte antieuropeo che cresce. "Ma proprio per questo – sprona Rossi - l'Europa va raccontata, dando conto dei numeri e un volto a quelle cifre". Dopodichè la visita continua: a Santa Maria della Scala in città e poi alla Cassioli di Torrita di Siena.  

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Europa in Toscana, dagli spazi urbani alle scienze della vita e l’istruzione. Ecco i progetti finanziati

L'Its di Colle Val d'Elsa
L'Its di Colle Val d'Elsa

SIENA - L'Europa può rendere più belli anche una strada, una piazza o interi quartieri di città e paesi. E' il caso di Poggibonsi e Colle Val d'Elsa, prime due soste stamani del tour in provincia di Siena del presidente della Toscana Enrico Rossi, seconda tappa di un viaggio iniziato un paio di settimane fa a Grosseto e che proseguirà nelle altre province toscane: per raccontare l'Europa che aiuta i territori e per accendere un riflettore su alcuni dei progetti che hanno beneficiato dei finanziamenti europei, dando un volto a quei numeri.

Secondo l'Eurobarometro il 60 per cento degli italiani non conosce i fondi strutturali dell'Unione europea e, tra chi sa di cosa si tratta, l'80 per cento pensa che siano inutili. Eppure senza queste risorse, la Toscana (e tutta l'Italia) sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. Tante opere non sarebbero state realizzate. L'Europa dunque è solo apparentemente lontana.

Città rimesse a nuovo - A Poggibonsi e a Colle Val d'Elsa gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, a partire dagli arredi urbani. Grazie ad un Piu, uno dei programmi integrati urbani finanziati con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, si è deciso di abbattere i consumi energetici di una scuola dell'infanzia, la Girotondo, del nido "La coccinella" e del palazzo comunale; si è pensato di riqualificare in piazza XVIII luglio una casa famiglia e uno spazio aggregativo, di far più bella e sicura piazza Mazzini e recuperare parte del centro storico.

Con lo stesso progetto, si interverrà nel vicino comune di Colle Val d'Elsa, dove è stata finanziata la nuova piazza e l'ex vetreria Boschi per farne il museo del cristallo, dove si è deciso di recuperare la casa del popolo ed ampliare il teatro, di attrezzare un condominio solidale e realizzare un tratto di ciclopedonale che ne collegherà due che già esistono, quello sulla ex linea ferroviaria Colle-Poggibonsi a nord e quello tra le Gore Rotte e Gracciano. I lavori finiranno nel 2020 e complessivamente, tra Poggibonsi e Colle Val d'Elsa, saranno spesi oltre 8 milioni e novecento mila euro, a 6 milioni e 775 mila ammonta il contributo pubblico.

Industria 4.0 e energie green - Ma a Poggibonsi e a Colle Val d'Elsa l'Europa non ha dimenticato aziende e persone. La Newton, fabbrica di trasformatori, per rendersi più competitiva ha deciso di investire qualcosa come un milione e 946 mila euro sull'automatizzazione e sull'industria 4.0. Metà gli sono arrivati dal pubblico: 486 mila euro dal Fesr, 340 mila dallo Stato, quasi 146 mila dalla Regione. Con il progetto Tanc e l'uso di uno speciale acciaio la composizione dei nuclei magnetici sarà fatta con un nastro unico, senza più giunture. Ma i trasformatori, gli stessi usati anche da Enel, saranno anche più 'ecologici', il che vorrà dire essere pure più competitivi visto che in Europa il minor impatto ambientale sarà premiato nelle future gare.

Anche l'istruzione può godere di finanziamenti europei. E' il caso dell'Its Energia e Ambiente di Colle Val d'Elsa, due anni post diploma in alternativa eventualmente all'università. Gli Its, che nascono tutti da uno stretto contatto con il mondo produttivo, parte del programma Giovanisì, ha tra i propri studenti un tasso di occupazione a breve altissimo. In questo caso l'istituto di Colle realizza anche corsi di formazione professionale, sui temi legati all'energia, anche per addetti e operatori di Pmi che già lavorano. Il contributo del Fondo sociale europeo è stato di 1 milione e 560 mila euro.

Nel borgo sulla Francigena - A Monteriggioni, il borgo che ancora oggi ‘di torri si corona' come cantava Dante nell'Inferno, l'Europa (di nuovo grazie al Fondo per lo sviluppo regionale) ha finanziato il restauro della Porta Franca del castello e il recupero del complesso monumentale di Abbadia Isola, terza e quarta sosta stamani del viaggio di Rossi. Il castello con le sue mura e la frazione di Abbadia, dove l'intervento sui sotterranei e le aree all'esterno si aggiungono ad altri restauri in corso, sorgono lungo la via Francigena.

