Capolona e Castiglion Fibocchi vogliono fondersi. Giunta scrive proposta di legge

FIRENZE - Altri due comuni toscani hanno deciso di promettersi matrimonio e fondersi. Sono i comuni di Capolona e Castiglion Fibocchi nell'aretino: 47 chilometri quadrati e circa 5.500 abitanti il primo, 25 chilometri e poco più di duemila abitanti il secondo. La giunta regionale ha recepito la richiesta arrivata dai due consigli comunali e avviato l'iter, che prevede il passaggio della proposta di legge ora in Consiglio regionale e un referendum consultivo ipotizzato per  il 16 e 17 aprile 2016, tre settimane dopo Pasqua. I due comuni si unirebbe a partire dal 2017.

 

Non è il primo caso di amministrazioni comunali decise a fondersi. Dal 2012 ad oggi sono stati diciassette i referendum per eventuali fusioni che si sono svolti in Toscana. Otto hanno avuto un esito positivo, con i Comuni che in tutta la Toscana sono passati da 287 a 279.  Nove invece non sono passati: la scelta della Regione è stata quella di non farne di niente anche laddove la maggioranza degli elettori si era espressa a favore ma non era maggioritaria in tutti i comuni coinvolti.

Ogni Comune che si fonde può contare oggi in Toscana su 250 mila euro l'anno per cinque anni maggiori contributi regionali, fino ad un massimo di un milione di euro per fusione. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che variano a seconda della popolazione e sono il 20 per cento, per dieci anni, dei trasferimenti erariali che gli stessi Comuni potevano vantare nel 2010.

 

I referendum precedenti
L'ultima consultazione referendaria per la fusioni di due comuni ha riguardato pochi giorni fa, il 29 e 30 novembre,  Abetone e Cutigliano sulla montagna pistoiese. Gli elettori dell'Abetone hanno detto "no", a favore (ed erano anche più numerosi) si sono espressi quelli di Cutigliano.

Il primo referendum è stato invece quello del 6-7 maggio 2012 in Casentino, che ha coinvolto tredici diversi comuni ma bocciò il comune unico. Il 21-22 aprile 2013 di referendum ce ne sono stati ben quattro: negli otto comuni dell'Elba vinsero i "no", mentre si sono fusi  Figline e Incisa, Castelfranco e Piandiscò, Fabbriche di Vallico e Vergemoli. Il 16 giugno 2013 è stata la volta di Castel San Niccolò e Montemignaio, dove i cittadini hanno detto che la fusione non era da farsi.
 
Altri nove referendum si sono svolti il 6-7 ottobre 2013. Nel pisano i cittadini di Peccioli e Capannoli bocciarono la fusione con Palaia, dove avevano prevalso i "sì", mentre sono diventati un comune unico Lari-Casciana Terme e Lorenza-Crespina.  Via libera anche al nuovo comune di Pratovecchio Stia e a quello di Scarperia e San Piero a Sieve nel Mugello, mentre un "no" è stato registrato per Suvereto e Campiglia e per la proposta di un comune unico di Villafranca e Bagnone. Saltata anche la fusione tra Aulla e Podenzana e Borgo a Mozzano e Pescaglia. Il penultimo referendum, prima di quello dell'Abetone e Cutigliano, si è tenuto il 26-27 ottobre 2014, con la nascita dal nuovo comune di Sillano Giuncugnano.

 

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