“Basta austerity, al fianco dei disoccupati”. Comitato Regioni approva invito alla Ue di Rossi

FIRENZE - Il presidente della Toscana Enrico Rossi a fine serata è soddistatto, dopo il voto. "Hanno vinto i lavoratori", quelli che un lavoro l'hanno perso e lo rivorrebbero. La disoccupazione di lungo periodo, o meglio l'obiettivo di far rientrare nel mercato chi un'occupazione da oltre un anno non ce l'ha più, deve diventare un problema di cui l'intera Europa ha l'obbligo di farsi carico senza ricadere invece solo sui singoli Stati attraverso i servizi per l'impiego. Questo ha detto il Comitato delle Regioni, che in Europa è la voce degli enti locali. Parole chiare, come l'orizzonte verso cui guardare. E non si tratta solo di politiche mirate, c'è di più: "l'Europa - ripete il presidente della Toscana - deve aiutare questi lavoratori, la metà dei 12 milioni di disoccupati dell'intera Unione, con risorse e fondi specifici". "Contro l'austerità al fianco dei lavoratori" sintetizza con una battuta sui social.

 

Il Comitato delle Regioni ha approvato ieri il parere che contiene all'interno la proposta di Rossi. "Contro emarginazione e povertà - rimarca il presidente - serve una forma universale di sostegno al reddito: nessun fondo assistenziale, sia chiaro, ma da erogare ai lavoratori in cambio della disponibilità a impiegarsi in lavori socialmente utili". "Per rafforzare i paesi dell'Unione più colpiti - aggiunge - occorrono infatti investimenti straordinari e l'Unione deve avere più coraggio e determinazione". 

 

Ancora è solo una proposta, avanzata dal Comitato delle Regioni alla Commissione, che al consesso degli enti locali aveva inviato una bozza di raccomandazione chiedendo un parere come la liturgia europea impone. Non è vincolante. E' la Commissione che fa raccomandazioni agli Stati membri e a cui compete proporre leggi, politiche e programmi, responsabile altresì delle decisioni del Parlamento europeo, del Consiglio e Consiglio europeo. Ma la proposta, di cui Enrico Rossi è stato relatore a Bruxelles, con alcuni emendamenti presentati da lui stesso, è stata approvata a larga maggioranza dal Comitato: 353  membri e solo dieci voti in aula contrari. Ha l'appoggio convinto del Pse europeo, di cui Rossi era relatore, e dunque è una proposta di peso.

 

"Contro la disoccupazione di lunga durata - ripete il presidente toscano - è necessario un meccanismo di solidarietà e assicurazione europea che venga incontro ai Paesi che più hanno sofferto la crisi e contano più disoccupati di lungo periodo. Un'Europa sociale e vicina ai lavoratori sarà quella che si farà carico dei lavoratori che stanno pagando il costo di una crisi che non hanno creato".

 

Il documento si riassume in quattro punti. "Fissa standard identici per tutti i centri dell'impiego dei Paesi Ue - spiega Rossi - e stanzia fondi per garantire ai Paesi più deboli di raggiungere questi standard, fissa politiche comunitarie per il sostegno al reinserimento dei disoccupati di lunga durata e stanzia fondi per questo reinserimento". "Distingue anche - aggiunge - tra disoccupazione dovuta a cause contingenti e picchi straordinari, dovuti a congiunture internazionali e per cui deve diventare affare dell'Unione europea". I soldi necessari non dovrebbero per Rossi arrivare dai fondi strutturali ma andrebbero cercati in risorse straordinarie. E un'idea per finanziare l'operazione, anche se in aula non lo dice, già ce l'ha: introdurre la Tobin Tax, la tassa sulle transizioni (e speculazioni) finanziarie proposta dal Nobel per l'economia nel lontano 1972, ritornata al centro di dibattito internazionale negli ultimi anni.  

 

 

 

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