Le risorse dell'Europa andranno in questo caso a sostegno di cultura e turismo: 935 mila euro la spesa, quasi 655 mila il contributo pubblico. Ma c'è anche un progetto (773 mila euro, quasi 155 il contributo) che riguarda Simply Etruria Retail e la riqualificazione energetica del centro di distribuzione di carni, che porterà ad abbattere i consumi del 40 per cento e un sollievo anche per l'ambiente e il clima, con 82 tonnellate di Co2 in meno disperse in atmosfera.

L'antico ospedale e le scienze della vita - Da Monteriggioni a Siena capoluogo. Qui Rossi ha visitato il complesso museale di Santa Maria della Scala: 3 milioni e 340 mila euro di contributo pubblico su un investimento da 4 milioni e 771 mila euro, due lotti già conclusi e il terzo atteso entro il 2020, per recuperare tra l'altro un tratto di via Francigena all'interno dell'ospedale e coprire la Corticella, vero e proprio snodo dei percorsi dell'antico complesso.

Prima il presidente si è però fermato al polo di Toscana Life Sciences, ente no profit che dal 2005 sostiene le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e sulle cosiddette malattie orfane, quelle cioè per cui non sono disponibili terapie specifiche o che sono di interesse limitato per ricercatori e medici. Tls aiuta, in particolare, lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all'applicazione industriale, favorisce il trasferimento tecnologico ed è anche il gestore del distretto sulle scienze della vita nato nel 2011 e che raccoglie tutti i soggetti pubblici e privati che operano nei settori delle biotecnologie, del farmaceutico, dei dispositivi medici, della diagnostica, della nutreceutica e della cosmeceutica. Duecento aziende per oltre undicimila addetti, di un migliaio impegnati in ricerca e sviluppo.

Soci fondatori di Toscana Life Sciences sono la Regione Toscana, la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi di Siena, la Provincia, le Università di Siena, Pisa e Firenze, Sant'Anna e Normale di Pisa, l'Istituto di alti studi Imt di Lucca, l'azienda ospedaliera universitaria senese, il Comune e la Camera di Commercio della città. Vi lavorano 283 addetti e a 7,3 milioni ammonta il fatturato delle imprese incubate e affiliate e dei gruppi di ricerca nel 2017, con oltre 80, 2 milioni di finanziamenti attratti dal 2007.

Qualche esempio? Nel distretto grazie ai fondi europei è stato sviluppato un farmaco, il Dekavil, contro l'artrite reumatoide (2 milioni e 500 mila euro di contributi) e dal 2007 sono stati finanziati con 8 milioni e 738 mila euro almeno altri dieci progetti di sette aziende, da vaccini per il tifo o la salmonella destinati ai paesi in via di sviluppo alle nanoparticelle contro i tumori, dalle particelle pseudo virali a da studi sulla fibrosi cistica fino ad antimicrobici per infezioni batteriche gravi. Sono stati finanziati anche corsi di formazione, sempre post diploma, promossi dalla Fondazione Its Vita: solo quelli attivi riceveranno 1 milione e 488 mila euro grazie al Fondo sociale europeo, altri 891 mila si aggiungeranno per i corsi in partenza da qui al 2019.

A Torrita logistica e automazione - Il viaggio del presidente Rossi in provincia di Siena si è concluso nel tardo pomeriggio alla Cassioli di Torrita di Siena, azienda con stabilimenti anche in Polonia, Brasile e Stati Uniti (250 dipendenti, 140 in Italia) che fornisce prodotti e servizi per soluzioni di logistica integrata e grande attenzione presta a ricerca e sviluppo. A Torrita di Siena, dove nel 2010 è stato inaugurato un nuovo edificio di 3500 metri quadri, realizzato con criteri ecocompatibili, si sviluppano prototipi, si collaudano dispositivi e c'è uno showroom. Cassioli con tre progetti, dal 2010 ad oggi, ha investito 7 milioni e 411 mila euro ed ottenuto contributi per 4 milioni e 299 mila euro.

