Bugli: “Bene il modello toscano di accoglienza, ora dobbiamo andare avanti”

FIRENZE - "Dobbiamo entrare in una nuova fase, pur continuando ad andare avanti con il modello toscano di accoglienza diffusa, oramai stimato a livello nazionale ed oltre", lo ha detto l'assessore regionale all'immigrazione Vittorio Bugli nel corso dell'incontro con i Comuni e le associazioni di volontariato organizzato oggi nell'auditorium di Sant'Apollonia per discutere sul tema dell'accoglienza dei profughi e dei richiedenti asilo in Toscana.

"E' difficile continuare a parlare di emergenza - ha detto - quando da anni c'è questo flusso di presenze. Dobbiamo renderci conto che ormai anche le strutture di accoglienza devono essere gestite  come i percorsi che hanno una proiezione di più lunga durata e maggiori possibilità di inserimento. E in quest'ottica la Regione sta lavorando allo sviluppo di un software per la profilatura dei migranti, per conoscere nel dettaglio chi sono le persone che si trovano nelle strutture di prima accoglienza".

"Quando parlo di profilatura - ha spiegato - non mi riferisco al nome e cognome, ma alla loro storia, i loro studi, la loro formazione, le loro aspettative. In questo modo, conoscendo chi si ha davanti, si potrà lavorare alla costruzione di percorsi formativi e lavorativi adatti, avendo l'intelligenza di scegliere attività che non confliggano con la necessità di lavoro che è già presente nella nostra Regione".

Riguardo alle strutture Sprar, l'assessore Bugli ha ricordato che ad oggi in Toscana sono ospitati circa 650 rifugiati o richiedenti asilo. Il Ministero ha aperto un nuovo bando per definire altri 10.000 posti Sprar in tutta Italia e l'assessore Bugli ha colto l'occasione dell'incontro odierno con gli amministratori per sensibilizzare i sindaci e chiedere loro di partecipare al bando "dato che - ha detto - anche in Toscana altri 700/800 posti Sprar sarebbero molto utili".

Ai giornalisti che chiedevano se la Regione avesse notizia di nuovi flussi straordinari di migranti in arrivo, Bugli ha risposto che "Non sono state segnalate emergenze, ma ci è stato segnalato che i flussi in arrivo nel 2016 saranno analoghi a quelli del 2015. Dunque la cosa deve essere affrontata in a modo serio e strutturato ed è per questo che oggi ci vediamo con i gestori dei punti di accoglienza e con i sindaci. Poi faremo il punto con le prefetture. Bisogna organizzarci".

Quanto alla gestione dei minori, l'assessore ha precisato che "Ad oggi esiste il rischio che dei minori vadano a finire in strutture per adulti. Per questo abbiamo provato a creare delle strutture sperimentali a più bassa intensità, dato che il minore che viene dall'estero spesso ha 16 o 17 anni, quindi non ha bisogno di una struttura con la madre come un minore di 7 o 8 anni".

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