A FORTE DEI MARMI ARRIVA “TRUMPEIDE”: CARICATURE DEL PRESIDENTE USA IN MOSTRA

Trumpeide Mostra Il nuovo inquilino della Casa Bianca ritratto da 60 disegnatori in diverse versioni ma tutte rigorosamente satiriche: è “Trumpeide” mostra allestita dal  al Museo della satira e della caricatura di Forte dei Marmi.

Sono 60 i disegnatori satirici, per un totale di 150 opere, che hanno accettato di dire la loro su Donald Trump, impugnando “la propria matita – spiegano i promotori – come un’arma per deridere Trump, per non soccombere al cospetto di un potere cieco e incontrollabile”.

Tra i disegnatori in mostra Liza Donnelly, firma del New Yorker, presenta un Donald che sa pronunciare solo parole di odio e paura; il burkinabé di adozione Damien Glez disegna un Trump petroliere, ignaro dei problemi dell’Africa e negazionista sul cambiamento climatico; l’egiziana Doaa Eladl paventa unaguerra nucleare tra Usa e Nord-Corea; la tunisina Nadia Khiari ironizza sulla messa al bando in Usa dei cittadini di sette Paesi musulmani; Andrzej Krauze mostra Trump che gioca a mosca cieca con Gran Bretagna ed Europa.

Ancora, il francese Pierre Ballouhey disegna l’incontro-scontro tra il Papa e Trump; il franco-sudamericano Pancho e l’olandese Tom Janssen fanno satira sulla contraddizione di voler riportare l’America ai fasti di un tempo mentre si trascura l’inquinamento ambientale; infine l’irlandese Martyn Turner gioca sui continui tweet, ovvero i “cinguettii, di Trump e l’espressione inglese “For the birds” (per gli uccelli), che significa in realtà “di nessun valore”.

Tra gli italiani, da Altan a Vincino, con una carrellata di battute al vetriolo sul sogno americano rovesciato con allusioni alle affinità con i dittatori del passato e del presente, fili spinati e limitazioni della libertà, muri, missili, armi e parole di odio sparse ai quattro venti.

Per tutte le informazioni visitare il sito (in corso di allestimento): http://www.museosatira.it/mostre/trumpeide/

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“REQUIEM FOR THE AMERICAN DREAM”: CHOMSKY ANALIZZA SOCIETA’ USA

 Chomsky

Lunedì 21 Giugno alle 21 presso il cinema Odeon il film “Noam Chomsky: Requiem for the american dream”: il grande filosofo americano racconta l’intreccio tra denaro e potere in America, da Washington a Trump.

 Un importante evento speciale al Cinema Odeon di Firenze, che presenta il film documentario “Noam Chomsky: Requiem for the american dream”. Il tema centrale è l’impatto dell’economia e in particolar modo dei mercati sull’ambiente politico, sociale e culturale statunitense. Chomsky, da sempre attivista politico, anarchico ed esponente della New Left, ripercorre in forma di decalogo i precetti per un sistema incentrato su potere e ricchezza, capace di autoalimentarsi a scapito della stragrande maggioranza della popolazione.

 Chomsky

Il presupposto è lo strettissimo legame tra ricchezza e potere, un “circolo vizioso” radicato nel sistema statunitense. Occorre considerare una particolare differenza tra la prassi politica americana e, ad esempio, quella europea: negli Stati Uniti l’ingente costo delle campagne elettorali è a carico di privati, perlopiù di industriali, disposti a finanziarle avendo un ritorno in termini di potere (futuri privilegi da parte di chi “fa le leggi”).

Chomsky

Lo scenario messo in luce da Chomsky è dominato dalla creazione di fenomeni mediatici di massa capaci di distrarre la popolazione dalla pretesa di costituire un potere a tutti gli effetti democratico. Si parla per esempio del benessere, della creazione di nuovi bisogni nella cui soddisfazione risiede il motore del mercato a vantaggio della stessa ricchezza (considerata come un vera e propria classe sociale).

Chomsky

E ancora, il sistema del precariato, che impedisce ai lavoratori di rivendicare, per esempio, il diritto di aggregazione; lo sfruttamento dell’irrazionalità dell’uomo che si trova a fare una scelta (politica, commerciale, eccetera) sulla base di informazioni incomplete o inesistenti fornite da spot pubblicitari che puntano sulla spettacolarizzazione di prodotti, persone e idee. È difficile non percepire nelle parole di Chomsky uno spaccato della nostra contemporaneità, anche europea. Di qui nasce la preoccupazione per un futuro dominato dall’individualismo economico e dalla perdita della dimensione umana e civile della società.

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 Chomsky

Lunedì 21 Giugno alle 21 presso il cinema Odeon il film “Noam Chomsky: Requiem for the american dream”: il grande filosofo americano racconta l’intreccio tra denaro e potere in America, da Washington a Trump.

 Un importante evento speciale al Cinema Odeon di Firenze, che presenta il film documentario “Noam Chomsky: Requiem for the american dream”. Il tema centrale è l’impatto dell’economia e in particolar modo dei mercati sull’ambiente politico, sociale e culturale statunitense. Chomsky, da sempre attivista politico, anarchico ed esponente della New Left, ripercorre in forma di decalogo i precetti per un sistema incentrato su potere e ricchezza, capace di autoalimentarsi a scapito della stragrande maggioranza della popolazione.

 Chomsky

Il presupposto è lo strettissimo legame tra ricchezza e potere, un “circolo vizioso” radicato nel sistema statunitense. Occorre considerare una particolare differenza tra la prassi politica americana e, ad esempio, quella europea: negli Stati Uniti l’ingente costo delle campagne elettorali è a carico di privati, perlopiù di industriali, disposti a finanziarle avendo un ritorno in termini di potere (futuri privilegi da parte di chi “fa le leggi”).

Chomsky

Lo scenario messo in luce da Chomsky è dominato dalla creazione di fenomeni mediatici di massa capaci di distrarre la popolazione dalla pretesa di costituire un potere a tutti gli effetti democratico. Si parla per esempio del benessere, della creazione di nuovi bisogni nella cui soddisfazione risiede il motore del mercato a vantaggio della stessa ricchezza (considerata come un vera e propria classe sociale).

Chomsky

E ancora, il sistema del precariato, che impedisce ai lavoratori di rivendicare, per esempio, il diritto di aggregazione; lo sfruttamento dell’irrazionalità dell’uomo che si trova a fare una scelta (politica, commerciale, eccetera) sulla base di informazioni incomplete o inesistenti fornite da spot pubblicitari che puntano sulla spettacolarizzazione di prodotti, persone e idee. È difficile non percepire nelle parole di Chomsky uno spaccato della nostra contemporaneità, anche europea. Di qui nasce la preoccupazione per un futuro dominato dall’individualismo economico e dalla perdita della dimensione umana e civile della società.

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