Dall'agricoltura al birrificio fino all'antica fortezza medicea - Ma l'elenco delle aziende che hanno beneficiato di contributi europei in provincia di Siena potrebbe continuare, ben oltre le aziende e realtà visitate dal presidente Rossi. L'Europa ha finanziato ad esempio il birrificio "La Steccaia" di Rapolano Terme. Contributi sono arrivati alla fattoria Alloro di San Gimignano, a vantaggio del settore zootecnico, e al Podere Pereto sempre di Rapolano Terme, alla fattoria "Pieve e Salti" di Montalcino, alla società agricola Salcheto di Montepulciano, al salumificio Viani di San Gimignano e alla Toscocornici di Torrita di Siena. I fondi europei hanno contribuito in parte anche a rimettere a nuovo le mura della fortezza medicea di Poggibonsi, parco oggi fruibile a cittadini e turisti. Con il fondo sociale sono stati finanziati corsi di formazione a Chianciano e Siena. 

 

Europa in Toscana, dagli spazi urbani alle scienze della vita e l’istruzione. Ecco i progetti finanziati

L'Its di Colle Val d'Elsa
L'Its di Colle Val d'Elsa

SIENA - L'Europa può rendere più belli anche una strada, una piazza o interi quartieri di città e paesi. E' il caso di Poggibonsi e Colle Val d'Elsa, prime due soste stamani del tour in provincia di Siena del presidente della Toscana Enrico Rossi, seconda tappa di un viaggio iniziato un paio di settimane fa a Grosseto e che proseguirà nelle altre province toscane: per raccontare l'Europa che aiuta i territori e per accendere un riflettore su alcuni dei progetti che hanno beneficiato dei finanziamenti europei, dando un volto a quei numeri.

Secondo l'Eurobarometro il 60 per cento degli italiani non conosce i fondi strutturali dell'Unione europea e, tra chi sa di cosa si tratta, l'80 per cento pensa che siano inutili. Eppure senza queste risorse, la Toscana (e tutta l'Italia) sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. Tante opere non sarebbero state realizzate. L'Europa dunque è solo apparentemente lontana.

Città rimesse a nuovo - A Poggibonsi e a Colle Val d'Elsa gli esempi sono sotto gli occhi di tutti, a partire dagli arredi urbani. Grazie ad un Piu, uno dei programmi integrati urbani finanziati con il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, si è deciso di abbattere i consumi energetici di una scuola dell'infanzia, la Girotondo, del nido "La coccinella" e del palazzo comunale; si è pensato di riqualificare in piazza XVIII luglio una casa famiglia e uno spazio aggregativo, di far più bella e sicura piazza Mazzini e recuperare parte del centro storico.

Con lo stesso progetto, si interverrà nel vicino comune di Colle Val d'Elsa, dove è stata finanziata la nuova piazza e l'ex vetreria Boschi per farne il museo del cristallo, dove si è deciso di recuperare la casa del popolo ed ampliare il teatro, di attrezzare un condominio solidale e realizzare un tratto di ciclopedonale che ne collegherà due che già esistono, quello sulla ex linea ferroviaria Colle-Poggibonsi a nord e quello tra le Gore Rotte e Gracciano. I lavori finiranno nel 2020 e complessivamente, tra Poggibonsi e Colle Val d'Elsa, saranno spesi oltre 8 milioni e novecento mila euro, a 6 milioni e 775 mila ammonta il contributo pubblico.

Industria 4.0 e energie green - Ma a Poggibonsi e a Colle Val d'Elsa l'Europa non ha dimenticato aziende e persone. La Newton, fabbrica di trasformatori, per rendersi più competitiva ha deciso di investire qualcosa come un milione e 946 mila euro sull'automatizzazione e sull'industria 4.0. Metà gli sono arrivati dal pubblico: 486 mila euro dal Fesr, 340 mila dallo Stato, quasi 146 mila dalla Regione. Con il progetto Tanc e l'uso di uno speciale acciaio la composizione dei nuclei magnetici sarà fatta con un nastro unico, senza più giunture. Ma i trasformatori, gli stessi usati anche da Enel, saranno anche più 'ecologici', il che vorrà dire essere pure più competitivi visto che in Europa il minor impatto ambientale sarà premiato nelle future gare.

Anche l'istruzione può godere di finanziamenti europei. E' il caso dell'Its Energia e Ambiente di Colle Val d'Elsa, due anni post diploma in alternativa eventualmente all'università. Gli Its, che nascono tutti da uno stretto contatto con il mondo produttivo, parte del programma Giovanisì, ha tra i propri studenti un tasso di occupazione a breve altissimo. In questo caso l'istituto di Colle realizza anche corsi di formazione professionale, sui temi legati all'energia, anche per addetti e operatori di Pmi che già lavorano. Il contributo del Fondo sociale europeo è stato di 1 milione e 560 mila euro.

