Aferpi: assemblea di 300 dipendenti, “non siamo scudo per interessi gruppo Cevital”

Aferpi: assemblea di 300 dipendenti, “non siamo scudo per interessi gruppo Cevital”

Si è conclusa verso le 19,30 di ieri sera l’assemblea dei lavoratori Aferpi e Piombino Logistic, dopo il rientro dei sindacati e le rsu aziendali da Roma reduci dall’incontro al Mise con il ministro Calenda.

Prima dell’assemblea si è svolto un consiglio di fabbrica con tutta la rsu e i segretari nazionali di Fim, Fiom e Uilm nel quale si è fatto un punto della situazione, e sono stati illustrati ai delegati gli aggiornamenti sulla vicenda relativa all’interessamento di Jindal e British Stell per la trattativa in atto con Cevital.

Subito dopo si è tenuta l’assemblea alla quale hanno partecipato oltre trecento lavoratori, e nonostante una forte preoccupazione per uno stabilimento che in questo momento è completamente fermo, è stato tracciato dai sindacati il percorso che da qui porterà al 31 di ottobre, data ultima per Cevital per raggiungere un accordo con un nuovo partner siderurgico.

La posizione unanime dei sindacati è stata quella di spingere per un raggiungimento di un accordo perché l’eventuale insolvenza o inadempimento che potrebbe essere imputata a Cevital aprirebbe scenari disastrosi che potrebbero segnare la fine della siderurgia a Piombino.

“Se in questo periodo, da qui al 31 di ottobre, ci accorgessimo che il gruppo Cevital fino ad oggi completamente inaffidabile e inadempiente – ha detto Lorenzo Fusco della Uilm nell’intervento conclusivo in assemblea – volesse usare i lavoratori come scudo per i propri interessi troverebbe un sindacato e un territorio fortemente ostile, con una grossa mobilitazione nei suoi confronti”.

“A Piombino il bisogno di certezze diventa fortissimo. Io ho avuto modo di incontrare Jindal, che si è detto interessato all’acquisizione. Credo che chiunque sia l’eventuale subentrante la nostra attenzione debba concentrarsi sulle condizioni di gestione, sul piano industriale, sugli investimenti, ma soprattutto sull’aspetto occupazionale. Se dovessimo essere in presenza di un’offerta che prevede la possibilità di tornare a produrre acciaio, con le dovute cautele e attenzioni dovremmo prenderla in seria considerazione”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è intervenuto con questa posizione alla riunione convocata a Roma.

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Aferpi: incontro al Mise, commissario  e sindacati con Calenda

Aferpi: incontro al Mise, commissario  e sindacati con Calenda

È in corso al ministero dello Sviluppo economico l’incontro tra il governo e le parti sociali sullo stabilimento Aferpi di Piombino (ex Lucchini), con i sindacati e il commissario straordinario Piero Nardi.

Al tavolo, per il Governo sono presenti il ministro dello Sviluppo, Carlo Calenda, e il viceministro, Teresa Bellanova. Per i sindacati, partecipano all’incontro Rosario Rappa segretario nazionale della Fiom Cgil, Rocco Palombella segretario generale della Uilm e Raffaele Apetino coordinatore nazionale Fim Cisl siderurgia.

La scorsa settimana il ministro Calenda ha incontrato a Roma il ceo di Cevital, Said Benikene, e i sindacati si aspettano di sapere oggi quali sono state le conclusione di quell”incontro e quali le decisioni del Governo per la salvaguardia occupazionale dei 1.800 lavoratori dello stabilimento.

Secondo l’Addendum sottoscritto al Mise lo scorso 30 giugno, Cevital ha tempo fino al 31 ottobre per presentare al Mise un partner con un nuovo piano industriale. Altrimenti, il contratto si intenderà rescisso.

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Aferpi , commissario: Cevital non ha adempiuto a obblighi

Aferpi , commissario: Cevital non ha adempiuto a obblighi

Il minstro Calenda: “ritengo sia prossimo il momento di ricercare soluzioni alternative”. Lo afferma nella nota sulla situazione dell’ex Lucchini di Piombino il ministro dello Sviluppo Calenda.

Il Commissario della Lucchini in amministrazione straordinaria, Pietro Nardi ha formalmente
contestato alle società Aferpi e Cevital l’inadempimento degli obblighi di prosecuzione delle attività produttive contrattualmente assunte, da ultimo il 30 giugno scorso, per lo
stabilimento ex Lucchini di Piombino, avendo constatato che alla data del 30 agosto scorso lo stabilimento era inattivo. Lo riferisce una nota del Mise, secondo cui le mancanze riscontrate sono “una manifestazione della gravità della situazione in cui
si trova l’azienda”.
  “Il confronto con Cevital è sempre stato franco e da parte nostra è stato fornito ogni possibile supporto”, ma “la mancanza di attendibilità degli impegni assunti da Cevital, confermati anche dalle difficoltà riscontrate in queste ultime settimane, sono difficilmente
accettabili e superabili. Per questo ritengo sia prossimo il momento di ricercare soluzioni alternative”. Lo afferma nella nota sulla situazione dell’ex Lucchini di Piombino il ministro
dello Sviluppo Calenda.

