Bottega Scuola, i risultati della prima sperimentazione regionale

FIRENZE – Si è conclusa a fine 2015 la prima sperimentazione di Bottega Scuola, il percorso formativo per l'artigianato pensato da Regione e associazioni di categoria per trasmettere alle nuove generazioni il saper fare degli antichi mestieri. Bottega Scuola è prevista dalla legge regionale 53 del 2008 sull'artigianato e pone al centro la Bottega come luogo dove l'allievo impara direttamente dal Maestro Artigiano, affiancandolo nel lavoro quotidiano. La figura del Maestro è definita dalla legge regionale che stabilisce precisi requisiti.

Attualmente i Maestri Artigiani in Toscana sono 161 e 18 le Botteghe Scuola accreditate. La Regione ha avviato formalmente la sperimentazione con il protocollo d'intesa firmato nel maggio 2014 con Provincia di Siena e CIA (Cassa Integrazione Assistenza, l'ente bilaterale del settore artigiano) Siena. Artex, Centro per l'artigianato artistico e tradizionale della Toscana, ha coordinato il progetto. Il bando che ha avviato ufficialmente i primi due percorsi formativi nei settori lapideo e tessile, in botteghe della provincia di Siena, è stato pubblicato nel marzo 2015. I percorsi erano destinati a inattivi, inoccupati, disoccupati, lavoratori in CIGS e in mobilità. Oltre ai percorsi work based, caratterizzati cioè da modalità formativa uno a uno e centrati sulla pratica professionale, sono stati organizzati anche momenti di apprendimento esterni alla Bottega dedicati ai temi della sicurezza sui luoghi di lavoro, sul social media marketing e sulla trasmissione di impresa. Il percorso è stato poi completato da alcune visite didattiche presso musei, esposizioni ed aziende.

Le due Botteghe Scuola della provincia di Siena che hanno ospitato gli allievi sono "L'Arcolaio", laboratorio di restauro, manutenzione e conservazione di tutte le materie tessili come arazzi tappeti e tessuti in genere, operante nel settore del restauro dei tessili antichi da oltre venti anni, e "Ars Marmi", che realizza lavorazioni in marmo travertino onici e pietre, sia per ambienti privati che pubblici, in Italia e all'estero, azienda leader nel settore lapideo presente sul mercato da oltre 100 anni. Nel primo caso docenti del percorso formativo sono stati i due maestri artigiani titolari della Bottega Scuola, Caterina Fineschi e Roberta Cappelli; nel secondo caso i due maestri artigiani Massimo e Mauro Berrettini. Il percorso formativo dei due allievi, Valentina Santoro e Fabio Arrabito, è durato 310 ore (220 in Bottega, 50 di formazione esterna, 20 di visite guidate e 20 di Misure di Accompagnamento). Le esperienze sono state valutate molto positivamente da Maestri e allievi. Alcune criticità sono state riscontrate a livello di procedure da parte dei Maestri (presentazione della candidatura, gestione e rendicontazione dei percorsi, necessità di aggiornare il Repertorio Regionale delle Figure Professionali) e su queste saranno apportati aggiustamenti per rendere il tutto più snello.

A differenza di quanto avviene in altre regioni italiane, dove il percorso formativo è stato realizzato in collaborazione con un'agenzia formativa accreditata e dove in ogni caso la Bottega Scuola rientra comunque nel campo della formazione professionale pubblica, il percorso individuato dalla Toscana fa un passo avanti in quanto consente al Maestro Artigiano di accreditare la propria azienda come Bottega Scuola equiparandola a un'agenzia formativa, attribuendo quindi al Maestro dignità di docente e di responsabile del programma formativo (e non solo mero esecutore materiale di progetti realizzati da altri). Consentendo inoltre alla Bottega Scuola di poter partecipare in prima persona ai bandi regionali sulla formazione professionale. Tale sistema dovrebbe poi collocarsi in un più ampio progetto integrato a livello regionale per un programma di creazione di occupazione giovanile nel settore dell'artigianato artistico e tradizionale, sia come dipendenti sia come nuova imprenditoria (in stretta sinergia con progetti già attivi come, ad esempio, Giovanisì).

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