Nel borgo sulla Francigena - A Monteriggioni, il borgo che ancora oggi ‘di torri si corona' come cantava Dante nell'Inferno, l'Europa (di nuovo grazie al Fondo per lo sviluppo regionale) ha finanziato il restauro della Porta Franca del castello e il recupero del complesso monumentale di Abbadia Isola, terza e quarta sosta stamani del viaggio di Rossi. Il castello con le sue mura e la frazione di Abbadia, dove l'intervento sui sotterranei e le aree all'esterno si aggiungono ad altri restauri in corso, sorgono lungo la via Francigena.

Le risorse dell'Europa andranno in questo caso a sostegno di cultura e turismo: 935 mila euro la spesa, quasi 655 mila il contributo pubblico. Ma c'è anche un progetto (773 mila euro, quasi 155 il contributo) che riguarda Simply Etruria Retail e la riqualificazione energetica del centro di distribuzione di carni, che porterà ad abbattere i consumi del 40 per cento e un sollievo anche per l'ambiente e il clima, con 82 tonnellate di Co2 in meno disperse in atmosfera.

L'antico ospedale e le scienze della vita - Da Monteriggioni a Siena capoluogo. Qui Rossi ha visitato il complesso museale di Santa Maria della Scala: 3 milioni e 340 mila euro di contributo pubblico su un investimento da 4 milioni e 771 mila euro, due lotti già conclusi e il terzo atteso entro il 2020, per recuperare tra l'altro un tratto di via Francigena all'interno dell'ospedale e coprire la Corticella, vero e proprio snodo dei percorsi dell'antico complesso.

Prima il presidente si è però fermato al polo di Toscana Life Sciences, ente no profit che dal 2005 sostiene le attività di ricerca nel campo delle scienze della vita e sulle cosiddette malattie orfane, quelle cioè per cui non sono disponibili terapie specifiche o che sono di interesse limitato per ricercatori e medici. Tls aiuta, in particolare, lo sviluppo di progetti dalla ricerca di base all'applicazione industriale, favorisce il trasferimento tecnologico ed è anche il gestore del distretto sulle scienze della vita nato nel 2011 e che raccoglie tutti i soggetti pubblici e privati che operano nei settori delle biotecnologie, del farmaceutico, dei dispositivi medici, della diagnostica, della nutreceutica e della cosmeceutica. Duecento aziende per oltre undicimila addetti, di un migliaio impegnati in ricerca e sviluppo.

Soci fondatori di Toscana Life Sciences sono la Regione Toscana, la Fondazione e la Banca Monte dei Paschi di Siena, la Provincia, le Università di Siena, Pisa e Firenze, Sant'Anna e Normale di Pisa, l'Istituto di alti studi Imt di Lucca, l'azienda ospedaliera universitaria senese, il Comune e la Camera di Commercio della città. Vi lavorano 283 addetti e a 7,3 milioni ammonta il fatturato delle imprese incubate e affiliate e dei gruppi di ricerca nel 2017, con oltre 80, 2 milioni di finanziamenti attratti dal 2007.

Qualche esempio? Nel distretto grazie ai fondi europei è stato sviluppato un farmaco, il Dekavil, contro l'artrite reumatoide (2 milioni e 500 mila euro di contributi) e dal 2007 sono stati finanziati con 8 milioni e 738 mila euro almeno altri dieci progetti di sette aziende, da vaccini per il tifo o la salmonella destinati ai paesi in via di sviluppo alle nanoparticelle contro i tumori, dalle particelle pseudo virali a da studi sulla fibrosi cistica fino ad antimicrobici per infezioni batteriche gravi. Sono stati finanziati anche corsi di formazione, sempre post diploma, promossi dalla Fondazione Its Vita: solo quelli attivi riceveranno 1 milione e 488 mila euro grazie al Fondo sociale europeo, altri 891 mila si aggiungeranno per i corsi in partenza da qui al 2019.

A Torrita logistica e automazione - Il viaggio del presidente Rossi in provincia di Siena si è concluso nel tardo pomeriggio alla Cassioli di Torrita di Siena, azienda con stabilimenti anche in Polonia, Brasile e Stati Uniti (250 dipendenti, 140 in Italia) che fornisce prodotti e servizi per soluzioni di logistica integrata e grande attenzione presta a ricerca e sviluppo. A Torrita di Siena, dove nel 2010 è stato inaugurato un nuovo edificio di 3500 metri quadri, realizzato con criteri ecocompatibili, si sviluppano prototipi, si collaudano dispositivi e c'è uno showroom. Cassioli con tre progetti, dal 2010 ad oggi, ha investito 7 milioni e 411 mila euro ed ottenuto contributi per 4 milioni e 299 mila euro.