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Piombino: Aferpi, stop treno rotaie. Sindacati, alt contratto Cevital

Piombino: Aferpi, stop treno rotaie. Sindacati, alt contratto Cevital

Chiesto incontro urgente al Mise, ”trovare altri soggetti”.

Aferpi ha comunicato che il treno rotaie ad agosto non riprenderà l’attività
produttiva e i sindacati, non ritenendo più tollerabile questa situazione chiedono un incontro urgente al ministero dello sviluppo economico e la risoluzione del contratto con Cevital.

Dopo l’incontro, sarà organizzata un’assemblea con le segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm. “Il consiglio di fabbrica – spiegano in una nota di sindacati, rsu Aferpi e Piombino Logistic – dato che Aferpi non ha adempiuto al primo punto dell’addendum, motivo di risoluzione del contratto, chiede al governo di andare al superamento di Cevital.

Il governo acceleri e intensifichi i rapporti con i soggetti interessati al polo industriale piombinese con l’obiettivo di tornare a produrre acciaio, sapendo che per i progetti industriali il governo ha l’obbligo di garantire la piena occupazione dei diretti e
indiretti”.

“Durante la fase di transizione il governo dovrà garantire la continuità produttiva dei tre treni di laminazione per salvaguardare occupazione e mercato”.

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Aferpi: Rossi, serve contatto tra governi Italia e Algeria

Aferpi: Rossi, serve contatto tra governi Italia e Algeria

Il Governatore: “Rebrab, che ha difficoltà a portare via i soldi dall’Algeria per problemi legislativi del suo paese, allo stato attuale ha comunque messo 130 milioni nel canale di Piombino. Difficile che uno getti in acqua questa cifra perché non ha voglia di far nulla”

Un investimento così grosso tra due sponde del Mediterraneo  meriterebbe un
contatto tra i livelli più alti dello Stato italiano e quello algerino Anche allo scopo di superare le difficoltà di portare via dall’Algeria i finanziamenti verso l’Italia: lo ha detto oggi  il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, parlando coi
giornalisti in merito al progetto Aferpi per Piombino (Livorno).    Rossi è intervenuto oggi in Consiglio regionale per una serie di audizioni sulla vicenda ex Lucchini indette dalla commissione sviluppo economico. “Questa richiesta la pongo al Governo – ha  aggiunto – e al nostro presidente del Consiglio Gentiloni a cui ho parlato di queste cose anche personalmente, non molto tempo fa”.

Secondo Rossi per Aferpi ci sono “delle difficoltà di inserimento, e le banche stanno lontane anche perché sulla situazione di Piombino si sono scottate, tuttavia Rebrab, che ha difficoltà a portare via i soldi dall’Algeria per problemi
legislativi del suo paese, allo stato attuale ha comunque messo 130 milioni nel canale di Piombino. Difficile che uno getti in acqua questa cifra perché non ha voglia di far nulla”.

L’addendum al contratto con Cevital “rappresenta un passo avanti, con la ridefinizione di tempi e scadenze, ed è importante che sia stato firmato da
Aferpi, e soprattutto aver trovato con il Governo l’accordo sui lavoratori che pur vedendo decurtato lo stipendio manterranno il loro posto” ha aggiunto Rossi  “Aspettiamo il prossimo incontro – ha aggiunto – nel quale abbiamo chiesto ad Aferpi di portarci la prima ipotesi per la costruzione degli impianti per la logistica alimentare, e anche per riconfermare l’assegnazione della banchina del porto industriale. E poi per vedere nel dettaglio il progetto di pulizia e smantellamento dell’attuale stabilimento per il quale si dovranno impiegare molti lavoratori”. Secondo Rossi “entro ottobre Rebrab deve presentare il progetto finanziabile dalle banche  per il nuovo impianto siderurgico elettrico. Vedremo se questa scadenza verràrispettata da Rebrab, da solo o anche con altri soggetti”.
“A noi va bene anche questa altra soluzione ma la condizione fondamentale è che Piombino torni a produrre acciaio” e anche “il reimpiego di tutta l’occupazione deve essere assolutamente salvaguardato. Se dovesse subentrare qualche altro soggetto gli chiederemo di rispettare questo obiettivo”. Piombino, ha concluso, è “una città che solo tre anni fa era destinata al baratro e che ora sta attraversando una fase nella quale le prospettive per il futuro, per quanto complicate, ci sono, e quindi su questo bisogna insistere”.

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