Brexit, Rossi (CRPM) alla Commissione Europea: “Coesione e cittadinanza tornino al centro delle politiche dell’Unione”

BRUXELLES - Enrico Rossi ha incontrato oggi Frans Timmermans, primo vice presidente della Commissione Europea, nella veste di speaker ufficiale della Conferenza delle Regioni Periferiche Marittime (CRPM), organismo che raggruppa ben 150 presidenti di Regione. Al centro del dialogo la crisi del processo di integrazione, l'idea stessa di Europa, che si somma ad una crisi finanziaria che pregiudica ormai da troppo tempo l'economia reale. Il messaggio di Rossi alla Commissione è che va rilanciato con forza il progetto di una "Europa dei cittadini" che combatta gli estremismi e che incoraggi la coesione socio-territoriale. Le Regioni possono e devono essere il centro di questo importante impegno per ricostruire una "Europa Sociale".

Partendo dal voto inglese sulla Brexit Rossi ha ricordato come troppo spesso i "Paesi Membri" non hanno avuto alcuna remora, in caso di dissidi a livello nazionale, dall'usare l'Unione stessa come un conveniente capro espiatorio. I tempi sono cambiati dall'idea di una "Europa delle Regioni" che portò alla creazione del Comitato delle Regioni nel 1993. I territori - ha detto Rossi - sono un pilastro dell'integrazione e assicurano un legame naturale tra l'Unione e i suoi cittadini. Allo stesso tempo svolgono anche il ruolo di perno della politica d'investimento europea, fungendo da ponte fra investitori pubblici e privati. Non solo. Rossi ha ricordato a Timmermans come in tema di investimenti sia centrale la "Politica di Coesione": l'unica in grado di conseguire crescita economica e occupazionale in tutte le Regioni del nostro continente.

Per Rossi la "Politica di Coesione" non è però solo una questione di denaro, è l'espressione dell'"Europa Sociale" e della solidarietà a livello territoriale. Essa è la realizzazione della centralità dei cittadini nell'Unione Europea. In tutte le Regioni europee, e non solo in Toscana, la "Politica di Coesione" costituisce una strategia di sviluppo regionale che permette di raggiungere gli obiettivi di Europa 2020 attraverso i "Programmi Operativi". Ed è per questo motivo che il presidente toscano, a nome di tutti i suoi colleghi, ha chiesto alla Commissione di rinnovarla oltre il 2020 - modernizzandola e semplificandola - in modo da coprire tutte le Regioni comprese quelle classificate come più sviluppate. Si tratta di risorse importanti, soprattutto per canalizzare i Fondi Strutturali verso le piccole e medie imprese e i giovani sostenendo allo stesso tempo anche le riforme strutturali.

Tra le richieste della CRPM anche il miglioramento delle sinergie con il "Piano Juncker" affinché non sostituisca la "Politica di Coesione".

"Ma mi rivolgo a lei anche come Commissario Socialista", ha concluso Rossi. "Brexit rappresenta una battuta d'arresto per questo socialismo europeo. Abbiamo forse dimenticato Jacques Delors e la sua richiesta di raddoppiare il bilancio dell'Unione? Ai suoi tempi si attestava all'1,2% del Pil di ogni Paese membro con 15 Paesi membri. Oggi siamo scesi allo 0,9% e siamo 28, nonostante l'aumento della povertà, della disoccupazione e delle migrazioni. Per uscire da questo stallo dobbiamo ripartire dall'Europa sociale".

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