Dall'agricoltura al birrificio fino all'antica fortezza medicea - Ma l'elenco delle aziende che hanno beneficiato di contributi europei in provincia di Siena potrebbe continuare, ben oltre le aziende e realtà visitate dal presidente Rossi. L'Europa ha finanziato ad esempio il birrificio "La Steccaia" di Rapolano Terme. Contributi sono arrivati alla fattoria Alloro di San Gimignano, a vantaggio del settore zootecnico, e al Podere Pereto sempre di Rapolano Terme, alla fattoria "Pieve e Salti" di Montalcino, alla società agricola Salcheto di Montepulciano, al salumificio Viani di San Gimignano e alla Toscocornici di Torrita di Siena. I fondi europei hanno contribuito in parte anche a rimettere a nuovo le mura della fortezza medicea di Poggibonsi, parco oggi fruibile a cittadini e turisti. Con il fondo sociale sono stati finanziati corsi di formazione a Chianciano e Siena. 

 

Europa in Toscana, tutti i numeri dei fondi europei utilizzati in provincia di Siena

SIENA - Fondi europei per aiutare l'agricoltura e la ricerca, per sostenere lo sviluppo economico o la rinascita delle città, per la cultura. Fondi a disposizione per il trasferimento tecnologico e la mobilità sostenibile, da investire sul capitale umano o contro la disoccupazione anche oppure per dare una mano alle imprese che vogliono farsi più dinamiche. La Toscana non sarebbe la Toscana senza i fondi Ue. Dalle sue vigne al dinamismo delle piccole imprese, dai siti archeologici alla montagna, dalle città ai piccoli paesi niente di quello che costituisce la sua essenza potrebbe fare a meno della linfa vitale iniettata, negli ultimi quindici anni, dai vari programmi operativi che declinano in chiave regionale le politiche di coesione dell'Europa.

Molti pensano che l'Europa sia inutile. Eppure senza queste risorse, la Toscana (e tutta l'Italia) sarebbe meno sviluppata, meno dinamica e meno coesa. E' quello che vuole dimostrare e ricordare il presidente della Toscana Enrico Rossi nel suo viaggio "L'Europa in Toscana" che nella provincia di Siena consuma oggi la seconda tappa.

Ecco qualche numero, per capire.

Il bilancio dell'Europa - Alimentato da meno dell'1 per cento del Pil di ogni paese membro, il bilancio dell'Unione europea vale oggi circa mille miliardi di euro: agricoltura e politica di coesione (i cosiddetti fondi strutturali) sono le due poste principali e corrispondono a circa due terzi.

I fondi europei che oggi arrivano in Toscana sono l'equivalente dello 0,2 per cento del Pil regionale. Ma grazie agli imprenditori, numerosi, che ne hanno colto l'opportunità e grazie anche al cofinanziamento di Stato e Regione sono un volano importante di sviluppo.

Lo scorso maggio la Commissione Europea ha presentato le proposte di regolamento per la programmazione 2021-2027: un miliardo e 134 milioni a disposizione, con meno fondi per Pac e coesione e più risorse per sicurezza e contrasto all'immigrazione (raddoppiate) e per il digitale e la ricerca.

Toscana virtuosa
I fondi strutturali sono spesso criticati perché molte Regioni li spendono male o in ritardo. La Toscana nel periodo 2007-2013 ha speso il 118 per cento dei fondi ricevuti, ovvero anche parte delle risorse che altri non sono stati in grado di impiegare e quindi sono state ridistribuite. Nel 2014, visto che l'Europa era in ritardo sulla programmazione, la Toscana ha addirittura anticipato le risorse dal proprio bilancio, per assicurare continuità agli interventi.

L'Italia versa all'Europa più risorse di quante le tornino indietro; è cioè un cosiddetto contribuente netto. Per via del Mezzogiorno è però anche il secondo paese beneficiario della politica di coesione, dopo la Polonia. Fino ad oggi ha impegnato il 36 per cento dei fondi della programmazione 2014-2020, che potranno essere spesi entro il 2023.

Dei 44 miliardi di euro di fondi Ue destinati all'Italia per il periodo 2014-2020, alla Toscana va tra Fesr e Fse circa un miliardo e mezzo. Va aggiunta la parte di cofinanziamento che sui singoli progetti mette lo Stato e la Regione. Altri 870 mila euro fanno capo al Feasr, il fondo per lo sviluppo rurale.

