Bilancio 2016, la Regione assorbe le funzioni delle Province ma sarà ancora più sobria

FIRENZE – Nello scenario disegnato dal nuovo bilancio cambierà anche il volto della macchina regionale, frutto di scelte fatte l'anno scorso e del riordino delle funzioni delle ex Province: "una Regione comunque più sobria, più leggera e con una classe politica più consapevole di dover costare meno e sopportare un carico di lavoro maggiore – sottolinea Bugli- , con la filiera decisionale accorciata, meno dipendenti e meno dirigenti, con una semplificazione dei passaggi tale da trasformarla, oltre che in ente di legislazione e controllo, anche in ente che si prende la responsabilità del governo e di gestione diretta di filiere fondamentali per i cittadini e le imprese puntando ad una semplificazione di "chi deve fare cosa", in settori chiave come l'ambiente, la formazione e l'agricoltura, la difesa del suolo, la formazione e il lavoro o la viabilità regionale".

Una Regione che spende già oggi, negli affitti delle sedi per i propri uffici, molto meno degli anni passati. Fino a cinque anni fa il saldo era negativo, nel 2014 uscite ed entrate hanno fatto pari e nel 2015 - contratti alla mano -, il saldo sarà addirittura in attivo di circa 200 mila euro. La Regione ha speso infatti per i locali in affitto 1 milione e 750 mila euro (nel 2012, solo tre anni fa, erano 3,8 e quindi più del doppio), ma sempre nel 2015 ne ha incassati 1 milione e 950 mila euro. In sostanza è come se la Regione oggi non spendesse niente per gli affitti e già utilizzasse tutti immobili di proprietà. Un saldo che migliorerà ulteriormente nei prossimi anni, appena dismessi i locali di via Alderotti a Firenze dove hanno sede gli uffici della sanità. Altri risparmi sono il frutto di acquisti centralizzati e gare per il risparmio energetico. 

L'assessore spiega che con il bilancio sarà presentato anche un documento che riguarderà le partecipate e uno sulla dismissione del patrimonio immobiliare non utilizzato, proseguendo il piano già avviato da alcuni anni e rallentato dalla crisi del mercato edilizio. 

"Sulle partecipate diciamo che anche quelle che saranno dichiarate strategiche dovranno avere bilanci in pareggio al 31 dicembre del prossimo anno – dice l'assessore -, altrimenti la Regione dismetterà le proprie quote. Sugli immobili da vendere faremo invece un piano che metta insieme tutto il sistema Regione, sanità e agenzie comprese". Eventuali entrate in questo caso non saranno conteggiate per il pareggio di bilancio e potranno essere utilizzate per finanziare investimenti.

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