Bilancio 2016, sugli investimenti la scelta a settembre

FIRENZE - Nella proposta di bilancio licenziata gli investimenti per il 2016 dalla giunta non ci sono. E' tutto rinviato ad un emendamento che sarà presentato in Consiglio regionale entro dicembre, prima dell'approvazione definitiva della legge di stabilità.

Con l'obbligo del pareggio di bilancio, gli investimenti rischiano infatti di ridursi di due terzi rispetto solo a due anni fa. Un taglio da duecento milioni.

La Regione non potrà quasi più ricorrere a mutui per finanziare piccole e grandi opere, se non per la quota di capitale rimborsato nel corso dell'anno su prestiti attivati in precedenza. Un meccanismo peraltro non automatico. Così il presidente Rossi e la sua giunta hanno deciso di prendersi altro tempo per definire meglio le priorità, sperando che nel frattempo qualcosa si sblocchi.

Già quest'anno la Regione ha potuto spendere in investimenti solo 100 milioni, contro una media di 280-300 milioni degli ultimi tre anni, sanità compresa. Nel 2016 potrebbero essere ancora meno, una settantina. Ma ci sono richieste avanzate dalla Toscana assieme alle altre Regioni al Governo, da cui si attendono risposte: una fra tutte la possibilità di non considerare nel pareggio di bilancio i cofinanziamenti ad opere sostenute con i fondi Ue, che dal patto sono esclusi. E se i fondi Ue sono esclusi – è la tesi – perché considerare le risorse regionali che a questi si aggiungono e sono necessari a realizzare le opere?

L'obiettivo sarebbe arrivare ad almeno 170-190 milioni di spesa possibile, che verrebbe concentrata su difesa del suolo, sanità e viabilità.

A dicembre in Consiglio regionale sarà impostato anche il piano di sviluppo regionale: un piano semplificato e più sintetico che sarà "una sorta di masterplan per la legislatura", come ha anticipato il presidente Rossi, organizzato su progetti specifici e diviso in non più di 25-30 punti.

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