Bersagli MeS, il servizio sanitario toscano a confronto con le altre Regioni

FIRENZE - Molto buoni per la Toscana i risultati del confronto tra i servizi sanitari delle varie Regioni derivanti dal sistema di valutazione condotto come ogni anno dal MeS, il Laboratorio Management e Sanità della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, con l'ormai collaudato strumento dei bersagli. La Toscana ha la maggior parte degli indicatori nelle tre fasce centrali (verde scuro: performance ottima; verde chiaro: buona; giallo: media); solo due indicatori in fascia arancione (scarsa); e nessuno in fascia rossa (molto scarsa).

Lo scorso 24 giugno, il Network di Regioni che condivide il medesimo sistema di valutazione della performance, coordinato dal MeS, ha reso pubblici sul web i risultati per l'anno 2015, che stamani l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi ha presentato in conferenza stampa assieme a Sabina Nuti, direttore del MeS. Le Regioni che hanno seguito la Toscana nel sistema di valutazione della performance e hanno aderito nel 2016 su base volontaria al network sono Basilicata, Calabria, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria, Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia e le P.A. di Trento e di Bolzano.

"Anche in questo caso, come è già avvenuto nei mesi passati per il Programma nazionale esiti e per la griglia Lea, che hanno visto la Toscana sul podio delle Regioni per i servizi sanitari erogati ai propri cittadini - è il commento dell'assessore Saccardi - non siamo noi a vantare primati. Lo dicono dati obiettivi, gli strumenti di un sistema di valutazione ormai collaudato, che analizza le performance delle varie Regioni, con criteri scientifici uguali per tutti".

La collaborazione nasce per fornire un quadro dell'andamento dei sistemi sanitari regionali e delle loro componenti, attraverso il confronto di un set di circa 270 indicatori condivisi; a 115 di essi è associata una valutazione. Gli indicatori vengono raggruppati, tramite una struttura ad albero, in 35 indicatori di sintesi, rappresentati in forma grafica tramite il "bersaglio", con 5 fasce di valutazione. Il Laboratorio MeS supporta le Regioni nella definizione degli indicatori, nel calcolo, nella verifica metodologica della congruenza dei risultati e nell'integrazione del sistema di valutazione con i meccanismi di governance regionale. Le Regioni del Network cooperano nel processo di condivisione degli indicatori e del metodo di calcolo, definiscono congiuntamente le fasce di valutazione e sono responsabili dell'elaborazione e del caricamento dei dati sulla piattaforma messa a disposizione dal Laboratorio MeS.

I risultati sono articolati in sei macro-aree: la valutazione dello stato di salute della popolazione (dimensione A) presenta indicatori di mortalità e inerenti gli stili di vita; la capacità di perseguimento delle strategie regionali (B) include indicatori quali la gestione del dolore, gli screening oncologici e le copertura vaccinale; la valutazione socio-sanitaria (C) comprende indicatori di governo della domanda, di appropriatezza, di efficienza e di qualità; la valutazione da parte dell'utenza (dimensione D) include sia indicatori proxy, sia indicatori provenienti da indagini specifiche, realizzate in molte delle Regioni aderenti al network; la valutazione interna (E) considera il livello di soddisfazione del personale delle aziende sanitarie; infine, la valutazione economico-finanziaria e di efficienza operativa (F) monitora l'efficienza farmaceutica, la sicurezza sul lavoro, oltre ad alcuni indicatori economici relativi ai costi.

La valutazione del sistema sanitario toscano a confronto con le altre realtà regionali restituisce un quadro complessivamente molto buono. La maggior parte degli indicatori oggetto di monitoraggio migliora ulteriormente rispetto al 2014 e per il 37.5% di essi si registra, oltre ad un miglioramento, anche la riduzione della variabilità intra-regionale, a riprova della buona capacità di governance del sistema.

Gli indicatori relativi di mortalità infantile, per tumori, per malattie cardiocircolatorie e per suicidi denotano il buon livello di salute della popolazione toscana.

In riferimento alla capacità di migliorare specifiche politiche sanitarie, la copertura vaccinale si conferma ampia per tutte le tipologie di vaccinazioni, in particolare l'esavalente, per quanto debba essere tenuta alta la guardia per il vaccino antinfluenzale per gli anziani (comunque in miglioramento rispetto al 2014). L'attenzione verso la gestione del dolore, misurata tramite il consumo di farmaci oppioidi, è nella media e in ulteriore miglioramento rispetto al 2014. I programmi di screening oncologici presentano una buona copertura, in termini sia di estensione che di adesione da parte della popolazione.

Si conferma un punto di forza del sistema sanitario toscano l'appropriato ricorso al setting ospedaliero: il tasso di ospedalizzazione complessivo è il più basso del network (129,7 ricoveri per 1.000 residenti). Il dato va letto sia in riferimento all'efficiente organizzazione dei percorsi intra-ospedalieri, sia alla capacità dei servizi territoriali di prendere in carico i bisogni di salute della popolazione toscana.

In merito al primo punto, gli ospedali toscani mostrano un utilizzo appropriato sia del setting assistenziale chirurgico, sia di quello medico. Tra il 2014 e il 2015 si riduce ulteriormente la durata delle degenze – sia di tipo medico, sia di tipo chirurgico – confermando l'uso efficiente della risorsa ospedaliera (best practice nazionale). Un elemento di attenzione è tuttavia rappresentato dai tempi di attesa prima del ricovero per interventi chirurgici per tumore al retto e per tumore alla prostata, leggermente superiori ai 30 giorni massimi previsti dal Ministero. I tempi di attesa in Pronto Soccorso sono complessivamente in linea con quelli delle altre Regioni.

Venendo al secondo aspetto – la capacità di presa in carico da parte dei servizi territoriali – i bassi tassi di ospedalizzazione per patologie croniche e per patologie sensibili alle cure ambulatoriali – relative a ricoveri ospedalieri potenzialmente evitabili perché in carico al territorio – confermano l'ottima qualità dell'offerta. La percentuale di anziani assistiti a domicilio è la più alta del network.

L'area farmaceutica è probabilmente il settore su cui sarà necessario lavorare maggiormente in futuro: se i dati dell'Agenzia Italiana del Farmaco restituiscono un quadro critico per quanto riguarda la prescrizione tra le mura degli ospedali toscani, anche per quanto concerne i consumi sul territorio vi sono ambiti di recupero di appropriatezza: il consumo di antibiotici, ad esempio, è più alto rispetto alle altre Regioni del network, nonostante sia sempre più diffusa la consapevolezza degli effetti nocivi sulla salute cui un uso inappropriato può condurre (in primis, fenomeni di antibiotico-resistenza).

Riguardo infine alla sostenibilità economico-finanziaria del sistema sanitario toscano, sono contenuti sia il costo sanitario pro-capite, sia il costo per l'assistenza ospedaliera (nonostante un leggero incremento tra 2013 e 2014).

I dati sono pubblicamente accessibili all'indirizzo www.performance.sssup.it/netval. Come ogni anno, i risultati saranno inoltre disponibili in forma cartacea, tramite la stampa del Report 2015, prevista entro ottobre 2016.

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