Fondi europei a Siena
Per il periodo dal 2007 al 2013 la Regione ha distribuito in provincia di Siena contributi per oltre 82 milioni di euro grazie al Fondo europeo per lo sviluppo regionale. Quelle risorse hanno permesso investimenti per quasi 136 milioni distribuiti su 591 progetti. In tutta la Toscana i contributi del Fesr, nello stesso periodo, sono stati pari a 1 miliardo e 298 milioni di euro, per 2 miliardi e 309 milioni di investimenti.

Sempre dal 2007 al 2013 il Fondo sociale europeo, che non finanzia infrastrutture ma politiche per le persone, ha portato nel senese  contributi per quasi 26 milioni in 8.965 diversi progetti: a 659 milioni ammontano invece i finanziamenti in tutta la regione. Con il Feasr, fondo per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, se ne aggiungono altri 870 (più di 87 in provincia di Siena, pari a 1.570 progetti e 167 milioni di investimenti finanziati).

La programmazione 2014-2020 è ancora in corso: ci sono altri due anni per concludere il settennato e cinque per spendere le risorse. Grazie al Fondo di sviluppo regionale nel senese sono stati sostenuti 204 progetti per  29 milioni e quasi 656 mila euro di contributi.  Con quelle risorse (792 milioni la dotazione per tutta la Toscana, 445 milioni le risorse finora impegnate e 962 milioni gli investimenti innescati)  a Siena e provincia sono stati resi possibili investimenti per più di 60 milioni.  Con il Fondo Sociale europeo, sempre nel periodo 2014-2020, sono stati finanziati 1.234 interventi per oltre 27 milioni. I contributi finora concessi in tutta la Regione sono pari a 321 milioni, su una dotazione complessiva di 732 milioni. Grazie al Feasr infine, sempre dopo il 2014, a Siena sono stati concessi contributi per oltre 45 milioni. Hanno interessato 720 progetti. Per tutta la Toscana la dotazione complessiva è di 949 milioni (601 i contributi già concessi).

Su www.regione.toscana.it/tour-europa-toscana le schede dei progetti più importanti finanziati con i fondi europei. 

Meeting dei Diritti Umani, 8000 al Mandela Forum di Firenze contro violenza e odio

FIRENZE – Odio, violenza di genere. Ma anche accoglienza, i cento anni dalla nascita di Manela e tanta Costituzione. Sono i temi del XXII Meeting dei diritti umani, consueto appuntamento promosso dalla Regione Toscana con il patrocinio del Comune di Firenze in collaborazione con il Mandela Forum e Oxfam Italia, il supporto tecnico curato da Stat.tip e l'organizzazione da Fondazione Sistema Toscana. 100 anni della nascita di Nelson Mandela, 70 della Dichiarazione universale dei diritti umani, 70 della Costituzione italiana: sono questi il filo conduttore della mattinata.

Il flusso costante, di ragazze e ragazzi, inizia verso le 9. Chi col treno, la maggioranza, chi in pullman. In circa 8000 alla fine riempiono l'impianto di Campo di Marte. Manifesti, magliette, striscioni, palloncini colorati tutti con dediche o immagini. Nelson Mandela, Rosa Parks, Martin Luther King, Dalai Lama, Gino Bartali, Eleonor Roosvelt, Don Pino Puglisi, Desmond Tutu, Ghandi. Sono i volti e le storie di personaggi che hanno dedicato, e spesso sacrificato, vite ed esistenze per diffondere messaggi di portata universale contro l'odio e le discriminazioni. Lentamente scorrono sugli schermi che sovrastano il palco, via via che gli studenti continuano a sciamare, in ordine, e a prendere il proprio posto per partecipare alla festa. Ad accogliere ragazze e ragazzi è Dj Carletto.

Vince chi non smette di sognare

'La dignità dell'uomo un ideale per cui vale la pena combattere', oppure 'Un mondo senza amor non è un mondo'. Ma anche 'Un vincitore è semplicemente un sognatore che non si è mai arreso'. Sono alcuni striscioni con frasi celebri che compaiono sugli spalti. Alcuni studenti e professori esibiscono magliette 'di sana e robusta Costituzione'. Alle 10.15, col palazzetto che continua ad accogliere i protagonisti della giornata, sul mega schermo passano alcune foto e un video con Jovanotti che entra nella teca che all'ingressa riproduce la cella di Mandela a Robben Island: lunga poco più di due metri e mezzo e larga meno, due piccole finestre, un tappeto come letto, un secchio per i bisogni corporali. Li ha trascorso diciotto di ventitré anni di prigionia, combattendo contro l'apartheid inSudafrica, costretto per tredici anni a dormire nudo sul pavimento di cemento freddo e umido. E alla fine ha vinto. "Provai odio e paura" raccontò - Ma se li odi, diverrai loro prigioniero. Volevo essere libero e così li lasciai perdere".

