Barni: “Bene il Miur che conferma lo studio di latino e greco nella scuola”

FIRENZE - "Non è presente in alcun programma l'idea di eliminare lo studio del latino e del greco dalla scuola italiana. Ne ho parlato con il Ministero, e quindi si può serenamente affermare che il problema della poca appetibilità degli studi classici non può essere risolto con la semplicistica misura della loro abolizione" afferma tranquillizzata la vicepresidente Monica Barni.

"E risulta solo utile al ragionamento, fatto suo dal presidente Rossi nel corso degli Stati generali della lingua italiana,  ricordare quanto tanti studiosi - Eco, De Mauro, Canfora, Antiseri - hanno già detto sulla funzione dello studio del latino e greco e sulla capacità di un giovane che esce da studi classici di saper inventare programmi con una mente più allenata a risolvere problemi, sull'inutilità e dannosità del mettere in contrapposizione la cultura umanistica e quella scientifica".

"Mi preme invece sottolineare – aggiunge Barni - il fatto che il latino e il greco sono lingue antiche alla radice della nostra storia e della nostra cultura. Per questo il loro studio rappresenta una palestra senza pari per affinare non solo la capacità di analisi, per acquisire uno spirito critico, ma anche ed il rispetto dell'altro e della cultura altrui, e per entrare appieno nella nostra, strumento utilissimo oggi in questi tempi interculturali. Questo spiega bene perchè in tanti nel mondo guardino alla formazione classica per come è portata avanti nel nostro Paese".

"Certamente si può lavorare per rendere  più efficace questo studio attraverso metodologie più attente e più vicine ai processi di apprendimento linguistico - conclude la vicepresidente della Toscana - affiancandolo e integrandolo con altre attività più tecnologiche. Ma resta certamente ben fermo che  la soluzione non può essere quella di eliminarlo".

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