Caccia: Remaschi a San Miniato inaugura il primo macello abilitato a lavorare la selvaggina abbattuta in Toscana

FIRENZE – Creare una filiera di qualità certificata della fauna selvatica abbattuta in Toscana con tutte le garanzie di rispetto delle norme, a partire da quelle sanitarie, per i consumatori. Questo è l'obiettivo della Regione Toscana che intende valorizzare la carne degli animali selvatici abbattuti in Toscana attraverso una adeguata lavorazione in strutture abilitate, un controllo sanitario appropriato e la successiva commercializzazione. Ciò nella consapevolezza che la fauna selvatica può rappresentare un' opportunità di reddito per il territorio (imprese agricole, agriturismo, ristoranti) e che vi sono ricadute positive in termini ambientali (contenimento faunistico) soprattutto in relazione alla grande fauna ungulata presente in sovrannumero in Toscana.

In questo contesto si inquadra l'inaugurazione, avvenuta oggi, del nuovo macello di San Miniato, il primo ad essere autorizzato alla lavorazione delle carni di animali selvatici abbattuti in Toscana. All'inaugurazione ha partecipato l'assessore all'agricoltura della Regione Marco Remaschi.

Il macello di San Miniato, di proprietà del Comune, è stato appositamente adeguato dal punto di vista strutturale per essere autorizzato al trattamento della fauna selvatica abbattuta grazie al contributo della Regione Toscana.

La localizzazione del macello è particolarmente strategica per le aree di Pisa e Pistoia.La presenza in loco di "cacciatori formati", cioè di un numero di cacciatori abilitati alle prime manipolazioni della selvaggina cacciata e responsabili della salubrità del prodotto e la presenza di strutture autorizzate al trattamento dei selvatici costituiscono i presupposti necessari per l'avvio della filiera secondo la normativa comunitaria.

 

 

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