La musica contro i femminicidi

Subito dopo salgono sul palco alcuni dei finalisti del concorso 'Mai in silenzio: la musica contro la violenza di genere', progetto promosso dalla Regione e realizzato da Controradio in collaborazione con Unipol e Siae. Era riservato ai giovani musicisti under 35 toscani, che potevano partecipare con un brano originale. Un modo per squarciare il velo di silenzio che accompagna soprusi consumati tante volte nel chiuso delle stanze domestiche. Un modo per provare a cambiare i comportamenti, perché è anche questione di cultura. Hanno risposto in cento, cinque i premiati. Prima ad esibirsi Giada Bernardini "Come la pioggia", poi i "Diari della fine". Più avanti, nel corso della mattinata, tocca ai Frigo, primi classificati.

Urla, luci e grida introducono il video sul progetto Freedom capeggiato da Chris Martin dei Coldplay, progetto nato per celebrare il centenario della nascita del leader sudafricano e per raccogliere fondi in aiuto di situazioni di disagio.

Quando le parole fanno male

"Non siamo nati per odiare e per considerare le differenze come un ostacolo. E non possiamo neppure permettere che gli stereotipi condizionino le nostre vite". La vicepresidente della Toscana Monica Barni ricorda le parole di Mandela e compare sul mega schermo per introdurre la parte del Meeting dedicata al primo tema: l'odio. Si preparano alcuni studenti, 16 in tutto, che di lì a poco danno vita a 'Nati Liberi', azione teatrale dedicata a Mandela. Dj Carletto chiama sul palco Saverio Tommasi, blogger e attore, per un'intervista a Rosy Russo che presenta il 'Manifesto della comunicazione non ostile', carta con dieci princìpi utili a ridefinire lo stile con cui stare in rete, ideata insieme a Edoardo Colombo. "Le parole sono un ponte – dice la creativa, fondatrice dell'agenzia Uauacademy - possono avvicinare, unire, abbracciare. Ma possono anche fare molto male, dipende da chi le dice. Carolina Picchio, la prima vittima di cyberbullismo, prima di lasciarci disse 'Le parole possono far male più delle botte'. Quando postiamo qualcosa in rete, sui social, possiamo ferire qualcuno e fargli male. Le parole sono importanti e forse i commenti peggiori non sono quelli che contengono parolacce o offese ma quelle che, con il loro contenuto, feriscono. Queste sono davvero le peggiori". Un altro saluto video è quello di Alessandro Gazzetti, presidente del Parlamento regionale degli studenti della Toscana. Poi è la volta di della cantautrice fiorentina Diana Winter, che si alterna alla conduzione della giornata insieme a Dj Carletto e Saverio Tommasi.

L'omosessualità come fosse una colpa

Si parla ancora di odio, arriva il momento di una breve intervista di Tommasi a Sayak Liam Rijkard uno dei vincitori del progetto Dimmi che l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, con il sostegno della Regione, dedica alle storie di chi emigra. Sayak è fuggito dal Camerun ed oggi vive in Toscana.. "Quando in famiglia e nel mio paese hanno saputo che ero omosessuale mi hanno detto che ero indemoniato – ricorda -. Hanno ucciso un pollo e con il sangue mi hanno cosparso il corpo per far fuggire il demonio, come se questa mia condizione fosse una colpa. Tutti siamo un pezzetto di storia e raccontare la mia per me è stata un sorta di terapia, un modo per far capire agli altri, per non restare soli. Le parole che a cui dare risalto? Tolleranza e coraggio".

Insegnare ascoltando i ragazzi

Dall'odio alla Costituzione, il secondo tema della giornata. "Ho lavorato nel mondo della scuola, provengo da lì. A Livorno ho vissuto storie di disagio che non ho potuto ignorare o sottovalutare, protagonisti i bambini. Questo mi ha insegnato che non possiamo dar mai niente per scontato, per assistere a storie i diritti calpestati o violati non occorre andare troppo lontano. Mi rivolgo a tutti voi perché siete voi che dovete esercitare i diritti di cittadinanza che derivano dalla Costituzione e che possono farvi crescere": è un video messaggio dell'assessore regionale all'istruzione Cristina Grieco ad introdurlo. Poi, per svilupparlo, Tommasi fa salire sul palco il professore Enrico Galiano , creatore della webserie 'Cose da prof', oltre dieci milioni di visualizzazioni su Facebook. "Se riesci ad ascoltare i ragazzi puoi capire tante cose. Perchè non ti ascoltano? Perchè magari sei il primo tu a non ascoltarli. Dobbiamo ripartire da loro, che sanno già quanto buio hanno dentro ma che hanno soltanto bisogno di trovare qualcuno che riesca a scoprire la luce che c'è in loro".

Accogliere con dignità

Accoglienza e rispetto per il prossimo è il terzo tema. A raccontarlo Don Biancalani, Mimmo Lucano e i presidenti Rossi e Oliviero. "Dopo due guerre che hanno fatto grondare di sangue il mondo, con almeno 100 milioni di morti, si è deciso di ripartire da una dichiarazione universale dei diritti dell'uomo – spiega ai ragazzi Rossi -.e quei diritti si fondano sulla dignità delle persone, che va difesa con l'impegno di tutti". Dignità che vuol dire anche legalità, certo. "Una camicia di forza però ci stringendo – prosegue - : qualcuno che indica nell'immigrato una persona da odiare e nel diverso qualcuno da mettere ai margini. Noi dobbiamo contrastare questa cultura con la cultura della solidarietà e della fratellanza". Sale sul palco Don Biancalani; con lui c'è Ibrahim, 21 anni e originario del Gambia, uno dei ragazzi che il parroco ospita in chiesa. Il sindaco calabrese di Riace, Domenico Lucano, racconta l'esperienza di accoglienza e convivenza pacifica, tra etnie diverse, del suo paese. Ma qualcuno ha ritenuto che avesse violato la legge, come il parroco di Pistoia. "Siamo di fronte ad un vulgata xenofoba che mette in discussione diritti umani fondamentali - dice Mario Oliviero, presidente della Calabria che è terra di primo approdo – Una vulgata che può attrarre e travolgere e a cui occorre opporsi anche andando controcorrente". Parla di una strada pericolosa per la convivenza sociale e la democrazia imboccata con il decreto sicurezza. Rossi annuncia una legge toscana, prima di Natala, per chi accoglie e chi deve essere accolto. "Abbiamo papa Francesco - dice don Massimo - ma sui territori dobbiamo forse fare molto di più. Servono la responsabilità di tutti e scelte difficili e coraggiose". "I problemi ci sono - ammette a margine, intervistato dai giornalisti - Ci sono stati certo aspetti negativi nell'accoglienza e in singoli episodi. Ma non si può fare di tutta l'erba un fascio, è sbagliata la narrazione che si è fatta. E' mancato un progetto. Si è lavorato sull'emergenza, ma con l'emergenza non si costruisce". "Non sempre le norme rispettano la dignità umano – chiosa il sindaco di Riace – e a volte ho reagito d'impulso aggredendo quelle norme".

Il bullismo sui disabili

L'introduzione del quarto e ultimo tema, la violenza di genere, è affidata alla musica e ad un video di Saverio Tommasi sugli stereotipi di cui sono vittime le donne. Sul palco, chiamata da Tommasi, compare in carrozzina Ilaria Bidini, 32 anni, disabile aretina, da anni impegnata in prima linea per i diritti dei disabili e contro il bullismo. Scherza con Saverio sulla sua disabilità: "non sono una top model ma una 'tap' model (per l'altezza, ndr). Fin da medie e superiori ho subito episodi di bullismo. Oggi invece sono qui, a rubare il palco a Saverio. Sono cresciuta, dopo un lungo percorso interiore, ed ho accresciuto la mia auto stima col tempo. Secondo me il bullo è vittima di sé stesso e della società. La mia frase di riferimento? 'Volere e potere', se ci metti impegno puoi fare tutto ciò che vuoi".

Si va verso la conclusione, i primi gruppi di studenti cominciano a lasciare spalti e sedie. Dapprima la visione e premiazione dei vincitori del concorso video delle scuole, nell'ambito del progetto europeo 'Walk the Global Walk' (terzo posto alla 3a G sezione musicale dell'Istituto Comprensivo Severi di Arezzo, secondo alla 3a D Scuola Secondaria di Primo grado Michelangelo di Livorno, primo alla 4°B SIA dell'Istituto Tecnico Einaudi di Piombino). Quindi l'atto conclusivo del Meeting, con l'esibizione degli Afro Dance.